domenica 1 febbraio 2009

Mirrormask


Per pura legge di compensazione, ogni tanto un film carino bisogna pur vederlo.
Approfittando di un buco televisivo prima della nuova puntata di Journeyman (puntata che doveva essere solo una e invece ne sono state trasmesse due, costringendomi a una registrazione fuori programma, ma è un altro discorso...), mi sono guardato un film tratto da uno scritto di Neil Gaiman: Mirrormask.
Si tratta di una vicenda surreale sospesa tra realtà e sogno, che a tratti ricorda Labyrinth e a tratti Alice nel Paese delle Meraviglie, con scenografie tanto improbabili quanto affascinanti.
È la storia di una giovane circense, Helena (con l'H rigorosamente aspirata), insoddisfatta della sua vita e amante del disegno.
Quando sua madre deve essere ricoverata per un tumore al cervello, la vita di Helena rischia il crollo. Lei è ospite di sua zia, mentre il circo di suo padre sembra sull'orlo del fallimento, e sua madre sta per essere sottoposta al delicato intervento che la sua condizione richiede.
Una notte, Helena si sveglia da un sogno e, apparentemente, precipita in un altro, incontrando un giocoliere, Valentine, che ha perennemente una maschera sul viso, e con cui è costretta a darsi alla fuga per evitare di esere catturata da delle letali "ombre".
Finisce così in un mondo assurdo, ma al tempo stesso estremamente simile ai suoi disegni. Un luogo diviso in due città, una di luce e una di tenebre, che sta però collassando poiché alla regina bianca è stato rubato "il talismano" e ora lei non riesce più a svegliarsi per mantenere l'equilibrio.
Sventuratamente, nessuno sa cosa sia, come sia fatto o dove si trovi questo famigerato talismano.
Helena decide di cercarlo, per quanto impossibile possa apparire il compito, e assieme a Valentine si inoltra in questo mondo fantastico, dove i libri volano come farfalle, i pesci svolazzano per le strade e alcune finestre, alcune ma non tutte, le permettono di guardare nella sua stanza del mondo reale, dove apparentemente un'altra sé stessa sta facendo tutte le cose che lei non farebbe mai.
Con l'aiuto del simpaticissimo "Libro veramente utile", la... uhm... collaborazione di Valentine e l'ostacolo rappresentato dalle ombre e dalla Regina Nera, Helena dovrà quindi riuscire a recuperare la Mirrormask, il famigerato talismano, per tornare nel suo mondo e ripristinare l'equilibrio, prima che la ragazza che ha preso il suo posto trovi il modo di impedirglielo per sempre.

L'intero film, perfino le parti più "realistiche", ha un'atmosfera fiabesca e onirica, che raggiunge ovviamente il culmine durante gli eventi che si svolgono nell'altro mondo (la maggior parte della pellicola, in effetti), popolato dalle creature più strane e governato da strane leggi fisiche. Il finale, come spesso accade in questo genere di pellicole, lascia in dubbio sul fatto che gli eventi si siano effettivamente svolti o siano semplicemente stati un sogno della protagonista. Tuttavia si tratta di un dettaglio che diviene irrilevante di fronte alla storia in sé, nonché all'happy ending che non lascia l'amaro in bocca come spesso accade.
Si potrebbe fare un trattato a parte su tutte le metafore contenute o accennate nella trama, ma al momento mi accontento di dire che il film mi è piaciuto. ^_^

2 commenti:

Pierpaolo ha detto...

Sarà ma dalla recensione preferirei vedere Subspecies ^___-

Fed ha detto...

secondo me è solo perché in Mirrormask non ci sono i puffi bulldog!