Colour from the dark è un film horror italiano, per quanto recitato in inglese.
Quindi sì, parlarne male è un po' come sparare sulla croce rossa con una testata nucleare. D'altra parte, è un po' come se la croce rossa stesse lì a istigare la pressione del pulsante con tutto il suo impegno...
Il film è ispirato a un racconto quasi omonimo di Lovecraft, nel quale un meteorite porta sulla Terra una qualche creatura i cui influssi fanno impazzire e poi uccidono dei poveri contadini.
Nel film, di meteoriti non c'è traccia alcuna.
La pellicola è ambientata in Italia nel 1940 circa. Protagonisti sono Pietro, un contadino, sua moglie Lucia e la di lei sorella Alice, ritardata, che non parla e va sempre in giro con una bambola (brutta) di nome Rosina.
La prima sequenza del film è un incubo di Alice, ed è forse l'unica parte dell'intera pellicola che abbia senso guardare. Non c'entra praticamente nulla col resto, ma è inquietante al punto giusto, specialmente per il modo in cui la ragazza pare usi la bambola per guardare dove sta andando e poi si faccia riferire ciò che ha visto.
Per inciso, durante il film più o meno tutti in un momento o nell'altro avranno degli incubi il cui impatto sulla trama sarà, per lo più, misero, o più spesso del tutto nullo.
In un'altra casa di questo villaggio di... uhm... sei abitanti forse... ci sono Anna e suo nonno Giovanni che ospitano un'ebrea, Teresa. Quest'ultima appare in due scene. Nella seconda, qualcuno che non vedremo mai le spara in testa. Vedremo più volte il suo cadavere in vari stadi di decomposizione. Mai, comunque, la sua esistenza, la sua uccisione o il suo cadavere avranno anche lontanamente a che vedere con la trama e gli eventi del resto del film.
I problemi iniziano quando Alice, tentando di prendere dell'acqua dal pozzo, fa cadere il secchio dentro quest'ultimo.
Cercando di recuperarlo con un arnese apposito, Pietro buca il fondo del pozzo.
Ora, dopo aver detto questo, potrei chiudere qui e sarebbe già chiaro cosa c'è che non va nel film.
Fatto sta che dal buco scaturisce un miasma fetido e l'acqua del pozzo inizia (quando le gira) a brillare. Pietro decide comunque, con grande senso pratico, che è buona, e amen.
Sulle prime, l'acqua sembra avere caratteristiche positive: a Pietro guarisce un ginocchio malato, Alice inizia a parlare e gli ortaggi della fattoria maturano miracolosamente nell'arco di una giornata, crescendo enormi (per quanto amari).
Poi, però, Lucia inizia a impazzire. Si fa del male da sola, per cui Pietro ritiene utile rinchiuderla nel granaio, che per qualche ragione è al piano di sopra della casa, non contiene alcuna traccia di grano, ma in cambio è pieno di cose che Lucia potrebbe usare per farsi ancora più male (ma che Pietro avesse problemi di senso pratico si era già notato, del resto). A questo punto compare dal nulla l'unico altro essere vivente della zona, Don Mario, che cerca inutilmente di esorcizzare Lucia e viene invece ammazzato con un crocifisso infilato in un occhio.
Poi Lucia uccide Alice abbracciandola troppo forte, e Pietro la seppellisce.
Poi arriva Luigi, il fratello di Pietro di ritorno dalla guerra. Nonostante Pietro non voglia (ma non è che faccia qualcosa per impedirglielo) va a vedere Lucia, che lo uccide... spruzzandogli in faccia del sangue con una roncola. Cioè, in teoria lo uccide a roncolate, ma in sostanza più che sporcarlo di sangue non fa.
Il giorno dopo, Giovanni va a vedere come sta Pietro. Trova Lucia, che gli muore davanti. Poi Pietro, che intanto è impassito a sua volta, lo uccide e va in un'altra stanza a lagnarsi. Intanto arriva Anna, che trova suo nonno morto, e mentre è lì a piangerlo rivediamo Alice, uscita dalla tomba, che prima poggia un crocifisso comparso dal nulla sul muoretto del pozzo (dove si scioglie), poi butta nel pozzo Rosina, poi appare dietro Anna, ma in realtà non è lì.
Il film si chiude con Pietro, invecchiatissimo in quei pochi minuti, che muore lagnandosi.
Questa cosa dura un'ora e mezza, un'ora e mezza in cui fondamentalmente accadono dieci minuti di eventi, distribuiti in otto giorni di tempo del film, scanditi da immagini della verdura che passa da matura a marcia, ad avvizzita (come si possa passare da marcio ad avvizzito è un mistero) ad ammuffita a secca. Dire che è lento è un po' come affermare che le tartarughe corrono a fianco di Bolt quando si allena e ogni tanto lo doppiano.
Il lato positivo è che ha comunque più trama e senso de Le Streghe di Salem, e dura cinque minuti in meno.
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domenica 18 agosto 2013
sabato 9 giugno 2012
Quella casa nel bosco
Vi siete mai domandati perché i personaggi dei classici film horror ricadano sempre nelle stesse categorie, nei medesimi archetipi?
O perché compiano sempre le solite (stupide) azioni, come mettersi ad amoreggiare nei luoghi più improbabili, andare verso il pericolo anziché cercare di evitarlo e separarsi quando proprio non sarebbe il caso?
Bene, guardate Quella casa nel bosco (The cabin in the woods) e lo saprete.
Scritto e prodotto da Joss Whedon (scritto anche dal tipo che ha scritto Cloverfield, ma non fa danno), questo film è riuscito a sorprendermi piacevolmente.
È una vera chicca per gli appassionati di horror, ma non ho dubbi che potrebbe risultare piacevole anche a chi non ne va matto.
E visto che mi è piaciuto, non ne parlerò più di tanto. Parlare di un film orribile ha senso, farlo di uno bello significa rovinarne la visione a chi volesse goderselo, perciò meglio tacere. ^_^
O perché compiano sempre le solite (stupide) azioni, come mettersi ad amoreggiare nei luoghi più improbabili, andare verso il pericolo anziché cercare di evitarlo e separarsi quando proprio non sarebbe il caso?
Bene, guardate Quella casa nel bosco (The cabin in the woods) e lo saprete.
Scritto e prodotto da Joss Whedon (scritto anche dal tipo che ha scritto Cloverfield, ma non fa danno), questo film è riuscito a sorprendermi piacevolmente.
È una vera chicca per gli appassionati di horror, ma non ho dubbi che potrebbe risultare piacevole anche a chi non ne va matto.
E visto che mi è piaciuto, non ne parlerò più di tanto. Parlare di un film orribile ha senso, farlo di uno bello significa rovinarne la visione a chi volesse goderselo, perciò meglio tacere. ^_^
domenica 13 maggio 2012
La furia dei titani
La furia dei titani è il seguito di Scontro tra Titani, a sua volta remake di Scontro di Titani.
Va detto che io sono tra coloro che ritengono che ben di rado un sequel sia anche solo al livello del primo film, meno che mai migliore (è, invece, spesso probabile che sia un'emerita schifezza). Le eccezioni sono davvero poche, tuttavia è probabile che a essere il sequel di una ciofeca si possa a volte partire avvantaggiati, perché mentre guardavo il film non riuscivo a esimermi dal pensare che fosse molto migliore del precedente.
In seguito, sono anche andato a rileggermi la recensione che avevo fatto all'epoca, ricordandomi alcune cose che avevo rimosso e rafforzando la convinzione che, a confronto, il sequel sia oro puro (se non altro, non è pieno di gente che dice delle cose tanto per dire senza che poi corrispondano anche per sbaglio alla realtà).
Sia chiaro, non è che lo si possa definire un bel film, e non è improbabile che io sia stato anche influenzato dalla recente visione di Immortals, al cui confronto diversi film acquisiscono improvvisamente molti punti. Ciò non toglie che, in quanto a livello di idiozia, il secondo capitolo delle avventure di Perseo abbia molto da insegnare al primo.
Le vicende iniziano con Perseo che, ormai vedovo, vive col figlio in un villaggio di pescatori e fa (sopresa) il pescatore. A un tratto però va a fargli visita suo padre Zeus che gli chiede aiuto perché i mortali hanno smesso di rivolgere le loro preghiere agli dei (di nuovo? Ma non stava già succedendo nel primo film? Anche se in effetti lì erano solo gli abitanti di Argo, ma in apparenza questo era sufficiente a causare l'indebolimento degli dei). Come da copione, Perseo se ne frega altamente. Tuttavia Zeus gli fa presente che se gli dei perdono i loro poteri divengono mortali, muoiono, e tutto ciò che hanno fatto cessa di esistere: nello specifico, le mura del Tartaro stanno crollando e Chronus (perché non "Crono" proprio non lo so) sta per liberarsi e potrebbe attaccare i mortali.
Perseo grossomodo continua a fregarsene. Dice che non vuole lasciare il figlio, che ha promesso che non gli avrebbe mai fatto impugnare un'arma (sì ma, scusa, chi te l'ha chiesto?) e tutti i classici chiché del genere.
Zeus se ne va e, assieme ad Ares e Poseidone, si reca da Ade (sì, proprio suo fratello Ade, quello che aveva tentato di ammazzarlo nel film precedente) chiedendo il suo aiuto. In realtà, Ares e Ade si sono accordati con Chronus e imprigionano Zeus per rubargli il potere (quello che aveva già perso) e usarlo per aiutare Chronus a liberarsi (il che è curioso visto che a quanto pare basterebbe eliminare Zeus e, di conseguenza, i suoi poteri che trattengono il titano. Si farebbe anche prima).
Dopo aver picchiato Zeus con evidente soddisfazione, Ares gli ruba la saetta e... uhm... fa qualcosa che sembra generare dei draghi coi bruciori di stomaco (sputano un sacco di fumo).
Uno di questi (che scopriremo poi essere una chimera) piove dal cielo tipo meteora sul villaggio di Perseo e inizia a fare una strage. Perseo a questo punto ha poca scelta: recupera la sua spada laser (che non è più laser, si sarà dimenticato di ricaricarla) da una botola sotto un tavolino fuori dalla porta di casa sua (non so se preoccuparmi più per l'elevato livello di sicurezza o per il fatto che tenga un tavolino fuori dalla porta) e dà prova della sua grande conoscenza di mostri urlando a tutti di stare lontano perché "il suo veleno prende fuoco".
Ora, sia chiaro, la conoscenza ha poco a che fare col fuoco (che era evidente a tutti dal primo secondo) o col dover stare lontani (che era chiaro anche senza fuoco, quante persone ci terrebbero a stare vicine a un mostro ruggente e inca$$ato?) quanto al fatto che la cosa abbia del veleno, informazione che non si capisce da dove arrivi o a che serva (non si capisce, in effetti, neanche a che serva del veleno che va a fuoco appena lo si sputa).
Sconfitto il mostro, Perseo decide di portare suo figlio al tempio di Zeus per parlare col padre. Il tempio, però, è deserto e in rovina. A un tratto arriva Poseidone, ferito, che chiede aiuto a Perseo e gli dice che deve recarsi negli inferi per salvare Zeus. Gli dice anche di cercare suo figlio (suo di Poseidone) Agenore per farsi condurre dal dio caduto. Dopo aver consegnato a Perseo il suo tridente, il dio diventa una statua e poi si riduce in polvere.
Non appena Perseo decide di partire, arriva Pegaso che lesto lo porta all'accampamento della regina Andromeda.
Quest'ultima sta da tempo (e pare con scarso successo) combattendo le chimere, ma è subito pronta ad aiutare l'eroe e lo accompagna da Agenore, un ladro mezzo deficiente che tiene nelle carceri.
Agenore acconsente di aiutarli e parte assieme a Perseo (tecnicamente suo cugino) e Andromeda per andare a cercare il dio caduto: Efesto.
Dopo un viaggio per mare guidato dal tridente di Poseidone e un piccolo scontro con dei ciclopi, i nostri arrivano da Efesto e qui scopriamo che:
1 - Efesto è Leonardo da Vinci
2 - Efesto parla con la civetta meccanica del film originale, apparsa in un cameo nel remake e che di conseguenza proprio non può essere lì, visto che era da tutt'altra parte.
3 - Il Tartaro, progettato e costruito da Efesto stesso, è in realtà la Morte Nera, con tanto di corridoio in cui infilarsi per arrivare all'interno. (Questo è vero solo qui: una volta arrivati a destinazione la cosa è totalmente diversa da come viene prospettata in questa scena).
Questa è la parte del film che più si avvicina al livello di idiozia del precedente. Tanto per cominciare, Perseo non sta cercando un modo di entrare nel Tartaro ma uno di andare nell'Ade (dove, peraltro, è già stato nel primo film, per cui tanto complicato non dovrebbe essere). Per seconda cosa, all'inizio era stato detto che il Tartaro si stava indebolendo perché creato dal potere di Zeus che stava svanendo, invece scopriamo che è stato creato da Efesto, che di potere non ne ha più da un pezzo.
Comunque sia, i nostri vanno all'ingresso segreto del Tartaro, si scontrano con Ares e poi, col sacrificio di Efesto, entrano nel Labirinto (eh?) dove Perseo affronta una specie di Minotauro (eh?) e scopre che in realtà il Tartaro non è la Morte Nera ma Hogwarts, con tanto di passaggi che si muovono e ricompongono sotto i suoi piedi.
Qui, Perseo libera un moribondo Zeus che, intanto, era quasi riuscito a convincere Ade a lasciarlo andare, ma Ares ha attaccato suo zio (che sappiamo essere molto più potente di lui, machissenefrega) impedendoglielo.
Ares e Ade erano precipitati in un abisso, ma il primo torna in tempo per lanciare il forcone di Ade nella schiena di Zeus (praticamente regalandolo ai suoi nemici, cosa più importante di quel che sembri visto che, assieme al tridente di Poseidone e alla Saetta di Zeus, compone l'unica arma in grado di sconfiggere Chronus, come era stato fatto in passato).
Con Zeus più morto che vivo, i nostri si preparano alla battaglia contro Chronus. Si preparano molto bene, solo che invece di Chronus arrivano delle creature con due torsi. Buon per loro, visto che la preparazione che avevano fatto includeva trincee infuocate e proiettili in fiamme, che di certo sarebbero stati utilissimi contro Chronus... visto che è un gigante di magma!
Perseo chiede a suo fratello Ares di incontrarlo al tempio di Zeus.
Intanto, riappare Ade che fa ringiovanire Zeus di diecimila anni (eh?) perdonandolo (eh?) e assieme i due vanno in giro a distruggere mostri.
Ares si presenta all'appuntamento col figlio di Perseo, dicendo che vuole farlo assistere alla morte di quest'ultimo e vuole che "veda come ci si sente quando qualcuno ti porta via tuo padre davanti a te" (da come lo dice sembra che qualcuno lo abbia fatto a lui, ma se sì è stato lui stesso... mah!)
Dopo un lungo scontro nel quale apprendiamo che la testa di Perseo è più dura della pietra (Ares gliela sbatte contro una serie di colonne e poi gliela prende a calci mentre è appoggiata a un altare: colonne e altare vanno in pezzi, la testa no), Ares viene ucciso e la possente Lancia della Triade riformata.
Perseo parte in groppa a Pegaso per affontare Chronus (più o meno) e lo distrugge (la lancia lo fa esplodere, interessante però che fosse già stato sconfitto con quella e fosse ancora vivo). Dopodiché decide di regalare al figlio la sua spada, mentre Andromeda si prepara a continuare la guerra contro... uh... contro chi? Ares è stato ucciso, Chronos pure, le truppe erano loro... err...
Zeus muore. Ade dice di aver perso i poteri. Dice che non ci saranno mai più dei. Poi dice a Perseo di usare con cura il suo potere (divino...)
Scene interessanti da notare:
- verso la fine, Agenore si presenta al figlio di Perseo che lo saluta, poi gli dice il nome della tizia che gli sta curando le ferite e questo fa sì che il ragazzino si metta a ridere come un idiota senza alcuna ragione.
- quando Perseo sta accampando scuse per non aiutare Zeus, la tata di suo figlio gli fa notare che "chi ha un potere ha anche dei doveri" (non è inquadrato Stan Lee e/o Peter Parker che chiede i diritti).
Va detto che io sono tra coloro che ritengono che ben di rado un sequel sia anche solo al livello del primo film, meno che mai migliore (è, invece, spesso probabile che sia un'emerita schifezza). Le eccezioni sono davvero poche, tuttavia è probabile che a essere il sequel di una ciofeca si possa a volte partire avvantaggiati, perché mentre guardavo il film non riuscivo a esimermi dal pensare che fosse molto migliore del precedente.
In seguito, sono anche andato a rileggermi la recensione che avevo fatto all'epoca, ricordandomi alcune cose che avevo rimosso e rafforzando la convinzione che, a confronto, il sequel sia oro puro (se non altro, non è pieno di gente che dice delle cose tanto per dire senza che poi corrispondano anche per sbaglio alla realtà).
Sia chiaro, non è che lo si possa definire un bel film, e non è improbabile che io sia stato anche influenzato dalla recente visione di Immortals, al cui confronto diversi film acquisiscono improvvisamente molti punti. Ciò non toglie che, in quanto a livello di idiozia, il secondo capitolo delle avventure di Perseo abbia molto da insegnare al primo.
Le vicende iniziano con Perseo che, ormai vedovo, vive col figlio in un villaggio di pescatori e fa (sopresa) il pescatore. A un tratto però va a fargli visita suo padre Zeus che gli chiede aiuto perché i mortali hanno smesso di rivolgere le loro preghiere agli dei (di nuovo? Ma non stava già succedendo nel primo film? Anche se in effetti lì erano solo gli abitanti di Argo, ma in apparenza questo era sufficiente a causare l'indebolimento degli dei). Come da copione, Perseo se ne frega altamente. Tuttavia Zeus gli fa presente che se gli dei perdono i loro poteri divengono mortali, muoiono, e tutto ciò che hanno fatto cessa di esistere: nello specifico, le mura del Tartaro stanno crollando e Chronus (perché non "Crono" proprio non lo so) sta per liberarsi e potrebbe attaccare i mortali.
Perseo grossomodo continua a fregarsene. Dice che non vuole lasciare il figlio, che ha promesso che non gli avrebbe mai fatto impugnare un'arma (sì ma, scusa, chi te l'ha chiesto?) e tutti i classici chiché del genere.
Zeus se ne va e, assieme ad Ares e Poseidone, si reca da Ade (sì, proprio suo fratello Ade, quello che aveva tentato di ammazzarlo nel film precedente) chiedendo il suo aiuto. In realtà, Ares e Ade si sono accordati con Chronus e imprigionano Zeus per rubargli il potere (quello che aveva già perso) e usarlo per aiutare Chronus a liberarsi (il che è curioso visto che a quanto pare basterebbe eliminare Zeus e, di conseguenza, i suoi poteri che trattengono il titano. Si farebbe anche prima).
Dopo aver picchiato Zeus con evidente soddisfazione, Ares gli ruba la saetta e... uhm... fa qualcosa che sembra generare dei draghi coi bruciori di stomaco (sputano un sacco di fumo).
Uno di questi (che scopriremo poi essere una chimera) piove dal cielo tipo meteora sul villaggio di Perseo e inizia a fare una strage. Perseo a questo punto ha poca scelta: recupera la sua spada laser (che non è più laser, si sarà dimenticato di ricaricarla) da una botola sotto un tavolino fuori dalla porta di casa sua (non so se preoccuparmi più per l'elevato livello di sicurezza o per il fatto che tenga un tavolino fuori dalla porta) e dà prova della sua grande conoscenza di mostri urlando a tutti di stare lontano perché "il suo veleno prende fuoco".
Ora, sia chiaro, la conoscenza ha poco a che fare col fuoco (che era evidente a tutti dal primo secondo) o col dover stare lontani (che era chiaro anche senza fuoco, quante persone ci terrebbero a stare vicine a un mostro ruggente e inca$$ato?) quanto al fatto che la cosa abbia del veleno, informazione che non si capisce da dove arrivi o a che serva (non si capisce, in effetti, neanche a che serva del veleno che va a fuoco appena lo si sputa).
Sconfitto il mostro, Perseo decide di portare suo figlio al tempio di Zeus per parlare col padre. Il tempio, però, è deserto e in rovina. A un tratto arriva Poseidone, ferito, che chiede aiuto a Perseo e gli dice che deve recarsi negli inferi per salvare Zeus. Gli dice anche di cercare suo figlio (suo di Poseidone) Agenore per farsi condurre dal dio caduto. Dopo aver consegnato a Perseo il suo tridente, il dio diventa una statua e poi si riduce in polvere.
Non appena Perseo decide di partire, arriva Pegaso che lesto lo porta all'accampamento della regina Andromeda.
Quest'ultima sta da tempo (e pare con scarso successo) combattendo le chimere, ma è subito pronta ad aiutare l'eroe e lo accompagna da Agenore, un ladro mezzo deficiente che tiene nelle carceri.
Agenore acconsente di aiutarli e parte assieme a Perseo (tecnicamente suo cugino) e Andromeda per andare a cercare il dio caduto: Efesto.
Dopo un viaggio per mare guidato dal tridente di Poseidone e un piccolo scontro con dei ciclopi, i nostri arrivano da Efesto e qui scopriamo che:
1 - Efesto è Leonardo da Vinci
2 - Efesto parla con la civetta meccanica del film originale, apparsa in un cameo nel remake e che di conseguenza proprio non può essere lì, visto che era da tutt'altra parte.
3 - Il Tartaro, progettato e costruito da Efesto stesso, è in realtà la Morte Nera, con tanto di corridoio in cui infilarsi per arrivare all'interno. (Questo è vero solo qui: una volta arrivati a destinazione la cosa è totalmente diversa da come viene prospettata in questa scena).
Questa è la parte del film che più si avvicina al livello di idiozia del precedente. Tanto per cominciare, Perseo non sta cercando un modo di entrare nel Tartaro ma uno di andare nell'Ade (dove, peraltro, è già stato nel primo film, per cui tanto complicato non dovrebbe essere). Per seconda cosa, all'inizio era stato detto che il Tartaro si stava indebolendo perché creato dal potere di Zeus che stava svanendo, invece scopriamo che è stato creato da Efesto, che di potere non ne ha più da un pezzo.
Comunque sia, i nostri vanno all'ingresso segreto del Tartaro, si scontrano con Ares e poi, col sacrificio di Efesto, entrano nel Labirinto (eh?) dove Perseo affronta una specie di Minotauro (eh?) e scopre che in realtà il Tartaro non è la Morte Nera ma Hogwarts, con tanto di passaggi che si muovono e ricompongono sotto i suoi piedi.
Qui, Perseo libera un moribondo Zeus che, intanto, era quasi riuscito a convincere Ade a lasciarlo andare, ma Ares ha attaccato suo zio (che sappiamo essere molto più potente di lui, machissenefrega) impedendoglielo.
Ares e Ade erano precipitati in un abisso, ma il primo torna in tempo per lanciare il forcone di Ade nella schiena di Zeus (praticamente regalandolo ai suoi nemici, cosa più importante di quel che sembri visto che, assieme al tridente di Poseidone e alla Saetta di Zeus, compone l'unica arma in grado di sconfiggere Chronus, come era stato fatto in passato).
Con Zeus più morto che vivo, i nostri si preparano alla battaglia contro Chronus. Si preparano molto bene, solo che invece di Chronus arrivano delle creature con due torsi. Buon per loro, visto che la preparazione che avevano fatto includeva trincee infuocate e proiettili in fiamme, che di certo sarebbero stati utilissimi contro Chronus... visto che è un gigante di magma!
Perseo chiede a suo fratello Ares di incontrarlo al tempio di Zeus.
Intanto, riappare Ade che fa ringiovanire Zeus di diecimila anni (eh?) perdonandolo (eh?) e assieme i due vanno in giro a distruggere mostri.
Ares si presenta all'appuntamento col figlio di Perseo, dicendo che vuole farlo assistere alla morte di quest'ultimo e vuole che "veda come ci si sente quando qualcuno ti porta via tuo padre davanti a te" (da come lo dice sembra che qualcuno lo abbia fatto a lui, ma se sì è stato lui stesso... mah!)
Dopo un lungo scontro nel quale apprendiamo che la testa di Perseo è più dura della pietra (Ares gliela sbatte contro una serie di colonne e poi gliela prende a calci mentre è appoggiata a un altare: colonne e altare vanno in pezzi, la testa no), Ares viene ucciso e la possente Lancia della Triade riformata.
Perseo parte in groppa a Pegaso per affontare Chronus (più o meno) e lo distrugge (la lancia lo fa esplodere, interessante però che fosse già stato sconfitto con quella e fosse ancora vivo). Dopodiché decide di regalare al figlio la sua spada, mentre Andromeda si prepara a continuare la guerra contro... uh... contro chi? Ares è stato ucciso, Chronos pure, le truppe erano loro... err...
Zeus muore. Ade dice di aver perso i poteri. Dice che non ci saranno mai più dei. Poi dice a Perseo di usare con cura il suo potere (divino...)
Scene interessanti da notare:
- verso la fine, Agenore si presenta al figlio di Perseo che lo saluta, poi gli dice il nome della tizia che gli sta curando le ferite e questo fa sì che il ragazzino si metta a ridere come un idiota senza alcuna ragione.
- quando Perseo sta accampando scuse per non aiutare Zeus, la tata di suo figlio gli fa notare che "chi ha un potere ha anche dei doveri" (non è inquadrato Stan Lee e/o Peter Parker che chiede i diritti).
domenica 29 aprile 2012
Immortals
La presentazione di questo film diceva che fa rivivere il mito di Teseo. Il che è indubbiamente vero, finché si intende dire che lo massacra, lo squarta, poi rimette insieme i pezzi a casaccio e li resuscita col collaudato metodo del Dr Frankenstein.
È d'altra parte vero che si tratta di un film indimenticabile: dubito che riuscirò mai a rimuovere dalla mia mente la più incredibile raccolta di costumi ridicoli ed esagerati mai vista al di fuori di un film ambientato nei locali di Las Vegas (e a ben pensarci neanche mai vista in quelli).
Il film inizia mostrandoci un cubo nel quale sono rinchiusi in file serrate dei tizi tutti uguali, con buffi elmetti rossi e corpi coperti di fango secco, che per qualche ragione mordono delle sbarre. A occhio e croce sono due dozzine di individui (ricordatevelo). Di colpo arriva un tipo armato di arco e colpisce il cubo. A questo punto una donna si sveglia e, parlando in una qualche lingua sottotitolata, dice di aver avuto una visione di Re Iperione che cerca l'arco di Epiro per liberare i Titani. Attorno a lei ci sono altre tre ragazze (una delle quali secondo me è un uomo).
Qui una voce narrante ci racconta come, prima dell'esistenza del genere umano, nei cieli ci sia stata una guerra tra immortali, durante la quale andò perduta una potentissima arma, l'arco di Epiro. I vincitori di questa guerra furono gli dei. Gli sconfitti, i titani, vennero imprigionati nelle viscere del monte Tartaro.
Neanche il tempo di assimilare la cosa, e un tipo mascherato, che sappiamo essere Iperione, fa irruzione nel tempio in cui si trovavano le quattro ragazze, che però se ne sono andate perché la prima aveva previsto il suo arrivo.
Si sono in cambio lasciate dietro un mucchio di sacerdoti usa e getta, che compaiono sempre e solo uno per volta.
Il primo che vediamo ha una discussione con Iperione sul perché voglia liberare i titani. Iperione fa la classica tirata sul fatto che gli dei non ci fossero quando aveva bisogno di loro, poi si toglie la maschera e scopriamo che in effetti è inca$$ato perché ha il volto di Mickey Rourke molto post-9 settimane e mezzo (questo perché è Mickey Rourke molto post-9 settimane e mezzo) con un vago sfregio da un lato.
Scopriamo anche che i sacerdoti di questo tempio sono infiammabili: basta un pochino di olio in testa, una torcia e ardono come falò.
Cambio di scena. Un ragazzo di nome Teseo (che con il Teseo del mito ha in comune solo il nome anche se si suppone che sia proprio quello) sta allenandosi in compagnia del suo vecchio mentore.
Questa scena ci dà anche un primo assaggio di come sarà la maggioranza dei dialoghi del film, coi due che si scambiano all'incirca queste battute:
Vecchio: "Dovresti anche trovarti una moglie"
Teseo: "Che me ne faccio?"
Vecchio: "Non basta saper combattere, bisogna anche avere una ragione per farlo"
(e notare che fin qui ha quasi senso, se hai una famiglia combatti per proteggerla, OK)
Teseo: "Combatto per quelli che amo"
(e in teoria questo è quello che il vecchio voleva, per cui, ovviamente...)
Vecchio: "E a tutti gli altri non ci pensi?"
(eh!?!)
Teseo: "Gli altri non hanno mai fatto niente per me"
Vecchio (ormai precipitato in un'altra conversazione con chissà chi e chissà dove): "E i deboli e gli innocenti chi li proteggerà?"
Questo sarà il segno distintivo di una buona metà dei restanti dialoghi, pieni di assurdi non sequitur.
Abbiamo poi modo di scoprire che Teseo ha una madre e che è l'unico uomo al mondo che di giorno va in giro con una minitunica ma di notte per dormire si mette i pantaloni.
Intanto, dopo una bella inquadratura panoramica del suo villaggio scavato nel fianco di una montagna a picco sul mare e raggiungibile solo attraverso una specie di tunnel (che dà l'idea di essere il luogo più difendibile della Terra), qualcuno suona una campana d'allarme che ha l'aspetto di un enorme buco della serratura. Arrivano dei soldati e spiegano alla popolazione che Iperione ha conquistato il tempio sibillino e che il villaggio deve essere evacuato prima che arrivi anche lì, perché è troppo forte per combatterlo.
Viene chiarito che chiunque possa partirà il giorno stesso, chi ha bisogno di più tempo, come vecchi e infermi, partirà il giorno dopo, e comunque verranno lasciati dei soldati per difenderli fino a quel momento.
Poco dopo, Teseo è pronto a partire e un tizio a caso gli dice che non può e che deve partire il giorno dopo assieme ai contadini e agli indesiderabili (ma non erano vecchi e infermi che dovevano partire il giorno dopo?) Lui reagisce, butta a terra il tizio... poi aggredisce un soldato che stava lì ma non aveva fatto assolutamente nulla e gli punta la spada alla gola, usandolo come ostaggio per ottenere dal generale la promessa che resteranno dei soldati a proteggere coloro che partiranno il giorno dopo (cioè si fa promettere qualcosa che era già stato assodato poco prima in sua presenza, un genio quest'uomo).
Quando il soldato viene lasciato andare, è giustamente un tantino alterato e chiede che il traditore (perché traditore poi non lo sapremo mai) venga arrestato, ma ottiene solo che il generale cacci lui dall'esercito.
Quella sera stessa, il soldato uccide due suoi ex commilitoni senza la benché minima ragione, dopodiché lo ritroviamo in catene davanti a Iperione, a cui si è presentato come disertore chiedendo di entrare nel suo esercito.
Iperione gli fa tutto un altro discorso di nessuna rilevanza, poi, prima di accoglierlo nel suo esercito, lo fa sfregiare e castrare (con una martellata tra le gambe che più che castrazione avrebbe dovuto causare una frattura multipla scomposta del bacino) dal minotauro (ovvero un deficiente con in testa una gabbia di filo spinato a forma di testa di toro).
Assistiamo anche all'interrogatorio del secondo sacerdote del tempio (uguale al primo) che pur di non rivelare dove si trova la vergine dell'oracolo (ovvero la ragazza dell'inizio) si taglia la lingua, e che Iperione ordina di gettare a delle non meglio specificate belve per farlo parlare.
Mentre Teseo si trova chissà dove a fare chissà cosa, Iperione (con un elmo che sembra rubato a un personaggio DC) attacca (senza motivo alcuno) il suo villaggio, dove di soldati non c'è più neanche l'ombra. Teseo arriva e vede sua madre sul punto di essere uccisa. Ovviamente interviene, uccide alcuni guerrieri, poi viene immobilizzato e assiste al re che sgozza con piacere sua madre e quindi ordina che lui, anziché essere ucciso, venga mandato a lavorare nelle miniere (è la prima e ultima volta che sentiremo parlare di miniere).
Il vecchio mentore di Teseo, intanto, si svela essere Zeus, che nella realtà è giovane e coi baffetti da sparviero. Lo scopriamo (che sia Zeus, non che sia giovane e coi baffetti da sparviero) per mezzo di un dialogo con sua figlia Athena, il cui concetto di invisibilità è dipingersi addosso il motivo della parete a cui sta appoggiata (lo fanno anche dei tizi in Arthur e la Vendetta di Malthazar, ma non sono dei, per cui a loro riesce meglio).
Dal dialogo sappiamo che gli dei hanno una legge che impedisce loro di interferire coi mortali, e che Zeus lo sta sì facendo ma in spoglie mortali e non come dio (in seguito, in una scena ambientata all'Olimpo, piena di dei vestiti tutti d'oro ma in generale come deficienti e con dei copricapi che sembrano attaccapanni, rinforzerà il concetto dicendo che chiunque venga sorpreso a interferire coi mortali come dio, a meno che i titani siano stati liberati, verrà condannato a morte).
In tutto questo, la vergine dell'oracolo ci informa che Iperione tratta molto bene le donne incinte, ma dopo che hanno partorito le massacra di persona. No, non ce ne importa niente e non ha la benché minima rilevanza sulla trama, ma lei sentiva il bisogno di dirlo.
Qualche tempo dopo, Teseo e altri schiavi se ne vanno in giro per il deserto portandosi dietro enormi travi di legno a cui sono incatenati. Vengono scortati in un posto dove c'è dell'acqua e tutti tranne lui si fermano a bere.
Qui arrivano quattro donne con addosso dei burka integrali rossi e in testa dei paralumi. Sono la vergine dell'oracolo e le sue tre ancelle (che scopriamo esistere al solo scopo di non far sapere quale delle quattro sia la vera vergine dell'oracolo), che a quanto pare Iperione ha trovato, ma non sapremo mai come o dove. Passando, la vergine sfiora un piede di Teseo e ha una visione di lui che abbraccia Iperione tenendo in mano l'arco di Epiro.
Qui abbiamo un altro dialogo pregno, con la vergine che va a bere accanto a un tizio:
V: "Tu eri un ladro?"
T: "Io sono un ladro, se non fosse per queste catene ti ruberei il cuore"
V: "Stanotte dobbiamo scappare, tutti quelli capaci di combattere e lui" (indicando Teseo)
Sì, OK, va bene, per rompere il ghiaccio potevi anche parlare del tempo già che c'eri.
Arriva la sera e le quattro donne, che da qualche parte avevano dei pugnali, massacrano le guardie, liberano loro stesse e gli schiavi dalle catene (non sapremo mai come) e fuggono... salvo che le tre ancelle non fuggono affatto e anzi vengono malmenate e rimesse in catene, ma lo scopriremo solo dopo.
Tutti gli altri raggiungono una scogliera sul mare oscuro, dove una petroliera ha avuto un grave incidente (o quello, o datemi un'altra spiegazione per il fatto accertato che il mare sia nero a causa dell'olio che ci galleggia in grande quantità), e attendono che arrivi una buffa barca guidata da un manipolo di soldati. Intanto non perdono occasione per un altro dialogo pregno: il ladro dice che vuole andare a sud, la vergine dice che non è lì che devono andare, il ladro le dà della meretrice e Teseo lo picchia, poi, quando gli viene chiesto se lui andrà a sud o seguirà la vergine (premesso che la barca è comunque UNA, per cui...), lui dice che non farà nessuna delle due cose (ma la vergine non ha mai detto da che parte intende andare) e invece andrà a nord. A questa il ladro decide che Teseo parla come un pazzo ma che lui i pazzi preferisce averli a fianco che contro.
Comunque sia, la barca arriva, i nostri si nascondono con l'abilità di ninja paralitici e (nonostante siano stati in bella vista sulla scogliera per tutto il tempo) i soldati cadono nell'imboscata... e fa pochissima differenza perché il gruppetto non è chiaramente in grado di tener loro testa.
Ma dall'alto interviene Poseidone, che si tuffa dall'Olimpo nel mare e causa uno tsunami (non viene inquadrata la giuria che vota 1 all'unanimità per il pessimo ingresso in acqua). Guidato da una visione della vergine, Teseo aspetta fino all'ultimo prima di scansarsi, poi la barca viene travolta dall'onda e va a schiantarsi contro le rocce assieme ai soldati.
Sì ma... la barca non doveva servire al gruppo per muoversi? A nessuno pare che la cosa interessi, e la barca non verrà mai più menzionata.
In cambio, la vergine parla a Teseo della sua visione, che ora include anche un corpo avvolto in un sudario. Gli chiede se sua madre sia stata sepolta, e quando lui dice di no risponde che deve andare a seppellirla.
Così fanno, mentre Iperione, saputo che la vergine sta guidando Teseo indietro al suo villaggio, decide di teletrasportarci (non lo dice, ma a conti fatti è evidente che venga teletrasportato) il "minotauro", convinto che la donna stia guidando Teseo all'arco.
Al villaggio, Teseo avvolge il corpo della madre in un sudario (deve essere quello visto dalla vergine, chiaramente, ma non gli somiglia, primo indizio del fatto che la vergine ha il dono delle visioni sbagliate) e lo porta nelle catacombe labirintiche in cui pare la sua gente seppellisca i morti. Per non perdersi, si fa un taglio sulla caviglia, e così lascia precise e perfette impronte insanguinate per tutta la strada (non ce ne sono altre, quindi la domanda è: a) è la prima volta che qualcuno seppellisce un morto lì, b) è solo la prima volta che qualcuno poi ne uscirà anche, c) tutti gli altri hanno un senso dell'orientamento migliore, o d) c'è un povero disgraziato col preciso compito di lavare il sangue ogni santa volta?). A destinazione, sebbene ci siano loculi vuoti a profusione, ne sceglie uno accanto a quella che pare una montagna di escrementi (ma che si intuisce poi debba essere una roccia che non si capisce perché sia lì) addossata a buona parte della parete.
In effetti parte di questa è addirittura dentro il loculo, e ne sporge qualcosa che si muove quando lo urta. Di conseguenza, Teseo decide di rompere la roccia e, toh, c'è dentro l'arco di Epiro, ma che coincidenza.
Ci viene poi anche precisato che l'arco è stato creato da Eracle, che dovrebbe quindi anche essere famoso come l'unico ad aver mai creato qualcosa prima di nascere (assodato che l'arco era andato perduto prima dell'esistenza del genere umano).
L'arco ha il potere di generare frecce alla sola tensione della corda. Teseo ha il potere di perdersi l'arco a ogni piè sospinto.
Comincia subito, infatti, quando il minotauro gli lancia una mannaia da macellaio (!) facendoglielo cadere.
Segue scontro in cui il minotauro viene battuto e poi decapitato, ma non prima di aver graffiato Teseo con la sua maschera cosparsa di veleno.
Quando Teseo torna al villaggio, con l'arco in una mano e la testa ancora ingabbiata del minotauro nell'altra (si vede che fa fatica a camminare e a trasportarla, ma dopotutto ha una valida ragione per portarsela dietro) trova il villaggio invaso (di nuovo) dagli uomini di Iperione che stanno (di nuovo) per sgozzare i suoi amici. Tende l'arco e lancia tre frecce in sequenza (la terza dopo un po', in effetti, ma le prime due sono gentili e la aspettano) che nonostante la distanza colpiscono perfettamente i tre soldati e li scagliano via dalle loro vittime, uccidendoli.
Poi prende la testa del minotauro e la getta in mare. Come avrebbe potuto vivere senza farlo?
Durante la notte, la vergine gli rivela che è stato avvelenato, e già che c'è se lo porta a letto, in barba al fatto che questo dovrebbe farle perdere il dono della profezia.
Non molto dopo, il gruppo, assieme a uno dei sacerdoti che non parla, sebbene in teoria non possa essere quello che si è tagliato la lingua, arriva al tempio sibillino, così, tanto per. Qui scopre che le tre ancelle sono state messe a cuocere in un toro metallico, e che al tempio ci sono ancora dei soldati. Il sacerdote, inalberato, e sebbene pare che non possa togliere la vita a nessuno per via della sua religione, si lancia all'attacco. Teseo capisce che è una trappola. Di conseguenza prende l'arco e uccide tranquillamente tutti i soldati senza il minimo problem... no, scherzavo, gli corre dietro come un deficiente e si fa anche sfuggire di mano l'arco, che viene prontamente rubato da una specie di iena che lo porta a Iperione seduta stante.
I soldati stanno per sopraffare il gruppo (che ormai è praticamente composto da Teseo, l'ancora-ladro e l'ex-vergine), ma, in barba alle raccomandazioni di Zeus, arriva (presumo) Ares, a cui nessuno ha spiegato che il martello è il simbolo di Thor (anche se a onor del vero la sua arma è piuttosto un batticarne con un enorme manico), che uccide tutti in un istante, ma al rallentatore. Arriva anche Athena con due cavalli sullo sfondo, dicendo a Teseo di prenderli e dirigersi al monte Tartaro (dove si sono rifugiati tutti, perché ha come unico accesso una possente porta e un tunnel facilmente difendibile... ehm, a me ricorda qualcosa, a voi no?), e che le bestie correranno finché non gli scoppierà il cuore (scopriremo poi che sarebbe stato più corretto dire: gli scoppierà il cuore non appena smetteranno di correre).
Ma a quel punto arriva Zeus che guarda storto Atena, materializza una frusta infuocata e la usa per colpire Ares. Come succede sempre quando si viene colpiti da una frusta infuocata, Ares viene scagliato contro un muro e lo sfonda lasciando un buco che solo per poco non è a forma di Ares come nei cartoni animati (ma del resto lo vedremo poi perfettamente incastonato - Ares, non il buco - in una lastra di marmo a futura memoria, per cui...)
Zeus informa Teseo che nessun dio scenderà più a soccorrerlo (mente) e che non deve deludere le sue aspettative(?)
Teseo parte, sottolineando che Iperione è convinto che i titani siano ancora imprigionati sotto il monte Tartaro (e infatti sono lì...)
Cambio scena, i cavalli arrivano alla porta della grande muraglia del Tartaro che, il disertore si è premurato di dire a Iperione, è stata progettata per essere inviolabile (la risposta di Iperione, "hai mai sentito di una porta che sia stata progettata per essere violata?", è la più sensata dell'intero film). Qui vengono fermati dai soldati, smontano, e a quel punto i cavalli crollano al suolo e muoiono (giustappunto) mentre il ladro commenta che è proprio il cavallo che avrebbe desiderato da piccolo (voleva un cavallo morto?)
Teseo cerca di dire a chi di dovere che Iperione ha l'arco, ma nessuno crede che l'arco esista.
Intanto Iperione si fa avanti fingendosi un suo messaggero e chiede di parlare con Teseo, cercando, non si sa bene perché, di reclutarlo nel suo esercito, e venendo rifiutato.
Così tende l'arco e lancia una freccia alla porta della muraglia, che esplode(!)
I soldati, giustamente terrorizzati da un'arma simile (che però Iperione non userà più se non per altri scopi) si danno alla fuga abbandonando gli scudi.
Teseo li ferma. Quando si sente dire che non è nessuno per dire loro cosa fare, risponde che non è lì per dire loro cosa fare, dopodiché dice loro cosa fare (apparentemente suonare gli scudi con le spade a ritmo).
L'esercito di Iperione aspetta gentilmente la fine del musical prima di attaccare.
Nel corso della battaglia, Teseo insegue Iperione ma non riesce a impedirgli di rompere un angolino del cubo che imprigiona i titani, liberandoli. A questo punto arrivano giù dall'Olimpo degli dei in fotocopia, tutti uguali e per l'occasione con degli elmetti uguali a quelli dei titani, ma dorati (a questo punto si capisce il perché degli strani copricapi: senza quelli gli dei sembrano l'esercito dei cloni di Star Ward: si distinguono solo Atena, che è l'unica donna, e Zeus, per i baffetti da sparviero).
Quattro o forse cinque dei sono sufficienti a sterminare una trentina di titani senza il minimo problema prima che questi li mettano in difficoltà con la sola forza del numero (numero che ormai dovrebbe essere all'incirca -6, considerato che inizialmente, ricorderete, erano due dozzine). Quando Atena viene uccisa facendole un taglietto sulla coscia e poi impalandola a un ferro sporgente che fino a poco prima non esisteva (e che avrebbe senso di esistere solo se il cubo fosse stato di cemento armato), prima di spirare prega suo padre di non abbandonare l'umanità. Questo, apparentemente, significa tirare la catena dello sciacquone e far precipitare una montagna su tutti i combattenti, buoni e cattivi che fossero, salvando solo sé stesso, il corpo di Atena e Teseo, che intanto ha ucciso Iperione in una delle battaglie più ricche di frasi senza senso della storia del cinema.
Due titani, però, scappano.
Anni dopo, vediamo la storia di Teseo letteralmente scolpita nella pietra e scopriamo che ha avuto dall'ex-vergine un figlio, Acamante (scopriamo anche che l'ex-vergine è Fedra, il che lascia pensare che il povero Acamante avrà vita breve).
Acamante ha il dono delle visioni, che gli scattano solo se tocca la statua del padre. Ne vediamo giusto un flash, poi appare Zeus nelle sembianze da vecchio che aveva all'inizio e gli dice che un giorno dovrà fare la sua parte, senza dirgli di che cavolo stia parlando.
Il film si chiude con Acamante che torna ad avere la sua visione, un'immane guerra tra migliaia di dei tutti uguali e forse una decina di titani che non si capisce a) come facciano a essere una decina se ne sono scappati due e nessuno di loro (compresi quelli rimasti) era una donna e b) come mai ancora non siano stati sconfitti se erano sufficienti quattro o cinque dei per sterminarne a dozzine.
Tutto sommato, non ho un gran desiderio di scoprirlo.
È d'altra parte vero che si tratta di un film indimenticabile: dubito che riuscirò mai a rimuovere dalla mia mente la più incredibile raccolta di costumi ridicoli ed esagerati mai vista al di fuori di un film ambientato nei locali di Las Vegas (e a ben pensarci neanche mai vista in quelli).
Il film inizia mostrandoci un cubo nel quale sono rinchiusi in file serrate dei tizi tutti uguali, con buffi elmetti rossi e corpi coperti di fango secco, che per qualche ragione mordono delle sbarre. A occhio e croce sono due dozzine di individui (ricordatevelo). Di colpo arriva un tipo armato di arco e colpisce il cubo. A questo punto una donna si sveglia e, parlando in una qualche lingua sottotitolata, dice di aver avuto una visione di Re Iperione che cerca l'arco di Epiro per liberare i Titani. Attorno a lei ci sono altre tre ragazze (una delle quali secondo me è un uomo).
Qui una voce narrante ci racconta come, prima dell'esistenza del genere umano, nei cieli ci sia stata una guerra tra immortali, durante la quale andò perduta una potentissima arma, l'arco di Epiro. I vincitori di questa guerra furono gli dei. Gli sconfitti, i titani, vennero imprigionati nelle viscere del monte Tartaro.
Neanche il tempo di assimilare la cosa, e un tipo mascherato, che sappiamo essere Iperione, fa irruzione nel tempio in cui si trovavano le quattro ragazze, che però se ne sono andate perché la prima aveva previsto il suo arrivo.
Si sono in cambio lasciate dietro un mucchio di sacerdoti usa e getta, che compaiono sempre e solo uno per volta.
Il primo che vediamo ha una discussione con Iperione sul perché voglia liberare i titani. Iperione fa la classica tirata sul fatto che gli dei non ci fossero quando aveva bisogno di loro, poi si toglie la maschera e scopriamo che in effetti è inca$$ato perché ha il volto di Mickey Rourke molto post-9 settimane e mezzo (questo perché è Mickey Rourke molto post-9 settimane e mezzo) con un vago sfregio da un lato.
Scopriamo anche che i sacerdoti di questo tempio sono infiammabili: basta un pochino di olio in testa, una torcia e ardono come falò.
Cambio di scena. Un ragazzo di nome Teseo (che con il Teseo del mito ha in comune solo il nome anche se si suppone che sia proprio quello) sta allenandosi in compagnia del suo vecchio mentore.
Questa scena ci dà anche un primo assaggio di come sarà la maggioranza dei dialoghi del film, coi due che si scambiano all'incirca queste battute:
Vecchio: "Dovresti anche trovarti una moglie"
Teseo: "Che me ne faccio?"
Vecchio: "Non basta saper combattere, bisogna anche avere una ragione per farlo"
(e notare che fin qui ha quasi senso, se hai una famiglia combatti per proteggerla, OK)
Teseo: "Combatto per quelli che amo"
(e in teoria questo è quello che il vecchio voleva, per cui, ovviamente...)
Vecchio: "E a tutti gli altri non ci pensi?"
(eh!?!)
Teseo: "Gli altri non hanno mai fatto niente per me"
Vecchio (ormai precipitato in un'altra conversazione con chissà chi e chissà dove): "E i deboli e gli innocenti chi li proteggerà?"
Questo sarà il segno distintivo di una buona metà dei restanti dialoghi, pieni di assurdi non sequitur.
Abbiamo poi modo di scoprire che Teseo ha una madre e che è l'unico uomo al mondo che di giorno va in giro con una minitunica ma di notte per dormire si mette i pantaloni.
Intanto, dopo una bella inquadratura panoramica del suo villaggio scavato nel fianco di una montagna a picco sul mare e raggiungibile solo attraverso una specie di tunnel (che dà l'idea di essere il luogo più difendibile della Terra), qualcuno suona una campana d'allarme che ha l'aspetto di un enorme buco della serratura. Arrivano dei soldati e spiegano alla popolazione che Iperione ha conquistato il tempio sibillino e che il villaggio deve essere evacuato prima che arrivi anche lì, perché è troppo forte per combatterlo.
Viene chiarito che chiunque possa partirà il giorno stesso, chi ha bisogno di più tempo, come vecchi e infermi, partirà il giorno dopo, e comunque verranno lasciati dei soldati per difenderli fino a quel momento.
Poco dopo, Teseo è pronto a partire e un tizio a caso gli dice che non può e che deve partire il giorno dopo assieme ai contadini e agli indesiderabili (ma non erano vecchi e infermi che dovevano partire il giorno dopo?) Lui reagisce, butta a terra il tizio... poi aggredisce un soldato che stava lì ma non aveva fatto assolutamente nulla e gli punta la spada alla gola, usandolo come ostaggio per ottenere dal generale la promessa che resteranno dei soldati a proteggere coloro che partiranno il giorno dopo (cioè si fa promettere qualcosa che era già stato assodato poco prima in sua presenza, un genio quest'uomo).
Quando il soldato viene lasciato andare, è giustamente un tantino alterato e chiede che il traditore (perché traditore poi non lo sapremo mai) venga arrestato, ma ottiene solo che il generale cacci lui dall'esercito.
Quella sera stessa, il soldato uccide due suoi ex commilitoni senza la benché minima ragione, dopodiché lo ritroviamo in catene davanti a Iperione, a cui si è presentato come disertore chiedendo di entrare nel suo esercito.
Iperione gli fa tutto un altro discorso di nessuna rilevanza, poi, prima di accoglierlo nel suo esercito, lo fa sfregiare e castrare (con una martellata tra le gambe che più che castrazione avrebbe dovuto causare una frattura multipla scomposta del bacino) dal minotauro (ovvero un deficiente con in testa una gabbia di filo spinato a forma di testa di toro).
Assistiamo anche all'interrogatorio del secondo sacerdote del tempio (uguale al primo) che pur di non rivelare dove si trova la vergine dell'oracolo (ovvero la ragazza dell'inizio) si taglia la lingua, e che Iperione ordina di gettare a delle non meglio specificate belve per farlo parlare.
Mentre Teseo si trova chissà dove a fare chissà cosa, Iperione (con un elmo che sembra rubato a un personaggio DC) attacca (senza motivo alcuno) il suo villaggio, dove di soldati non c'è più neanche l'ombra. Teseo arriva e vede sua madre sul punto di essere uccisa. Ovviamente interviene, uccide alcuni guerrieri, poi viene immobilizzato e assiste al re che sgozza con piacere sua madre e quindi ordina che lui, anziché essere ucciso, venga mandato a lavorare nelle miniere (è la prima e ultima volta che sentiremo parlare di miniere).
Il vecchio mentore di Teseo, intanto, si svela essere Zeus, che nella realtà è giovane e coi baffetti da sparviero. Lo scopriamo (che sia Zeus, non che sia giovane e coi baffetti da sparviero) per mezzo di un dialogo con sua figlia Athena, il cui concetto di invisibilità è dipingersi addosso il motivo della parete a cui sta appoggiata (lo fanno anche dei tizi in Arthur e la Vendetta di Malthazar, ma non sono dei, per cui a loro riesce meglio).
Dal dialogo sappiamo che gli dei hanno una legge che impedisce loro di interferire coi mortali, e che Zeus lo sta sì facendo ma in spoglie mortali e non come dio (in seguito, in una scena ambientata all'Olimpo, piena di dei vestiti tutti d'oro ma in generale come deficienti e con dei copricapi che sembrano attaccapanni, rinforzerà il concetto dicendo che chiunque venga sorpreso a interferire coi mortali come dio, a meno che i titani siano stati liberati, verrà condannato a morte).
In tutto questo, la vergine dell'oracolo ci informa che Iperione tratta molto bene le donne incinte, ma dopo che hanno partorito le massacra di persona. No, non ce ne importa niente e non ha la benché minima rilevanza sulla trama, ma lei sentiva il bisogno di dirlo.
Qualche tempo dopo, Teseo e altri schiavi se ne vanno in giro per il deserto portandosi dietro enormi travi di legno a cui sono incatenati. Vengono scortati in un posto dove c'è dell'acqua e tutti tranne lui si fermano a bere.
Qui arrivano quattro donne con addosso dei burka integrali rossi e in testa dei paralumi. Sono la vergine dell'oracolo e le sue tre ancelle (che scopriamo esistere al solo scopo di non far sapere quale delle quattro sia la vera vergine dell'oracolo), che a quanto pare Iperione ha trovato, ma non sapremo mai come o dove. Passando, la vergine sfiora un piede di Teseo e ha una visione di lui che abbraccia Iperione tenendo in mano l'arco di Epiro.
Qui abbiamo un altro dialogo pregno, con la vergine che va a bere accanto a un tizio:
V: "Tu eri un ladro?"
T: "Io sono un ladro, se non fosse per queste catene ti ruberei il cuore"
V: "Stanotte dobbiamo scappare, tutti quelli capaci di combattere e lui" (indicando Teseo)
Sì, OK, va bene, per rompere il ghiaccio potevi anche parlare del tempo già che c'eri.
Arriva la sera e le quattro donne, che da qualche parte avevano dei pugnali, massacrano le guardie, liberano loro stesse e gli schiavi dalle catene (non sapremo mai come) e fuggono... salvo che le tre ancelle non fuggono affatto e anzi vengono malmenate e rimesse in catene, ma lo scopriremo solo dopo.
Tutti gli altri raggiungono una scogliera sul mare oscuro, dove una petroliera ha avuto un grave incidente (o quello, o datemi un'altra spiegazione per il fatto accertato che il mare sia nero a causa dell'olio che ci galleggia in grande quantità), e attendono che arrivi una buffa barca guidata da un manipolo di soldati. Intanto non perdono occasione per un altro dialogo pregno: il ladro dice che vuole andare a sud, la vergine dice che non è lì che devono andare, il ladro le dà della meretrice e Teseo lo picchia, poi, quando gli viene chiesto se lui andrà a sud o seguirà la vergine (premesso che la barca è comunque UNA, per cui...), lui dice che non farà nessuna delle due cose (ma la vergine non ha mai detto da che parte intende andare) e invece andrà a nord. A questa il ladro decide che Teseo parla come un pazzo ma che lui i pazzi preferisce averli a fianco che contro.
Comunque sia, la barca arriva, i nostri si nascondono con l'abilità di ninja paralitici e (nonostante siano stati in bella vista sulla scogliera per tutto il tempo) i soldati cadono nell'imboscata... e fa pochissima differenza perché il gruppetto non è chiaramente in grado di tener loro testa.
Ma dall'alto interviene Poseidone, che si tuffa dall'Olimpo nel mare e causa uno tsunami (non viene inquadrata la giuria che vota 1 all'unanimità per il pessimo ingresso in acqua). Guidato da una visione della vergine, Teseo aspetta fino all'ultimo prima di scansarsi, poi la barca viene travolta dall'onda e va a schiantarsi contro le rocce assieme ai soldati.
Sì ma... la barca non doveva servire al gruppo per muoversi? A nessuno pare che la cosa interessi, e la barca non verrà mai più menzionata.
In cambio, la vergine parla a Teseo della sua visione, che ora include anche un corpo avvolto in un sudario. Gli chiede se sua madre sia stata sepolta, e quando lui dice di no risponde che deve andare a seppellirla.
Così fanno, mentre Iperione, saputo che la vergine sta guidando Teseo indietro al suo villaggio, decide di teletrasportarci (non lo dice, ma a conti fatti è evidente che venga teletrasportato) il "minotauro", convinto che la donna stia guidando Teseo all'arco.
Al villaggio, Teseo avvolge il corpo della madre in un sudario (deve essere quello visto dalla vergine, chiaramente, ma non gli somiglia, primo indizio del fatto che la vergine ha il dono delle visioni sbagliate) e lo porta nelle catacombe labirintiche in cui pare la sua gente seppellisca i morti. Per non perdersi, si fa un taglio sulla caviglia, e così lascia precise e perfette impronte insanguinate per tutta la strada (non ce ne sono altre, quindi la domanda è: a) è la prima volta che qualcuno seppellisce un morto lì, b) è solo la prima volta che qualcuno poi ne uscirà anche, c) tutti gli altri hanno un senso dell'orientamento migliore, o d) c'è un povero disgraziato col preciso compito di lavare il sangue ogni santa volta?). A destinazione, sebbene ci siano loculi vuoti a profusione, ne sceglie uno accanto a quella che pare una montagna di escrementi (ma che si intuisce poi debba essere una roccia che non si capisce perché sia lì) addossata a buona parte della parete.
In effetti parte di questa è addirittura dentro il loculo, e ne sporge qualcosa che si muove quando lo urta. Di conseguenza, Teseo decide di rompere la roccia e, toh, c'è dentro l'arco di Epiro, ma che coincidenza.
Ci viene poi anche precisato che l'arco è stato creato da Eracle, che dovrebbe quindi anche essere famoso come l'unico ad aver mai creato qualcosa prima di nascere (assodato che l'arco era andato perduto prima dell'esistenza del genere umano).
L'arco ha il potere di generare frecce alla sola tensione della corda. Teseo ha il potere di perdersi l'arco a ogni piè sospinto.
Comincia subito, infatti, quando il minotauro gli lancia una mannaia da macellaio (!) facendoglielo cadere.
Segue scontro in cui il minotauro viene battuto e poi decapitato, ma non prima di aver graffiato Teseo con la sua maschera cosparsa di veleno.
Quando Teseo torna al villaggio, con l'arco in una mano e la testa ancora ingabbiata del minotauro nell'altra (si vede che fa fatica a camminare e a trasportarla, ma dopotutto ha una valida ragione per portarsela dietro) trova il villaggio invaso (di nuovo) dagli uomini di Iperione che stanno (di nuovo) per sgozzare i suoi amici. Tende l'arco e lancia tre frecce in sequenza (la terza dopo un po', in effetti, ma le prime due sono gentili e la aspettano) che nonostante la distanza colpiscono perfettamente i tre soldati e li scagliano via dalle loro vittime, uccidendoli.
Poi prende la testa del minotauro e la getta in mare. Come avrebbe potuto vivere senza farlo?
Durante la notte, la vergine gli rivela che è stato avvelenato, e già che c'è se lo porta a letto, in barba al fatto che questo dovrebbe farle perdere il dono della profezia.
Non molto dopo, il gruppo, assieme a uno dei sacerdoti che non parla, sebbene in teoria non possa essere quello che si è tagliato la lingua, arriva al tempio sibillino, così, tanto per. Qui scopre che le tre ancelle sono state messe a cuocere in un toro metallico, e che al tempio ci sono ancora dei soldati. Il sacerdote, inalberato, e sebbene pare che non possa togliere la vita a nessuno per via della sua religione, si lancia all'attacco. Teseo capisce che è una trappola. Di conseguenza prende l'arco e uccide tranquillamente tutti i soldati senza il minimo problem... no, scherzavo, gli corre dietro come un deficiente e si fa anche sfuggire di mano l'arco, che viene prontamente rubato da una specie di iena che lo porta a Iperione seduta stante.
I soldati stanno per sopraffare il gruppo (che ormai è praticamente composto da Teseo, l'ancora-ladro e l'ex-vergine), ma, in barba alle raccomandazioni di Zeus, arriva (presumo) Ares, a cui nessuno ha spiegato che il martello è il simbolo di Thor (anche se a onor del vero la sua arma è piuttosto un batticarne con un enorme manico), che uccide tutti in un istante, ma al rallentatore. Arriva anche Athena con due cavalli sullo sfondo, dicendo a Teseo di prenderli e dirigersi al monte Tartaro (dove si sono rifugiati tutti, perché ha come unico accesso una possente porta e un tunnel facilmente difendibile... ehm, a me ricorda qualcosa, a voi no?), e che le bestie correranno finché non gli scoppierà il cuore (scopriremo poi che sarebbe stato più corretto dire: gli scoppierà il cuore non appena smetteranno di correre).
Ma a quel punto arriva Zeus che guarda storto Atena, materializza una frusta infuocata e la usa per colpire Ares. Come succede sempre quando si viene colpiti da una frusta infuocata, Ares viene scagliato contro un muro e lo sfonda lasciando un buco che solo per poco non è a forma di Ares come nei cartoni animati (ma del resto lo vedremo poi perfettamente incastonato - Ares, non il buco - in una lastra di marmo a futura memoria, per cui...)
Zeus informa Teseo che nessun dio scenderà più a soccorrerlo (mente) e che non deve deludere le sue aspettative(?)
Teseo parte, sottolineando che Iperione è convinto che i titani siano ancora imprigionati sotto il monte Tartaro (e infatti sono lì...)
Cambio scena, i cavalli arrivano alla porta della grande muraglia del Tartaro che, il disertore si è premurato di dire a Iperione, è stata progettata per essere inviolabile (la risposta di Iperione, "hai mai sentito di una porta che sia stata progettata per essere violata?", è la più sensata dell'intero film). Qui vengono fermati dai soldati, smontano, e a quel punto i cavalli crollano al suolo e muoiono (giustappunto) mentre il ladro commenta che è proprio il cavallo che avrebbe desiderato da piccolo (voleva un cavallo morto?)
Teseo cerca di dire a chi di dovere che Iperione ha l'arco, ma nessuno crede che l'arco esista.
Intanto Iperione si fa avanti fingendosi un suo messaggero e chiede di parlare con Teseo, cercando, non si sa bene perché, di reclutarlo nel suo esercito, e venendo rifiutato.
Così tende l'arco e lancia una freccia alla porta della muraglia, che esplode(!)
I soldati, giustamente terrorizzati da un'arma simile (che però Iperione non userà più se non per altri scopi) si danno alla fuga abbandonando gli scudi.
Teseo li ferma. Quando si sente dire che non è nessuno per dire loro cosa fare, risponde che non è lì per dire loro cosa fare, dopodiché dice loro cosa fare (apparentemente suonare gli scudi con le spade a ritmo).
L'esercito di Iperione aspetta gentilmente la fine del musical prima di attaccare.
Nel corso della battaglia, Teseo insegue Iperione ma non riesce a impedirgli di rompere un angolino del cubo che imprigiona i titani, liberandoli. A questo punto arrivano giù dall'Olimpo degli dei in fotocopia, tutti uguali e per l'occasione con degli elmetti uguali a quelli dei titani, ma dorati (a questo punto si capisce il perché degli strani copricapi: senza quelli gli dei sembrano l'esercito dei cloni di Star Ward: si distinguono solo Atena, che è l'unica donna, e Zeus, per i baffetti da sparviero).
Quattro o forse cinque dei sono sufficienti a sterminare una trentina di titani senza il minimo problema prima che questi li mettano in difficoltà con la sola forza del numero (numero che ormai dovrebbe essere all'incirca -6, considerato che inizialmente, ricorderete, erano due dozzine). Quando Atena viene uccisa facendole un taglietto sulla coscia e poi impalandola a un ferro sporgente che fino a poco prima non esisteva (e che avrebbe senso di esistere solo se il cubo fosse stato di cemento armato), prima di spirare prega suo padre di non abbandonare l'umanità. Questo, apparentemente, significa tirare la catena dello sciacquone e far precipitare una montagna su tutti i combattenti, buoni e cattivi che fossero, salvando solo sé stesso, il corpo di Atena e Teseo, che intanto ha ucciso Iperione in una delle battaglie più ricche di frasi senza senso della storia del cinema.
Due titani, però, scappano.
Anni dopo, vediamo la storia di Teseo letteralmente scolpita nella pietra e scopriamo che ha avuto dall'ex-vergine un figlio, Acamante (scopriamo anche che l'ex-vergine è Fedra, il che lascia pensare che il povero Acamante avrà vita breve).
Acamante ha il dono delle visioni, che gli scattano solo se tocca la statua del padre. Ne vediamo giusto un flash, poi appare Zeus nelle sembianze da vecchio che aveva all'inizio e gli dice che un giorno dovrà fare la sua parte, senza dirgli di che cavolo stia parlando.
Il film si chiude con Acamante che torna ad avere la sua visione, un'immane guerra tra migliaia di dei tutti uguali e forse una decina di titani che non si capisce a) come facciano a essere una decina se ne sono scappati due e nessuno di loro (compresi quelli rimasti) era una donna e b) come mai ancora non siano stati sconfitti se erano sufficienti quattro o cinque dei per sterminarne a dozzine.
Tutto sommato, non ho un gran desiderio di scoprirlo.
martedì 7 febbraio 2012
Misfits
Ho da poco terminato di guardarmi le prime due stagioni (sei episodi la prima, sette la seconda) di questo telefilm britannico e, no, non è una schifezza.
Ma andiamo con ordine.
Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, credevo si trattasse di una sorta di remake di un telefilm omonimo di moooooooooooolto tempo fa ("Misfits of Science" in originale). In realtà ci sono delle somiglianze ma si limitano al fatto che i protagonisti siano dotati di superpoteri.
In Misfits assistiamo alle tutt'altro che eroiche gesta di un gruppo di ragazzi disadattati che, per vari motivi, sono stati condannati a lavori socialmente utili.
Durante una stranissima tempesta, i cinque vengono colpiti da un fulmine che conferirà loro degli insoliti poteri. In seguito scopriranno di non essere gli unici ad aver subito mutazioni (e il più delle volte non ricaveranno altro che guai da tale scoperta).
La peculiarità della serie è che di cinque protagonisti forse non ce n'è uno sano di mente. Si va dal quasi normale Curtis, un atleta arrestato per possesso di droga che acquisisce il potere di far tornare indietro il tempo (ma solo quando si sente in colpa per qualcosa); ad Alisha, ragazza dai facili costumi il cui potere di eccitare gli uomini a contatto finirà paradossalmente per rovinare la sua vita sessuale; a Kelly, una tamarra (parole della serie, non mie) alquanto grezza e volgare, che acquisisce il potere di percepire i pensieri altrui; a Simon, timido, introverso, impacciato e un tantino pervertito, capace di rendersi invisibile; a Nathan, un imbecille assoluto, incapace di rimanere serio o smettere di prendere in giro la gente anche quando la cosa è chiaramente fuori luogo, ossessionato dal sesso (di cui parla molto più di quanto riesca a praticarlo) e sempre intento a parlare a sproposito (tra gli sguardi stupiti e disgustati del resto del gruppetto). Quest'ultimo inizialmente sembra non avere alcun potere, e scoprirà il proprio solo alla fine della prima stagione.
Anche gli eventi che capitano ai nostri sono al limite dell'assurdo. Si ritrovano coinvolti in situazioni paradossali, finiscono per uccidere due (quasi tre) assistenti sociali, ma anche, lentamente, per forgiare tra loro un legame che si rinforza col passare delle puntate. Si tratta, insomma, di perfetti antieroi, che vorrebbero tanto andare avanti con una vita (pseudo)normale e regolarmente si ritrovano invischiati in situazioni improbabili.
C'è la giusta dose di mistero e di azione, senza esagerare in nessuno dei due sensi, e, sì, c'è anche qualche errore di continuity, ma non ve ne parlo perché sarei costretto a svelare alcune cose e rovinarvi la visione se decideste di guardare la serie (fatelo).
Una cosa che va sottolineata è la bravura degli attori. Sono per lo più degli emeriti sconosciuti per il piccolo schermo, ma sono stati scelti con una cura estrema e interpretano più che egregiamente i rispettivi ruoli. Che non si tratti semplicemente di un caso lo dimostra l'attore che interpreta Simon quando ha occasione di "uscire dal personaggio" (nella sesta puntata della seconda stagione c'è una "transizione" in tempo reale che ha dell'inquietante).
Ho già avuto modo di contagiare il mio "fratellino rumeno" Danny alla visione e anche lui ha avuto i miei stessi apprezzamenti, per cui non posso che ribadire il consiglio a chiunque sia in ascolto: guardatelo, ne vale la pena. ^_^
Ma andiamo con ordine.
Quando ne ho sentito parlare per la prima volta, credevo si trattasse di una sorta di remake di un telefilm omonimo di moooooooooooolto tempo fa ("Misfits of Science" in originale). In realtà ci sono delle somiglianze ma si limitano al fatto che i protagonisti siano dotati di superpoteri.
In Misfits assistiamo alle tutt'altro che eroiche gesta di un gruppo di ragazzi disadattati che, per vari motivi, sono stati condannati a lavori socialmente utili.
Durante una stranissima tempesta, i cinque vengono colpiti da un fulmine che conferirà loro degli insoliti poteri. In seguito scopriranno di non essere gli unici ad aver subito mutazioni (e il più delle volte non ricaveranno altro che guai da tale scoperta).
La peculiarità della serie è che di cinque protagonisti forse non ce n'è uno sano di mente. Si va dal quasi normale Curtis, un atleta arrestato per possesso di droga che acquisisce il potere di far tornare indietro il tempo (ma solo quando si sente in colpa per qualcosa); ad Alisha, ragazza dai facili costumi il cui potere di eccitare gli uomini a contatto finirà paradossalmente per rovinare la sua vita sessuale; a Kelly, una tamarra (parole della serie, non mie) alquanto grezza e volgare, che acquisisce il potere di percepire i pensieri altrui; a Simon, timido, introverso, impacciato e un tantino pervertito, capace di rendersi invisibile; a Nathan, un imbecille assoluto, incapace di rimanere serio o smettere di prendere in giro la gente anche quando la cosa è chiaramente fuori luogo, ossessionato dal sesso (di cui parla molto più di quanto riesca a praticarlo) e sempre intento a parlare a sproposito (tra gli sguardi stupiti e disgustati del resto del gruppetto). Quest'ultimo inizialmente sembra non avere alcun potere, e scoprirà il proprio solo alla fine della prima stagione.
Anche gli eventi che capitano ai nostri sono al limite dell'assurdo. Si ritrovano coinvolti in situazioni paradossali, finiscono per uccidere due (quasi tre) assistenti sociali, ma anche, lentamente, per forgiare tra loro un legame che si rinforza col passare delle puntate. Si tratta, insomma, di perfetti antieroi, che vorrebbero tanto andare avanti con una vita (pseudo)normale e regolarmente si ritrovano invischiati in situazioni improbabili.
C'è la giusta dose di mistero e di azione, senza esagerare in nessuno dei due sensi, e, sì, c'è anche qualche errore di continuity, ma non ve ne parlo perché sarei costretto a svelare alcune cose e rovinarvi la visione se decideste di guardare la serie (fatelo).
Una cosa che va sottolineata è la bravura degli attori. Sono per lo più degli emeriti sconosciuti per il piccolo schermo, ma sono stati scelti con una cura estrema e interpretano più che egregiamente i rispettivi ruoli. Che non si tratti semplicemente di un caso lo dimostra l'attore che interpreta Simon quando ha occasione di "uscire dal personaggio" (nella sesta puntata della seconda stagione c'è una "transizione" in tempo reale che ha dell'inquietante).
Ho già avuto modo di contagiare il mio "fratellino rumeno" Danny alla visione e anche lui ha avuto i miei stessi apprezzamenti, per cui non posso che ribadire il consiglio a chiunque sia in ascolto: guardatelo, ne vale la pena. ^_^
lunedì 6 febbraio 2012
Insidious
Ogni tanto mi ritrovo a guardare dei film che nascono con un buon concetto e, in qualche modo, riescono a rovinarlo lungo la strada con delle cadute di stile o delle trovate improbabili. Insidious è uno di questi.
La trama in breve è, di per sé, perfettamente funzionale: un bambino, Douglas, va inspiegabilmente in coma, e un po' di tempo dopo nella sua casa iniziano a manifestarsi inquietanti presenze. A nulla serve un trasloco, e alla fine i genitori si rivolgono a una medium (sui generis) per scoprire che il figlio ha abbandonato il suo corpo fisico e si è perso, cosa che ha richiamato numerose entità più o meno maligne, incluso un temibile demone, intenzionate a impossessarsi delle sue spoglie. L'unico modo per salvarlo è che suo padre, a sua volta un viaggiatore astrale che era stato perseguitato da una donna velata (da bambino, ma non ricordava nulla), vada a cercarlo nell'altrove e lo riporti indietro, il tutto ovviamente in fretta.
Niente da dire, la trama è interessante e potrebbe perfino essere appassionante. Il ritmo è a sua volta ben gestito, con i giusti spaventi (almeno all'inizio) e le giuste sequenze cariche di suspence. In effetti funziona (quasi) tutto fino all'arrivo della medium, poi inizia la caduta libera, perché a quel punto il film si riempie di scene che vanno dall'umorismo più o meno volontario (i due assistenti della signora, armati di attrezzature molto cyberpunk, sono chiare spalle quasi-comiche, del tutto fuori luogo ma comunque volute) al ridicolo accidentale (la medium che per fare una seduta indossa una specie di maschera antigas, collegata con un tubo a delle cuffie sulla testa dell'assistente, rientra senza dubbio nella definizione, ma anche gli spettri affetti da paresi sul piano astrale non scherzano).
Come se non bastasse, arrivano buchi di trama come se piovesse (dal tetto). Si potrebbe, in effetti, trovarne pignolamente qualcuno anche prima, facendo notare che qualche strano fenomeno nella casa dei protagonisti si era verificato anche prima del coma di Douglas, anche se viene poi detto che è la sua assenza ad attirare le entità, ma questo è tutto sommato veniale. I veri problemi sono altri.
Tanto per cominciare, il fatto che Douglas sia rimasto fuori dal corpo per mesi e le entità non siano ancora riuscite a impossessarsi del suo corpo (non che si possa dire che ci abbiano provato molto: uno aggrediva sua madre, uno ballava e correva per casa, uno se ne stava nella stanza di sua sorella più piccola, altri sapevamo ci fossero solo perché erano stati visti dagli strumenti), ma suo padre ci resta dieci minuti e arrivano a frotte, riuscendo anche nel tentativo alla fine come niente fosse. Da sottolineare che arrivano visibili e tangibili, tanto che i presenti le tengono lontane chiudendo loro la porta in faccia!
Non parliamo, poi, del demone. Viene descritto alternativamente come "con la faccia coperta di sangue" o "con il fuoco sul volto", ma quando alla fine si riesce a vederlo bene ha semplicemente la faccia dipinta di rosso e nero e sembra il cugino scemo di Darth Maul (e, giuro, fa le boccacce!!!). Dovrebbe essere l'entità più potente e pericolosa, fatto sta che è l'unico che non riesca mai neanche a manifestarsi fisicamente (il suo massimo è lasciare un'impronta insanguinata sulle lenzuola, che peraltro neanche ha la forma della sua mano). Lo vede la medium, compare in una sequenza semi-onirica con protagonista la nonna di Douglas (che peraltro è evidentemente una viaggiatrice astrale anche lei, ma pare che a nessun'entità importi della cosa) e poi si vede bene (purtroppo...) nell'altrove, ma la cosa finisce lì. È, in effetti, l'unico che per qualche istante riesca davvero a impossessarsi di Douglas, ma la medium lo caccia via col minimo sforzo (non riuscirà poi neanche a tentare la stessa cosa con la donna velata che si impossesserà del padre).
La sostanza è che un buon inizio e un valido concetto si trasformano fin troppo rapidamente in un minestrone malriuscito, il che è un peccato.
La trama in breve è, di per sé, perfettamente funzionale: un bambino, Douglas, va inspiegabilmente in coma, e un po' di tempo dopo nella sua casa iniziano a manifestarsi inquietanti presenze. A nulla serve un trasloco, e alla fine i genitori si rivolgono a una medium (sui generis) per scoprire che il figlio ha abbandonato il suo corpo fisico e si è perso, cosa che ha richiamato numerose entità più o meno maligne, incluso un temibile demone, intenzionate a impossessarsi delle sue spoglie. L'unico modo per salvarlo è che suo padre, a sua volta un viaggiatore astrale che era stato perseguitato da una donna velata (da bambino, ma non ricordava nulla), vada a cercarlo nell'altrove e lo riporti indietro, il tutto ovviamente in fretta.
Niente da dire, la trama è interessante e potrebbe perfino essere appassionante. Il ritmo è a sua volta ben gestito, con i giusti spaventi (almeno all'inizio) e le giuste sequenze cariche di suspence. In effetti funziona (quasi) tutto fino all'arrivo della medium, poi inizia la caduta libera, perché a quel punto il film si riempie di scene che vanno dall'umorismo più o meno volontario (i due assistenti della signora, armati di attrezzature molto cyberpunk, sono chiare spalle quasi-comiche, del tutto fuori luogo ma comunque volute) al ridicolo accidentale (la medium che per fare una seduta indossa una specie di maschera antigas, collegata con un tubo a delle cuffie sulla testa dell'assistente, rientra senza dubbio nella definizione, ma anche gli spettri affetti da paresi sul piano astrale non scherzano).
Come se non bastasse, arrivano buchi di trama come se piovesse (dal tetto). Si potrebbe, in effetti, trovarne pignolamente qualcuno anche prima, facendo notare che qualche strano fenomeno nella casa dei protagonisti si era verificato anche prima del coma di Douglas, anche se viene poi detto che è la sua assenza ad attirare le entità, ma questo è tutto sommato veniale. I veri problemi sono altri.
Tanto per cominciare, il fatto che Douglas sia rimasto fuori dal corpo per mesi e le entità non siano ancora riuscite a impossessarsi del suo corpo (non che si possa dire che ci abbiano provato molto: uno aggrediva sua madre, uno ballava e correva per casa, uno se ne stava nella stanza di sua sorella più piccola, altri sapevamo ci fossero solo perché erano stati visti dagli strumenti), ma suo padre ci resta dieci minuti e arrivano a frotte, riuscendo anche nel tentativo alla fine come niente fosse. Da sottolineare che arrivano visibili e tangibili, tanto che i presenti le tengono lontane chiudendo loro la porta in faccia!
Non parliamo, poi, del demone. Viene descritto alternativamente come "con la faccia coperta di sangue" o "con il fuoco sul volto", ma quando alla fine si riesce a vederlo bene ha semplicemente la faccia dipinta di rosso e nero e sembra il cugino scemo di Darth Maul (e, giuro, fa le boccacce!!!). Dovrebbe essere l'entità più potente e pericolosa, fatto sta che è l'unico che non riesca mai neanche a manifestarsi fisicamente (il suo massimo è lasciare un'impronta insanguinata sulle lenzuola, che peraltro neanche ha la forma della sua mano). Lo vede la medium, compare in una sequenza semi-onirica con protagonista la nonna di Douglas (che peraltro è evidentemente una viaggiatrice astrale anche lei, ma pare che a nessun'entità importi della cosa) e poi si vede bene (purtroppo...) nell'altrove, ma la cosa finisce lì. È, in effetti, l'unico che per qualche istante riesca davvero a impossessarsi di Douglas, ma la medium lo caccia via col minimo sforzo (non riuscirà poi neanche a tentare la stessa cosa con la donna velata che si impossesserà del padre).
La sostanza è che un buon inizio e un valido concetto si trasformano fin troppo rapidamente in un minestrone malriuscito, il che è un peccato.
domenica 29 gennaio 2012
Non avere paura del buio
... piuttosto, abbi paura dei film che mettono grandi nomi in cartellone, come quello di Guillermo del Toro nello specifico, per mascherare il fatto di essere delle schifezze.
In questa pellicola, che se non altro è visivamente ben realizzata, ci ritroviamo ad assistere alle peripezie di tre deficien... ehm... di un architetto divorziato, di sua figlia Sally e della sua nuova compagna Kim, coi due adulti della situazione impegnati a restaurare una vecchia villa di proprietà di un pittore scomparso, allo scopo di rivenderla.
Noi spettatori sappiamo, grazie a un breve prologo, che la scomparsa del pittore è tutt'altro che accidentale, e che nella cantina della villa si annidano dei mostriciattoli grigi che per qualche oscura ragione si cibano di denti di bambino(!) e temono la luce.
Va detto che in realtà non pare che abbiano questo grande bisogno di cibarsi, visto che la cantina è stata murata da decenni e nessuno di loro sembra essere morto di fame. Né si ha mai l'idea che la luce faccia loro molto più che spaventarli (a volte in effetti neanche quello). Non è l'unica delle contraddizioni delle strane creature: ad esempio sono in grado di atterrare un uomo adulto ma fanno fatica a trascinare una bambina.
Fatto sta che, nella migliore delle tradizioni, la cantina viene riscoperta, rivelandosi dotata di poteri magici: ha un lucernario che la illumina a giorno, tuttavia, quando serve alla trama, dentro è buio pesto nonostante sia una mattina soleggiata. Sally viene convinta dai mostriciattoli (che le parlano senza farsi vedere) a liberarli... e qui si scopre che dopotutto sono deficienti anche loro, perché pur intenzionati a rapirla si comportano costantemente in maniera tale da terrorizzarla, o fanno cose del tutto stupide (come rubare il rasoio del padre e usarlo per tagliuzzare i vestiti di Kim senza alcuna ragione).
Ma non è un gran problema, poiché abbiamo già assodato che anche Sally è imbecille. Infatti, di fronte al suo orsacchiotto (mosso da un paio di mostri nascosti dietro) che le dice "Ti voglio bene", resta lì ammirata a commentare "Tu mi hai appena parlato!"
Sì, tesoro, parla da quando Kim te l'ha dato in aeroporto, ha un dischetto dentro, hai presente? E oltretutto dice sempre quella frase! Se proprio vuoi stupirti di qualcosa, fallo del fatto che si stia muovendo, eccheccavolo!
Tuttavia le cose precipitano quando il custode della villa (che sa tutto, ma per qualche ragione non si sforza più di tanto per impedire i problemi) porta via Sally dalla cantina un attimo prima che i mostri... uh.... facciano qualcosa, e di conseguenza viene aggredito con ogni arma disponibile e quasi ammazzato.
A questo punto, Sally si spaventa, e lo fa ancora di più dopo un incontro ravvicinato con le creature (che comunque riescono solo a infilarsi sotto le sue coperte e rovinarle l'orsacchiotto. Che volete, sono intelligenti ma non si applicano. No, un attimo, non sono neanche intelligenti). Racconta tutto agli adulti, che ovviamente non le credono e la fanno parlare con uno psicologo.
Kim, tuttavia, qualche dubbio se lo fa venire. Parla col custode in ospedale, che tenta di dirle qualcosa (e forse ci riuscirebbe anche, se lei non lo interrompesse ogni mezza parola domandandogli che sta cercando di dire) e alla fine la indirizza a un dato lotto della biblioteca.
Qui, le vengono mostrati dei disegni del pittore scomparso (e solo ora scopre che fosse scomparso) che illustrano proprio i mostriciattoli. Il bibliotecario le spiega anche tutta la leggenda delle creature (nessuno gliel'ha chiesta, non è rilevabile dai dipinti, ma lui la sa e la dice lo stesso) raccontando come avessero fatto una tregua(!) con un papa(!) e da allora lasciassero monete d'argento in cambio di denti(!)
Questo insospettisce ancora di più Kim, che sa che Sally aveva trovato un dente in cantina (non di bambino, era un'offerta del pittore che cercava di farsi ridare suo figlio) e il giorno dopo avesse una moneta d'argento.
Va anche detto che in realtà il dente gliel'aveva confiscato il padre, ma due minuti dopo ce l'aveva ancora lei, e che sì, aveva trovato la moneta sotto il cuscino al suo posto, ma non si capisce perché visto che appunto era un dente di adulto, e sopratutto i mostri se ne erano fregati per decenni quindi non si capisce che se lo siano ripreso a fare...!
Intanto, Sally sta facendo il bagno, con la luce accesa perché nonostante sia giorno e ci sia una finestra il bagno è buio come pochi. I mostri, dall'armadietto delle medicine, usano un filo di ferro per spegnere la luce (come ci sono arrivati nell'armadietto attraversando la stanza illuminata lo sanno solo loro) e la aggrediscono, ma la potente tenda della doccia la salva, pur venendo distrutta nell'atto eroico, e l'arrivo della governante mette in fuga le creature.
Gli adulti vengono richiamati a casa, non trovano Sally e vanno a recuperarla per strada mentre lei cerca di andarsene a piedi. Il padre la convince che deve tornare a casa solo per la cena (di gala, in cui intende mostrare la casa a varie persone) e poi andranno via.
Kim, sempre più convinta dopo aver visto che i disegni della bambina somigliano a quelli del pittore, tenta di consolarla. Dopo aver saputo dell'avversione delle creature per la luce, le regala la mitica Polaroid infinita, ovvero l'unico vecchio modello di Polaroid che nonostante abbia il tipico flash "monouso" con sole dieci cariche permette di scattare dozzine di foto senza mai doverlo cambiare (né, peraltro, cambiare la cartuccia delle foto).
Durante la serata, Sally scatta una foto di un mostro, ma è la foto dallo sviluppo più lento della storia (effetti collaterali del potere del flash inesauribile) e lei se la porta a tavola senza essere ancora riuscita a mostrarla a nessuno. Qui, un mostriciattolo che passeggia allegramente sotto il tavolo le ruba prima il tovagliolo e poi la foto. Lei, tutta felice, lo insegue per rifotografarlo.
Nel frattempo Kim, che ha cambiato improvvisamente idea senza che sia successo nulla, invece di scendere per cena sta facendo le valigie per portare via Sally, assicurandosi di prendere tutto il necessario tranne un unico, piccolo dettaglio: Sally.
La bambina intanto è riuscita a farsi chiudere nella biblioteca (che è, ovviamente, buia, nonostante il fuoco che arde nel camino) e viene assalita dai mostri che stoicamente continua a fotografare come niente fosse. Per qualche ragione, poi, decide di mettersi a spingere una libreria scorrevole, che nelle prime scene scorreva tanto bene da permettere a Kim di aggrapparvisi e farsi trasportare per sola inerzia, ma ora richiede una fatica immane anche solo per fare un centimetro.
Durante l'assalto, un mostriciattolo le ruba la Polaroid, ma lei lo schiaccia con la libreria e gli trancia un braccio che finisce sul pavimento. Viene anche inquadrato perché sia chiaro che è lì, in bella vista... ma comunque nessuno lo vede, né lei pensa di indicarlo agli altri quando arrivano (però mostra una simpatica foto in cui si vede solo la sua faccia, dipinta di rosso per misteriose ragioni).
Nonostante Kim sia arrivata sulla scena con le valigie pronte, la scena successiva vede l'architetto che mette tranquillamente Sally a letto come niente fosse, e poi va in cantina a parlare con Kim. Le dice di non sapere cosa fare, lei suggerisce di andarsene e lui le risponde di andare a prendere la bambina (non aggiungerò "ma allora sei scemo?" solo perché ormai era assodato).
I mostri, però, non si danno per vinti. Con un'astuta macchinazione (OK, con una corda legata alla caviglia) fanno cadere l'uomo nel garage e lo chiudono dentro, accendendo anche il motore dell'auto. Poi tagliano i fili della luce, facendo sì che Kim decida che è opportuno lasciare Sally a letto da sola e andare di sotto a fare non si sa che. Probabilmente lo fa soltanto perché sa che c'è un filo teso sulle scale che la farà inciampare e cadere. A quel punto i mostri la circondano, le sibilano "denti di bambino" e... uh... se ne vanno.
Sally si sveglia e va di sotto. Vede Kim, le si avvicina, arrivano i mostri e lei scatta due foto. Poi, senza nessun motivo, stacca il flash alla macchina fotografica e si lascia trascinare via urlando e opponendo una resistenza chiaramente simbolica.
Suo padre, intanto, si risveglia nel garage. Sfonda il vetro della porta per cercare di sbloccare la maniglia, tenuta ferma in qualche modo da una tenaglia incastrata dall'altro lato. I mostri però sono lì fuori e gli impediscono di farlo, ferendolo con un taglierino. Di conseguenza lui... ehm... si teletrasporta in cucina a quanto pare, visto che un secondo dopo lo ritroviamo lì senza sapere come ci sia arrivato.
Mentre lui perde tempo a cercare di sfondare una qualche porta con un batticarne, Kim raggiunge la cantina e salva Sally tagliando la corda con cui la stanno trascinando e dicendole di scappare (come possa farlo, visto che ha le caviglie legate, resterà un mistero). La corda perà le si avvolge alle gambe (in un modo che è impossibile spiegare perfino agli autori, tanto che neanche ci provano e si limitano a mostrare che le striscia su un ginocchio già ferito) e lei viene trascinata nel sottosuolo sotto gli occhi di Sally e del padre appena sopraggiunto.
Ora, anziché abbattere la casa fino alle fondamenta e continuare a scavare fino ad aver eradicato la popolazione di mostri e possibilmente recuperato Kim, che fanno i deficienti?
Chiudono daccapo la cantina e mettono la casa in vendita.
Salvo che qualche tempo dopo ci tornano perché Sally lasci sul pavimento un disegno di lei e Kim e dica a quest'ultima (che, ci viene lasciato capire, si è in qualche modo trasformata in un mostriciattolo a sua volta) che le vuole bene.
Il disegno viene letteralmente aspirato in cantina, e i mostri si concedono un interessante dialogo.
Mostro: "Ci daranno la caccia"
Voce di Kim mostrificata: "No, si dimenticheranno di noi e poi ne verranno degli altri"
Manca la parte di dialogo che sarebbe giusto aspettarsi:
Mostro "E perché"?
Voce di Kim mostrificata: "Perché sono deficienti!"
In questa pellicola, che se non altro è visivamente ben realizzata, ci ritroviamo ad assistere alle peripezie di tre deficien... ehm... di un architetto divorziato, di sua figlia Sally e della sua nuova compagna Kim, coi due adulti della situazione impegnati a restaurare una vecchia villa di proprietà di un pittore scomparso, allo scopo di rivenderla.
Noi spettatori sappiamo, grazie a un breve prologo, che la scomparsa del pittore è tutt'altro che accidentale, e che nella cantina della villa si annidano dei mostriciattoli grigi che per qualche oscura ragione si cibano di denti di bambino(!) e temono la luce.
Va detto che in realtà non pare che abbiano questo grande bisogno di cibarsi, visto che la cantina è stata murata da decenni e nessuno di loro sembra essere morto di fame. Né si ha mai l'idea che la luce faccia loro molto più che spaventarli (a volte in effetti neanche quello). Non è l'unica delle contraddizioni delle strane creature: ad esempio sono in grado di atterrare un uomo adulto ma fanno fatica a trascinare una bambina.
Fatto sta che, nella migliore delle tradizioni, la cantina viene riscoperta, rivelandosi dotata di poteri magici: ha un lucernario che la illumina a giorno, tuttavia, quando serve alla trama, dentro è buio pesto nonostante sia una mattina soleggiata. Sally viene convinta dai mostriciattoli (che le parlano senza farsi vedere) a liberarli... e qui si scopre che dopotutto sono deficienti anche loro, perché pur intenzionati a rapirla si comportano costantemente in maniera tale da terrorizzarla, o fanno cose del tutto stupide (come rubare il rasoio del padre e usarlo per tagliuzzare i vestiti di Kim senza alcuna ragione).
Ma non è un gran problema, poiché abbiamo già assodato che anche Sally è imbecille. Infatti, di fronte al suo orsacchiotto (mosso da un paio di mostri nascosti dietro) che le dice "Ti voglio bene", resta lì ammirata a commentare "Tu mi hai appena parlato!"
Sì, tesoro, parla da quando Kim te l'ha dato in aeroporto, ha un dischetto dentro, hai presente? E oltretutto dice sempre quella frase! Se proprio vuoi stupirti di qualcosa, fallo del fatto che si stia muovendo, eccheccavolo!
Tuttavia le cose precipitano quando il custode della villa (che sa tutto, ma per qualche ragione non si sforza più di tanto per impedire i problemi) porta via Sally dalla cantina un attimo prima che i mostri... uh.... facciano qualcosa, e di conseguenza viene aggredito con ogni arma disponibile e quasi ammazzato.
A questo punto, Sally si spaventa, e lo fa ancora di più dopo un incontro ravvicinato con le creature (che comunque riescono solo a infilarsi sotto le sue coperte e rovinarle l'orsacchiotto. Che volete, sono intelligenti ma non si applicano. No, un attimo, non sono neanche intelligenti). Racconta tutto agli adulti, che ovviamente non le credono e la fanno parlare con uno psicologo.
Kim, tuttavia, qualche dubbio se lo fa venire. Parla col custode in ospedale, che tenta di dirle qualcosa (e forse ci riuscirebbe anche, se lei non lo interrompesse ogni mezza parola domandandogli che sta cercando di dire) e alla fine la indirizza a un dato lotto della biblioteca.
Qui, le vengono mostrati dei disegni del pittore scomparso (e solo ora scopre che fosse scomparso) che illustrano proprio i mostriciattoli. Il bibliotecario le spiega anche tutta la leggenda delle creature (nessuno gliel'ha chiesta, non è rilevabile dai dipinti, ma lui la sa e la dice lo stesso) raccontando come avessero fatto una tregua(!) con un papa(!) e da allora lasciassero monete d'argento in cambio di denti(!)
Questo insospettisce ancora di più Kim, che sa che Sally aveva trovato un dente in cantina (non di bambino, era un'offerta del pittore che cercava di farsi ridare suo figlio) e il giorno dopo avesse una moneta d'argento.
Va anche detto che in realtà il dente gliel'aveva confiscato il padre, ma due minuti dopo ce l'aveva ancora lei, e che sì, aveva trovato la moneta sotto il cuscino al suo posto, ma non si capisce perché visto che appunto era un dente di adulto, e sopratutto i mostri se ne erano fregati per decenni quindi non si capisce che se lo siano ripreso a fare...!
Intanto, Sally sta facendo il bagno, con la luce accesa perché nonostante sia giorno e ci sia una finestra il bagno è buio come pochi. I mostri, dall'armadietto delle medicine, usano un filo di ferro per spegnere la luce (come ci sono arrivati nell'armadietto attraversando la stanza illuminata lo sanno solo loro) e la aggrediscono, ma la potente tenda della doccia la salva, pur venendo distrutta nell'atto eroico, e l'arrivo della governante mette in fuga le creature.
Gli adulti vengono richiamati a casa, non trovano Sally e vanno a recuperarla per strada mentre lei cerca di andarsene a piedi. Il padre la convince che deve tornare a casa solo per la cena (di gala, in cui intende mostrare la casa a varie persone) e poi andranno via.
Kim, sempre più convinta dopo aver visto che i disegni della bambina somigliano a quelli del pittore, tenta di consolarla. Dopo aver saputo dell'avversione delle creature per la luce, le regala la mitica Polaroid infinita, ovvero l'unico vecchio modello di Polaroid che nonostante abbia il tipico flash "monouso" con sole dieci cariche permette di scattare dozzine di foto senza mai doverlo cambiare (né, peraltro, cambiare la cartuccia delle foto).
Durante la serata, Sally scatta una foto di un mostro, ma è la foto dallo sviluppo più lento della storia (effetti collaterali del potere del flash inesauribile) e lei se la porta a tavola senza essere ancora riuscita a mostrarla a nessuno. Qui, un mostriciattolo che passeggia allegramente sotto il tavolo le ruba prima il tovagliolo e poi la foto. Lei, tutta felice, lo insegue per rifotografarlo.
Nel frattempo Kim, che ha cambiato improvvisamente idea senza che sia successo nulla, invece di scendere per cena sta facendo le valigie per portare via Sally, assicurandosi di prendere tutto il necessario tranne un unico, piccolo dettaglio: Sally.
La bambina intanto è riuscita a farsi chiudere nella biblioteca (che è, ovviamente, buia, nonostante il fuoco che arde nel camino) e viene assalita dai mostri che stoicamente continua a fotografare come niente fosse. Per qualche ragione, poi, decide di mettersi a spingere una libreria scorrevole, che nelle prime scene scorreva tanto bene da permettere a Kim di aggrapparvisi e farsi trasportare per sola inerzia, ma ora richiede una fatica immane anche solo per fare un centimetro.
Durante l'assalto, un mostriciattolo le ruba la Polaroid, ma lei lo schiaccia con la libreria e gli trancia un braccio che finisce sul pavimento. Viene anche inquadrato perché sia chiaro che è lì, in bella vista... ma comunque nessuno lo vede, né lei pensa di indicarlo agli altri quando arrivano (però mostra una simpatica foto in cui si vede solo la sua faccia, dipinta di rosso per misteriose ragioni).
Nonostante Kim sia arrivata sulla scena con le valigie pronte, la scena successiva vede l'architetto che mette tranquillamente Sally a letto come niente fosse, e poi va in cantina a parlare con Kim. Le dice di non sapere cosa fare, lei suggerisce di andarsene e lui le risponde di andare a prendere la bambina (non aggiungerò "ma allora sei scemo?" solo perché ormai era assodato).
I mostri, però, non si danno per vinti. Con un'astuta macchinazione (OK, con una corda legata alla caviglia) fanno cadere l'uomo nel garage e lo chiudono dentro, accendendo anche il motore dell'auto. Poi tagliano i fili della luce, facendo sì che Kim decida che è opportuno lasciare Sally a letto da sola e andare di sotto a fare non si sa che. Probabilmente lo fa soltanto perché sa che c'è un filo teso sulle scale che la farà inciampare e cadere. A quel punto i mostri la circondano, le sibilano "denti di bambino" e... uh... se ne vanno.
Sally si sveglia e va di sotto. Vede Kim, le si avvicina, arrivano i mostri e lei scatta due foto. Poi, senza nessun motivo, stacca il flash alla macchina fotografica e si lascia trascinare via urlando e opponendo una resistenza chiaramente simbolica.
Suo padre, intanto, si risveglia nel garage. Sfonda il vetro della porta per cercare di sbloccare la maniglia, tenuta ferma in qualche modo da una tenaglia incastrata dall'altro lato. I mostri però sono lì fuori e gli impediscono di farlo, ferendolo con un taglierino. Di conseguenza lui... ehm... si teletrasporta in cucina a quanto pare, visto che un secondo dopo lo ritroviamo lì senza sapere come ci sia arrivato.
Mentre lui perde tempo a cercare di sfondare una qualche porta con un batticarne, Kim raggiunge la cantina e salva Sally tagliando la corda con cui la stanno trascinando e dicendole di scappare (come possa farlo, visto che ha le caviglie legate, resterà un mistero). La corda perà le si avvolge alle gambe (in un modo che è impossibile spiegare perfino agli autori, tanto che neanche ci provano e si limitano a mostrare che le striscia su un ginocchio già ferito) e lei viene trascinata nel sottosuolo sotto gli occhi di Sally e del padre appena sopraggiunto.
Ora, anziché abbattere la casa fino alle fondamenta e continuare a scavare fino ad aver eradicato la popolazione di mostri e possibilmente recuperato Kim, che fanno i deficienti?
Chiudono daccapo la cantina e mettono la casa in vendita.
Salvo che qualche tempo dopo ci tornano perché Sally lasci sul pavimento un disegno di lei e Kim e dica a quest'ultima (che, ci viene lasciato capire, si è in qualche modo trasformata in un mostriciattolo a sua volta) che le vuole bene.
Il disegno viene letteralmente aspirato in cantina, e i mostri si concedono un interessante dialogo.
Mostro: "Ci daranno la caccia"
Voce di Kim mostrificata: "No, si dimenticheranno di noi e poi ne verranno degli altri"
Manca la parte di dialogo che sarebbe giusto aspettarsi:
Mostro "E perché"?
Voce di Kim mostrificata: "Perché sono deficienti!"
sabato 11 giugno 2011
Shadow
Avevo sentito parecchi commenti positivi su questo film di Federico Zampaglione, perciò il sospetto che fosse un'emerita schifezza era ben più che radicato in me anche prima di cominciare a guardarlo. Volevo comunque dare all'autore il beneficio del dubbio, sperando che fosse in grado di realizzare horror meno noiosi delle sue canzoni. OK, gliel'ho dato, può bastare.
C'è da dire che, se non altro, per quanto in genere mi concilino il sonno, le canzoni del summenzionato hanno almeno il pregio di avere dei testi fantasiosi. Se si potesse dire lo stesso del film sarebbe già qualcosa. Nella realtà sembra che siano stati raccolti e frullati assieme tutti i possibili (peggiori) cliché del genere, senza neanche ricavarne un frappé decente...
Si parte con la voce fuori campo di David, un ragazzo che si trova in Iraq e scrive a sua madre di non vedere l'ora di tornare in sella alla sua bici.
L'inizio vero e proprio lo vede in effetti già in sella alla bici in questione, diretto a un luogo chiamato "Passo dell'Ombra" o, appunto, Shadow (non che Shadow si possa tradurre Passo dell'Ombra anche volendo, ma fossero questi i problemi sarebbe niente).
In una specie di bar, dopo aver comprato una birra che si chiama "birra" (sul serio, è scritto sull'etichetta), David interviene per salvare una ragazza dalle avanche pesanti di un cacciatore. I due non vengono alle mani perché interviene il barista che fa uscire il cacciatore col suo compagno, sottolineando che il suo bar non è una zona di caccia (eh?!?)
Facciamo un breve salto in avanti e vediamo David che cerca di montare una tenda portatile ma questa è tanto portatile che... se la porta il vento. Mentre lui la insegue compare una figura minacciosa alle sue spalle. O, almeno, l'idea è che sia minacciosa, in realtà si capisce benissimo che è la ragazza di prima. Poco dopo i due stanno castamente condividendo la tenda di lei, che gli si presenta (la ragazza, non la tenda) come Angeline.
La mattina dopo i due stanno girando in bici e si fermano a osservare alcuni cervi. Non lontano ci sono i due cacciatori che osservano gli stessi cervi per altri motivi. Angeline se ne accorge e fa scappare gli animali, causando l'ira dei due che iniziano a inseguire i ragazzi cercando anche di sparargli.
Dopo un po' di fughe e scontri vari, i nostri finiscono in una zona della foresta immersa nella nebbia e si separano. I due cacciatori hanno degli spiacevoli incontri con delle trappole e poi con... uh... qualcosa... mentre Angeline sembra svanire e David raggiunge un edificio ma viene accolto da un'auto che gli dà la caccia sulle note di "vieni, c'è una strada nel bosco".
Dopo qualche tempo si risveglia legato (vabbe', legato è una parola grossa) a una specie di lettino di ferro, coi due cacciatori nella stessa situazione ai suoi due lati. I tre sono prigionieri dell'ennesimo maniaco deforme torturatore che non parla e fa cose prive di senso apparente, nella fattispecie una specie di cugino scemo di Voldemort che, scopriamo dai titoli di coda, si chiama Mortis. Questi prima mette alla graticola uno dei cacciatori (letteralmente, i letti hanno delle resistenze sotto), poi taglia via una palpebra a David, poi se ne sta davanti a uno specchio a sentire "vieni, c'è una strada nel bosco", osservando un modello anatomico e con davanti la foto in bianco e nero di quello che dà l'idea di essere un travestito con poche speranze di passare per una donna.
In un passaggio intermedio di tutto ciò dà una leccata a un Bufo Alvarius (il famigerato rospo allucinogeno) che sappiamo essere tale perché il maniaco si è preso la briga di scriverlo sulla teca (temeva di dimenticarselo?)
Intanto, David riesce a liberarsi, si benda l'occhio e cerca di trovare una via di fuga. Nel farlo fa cadere dei contenitori metallici e attira l'attenzione di Mortis, che prima apre i rubinetti del gas (riempiendo la stanza di, appunto, gas, che però sembra non avere effetto di alcun genere su nessuno) e poi lo insegue in macchina (no, non ho saltato un passaggio, va fuori a prendere la macchina quando David ancora non è scappato: OK che prevenire è meglio che curare, ma qui si esagera).
Riuscito ad aprire una porta, David si lascia convincere dai cacciatori a liberarli e i tre escono, ma lui sente la voce di Angeline che lo chiama, determina che è ancora dentro (sebbene non la si sia mai vista dentro) e torna a cercarla. Gli altri due si rifiutano, continuano, inciampano nelle trappole e vengono presumibilmente ammazzati.
Dopo aver attraversato tutta una serie di stanze prive di senso (anche alla luce del senno di poi), inclusa una in cui sono conservati filmati in super8 etichettati con vari nomi di luoghi, tranne uno marcato "11th September" (tutti gli altri peraltro sono in italiano), sempre seguendo la voce di Angeline neanche fosse portata dal vento, David arriva a una porta metallica. Numerose candele illuminano la via e... si riflettono nella lente della telecamera, ma nessuno pare essersi voluto prendere la briga di correggere la cosa in postproduzione...
Infine, David ha un breve scontro con Mortis, che intanto si è messo un mantello in stile Dracula senza alcuna ragione, e apparentemente lo ammazza in una scena che sembra una parodia accidentale. Sta per uscire quando vediamo il falcetto del maniaco che si alza e...
... e niente, perché David si è sognato tutto mentre era in un ospedale da campo (orribile e assai improbabile, ma molto simile all'edificio di Mortis) in Iraq, tra la vita e la morte. I due cacciatori erano due suoi compagni di plotone (morti), Angeline un'infermiera, il barista un dottore... in pratica è il finale del Mago di Oz! Cérto, salvo il fatto che scopriamo che David in bici non ci andrà mai più, perché oltre ad aver perso una palpebra (si presume, ha l'occhio bendato come nel sogno) ha perso anche le gambe; che peccato, ma in sostanza: CHISSENEFREGA! Cosa c'entra tutto questo con lo stupido film che è toccato vedersi per scoprire che lui è stato ferito in Iraq?!? Non bastavano tutti i cliché iniziali, no, toccava anche il cliché dell'ha lottato contro la morte con tutte le sue forze, con Mortis nel gentil ruolo della signora con la falce.
Sarà, ma secondo me il rospo l'avevano fatto leccare a lui (che poi è l'unica cosa che spiegherebbe la presenza dell'anfibio nel film).
C'è da dire che, se non altro, per quanto in genere mi concilino il sonno, le canzoni del summenzionato hanno almeno il pregio di avere dei testi fantasiosi. Se si potesse dire lo stesso del film sarebbe già qualcosa. Nella realtà sembra che siano stati raccolti e frullati assieme tutti i possibili (peggiori) cliché del genere, senza neanche ricavarne un frappé decente...
Si parte con la voce fuori campo di David, un ragazzo che si trova in Iraq e scrive a sua madre di non vedere l'ora di tornare in sella alla sua bici.
L'inizio vero e proprio lo vede in effetti già in sella alla bici in questione, diretto a un luogo chiamato "Passo dell'Ombra" o, appunto, Shadow (non che Shadow si possa tradurre Passo dell'Ombra anche volendo, ma fossero questi i problemi sarebbe niente).
In una specie di bar, dopo aver comprato una birra che si chiama "birra" (sul serio, è scritto sull'etichetta), David interviene per salvare una ragazza dalle avanche pesanti di un cacciatore. I due non vengono alle mani perché interviene il barista che fa uscire il cacciatore col suo compagno, sottolineando che il suo bar non è una zona di caccia (eh?!?)
Facciamo un breve salto in avanti e vediamo David che cerca di montare una tenda portatile ma questa è tanto portatile che... se la porta il vento. Mentre lui la insegue compare una figura minacciosa alle sue spalle. O, almeno, l'idea è che sia minacciosa, in realtà si capisce benissimo che è la ragazza di prima. Poco dopo i due stanno castamente condividendo la tenda di lei, che gli si presenta (la ragazza, non la tenda) come Angeline.
La mattina dopo i due stanno girando in bici e si fermano a osservare alcuni cervi. Non lontano ci sono i due cacciatori che osservano gli stessi cervi per altri motivi. Angeline se ne accorge e fa scappare gli animali, causando l'ira dei due che iniziano a inseguire i ragazzi cercando anche di sparargli.
Dopo un po' di fughe e scontri vari, i nostri finiscono in una zona della foresta immersa nella nebbia e si separano. I due cacciatori hanno degli spiacevoli incontri con delle trappole e poi con... uh... qualcosa... mentre Angeline sembra svanire e David raggiunge un edificio ma viene accolto da un'auto che gli dà la caccia sulle note di "vieni, c'è una strada nel bosco".
Dopo qualche tempo si risveglia legato (vabbe', legato è una parola grossa) a una specie di lettino di ferro, coi due cacciatori nella stessa situazione ai suoi due lati. I tre sono prigionieri dell'ennesimo maniaco deforme torturatore che non parla e fa cose prive di senso apparente, nella fattispecie una specie di cugino scemo di Voldemort che, scopriamo dai titoli di coda, si chiama Mortis. Questi prima mette alla graticola uno dei cacciatori (letteralmente, i letti hanno delle resistenze sotto), poi taglia via una palpebra a David, poi se ne sta davanti a uno specchio a sentire "vieni, c'è una strada nel bosco", osservando un modello anatomico e con davanti la foto in bianco e nero di quello che dà l'idea di essere un travestito con poche speranze di passare per una donna.
In un passaggio intermedio di tutto ciò dà una leccata a un Bufo Alvarius (il famigerato rospo allucinogeno) che sappiamo essere tale perché il maniaco si è preso la briga di scriverlo sulla teca (temeva di dimenticarselo?)
Intanto, David riesce a liberarsi, si benda l'occhio e cerca di trovare una via di fuga. Nel farlo fa cadere dei contenitori metallici e attira l'attenzione di Mortis, che prima apre i rubinetti del gas (riempiendo la stanza di, appunto, gas, che però sembra non avere effetto di alcun genere su nessuno) e poi lo insegue in macchina (no, non ho saltato un passaggio, va fuori a prendere la macchina quando David ancora non è scappato: OK che prevenire è meglio che curare, ma qui si esagera).
Riuscito ad aprire una porta, David si lascia convincere dai cacciatori a liberarli e i tre escono, ma lui sente la voce di Angeline che lo chiama, determina che è ancora dentro (sebbene non la si sia mai vista dentro) e torna a cercarla. Gli altri due si rifiutano, continuano, inciampano nelle trappole e vengono presumibilmente ammazzati.
Dopo aver attraversato tutta una serie di stanze prive di senso (anche alla luce del senno di poi), inclusa una in cui sono conservati filmati in super8 etichettati con vari nomi di luoghi, tranne uno marcato "11th September" (tutti gli altri peraltro sono in italiano), sempre seguendo la voce di Angeline neanche fosse portata dal vento, David arriva a una porta metallica. Numerose candele illuminano la via e... si riflettono nella lente della telecamera, ma nessuno pare essersi voluto prendere la briga di correggere la cosa in postproduzione...
Infine, David ha un breve scontro con Mortis, che intanto si è messo un mantello in stile Dracula senza alcuna ragione, e apparentemente lo ammazza in una scena che sembra una parodia accidentale. Sta per uscire quando vediamo il falcetto del maniaco che si alza e...
... e niente, perché David si è sognato tutto mentre era in un ospedale da campo (orribile e assai improbabile, ma molto simile all'edificio di Mortis) in Iraq, tra la vita e la morte. I due cacciatori erano due suoi compagni di plotone (morti), Angeline un'infermiera, il barista un dottore... in pratica è il finale del Mago di Oz! Cérto, salvo il fatto che scopriamo che David in bici non ci andrà mai più, perché oltre ad aver perso una palpebra (si presume, ha l'occhio bendato come nel sogno) ha perso anche le gambe; che peccato, ma in sostanza: CHISSENEFREGA! Cosa c'entra tutto questo con lo stupido film che è toccato vedersi per scoprire che lui è stato ferito in Iraq?!? Non bastavano tutti i cliché iniziali, no, toccava anche il cliché dell'ha lottato contro la morte con tutte le sue forze, con Mortis nel gentil ruolo della signora con la falce.
Sarà, ma secondo me il rospo l'avevano fatto leccare a lui (che poi è l'unica cosa che spiegherebbe la presenza dell'anfibio nel film).
venerdì 7 gennaio 2011
Gargoyle's Revenge
Era un po' che non vedevo uno di quei film che, una volta terminati, mi lasciavano a domandarmi cosa avessi visto di preciso...
Siamo in Romania nel 1532. Una donna in carrozza è inseguita da un gargoyle che all'improvviso viene affrontato da una torma di paesani sbucati dal nulla e armati dei classici forconi.
Un prete con un anello orrendo si ferisce il palmo della mano con la punta di un dardo da balestra per poi spararlo al gargoyle in questione, che cade a peso morto in quello che forse è un buco originato dalla caduta o forse una trappola che stava lì apposta (perché ovviamente tutti sapevano dove sarebbe caduto di preciso) o forse solo un buco tondo che stava lì per caso. Fatto sta che gli uomini lo tappano facendoci rotolare sopra un macigno di polistirolo che perde anche qualche pezzo e poi il prete, tanto per far capire che il macigno è finto a chi ancora non l'avesse notato, ci pianta dentro il suo anello con un colpo del calcio della balestra. No, non per una buona ragione, così tanto per.
Torniano ai giorni nostri. Siamo a Bucarest (ma ci verrà detto solo molto tempo dopo) dove alcuni agenti della CIA stanno collaborando alla soluzione di un caso di rapimento. Assistiamo a un patetico scambio di battute tra un'agente e uno dei rapitori, a una miniscossa di terremoto e poi a una specie di inseguimento che termina su un tetto dove, prima che gli agenti arrivino, il rapitore viene assalito e portato via da un gargoyle (operazione che per qualche motivo sporca tutto il tetto di sangue).
Cambio di scena, siamo in una chiesa in via di restauro. I restauratori hanno appena scoperto che dietro un affresco (brutto) se ne cela un altro (ancora più brutto) che noi sappiamo ritrarre la scena dell'inizio del film, ma per loro non significa molto.
Non è ben chiaro come facciano a vederlo visto che stanno osservando la parete con uno di quegli aggeggi che si usano per proiettare i lucidi sui muri, ma amen.
Un loro assistente locale chiama uno dei due per mostrargli qualcosa nei sotterranei della chiesa. Si tratta del macigno di polistirolo (sappiamo che è lo stesso perché c'è ancora conficcato l'anello) che a quanto pare "è stato fatto riemergere dal terremoto". Neanche il tempo di dirlo e c'è un'altra scossa il cui unico effetto (in assoluto) è quello di far sprofondare il macigno nel buco dell'inizio.
Il restauratore decide di calarsi e scopre una caverna piena di quelle che sembrano crisalidi di Gremlin con le veneziane, ma che noi dobbiamo presumere essere uova di gargoyle. Un secondo dopo, il gargoyle assale sia lui che il collaboratore.
Intanto, in chiesa è arrivato un nuovo prete che dovrebbe sostituire l'attuale, è che è evidentemente antipatico anche se non ha fatto niente a nessuno.
Qualche tempo dopo, l'unica restauratrice rimasta confida al prete in carica (quello vecchio) che i suoi colleghi non sono tornati e lei è preoccupata.
Nello stesso tempo, una ragazza sta visitando lo zoo e facendo foto degli animali, fregandosene altamente del fatto che un altoparlante annunci che lo zoo sta per chiudere, e del fatto che gli altri visitatori le spariscano attorno come fantasmi (sì, letteralmente!) Alla fine resta chiusa dentro e per qualche istante si ha l'impressione che volesse restarci di proposito ma no, è solo scema.
Come è ovvio, arriva il gargoyle e lei gli scatta una foto stando nascosta dietro un albero. Poi pensa bene di mettersi a giocare a rimpiattino e passa da un nascondiglio all'altro fino ad andarsi a chiudere in una gabbia aperta(!), e solo allora il mostro decide di spezzare le sbarre e andarle a fare visita.
Alla chiesa arrivano gli agenti della CIA che in qualche modo sono stati avvisati della scomparsa dei restauratori. Il lui della coppia di agenti inizia a flirtare con la superstite.
I due escono e si imbattono in una macchina fotografica abbandonata (quella della tizia dello zoo). Lui, dopo aver assodato che non è di nessuno degli scomparsi, determina che contiene delle foto (senza neanche accenderla) e decide di aver bisogno di un PC per vederle (anche qui accenderla avrebbe aiutato...), ma ci sono solo foto di animali e una mossa che potrebbe essere qualunque cosa.
Intanto, il corpo del rapitore viene ritrovato impalato su un palazzo e l'autopsia rivela che aveva addosso del DNA sconosciuto di pipistrello(!)
In chiesa, il primo prete sta sfogliando un libro finto antico che contiene illustrazioni di draghi tratte da qualche manuale di GdR, anche se lui dice che sono gargoyle. Il secondo prete lo rimprovera perché bada a queste superstizioni e gli dà un biglietto aereo che lui però strappa per poi alzarsi a mostrare agli spettatori che ha una balestra custodita in un confessionale.
La restauratrice, invitata fuori dall'agente della CIA, mostra a quest'ultimo una foto del dipinto originale spiegandogli che vi è ritratto il monastero di Brasov e che la creatura dipinta assomiglia a quella della foto (cosa che non è assolutamente vera, ma a lui sta bene lo stesso).
I due vanno a trovare il vescovo di Brasov che spiega loro la faccenda dei gargoyle e li porta a un armadietto chiuso a chiave che contiene una balestra identica a quella dell'altro prete. Spiega poi che i dardi di quella balestra (che non sono nell'armadietto chiuso a chiave ma banalmente poggiati sopra) sono stati benedetti e consacrati col sangue di un prete dal cuore puro (dicendolo si taglia il palmo e li inonda di sangue fino alla base) che quindi è il sangue di Cristo, e rappresentano l'unico modo di uccidere un gargoyle.
Detto ciò, il vescovo carica la balestra ed esce sul sagrato giusto in tempo per l'arrivo del gargoyle, col quale aveva evidentemente preso appuntamento. Il vescovo spara e manca il bersaglio. Agente e restauratrice prendono la balestra e fuggono in macchina, ma il mostro è chiaramente:
a) più veloce dell'auto
b) per nulla interessato a fare altro che girargli intorno e infastidirli
Alla fine, volando a marcia indietro per fare lo sborone, il gargoyle prende in pieno la volta di un tunnel e cade sui fili della luce.
Segue una scena pressoché irrilevante con un tizio che non si sa bene cosa c'entri con la faccenda ma in qualche modo indirizza le indagini verso il prete della chiesa.
Intanto, il prete nuovo ruba la balestra dal confessionale (non si capisce come sapesse che era lì), bagna i dardi di sangue e scende nella caverna delle uova attraverso un comodissimo passaggio che si trova nel cimitero della chiesa, chiuso da una botola di metallo(!)
Non è chiaro che intenzioni abbia perché il primo prete arriva, gli urla contro e gli spara.
Mentre gli agenti vanno ad armarsi, la restauratrice corre in chiesa e parla al prete della balestra. Questi la prende a pugni.
Dopo un po' la ritroviamo incatenata a degli anelli comodamente preesistenti nella caverna delle uova, dove il prete le spiega che quando il terremoto ha riaperto la caverna (cioè il giorno prima in pratica, e comunque ci si poteva entrare da sempre dal cimitero, mah!) ha capito tutto e ha deciso che i gargoyle regneranno sulla terra. Cosa gliene viene in tasca a lui non si capisce, comunque resta lì finché non vede che le uova iniziano a... uhm... a fare niente, in effetti i minigargoyle aprono le stecche delle veneziane e escono da lì, comunque... e fa per andarsene. L'altro prete però non è morto e lo rallenta, cosicché i gargoyle neonati se lo mangiano.
Intanto gli agenti della CIA sono arrivati in chiesa e, seguendo delle tracce di sangue di non si sa bene chi, sono scesi nel passaggio, armati di tutto punto, e iniziano a sparare ai mostri. Questi, che da grandi sono evidentemente immuni ai proiettili, da piccoli cadono quando vengono colpiti, ma in cambio sembrano avere lo strano potere di aumentare di numero quando ciò accade.
Tra una cosa e l'altra, il gruppo di agenti più restauratrice esce dalle caverne - che all'andata distavano forse mezzo metro dal cimitero e ora sono lontane centinaia di metri - poi ci butta dentro una bombetta incendiaria la cui fiammata riempie l'intero complesso sotterraneo.
A quel punto arriva il gargoyle adulto. L'agente della CIA lo colpisce con la balestra e lui cade dritto nel passaggio che porta alle caverne.
(Da questo film, insomma, si imparano due cose: che i gargoyle sono estremamente puntuali e terribilmente precisi quando si tratta di cascare)
Il film si chiude con gli agenti CIA chiamati in Siberia a indagare sulla sparizione di un aereo dovuta a un UFO(!) mentre in cielo vola allegro un gargoyle.
Siamo in Romania nel 1532. Una donna in carrozza è inseguita da un gargoyle che all'improvviso viene affrontato da una torma di paesani sbucati dal nulla e armati dei classici forconi.
Un prete con un anello orrendo si ferisce il palmo della mano con la punta di un dardo da balestra per poi spararlo al gargoyle in questione, che cade a peso morto in quello che forse è un buco originato dalla caduta o forse una trappola che stava lì apposta (perché ovviamente tutti sapevano dove sarebbe caduto di preciso) o forse solo un buco tondo che stava lì per caso. Fatto sta che gli uomini lo tappano facendoci rotolare sopra un macigno di polistirolo che perde anche qualche pezzo e poi il prete, tanto per far capire che il macigno è finto a chi ancora non l'avesse notato, ci pianta dentro il suo anello con un colpo del calcio della balestra. No, non per una buona ragione, così tanto per.
Torniano ai giorni nostri. Siamo a Bucarest (ma ci verrà detto solo molto tempo dopo) dove alcuni agenti della CIA stanno collaborando alla soluzione di un caso di rapimento. Assistiamo a un patetico scambio di battute tra un'agente e uno dei rapitori, a una miniscossa di terremoto e poi a una specie di inseguimento che termina su un tetto dove, prima che gli agenti arrivino, il rapitore viene assalito e portato via da un gargoyle (operazione che per qualche motivo sporca tutto il tetto di sangue).
Cambio di scena, siamo in una chiesa in via di restauro. I restauratori hanno appena scoperto che dietro un affresco (brutto) se ne cela un altro (ancora più brutto) che noi sappiamo ritrarre la scena dell'inizio del film, ma per loro non significa molto.
Non è ben chiaro come facciano a vederlo visto che stanno osservando la parete con uno di quegli aggeggi che si usano per proiettare i lucidi sui muri, ma amen.
Un loro assistente locale chiama uno dei due per mostrargli qualcosa nei sotterranei della chiesa. Si tratta del macigno di polistirolo (sappiamo che è lo stesso perché c'è ancora conficcato l'anello) che a quanto pare "è stato fatto riemergere dal terremoto". Neanche il tempo di dirlo e c'è un'altra scossa il cui unico effetto (in assoluto) è quello di far sprofondare il macigno nel buco dell'inizio.
Il restauratore decide di calarsi e scopre una caverna piena di quelle che sembrano crisalidi di Gremlin con le veneziane, ma che noi dobbiamo presumere essere uova di gargoyle. Un secondo dopo, il gargoyle assale sia lui che il collaboratore.
Intanto, in chiesa è arrivato un nuovo prete che dovrebbe sostituire l'attuale, è che è evidentemente antipatico anche se non ha fatto niente a nessuno.
Qualche tempo dopo, l'unica restauratrice rimasta confida al prete in carica (quello vecchio) che i suoi colleghi non sono tornati e lei è preoccupata.
Nello stesso tempo, una ragazza sta visitando lo zoo e facendo foto degli animali, fregandosene altamente del fatto che un altoparlante annunci che lo zoo sta per chiudere, e del fatto che gli altri visitatori le spariscano attorno come fantasmi (sì, letteralmente!) Alla fine resta chiusa dentro e per qualche istante si ha l'impressione che volesse restarci di proposito ma no, è solo scema.
Come è ovvio, arriva il gargoyle e lei gli scatta una foto stando nascosta dietro un albero. Poi pensa bene di mettersi a giocare a rimpiattino e passa da un nascondiglio all'altro fino ad andarsi a chiudere in una gabbia aperta(!), e solo allora il mostro decide di spezzare le sbarre e andarle a fare visita.
Alla chiesa arrivano gli agenti della CIA che in qualche modo sono stati avvisati della scomparsa dei restauratori. Il lui della coppia di agenti inizia a flirtare con la superstite.
I due escono e si imbattono in una macchina fotografica abbandonata (quella della tizia dello zoo). Lui, dopo aver assodato che non è di nessuno degli scomparsi, determina che contiene delle foto (senza neanche accenderla) e decide di aver bisogno di un PC per vederle (anche qui accenderla avrebbe aiutato...), ma ci sono solo foto di animali e una mossa che potrebbe essere qualunque cosa.
Intanto, il corpo del rapitore viene ritrovato impalato su un palazzo e l'autopsia rivela che aveva addosso del DNA sconosciuto di pipistrello(!)
In chiesa, il primo prete sta sfogliando un libro finto antico che contiene illustrazioni di draghi tratte da qualche manuale di GdR, anche se lui dice che sono gargoyle. Il secondo prete lo rimprovera perché bada a queste superstizioni e gli dà un biglietto aereo che lui però strappa per poi alzarsi a mostrare agli spettatori che ha una balestra custodita in un confessionale.
La restauratrice, invitata fuori dall'agente della CIA, mostra a quest'ultimo una foto del dipinto originale spiegandogli che vi è ritratto il monastero di Brasov e che la creatura dipinta assomiglia a quella della foto (cosa che non è assolutamente vera, ma a lui sta bene lo stesso).
I due vanno a trovare il vescovo di Brasov che spiega loro la faccenda dei gargoyle e li porta a un armadietto chiuso a chiave che contiene una balestra identica a quella dell'altro prete. Spiega poi che i dardi di quella balestra (che non sono nell'armadietto chiuso a chiave ma banalmente poggiati sopra) sono stati benedetti e consacrati col sangue di un prete dal cuore puro (dicendolo si taglia il palmo e li inonda di sangue fino alla base) che quindi è il sangue di Cristo, e rappresentano l'unico modo di uccidere un gargoyle.
Detto ciò, il vescovo carica la balestra ed esce sul sagrato giusto in tempo per l'arrivo del gargoyle, col quale aveva evidentemente preso appuntamento. Il vescovo spara e manca il bersaglio. Agente e restauratrice prendono la balestra e fuggono in macchina, ma il mostro è chiaramente:
a) più veloce dell'auto
b) per nulla interessato a fare altro che girargli intorno e infastidirli
Alla fine, volando a marcia indietro per fare lo sborone, il gargoyle prende in pieno la volta di un tunnel e cade sui fili della luce.
Segue una scena pressoché irrilevante con un tizio che non si sa bene cosa c'entri con la faccenda ma in qualche modo indirizza le indagini verso il prete della chiesa.
Intanto, il prete nuovo ruba la balestra dal confessionale (non si capisce come sapesse che era lì), bagna i dardi di sangue e scende nella caverna delle uova attraverso un comodissimo passaggio che si trova nel cimitero della chiesa, chiuso da una botola di metallo(!)
Non è chiaro che intenzioni abbia perché il primo prete arriva, gli urla contro e gli spara.
Mentre gli agenti vanno ad armarsi, la restauratrice corre in chiesa e parla al prete della balestra. Questi la prende a pugni.
Dopo un po' la ritroviamo incatenata a degli anelli comodamente preesistenti nella caverna delle uova, dove il prete le spiega che quando il terremoto ha riaperto la caverna (cioè il giorno prima in pratica, e comunque ci si poteva entrare da sempre dal cimitero, mah!) ha capito tutto e ha deciso che i gargoyle regneranno sulla terra. Cosa gliene viene in tasca a lui non si capisce, comunque resta lì finché non vede che le uova iniziano a... uhm... a fare niente, in effetti i minigargoyle aprono le stecche delle veneziane e escono da lì, comunque... e fa per andarsene. L'altro prete però non è morto e lo rallenta, cosicché i gargoyle neonati se lo mangiano.
Intanto gli agenti della CIA sono arrivati in chiesa e, seguendo delle tracce di sangue di non si sa bene chi, sono scesi nel passaggio, armati di tutto punto, e iniziano a sparare ai mostri. Questi, che da grandi sono evidentemente immuni ai proiettili, da piccoli cadono quando vengono colpiti, ma in cambio sembrano avere lo strano potere di aumentare di numero quando ciò accade.
Tra una cosa e l'altra, il gruppo di agenti più restauratrice esce dalle caverne - che all'andata distavano forse mezzo metro dal cimitero e ora sono lontane centinaia di metri - poi ci butta dentro una bombetta incendiaria la cui fiammata riempie l'intero complesso sotterraneo.
A quel punto arriva il gargoyle adulto. L'agente della CIA lo colpisce con la balestra e lui cade dritto nel passaggio che porta alle caverne.
(Da questo film, insomma, si imparano due cose: che i gargoyle sono estremamente puntuali e terribilmente precisi quando si tratta di cascare)
Il film si chiude con gli agenti CIA chiamati in Siberia a indagare sulla sparizione di un aereo dovuta a un UFO(!) mentre in cielo vola allegro un gargoyle.
venerdì 16 luglio 2010
Scontro di/tra Titani
Scontro tra Titani è il recente remake del quasi omonimo Scontro di Titani, che credo abbia ormai superato i vent'anni. A onor del vero, entrambi i film si chiamano "Clash of Titans" e la differenza della traduzione italiana è tutta da capire...
Scontro di Titani, l'originale, è un film vecchio, e riguardandolo ora non si può fare a meno di notarlo. Nonostante questo, l'età è forse il difetto più grave che gli si può attribuire. Ha una certa ingenuità e alcuni passaggi abbastanza vaghi che sono però, appunto, spiegabili nell'ottica del periodo in cui è stato prodotto, così come lo sono gli effetti speciali a volte ben poco speciali (ma tutt'altro che scarsi).
Per qualche ragione, Scontro tra Titani non ne segue esattamente la trama e le vicende ma le ricalca in maniera alquanto imprecisa, carica molto di più sull'azione laddove non sarebbe del tutto necessario, e soprattutto... è pieno di cose che non stanno in piedi.
Entrambi i film narrano la storia di Perseo, figlio illegittimo di Zeus, che viene abbandonato in mare dal marito di sua madre assieme alla madre stessa, ma ritrovato e allevato da pescatori.
Una volta adulto, Perseo affronterà vari mostri per salvare la città di Argo dal potente kraken.
Ma se nel primo film questo accadeva perché Perseo voleva convolare a nozze con la principessa di Argo, e la sua missione era assistita dai doni degli dei, nel remake...
Ma andiamo con ordine.
Nel remake Perseo sta pescando con la sua famiglia quando vede un gruppo di soldati che abbatte una statua di Zeus. In effetti viene detto che la popolazione di Argo si sta ribellando alla tirannia degli dei ma (a parte l'ovvia idiozia del ribellarsi a qualcuno che può fulminarti sul posto con un dito mentre si gratta il naso con l'altro) in tutto il film non c'è niente che lasci sospettare che gli dei stiano facendo qualcosa di male (o anche semplicemente "qualcosa").
Quando la statua viene abbattuta e gettata in mare, gli dei ovviamente non la prendono bene e scatenano sui soldati delle imprecisate creature alate. Nello scontro, non si sa bene come, la barca di Perseo affonda e lui è l'unico sopravvissuto. I soldati rimasti lo portano ad Argo.
Intanto, sull'Olimpo, Ade, che per qualche ragione si muove e parla come Igor di Frankenstein Jr., convince Zeus che per riottenere l'amore dei mortali che serve ad alimentare la sua immortalità deve costringerli a sottomettersi e dare a lui carta bianca per farlo. Si scoprirà poi che in realtà Ade (furioso perché quando sono stati sconfitti i Titani lui è stato relegato nella casetta di periferia, vale a dire l'Ade appunto, laddove i suoi fratelli Zeus e Poseidone si sono presi uno la villa in montagna e l'altro la casa al mare), vuole fare sì che la gente di Argo abbia paura degli dei, perché la paura alimenta lui piuttosto che Zeus e questo gli permetterebbe di sconfiggere il fratello.
OK, avrebbe anche senso. Se non fosse che Argo è UNA città, e apparentemente popolata da poche centinaia di persone, e non si capisce come possa da sola provocare un tale squilibrio...
Comunque sia, Zeus accetta e Ade si manifesta ad Argo avvisando la città che da lì a dieci giorni il kraken la distruggerà a meno che gli venga sacrificata (al kraken) la loro principessa.
In quel momento accadono anche due cose:
Perseo viene informato (in modo peraltro abbastanza vago) di essere figlio di Zeus.
Per qualche ragione Perseo decide che è stato Ade a uccidere i suoi genitori.
A questo punto, la gente di Argo fa l'unica cosa possibile: picchia Perseo. In effetti anche a me sembra logico che se qualcuno ce l'ha con te tu cerchi di calmarlo picchiando suo figlio... uhm... forse no a pensarci bene...
Fatto sta che la gente della città ritiene che Perseo possa aiutarli a prescindere dal fatto che lui non abbia idea di come (o motivo alcuno per farlo). A un certo punto però l'uomo viene avvicinato da Io, una donna "maledetta dall'eterna giovinezza" (le sputerei in un occhio) che lo tiene d'occhio fin dalla sua nascita e dice che lui è destinato a far cadere il dominio degli dei. Cosa che, come la maggioranza delle affermazioni che vengono fatte nel film, si rivelerà assolutamente falsa.
Perseo fa giustamente notare che della cosa non potrebbe fregargliene di meno e che lui al più vuole uccidere Ade (quando si mette una cosa in testa...), al che Io gli spiega che il kraken è parte di Ade e se il kraken muore Perseo sarà in grado di uccidere il dio.
No, neanche questa cosa è vera.
Comunque sia, Perseo decide di andare a cercare la streghe di Strigia che dovrebbero potergli dire come uccidere il kraken, e la gente di Argo (che tanto non è che abbia poi molto da perdere) gli assegna una scorta di soldati. Due cacciatori di mostri che sparano panzane (dicono di saper tagliare la pelle del leone di Nemea e di aver ucciso l'idra di Lerna o giù di lì, ma sono tutte cose che ha fatto Ercole) si uniscono all'allegro gruppetto e tutti partono per la loro destinazione.
Zeus invia in dono a Teseo un prototipo di spada laser (invece di avere il laser ha la lama che si materializza quando viene impugnata) ma lui non la vuole e la lascia a un suo compagno (che non può usarla). Il dio tenta anche di affibbiargli Pegaso (che per qualche ragione è nero), ma anche lì Perseo nicchia finché il cavallo si stufa e se ne va a farsi gli affari suoi.
Ade, intanto, decide di mandare contro Perseo il marito di sua madre, tramutato, non si sa bene come né perché, in un mostro. Perseo lo affronta, gli taglia una mano e poi lo insegue, ma dalla mano mozzata e dal sangue che esce dal moncherino vengono generati un numero imprecisato di scorpioni giganti (che poi si rivelano essere fauna comune della zona, un po' come se io con una goccia del mio sangue generassi una formica dentro un formicaio...) che attaccano il gruppo. Un po' i mostri vengono uccisi, un po' vengono tenuti a bada da dei djinn(!) che sono una specie di tuareg fatti di legno(!) che si alleano per circa dieci minuti con Perseo perché poi alla fine se ne vanno tutti tranne uno.
I due cacciatori costruiscono per Perseo uno scudo fatto con le squame di uno degli scorpioni, "più leggero e più resistente del metallo". Si scoprirà poi che lo scudo, nella parte interna, è di metallo...
Dopo un po', il gruppo raggiunge infine le tre streghe (le tre famose streghe che hanno un solo occhio che usano a turno, e nella mitologia anche un solo dente, per quanto la cosa nei due film venga ignorata) che gli dicono che l'unico modo di uccidere il kraken è lo sguardo di Medusa (e fin qui) e che Medusa dimora nel regno dei morti(!)
Perseo incontra suo padre che gli offre di farlo diventare un dio (lui rifiuta) e gli regala una moneta. Giusto quella che gli servirà per pagare Caronte e farsi traghettare nel regno dei morti. Notare che il traghetto di Caronte è praticamente una nave di ragguardevoli dimensioni con tanto di ampio spazio sottocoperta.
Perseo e Io flirtano nonostante la differenza di età. È la prima e ultima volta che lo faranno ma si dà per scontato che siano pazzamente innamorati da lì in poi.
Questa è comunque una delle scene migliori del film, con Io che (anche se non con queste parole) dice a Perseo di farsi una doccia fredda...
Nella tana di Medusa (qui in versione serpentina) assodiamo che lo sguardo che "tramuta tutto ciò che è di carne in pietra" funziona solo se Medusa sgrana gli occhi e fa le smorfie. Nonostante questo, tutti i compagni di Perseo riescono a farsi pietrificare, tranne il djinn (che non è di carne) che di conseguenza pensa bene di farsi esplodere senza un vero motivo e senza ottenere molto di più che spostare Medusa di qualche metro. Perseo riesce comunque a decapitare il mostro con delle acrobazie degne di Bruce Lee, ma una volta fuori ritrova il suo mostruoso patrigno che uccide Io (che era rimasta fuori della tana). Ma non c'è tempo (per cosa? Boh!, chiedetelo a loro), bisogna salvare Argo, perciò Pegaso passa cortesemente a prendere Perseo e lo porta alla città dove il kraken, fregandosene bellamente del fatto che un manipolo di non ben specificati maniaci religiosi pseudothug abbia preso la principessa e l'abbia appesa tipo salame a un'impalcatura protesa sul mare, sta demolendo la città a tentacolate.
Ade va a pavoneggiarsi con Zeus che si sta indebolendo mentre lui si rafforza (e ribadiamo il concetto: Zeus si indebolisce perché i pochi abitanti di UNA città che già non lo adoravano prima - tanto che gli si erano ribellati - continuano a non adorarlo), ma questi gli ricorda che c'è ancora un semidio a difesa di Argo (un genio questo Zeus) così Ade interviene ma, per non essere accusato di gioco sleale, invece di ammazzare direttamente Perseo (o almeno ammazzare Pegaso e lasciare che se la sbrighi lui con la legge di gravità) gli lancia contro delle creature volanti come quelle viste all'inizio del film (cosa che, a questo punto, giustificherebbe l'idea che sia stato Ade a uccidere - peraltro comunque accidentalmente - i genitori adottivi dell'eroe, peccato che questo sia noto solo ora).
Inutile dire che Perseo trionfa, riesce a far fare gli occhi strabici a Medusa nonostante sia morta, pietrifica il kraken e si batte con Ade... e tutto quello che riesce a fare è usare la spada diabolica stile Mazinga (attira un fulmine dal cielo e glielo scaglia contro) e rispedirlo a casa sua.
Esatto: la morte del kraken indebolisce Ade a tal punto che un mortale può... rimandarlo a casa... a patto che non sia un mortale... e che abbia una spada creata da Zeus... e che per qualche ragione riesca ad attirare un fulmine anche se non l'aveva mai fatto prima... Ha senso, no?
Ma tutto è bene quel che finisce bene: Perseo rifiuta l'offerta di diventare re di Argo e si trova una bella casetta sugli scogli. Zeus, lungi dall'essere stato spodestato, gli restituisce Io e tutti vivono felici e contenti a crogiolarsi nelle loro menzogne.
Scontro di Titani, l'originale, è un film vecchio, e riguardandolo ora non si può fare a meno di notarlo. Nonostante questo, l'età è forse il difetto più grave che gli si può attribuire. Ha una certa ingenuità e alcuni passaggi abbastanza vaghi che sono però, appunto, spiegabili nell'ottica del periodo in cui è stato prodotto, così come lo sono gli effetti speciali a volte ben poco speciali (ma tutt'altro che scarsi).
Per qualche ragione, Scontro tra Titani non ne segue esattamente la trama e le vicende ma le ricalca in maniera alquanto imprecisa, carica molto di più sull'azione laddove non sarebbe del tutto necessario, e soprattutto... è pieno di cose che non stanno in piedi.
Entrambi i film narrano la storia di Perseo, figlio illegittimo di Zeus, che viene abbandonato in mare dal marito di sua madre assieme alla madre stessa, ma ritrovato e allevato da pescatori.
Una volta adulto, Perseo affronterà vari mostri per salvare la città di Argo dal potente kraken.
Ma se nel primo film questo accadeva perché Perseo voleva convolare a nozze con la principessa di Argo, e la sua missione era assistita dai doni degli dei, nel remake...
Ma andiamo con ordine.
Nel remake Perseo sta pescando con la sua famiglia quando vede un gruppo di soldati che abbatte una statua di Zeus. In effetti viene detto che la popolazione di Argo si sta ribellando alla tirannia degli dei ma (a parte l'ovvia idiozia del ribellarsi a qualcuno che può fulminarti sul posto con un dito mentre si gratta il naso con l'altro) in tutto il film non c'è niente che lasci sospettare che gli dei stiano facendo qualcosa di male (o anche semplicemente "qualcosa").
Quando la statua viene abbattuta e gettata in mare, gli dei ovviamente non la prendono bene e scatenano sui soldati delle imprecisate creature alate. Nello scontro, non si sa bene come, la barca di Perseo affonda e lui è l'unico sopravvissuto. I soldati rimasti lo portano ad Argo.
Intanto, sull'Olimpo, Ade, che per qualche ragione si muove e parla come Igor di Frankenstein Jr., convince Zeus che per riottenere l'amore dei mortali che serve ad alimentare la sua immortalità deve costringerli a sottomettersi e dare a lui carta bianca per farlo. Si scoprirà poi che in realtà Ade (furioso perché quando sono stati sconfitti i Titani lui è stato relegato nella casetta di periferia, vale a dire l'Ade appunto, laddove i suoi fratelli Zeus e Poseidone si sono presi uno la villa in montagna e l'altro la casa al mare), vuole fare sì che la gente di Argo abbia paura degli dei, perché la paura alimenta lui piuttosto che Zeus e questo gli permetterebbe di sconfiggere il fratello.
OK, avrebbe anche senso. Se non fosse che Argo è UNA città, e apparentemente popolata da poche centinaia di persone, e non si capisce come possa da sola provocare un tale squilibrio...
Comunque sia, Zeus accetta e Ade si manifesta ad Argo avvisando la città che da lì a dieci giorni il kraken la distruggerà a meno che gli venga sacrificata (al kraken) la loro principessa.
In quel momento accadono anche due cose:
Perseo viene informato (in modo peraltro abbastanza vago) di essere figlio di Zeus.
Per qualche ragione Perseo decide che è stato Ade a uccidere i suoi genitori.
A questo punto, la gente di Argo fa l'unica cosa possibile: picchia Perseo. In effetti anche a me sembra logico che se qualcuno ce l'ha con te tu cerchi di calmarlo picchiando suo figlio... uhm... forse no a pensarci bene...
Fatto sta che la gente della città ritiene che Perseo possa aiutarli a prescindere dal fatto che lui non abbia idea di come (o motivo alcuno per farlo). A un certo punto però l'uomo viene avvicinato da Io, una donna "maledetta dall'eterna giovinezza" (le sputerei in un occhio) che lo tiene d'occhio fin dalla sua nascita e dice che lui è destinato a far cadere il dominio degli dei. Cosa che, come la maggioranza delle affermazioni che vengono fatte nel film, si rivelerà assolutamente falsa.
Perseo fa giustamente notare che della cosa non potrebbe fregargliene di meno e che lui al più vuole uccidere Ade (quando si mette una cosa in testa...), al che Io gli spiega che il kraken è parte di Ade e se il kraken muore Perseo sarà in grado di uccidere il dio.
No, neanche questa cosa è vera.
Comunque sia, Perseo decide di andare a cercare la streghe di Strigia che dovrebbero potergli dire come uccidere il kraken, e la gente di Argo (che tanto non è che abbia poi molto da perdere) gli assegna una scorta di soldati. Due cacciatori di mostri che sparano panzane (dicono di saper tagliare la pelle del leone di Nemea e di aver ucciso l'idra di Lerna o giù di lì, ma sono tutte cose che ha fatto Ercole) si uniscono all'allegro gruppetto e tutti partono per la loro destinazione.
Zeus invia in dono a Teseo un prototipo di spada laser (invece di avere il laser ha la lama che si materializza quando viene impugnata) ma lui non la vuole e la lascia a un suo compagno (che non può usarla). Il dio tenta anche di affibbiargli Pegaso (che per qualche ragione è nero), ma anche lì Perseo nicchia finché il cavallo si stufa e se ne va a farsi gli affari suoi.
Ade, intanto, decide di mandare contro Perseo il marito di sua madre, tramutato, non si sa bene come né perché, in un mostro. Perseo lo affronta, gli taglia una mano e poi lo insegue, ma dalla mano mozzata e dal sangue che esce dal moncherino vengono generati un numero imprecisato di scorpioni giganti (che poi si rivelano essere fauna comune della zona, un po' come se io con una goccia del mio sangue generassi una formica dentro un formicaio...) che attaccano il gruppo. Un po' i mostri vengono uccisi, un po' vengono tenuti a bada da dei djinn(!) che sono una specie di tuareg fatti di legno(!) che si alleano per circa dieci minuti con Perseo perché poi alla fine se ne vanno tutti tranne uno.
I due cacciatori costruiscono per Perseo uno scudo fatto con le squame di uno degli scorpioni, "più leggero e più resistente del metallo". Si scoprirà poi che lo scudo, nella parte interna, è di metallo...
Dopo un po', il gruppo raggiunge infine le tre streghe (le tre famose streghe che hanno un solo occhio che usano a turno, e nella mitologia anche un solo dente, per quanto la cosa nei due film venga ignorata) che gli dicono che l'unico modo di uccidere il kraken è lo sguardo di Medusa (e fin qui) e che Medusa dimora nel regno dei morti(!)
Perseo incontra suo padre che gli offre di farlo diventare un dio (lui rifiuta) e gli regala una moneta. Giusto quella che gli servirà per pagare Caronte e farsi traghettare nel regno dei morti. Notare che il traghetto di Caronte è praticamente una nave di ragguardevoli dimensioni con tanto di ampio spazio sottocoperta.
Perseo e Io flirtano nonostante la differenza di età. È la prima e ultima volta che lo faranno ma si dà per scontato che siano pazzamente innamorati da lì in poi.
Questa è comunque una delle scene migliori del film, con Io che (anche se non con queste parole) dice a Perseo di farsi una doccia fredda...
Nella tana di Medusa (qui in versione serpentina) assodiamo che lo sguardo che "tramuta tutto ciò che è di carne in pietra" funziona solo se Medusa sgrana gli occhi e fa le smorfie. Nonostante questo, tutti i compagni di Perseo riescono a farsi pietrificare, tranne il djinn (che non è di carne) che di conseguenza pensa bene di farsi esplodere senza un vero motivo e senza ottenere molto di più che spostare Medusa di qualche metro. Perseo riesce comunque a decapitare il mostro con delle acrobazie degne di Bruce Lee, ma una volta fuori ritrova il suo mostruoso patrigno che uccide Io (che era rimasta fuori della tana). Ma non c'è tempo (per cosa? Boh!, chiedetelo a loro), bisogna salvare Argo, perciò Pegaso passa cortesemente a prendere Perseo e lo porta alla città dove il kraken, fregandosene bellamente del fatto che un manipolo di non ben specificati maniaci religiosi pseudothug abbia preso la principessa e l'abbia appesa tipo salame a un'impalcatura protesa sul mare, sta demolendo la città a tentacolate.
Ade va a pavoneggiarsi con Zeus che si sta indebolendo mentre lui si rafforza (e ribadiamo il concetto: Zeus si indebolisce perché i pochi abitanti di UNA città che già non lo adoravano prima - tanto che gli si erano ribellati - continuano a non adorarlo), ma questi gli ricorda che c'è ancora un semidio a difesa di Argo (un genio questo Zeus) così Ade interviene ma, per non essere accusato di gioco sleale, invece di ammazzare direttamente Perseo (o almeno ammazzare Pegaso e lasciare che se la sbrighi lui con la legge di gravità) gli lancia contro delle creature volanti come quelle viste all'inizio del film (cosa che, a questo punto, giustificherebbe l'idea che sia stato Ade a uccidere - peraltro comunque accidentalmente - i genitori adottivi dell'eroe, peccato che questo sia noto solo ora).
Inutile dire che Perseo trionfa, riesce a far fare gli occhi strabici a Medusa nonostante sia morta, pietrifica il kraken e si batte con Ade... e tutto quello che riesce a fare è usare la spada diabolica stile Mazinga (attira un fulmine dal cielo e glielo scaglia contro) e rispedirlo a casa sua.
Esatto: la morte del kraken indebolisce Ade a tal punto che un mortale può... rimandarlo a casa... a patto che non sia un mortale... e che abbia una spada creata da Zeus... e che per qualche ragione riesca ad attirare un fulmine anche se non l'aveva mai fatto prima... Ha senso, no?
Ma tutto è bene quel che finisce bene: Perseo rifiuta l'offerta di diventare re di Argo e si trova una bella casetta sugli scogli. Zeus, lungi dall'essere stato spodestato, gli restituisce Io e tutti vivono felici e contenti a crogiolarsi nelle loro menzogne.
martedì 20 aprile 2010
REC 2
Qualche tempo fa (parecchio) ho guardato il film spagnolo REC, uno di quei film in cui l'intera vicenda è ripresa da una telecamera che fa effettivamente parte della vicenda stessa (un po' come Blair Witch Project o Cloverfield).
Sopportando la tipica carenza di logica di tutte queste pellicole (hai dei mostri che ti vengono dietro, che cavolo ti continui a riprendere? Molla quella cosa e scappa!) il film in sé non era malvagio, almeno per una buona parte, pur avendo alcuni discreti buchi nella trama. Era abbastanza buono in effetti perché in America lo rifacessero pari pari col titolo Quarantena (un vizio che gli americani sembrano aver acquisito negli ultimi anni).
In termini pratici, REC è la storia di una giornalista televisiva che segue una squadra di pompieri chiamata a soccorrere un'anziana in un palazzo. L'anziana però aggredisce a morsi pompieri e poliziotti e nel medesimo istante il palazzo viene sigillato dall'esterno dall'esercito, che spara a vista a chi tenta di uscire e non dà spiegazione alcuna.
Da qui, è chiaro che si tratta di un film di zombie, anche se un po' sui generis. I non morti, in effetti, sono vivi, anche se preda di un virus che si comporta come una versione accelerata della rabbia, e i "buoni" sono chiusi dentro con loro piuttosto che asserragliati nel tipico edificio sotto assedio.
C'è un po' di crollo sul finale, quando si rivela che l'origine del virus è una ragazzina, presunta posseduta, che veniva tenuta nell'attico da un prete, e in effetti è ancora lì, libera e bella (vabbè, libera e mostruosa) pronta a eliminare gli unici superstiti alla fine della pellicola (la giornalista in effetti viene trascinata via nel buio e non sappiamo cosa le accada, ma lo si può immaginare). Tra le altre cose, resta dubbio come abbia fatto il virus a propagarsi agli altri abitanti dell'edificio.
Anche se quasi identico, il finale USA è un po' diverso. La ragazzina posseduta non c'è, piuttosto c'è un soggetto ignoto in una sorta di laboratorio dove qualcuno sta sperimentando un virus sottratto all'esercito. Si capisce piuttosto chiaramente anche il come questo (il virus) sia sfuggito al controllo. E soprattutto si capisce che grazie a questa modifica è assai improbabile che negli USA venga fuori un clone di REC 2.
Questo perché in REC 2 arriviamo all'apoteosi dell'assurdo, e quel piccolo accenno di "non sta in piedi" nel finale del primo viene espanso fino al limite di rottura.
La storia inizia con alcuni membri dei corpi speciali che devono accompagnare nel palazzo infetto (siamo in pratica esattamente allineati alla fine del primo film, cronologicamente parlando) un misterioso dottore (che poi si rivelerà essere un prete).
Da un lato abbiamo una soluzione al problema telecamera: stavolta le telecamere sono sugli elmetti dei soldati per ragioni di documentazione.
Dall'altro... il delirio.
Inizialmente il palazzo sembra stranamente deserto, tanto che gli uomini arrivano nell'attico senza problemi. Della bambina mostro, nessuna traccia. Uno dei soldati viene però aggredito da una ragazzina infetta (bel soldato, davvero ben addestrato...) e morso, infettandosi immediatamente a sua volta. Il prete però (ancora non rivelatosi) riesce a tenerlo a bada con una preghiera e rinchiuderlo in una stanza con una certa facilità, sigillando la porta con un rosario.
Sappiate che è la prima e ultima volta che farà una cosa del genere.
Costretto a dare spiegazioni, il nostro si rivela e chiarisce che il prete che aveva in custodia la ragazzina stava sperimentando su di lei per scoprire una cura alla manifestazione fisica della possessione diabolica. Perché sì, è una possessione diabolica, ma comunque è anche un virus(!?!)
Non solo, ma stava facendo esperimenti su altre cavie, per lo più ragazzini (resta da chiedersi come un prete da solo potesse tenere a bada una masnada di zombie incavolati e poi un intero gruppo di persone si sia fatto massacrare, ma sorvoliamo).
Il vero scopo della missione del prete è recuperare un campione di sangue del soggetto originale per poter continuare gli studi (farsene dare prima che succedesse il macello era troppo semplice). Ma il prete è un idiota. Quando recupera il sangue deve provare che sia quello giusto, e lo fa con una specie di esorcismo che lo incendia. Tutto! In effetti va detto che stava provando su una parte, ma riesce a incendiarlo tutto lo stesso.
Non potendo fare altro, decide di cercare la ragazzina e prendere un campione direttamente da lei. I soldati non sono propriamente d'accordo, ma solo lui può permettere loro di uscire dal palazzo (se no da fuori gli sparano) e sono costretti a seguirlo.
Intanto la vicenda si riavvolge e torna all'esterno, verso l'inizio del film. Un gruppo di ragazzini (geniali) decide di seguire un pompiere (geniale) che scorta all'interno uno dei residenti rimasto fuori dal palazzo, passando di nascosto attraverso le fogne, perché lui deve portare urgentemente delle medicine a sua figlia (lo sapevamo dal primo film, in effetti, solo che la figlia intanto è morta ma lui non ne è al corrente). Anche questi hanno una telecamera (-_-).
L'ingresso dalle fogne (che era chiuso nel primo film) viene però richiuso da qualcuno che vede passare i ragazzini, e poiché due adulti e tre ragazzini sono ovviamente incapaci di aprire un tombino, restano bloccati dentro.
Ragazzini e pompiere riescono a fare danni anche loro, scontrandosi con infetti a ripetizione, liberando il soldato infetto, ammazzandosi tra loro (una ragazza cerca di sparare al soldato infetto e colpisce il pompiere in piena faccia). Sostanzialmente, non aggiungono un tubo al film.
All'improvviso, torna la giornalista, apparentemente sana e salva.
Intanto il prete cerca di catturare un infetto per costringerlo con l'esorcismo a dirgli dove si trovi la ragazzina demoniaca, e riesce grossomodo a ottenere un'informazione utile... priva di senso ma utile. Pare infatti che la luce impedisca di vedere la ragazzina(!?!), che infatti nel primo film era stata osservata solo con la visione notturna della telecamera.
Non solo, ma ci sono anche altre cose nel palazzo che non si vedono (né, a quanto pare, si possono toccare!) quando c'è la luce accesa, tra cui una porta in fondo a un corridoio (e ci potrebbe anche stare) e una vasca di pietra piena d'acqua in mezzo a una stanza (che già non si capisce che motivo abbia di esistere, non parliamo poi del perché non esista del tutto in presenza di luce...)
Segue un'assurda battaglia con la ragazzina infernale, che viene uccisa, tra le urla del prete che la voleva viva (perché tutti sanno che non si può prendere un campione di sangue da un morto, vero?)
Ma, sorpresa, adesso la giornalista è posseduta (anche se non ha nessuno dei sintomi) e imitando la voce del prete si dà da sola il permesso per uscire dal palazzo.
E finalmente vediamo quello che c'era dopo la scena finale del primo film... la giornalista viene afferrata dalla ragazza che le trasmette la possessione... uhm... passandole di bocca in bocca un vermone in stile "L'Alieno" (o uno qualunque dei miliardi di film e telefilm che l'hanno copiato).
Dunque il demone era un demone, ma anche un virus, ma anche un verme, ma anche, con ottima probabilità, una buona fumata di qualcosa di forte da parte di chi si è inventato questa storia...
Sopportando la tipica carenza di logica di tutte queste pellicole (hai dei mostri che ti vengono dietro, che cavolo ti continui a riprendere? Molla quella cosa e scappa!) il film in sé non era malvagio, almeno per una buona parte, pur avendo alcuni discreti buchi nella trama. Era abbastanza buono in effetti perché in America lo rifacessero pari pari col titolo Quarantena (un vizio che gli americani sembrano aver acquisito negli ultimi anni).
In termini pratici, REC è la storia di una giornalista televisiva che segue una squadra di pompieri chiamata a soccorrere un'anziana in un palazzo. L'anziana però aggredisce a morsi pompieri e poliziotti e nel medesimo istante il palazzo viene sigillato dall'esterno dall'esercito, che spara a vista a chi tenta di uscire e non dà spiegazione alcuna.
Da qui, è chiaro che si tratta di un film di zombie, anche se un po' sui generis. I non morti, in effetti, sono vivi, anche se preda di un virus che si comporta come una versione accelerata della rabbia, e i "buoni" sono chiusi dentro con loro piuttosto che asserragliati nel tipico edificio sotto assedio.
C'è un po' di crollo sul finale, quando si rivela che l'origine del virus è una ragazzina, presunta posseduta, che veniva tenuta nell'attico da un prete, e in effetti è ancora lì, libera e bella (vabbè, libera e mostruosa) pronta a eliminare gli unici superstiti alla fine della pellicola (la giornalista in effetti viene trascinata via nel buio e non sappiamo cosa le accada, ma lo si può immaginare). Tra le altre cose, resta dubbio come abbia fatto il virus a propagarsi agli altri abitanti dell'edificio.
Anche se quasi identico, il finale USA è un po' diverso. La ragazzina posseduta non c'è, piuttosto c'è un soggetto ignoto in una sorta di laboratorio dove qualcuno sta sperimentando un virus sottratto all'esercito. Si capisce piuttosto chiaramente anche il come questo (il virus) sia sfuggito al controllo. E soprattutto si capisce che grazie a questa modifica è assai improbabile che negli USA venga fuori un clone di REC 2.
Questo perché in REC 2 arriviamo all'apoteosi dell'assurdo, e quel piccolo accenno di "non sta in piedi" nel finale del primo viene espanso fino al limite di rottura.
La storia inizia con alcuni membri dei corpi speciali che devono accompagnare nel palazzo infetto (siamo in pratica esattamente allineati alla fine del primo film, cronologicamente parlando) un misterioso dottore (che poi si rivelerà essere un prete).
Da un lato abbiamo una soluzione al problema telecamera: stavolta le telecamere sono sugli elmetti dei soldati per ragioni di documentazione.
Dall'altro... il delirio.
Inizialmente il palazzo sembra stranamente deserto, tanto che gli uomini arrivano nell'attico senza problemi. Della bambina mostro, nessuna traccia. Uno dei soldati viene però aggredito da una ragazzina infetta (bel soldato, davvero ben addestrato...) e morso, infettandosi immediatamente a sua volta. Il prete però (ancora non rivelatosi) riesce a tenerlo a bada con una preghiera e rinchiuderlo in una stanza con una certa facilità, sigillando la porta con un rosario.
Sappiate che è la prima e ultima volta che farà una cosa del genere.
Costretto a dare spiegazioni, il nostro si rivela e chiarisce che il prete che aveva in custodia la ragazzina stava sperimentando su di lei per scoprire una cura alla manifestazione fisica della possessione diabolica. Perché sì, è una possessione diabolica, ma comunque è anche un virus(!?!)
Non solo, ma stava facendo esperimenti su altre cavie, per lo più ragazzini (resta da chiedersi come un prete da solo potesse tenere a bada una masnada di zombie incavolati e poi un intero gruppo di persone si sia fatto massacrare, ma sorvoliamo).
Il vero scopo della missione del prete è recuperare un campione di sangue del soggetto originale per poter continuare gli studi (farsene dare prima che succedesse il macello era troppo semplice). Ma il prete è un idiota. Quando recupera il sangue deve provare che sia quello giusto, e lo fa con una specie di esorcismo che lo incendia. Tutto! In effetti va detto che stava provando su una parte, ma riesce a incendiarlo tutto lo stesso.
Non potendo fare altro, decide di cercare la ragazzina e prendere un campione direttamente da lei. I soldati non sono propriamente d'accordo, ma solo lui può permettere loro di uscire dal palazzo (se no da fuori gli sparano) e sono costretti a seguirlo.
Intanto la vicenda si riavvolge e torna all'esterno, verso l'inizio del film. Un gruppo di ragazzini (geniali) decide di seguire un pompiere (geniale) che scorta all'interno uno dei residenti rimasto fuori dal palazzo, passando di nascosto attraverso le fogne, perché lui deve portare urgentemente delle medicine a sua figlia (lo sapevamo dal primo film, in effetti, solo che la figlia intanto è morta ma lui non ne è al corrente). Anche questi hanno una telecamera (-_-).
L'ingresso dalle fogne (che era chiuso nel primo film) viene però richiuso da qualcuno che vede passare i ragazzini, e poiché due adulti e tre ragazzini sono ovviamente incapaci di aprire un tombino, restano bloccati dentro.
Ragazzini e pompiere riescono a fare danni anche loro, scontrandosi con infetti a ripetizione, liberando il soldato infetto, ammazzandosi tra loro (una ragazza cerca di sparare al soldato infetto e colpisce il pompiere in piena faccia). Sostanzialmente, non aggiungono un tubo al film.
All'improvviso, torna la giornalista, apparentemente sana e salva.
Intanto il prete cerca di catturare un infetto per costringerlo con l'esorcismo a dirgli dove si trovi la ragazzina demoniaca, e riesce grossomodo a ottenere un'informazione utile... priva di senso ma utile. Pare infatti che la luce impedisca di vedere la ragazzina(!?!), che infatti nel primo film era stata osservata solo con la visione notturna della telecamera.
Non solo, ma ci sono anche altre cose nel palazzo che non si vedono (né, a quanto pare, si possono toccare!) quando c'è la luce accesa, tra cui una porta in fondo a un corridoio (e ci potrebbe anche stare) e una vasca di pietra piena d'acqua in mezzo a una stanza (che già non si capisce che motivo abbia di esistere, non parliamo poi del perché non esista del tutto in presenza di luce...)
Segue un'assurda battaglia con la ragazzina infernale, che viene uccisa, tra le urla del prete che la voleva viva (perché tutti sanno che non si può prendere un campione di sangue da un morto, vero?)
Ma, sorpresa, adesso la giornalista è posseduta (anche se non ha nessuno dei sintomi) e imitando la voce del prete si dà da sola il permesso per uscire dal palazzo.
E finalmente vediamo quello che c'era dopo la scena finale del primo film... la giornalista viene afferrata dalla ragazza che le trasmette la possessione... uhm... passandole di bocca in bocca un vermone in stile "L'Alieno" (o uno qualunque dei miliardi di film e telefilm che l'hanno copiato).
Dunque il demone era un demone, ma anche un virus, ma anche un verme, ma anche, con ottima probabilità, una buona fumata di qualcosa di forte da parte di chi si è inventato questa storia...
sabato 27 febbraio 2010
Paranormal Activity
Ho sentito dire tante cose di questo film e credo che almeno una sia piuttosto probabile, ovvero che dopo averlo visto non si riesce a dormire.
Questo, sia chiaro, perché è assai probabile che si sia già dormito per l'ora e ventisei minuti della pellicola.
Questo è uno di quei film alla Blair Witch in cui si dovrebbe supporre che gli eventi siano accaduti davvero e siano stati registrati su un nastro poi recuperato e montato. La cosa funzionerebbe meglio se già nei primi minuti non ci fosse una scena in cui, senza soluzione di continuità, il protagonista maschile sta parlando alla telecamera (quasi la bacia per quanto è vicino), poi si volta a parlare con la moglie ed è ancora ripreso in campo lungo con alle spalle il mobile su cui la telecamera dovrebbe trovarsi...
Ma sorvoliamo su queste piccolezze perché il punto fondamentale di Paranormal Activity è... ecco, non c'è un punto fondamentale. Sono ottantasei minuti di niente.
Nella teoria è la storia, raccontata tramite spezzoni di filmato, di una coppia che ha problemi con una qualche entità paranormale legata a Katye (la lei della coppia in questione).
Nell'arco di venti giorni, questa entità non fa molto più che accedere qualche luce, far tremare un lampadario e fare un rumorino ogni tanto. La cosa più spettacolare la fa quando non c'è nessuno che possa vederla (be', in effetti le fa un po' tutte quando nessuno guarda e c'è solo la telecamera a riprendere, per essere precisi). Il finale ha un certo, vago effetto (che forse sarebbe stato migliore se non lo avessero in gran parte usato per il trailer, ma del resto se non avessero usato quello non avrebbero avuto molto...)
Lei pare sia stata perseguitata periodicamente dall'entità per anni (ma anche qui non si capisce bene che facesse a parte chiamarla di notte), ma all'inizio del film tutto quello che sappiamo essere successo di recente è che ha trovato le chiavi sul pavimento dopo averle lasciate su un ripiano. Nonostante questo, decidono di chiamare un esperto di nonsisabenecosa che abozza l'idea che possa trattarsi di un demone (poco importa, comunque non lo sapremo mai).
Lui decide di prendere la faccenda nelle sue mani e... e niente, in effetti, continua a fare cose che non si capisce come esattamente dovrebbero risolvere la situazione.
La scena più interessante è senza dubbio quella in cui l'essere chiude da fuori la porta della camera da letto e poi sembra tentare di forzarla per entrare, cosa che mette ben in chiaro le elevate facoltà mentali di questa creatura demoniaca.
Alla fine, teoricamente, l'entità prende possesso del corpo di lei e uccide lui (questo dopo essere rimasta per ore in piedi accanto al letto a dondolare...) ma onestamente, visto come lui si è comportato per tutto il film, facendo tutto quello che gli veniva chiesto di non fare, tormentando la moglie con la stupida telecamera e quant'altro, non sono neanche del tutto sicuro che servisse un entità paranormale per arrivare a quel punto...
Questo, sia chiaro, perché è assai probabile che si sia già dormito per l'ora e ventisei minuti della pellicola.
Questo è uno di quei film alla Blair Witch in cui si dovrebbe supporre che gli eventi siano accaduti davvero e siano stati registrati su un nastro poi recuperato e montato. La cosa funzionerebbe meglio se già nei primi minuti non ci fosse una scena in cui, senza soluzione di continuità, il protagonista maschile sta parlando alla telecamera (quasi la bacia per quanto è vicino), poi si volta a parlare con la moglie ed è ancora ripreso in campo lungo con alle spalle il mobile su cui la telecamera dovrebbe trovarsi...
Ma sorvoliamo su queste piccolezze perché il punto fondamentale di Paranormal Activity è... ecco, non c'è un punto fondamentale. Sono ottantasei minuti di niente.
Nella teoria è la storia, raccontata tramite spezzoni di filmato, di una coppia che ha problemi con una qualche entità paranormale legata a Katye (la lei della coppia in questione).
Nell'arco di venti giorni, questa entità non fa molto più che accedere qualche luce, far tremare un lampadario e fare un rumorino ogni tanto. La cosa più spettacolare la fa quando non c'è nessuno che possa vederla (be', in effetti le fa un po' tutte quando nessuno guarda e c'è solo la telecamera a riprendere, per essere precisi). Il finale ha un certo, vago effetto (che forse sarebbe stato migliore se non lo avessero in gran parte usato per il trailer, ma del resto se non avessero usato quello non avrebbero avuto molto...)
Lei pare sia stata perseguitata periodicamente dall'entità per anni (ma anche qui non si capisce bene che facesse a parte chiamarla di notte), ma all'inizio del film tutto quello che sappiamo essere successo di recente è che ha trovato le chiavi sul pavimento dopo averle lasciate su un ripiano. Nonostante questo, decidono di chiamare un esperto di nonsisabenecosa che abozza l'idea che possa trattarsi di un demone (poco importa, comunque non lo sapremo mai).
Lui decide di prendere la faccenda nelle sue mani e... e niente, in effetti, continua a fare cose che non si capisce come esattamente dovrebbero risolvere la situazione.
La scena più interessante è senza dubbio quella in cui l'essere chiude da fuori la porta della camera da letto e poi sembra tentare di forzarla per entrare, cosa che mette ben in chiaro le elevate facoltà mentali di questa creatura demoniaca.
Alla fine, teoricamente, l'entità prende possesso del corpo di lei e uccide lui (questo dopo essere rimasta per ore in piedi accanto al letto a dondolare...) ma onestamente, visto come lui si è comportato per tutto il film, facendo tutto quello che gli veniva chiesto di non fare, tormentando la moglie con la stupida telecamera e quant'altro, non sono neanche del tutto sicuro che servisse un entità paranormale per arrivare a quel punto...
domenica 11 ottobre 2009
Yeti
Torno dopo un po' di tempo a parlare di schif... ehm... di film, e nello specifico di una pellicola intitolata, come si sarà capito, Yeti.
Devo ammettere che ho visto film realizzati molto peggio, e questo è un punto a favore del film in questione. L'unico, all'incirca.
Il film inizia con un antefatto ambientato nel passato e con l'unico scopo di farci sapere dell'esistenza di uno yeti, casomai il titolo non fosse stato un indizio sufficiente. Diviene chiaro che lo yeti è l'unico primate umanoide esistente ad avere tre dita per mano. Pensandoci, deve essere il figlio segreto della Bestia e di Nightcrawler degli X-Men...
Subito dopo si passa al presente, dove una squadra di football americana sta andando in Giappone per giocare una partita, sorvolando l'Hymalaya, quando ha un incidente e si schianta sulle montagne.
Esattamente per quale ragione qualcuno voglia andare in Giappone dall'America facendo il giro dal lato opposto del mondo resterà un mistero...
Comunque sia, i nostri si schiantano e un gruppetto sopravvive e inizia a litigare sul da farsi. Due di loro vengono mandati a cercare la radio di riserva, dispersa assieme alla coda dell'aereo. La rintracciano, ma trovano anche lo yeti, che se ne mangia uno lì sul posto.
L'altro riesce a sfuggire nascondendosi in una caverna, dalla quale decide poi di uscire nel modo più difficile: scalando una parete. Per farlo gli sembra ovvio legarsi la radio a un polpaccio, evidentemente perché ci tiene che possa accumulare il maggior numero di danni possibili. In effetti dopo venti secondi è tutta graffiata e ammaccata, ma non ha importanza perché:
Nel frattempo, l'altro gruppo (a cui lo yeti sta educatamente portando via i cadaveri disposti sulla neve) litiga un po' su qualunque cosa. Alla fine un paio di loro decidono di andare a caccia di scoiattoli, catturano una lepre e arrostiscono un pollo (immagino che il pollo si fosse travestito da lepre per non farsi scambiare per uno scoiattolo).
Ovviamente la cosa non li sazia, per cui, disperati, decidono di ricorrere al gesto estremo e mangiare i cadaveri. In qualche modo riescono a ricavarne una manciata di cubetti di carne che sembrano delle Big Babol giusto un po' più grosse (come forma, aspetto e colore, vale a dire).
Dopo un po' di tempo (un'ora dall'inizio del film) finalmente lo yeti decide di passare all'azione. Arriva sul posto saltando come un Hulk dei poveri e, mentre il gruppo cerca nelle maniere più assurde di contrastarlo, ammazza un po' di gente a caso senza una vera ragione ma, arrivato alla protagonista, decide invece di rapirla (si vede che avrà anche altre esigenze oltre a mangiare...)
Proprio mentre lo yeti se ne va arriva la squadra di soccorso, in marcia da tre giorni dal punto più vicino in cui potesse atterrare l'elicottero (che però a ritroso si raggiunge in tre ore...). Il "capo" del gruppo però si rifiuta di andare con loro senza prima aver recuperato la ragazza, per cui il soccorritore afferma con grande logica "Il nostro compito è portarvi al sicuro, quindi andiamo a cercare lo yeti".
Mentre la ragazza si risveglia abbracciata a uno yeti addormentato (scoprendo che ce ne sono due), il gruppo mette in atto il grande piano anti-yeti: scavare una buca e piantare dei picchetti sul fondo.
È un piano che in effetti avrebbe senso (almeno se ci si dimentica il fatto che lo yeti va in giro saltando come un grillo) se la buca fosse appena un po' più profonda di una ventina di centimetri... tuttavia, dopo che i nostri sono entrati nella caverna e hanno recuperato la ragazza minacciando gli yeti con delle pistole(!), il piano riesce e gli yeti si schiantano e infilzano allegramente, venendo poi seppelliti da una valanga.
Il gruppo riparte verso il rifugio. Inutile a dire che uno yeti è ancora vivo e li insegue, dando luogo a una scena di lotta a dir poco comica che finisce con il capogruppo appeso per una mano sopra un dirupo e lo yeti appeso alla sua caviglia.
Nasce qui il secondo, e ancor più efficace, piano anti-yeti... i ragazzi materializzano dal nulla una catena (che non avevano, né avevano ragione di avere, fino a un secondo prima), la legano a una lancia improvvisata (che se non altro già avevano), arpionano lo yeti, quindi legano l'altra estremità della catena a un masso e lo buttano giù dalla rupe!
Il piano funziona perché lo yeti è tanto gentile da lasciar andare il ragazzo prima di precipitare verso morte certa e tutti sono felici e contenti.
Tutti tranne un poveretto dato per morto e lasciato all'aereo che si riprende e vede la zampina dell'altro yeti spuntare da sotto la neve (nonostante fosse stato sepolto vicino alla caverna che distava almeno cinque miglia da lì...)
Devo ammettere che ho visto film realizzati molto peggio, e questo è un punto a favore del film in questione. L'unico, all'incirca.
Il film inizia con un antefatto ambientato nel passato e con l'unico scopo di farci sapere dell'esistenza di uno yeti, casomai il titolo non fosse stato un indizio sufficiente. Diviene chiaro che lo yeti è l'unico primate umanoide esistente ad avere tre dita per mano. Pensandoci, deve essere il figlio segreto della Bestia e di Nightcrawler degli X-Men...
Subito dopo si passa al presente, dove una squadra di football americana sta andando in Giappone per giocare una partita, sorvolando l'Hymalaya, quando ha un incidente e si schianta sulle montagne.
Esattamente per quale ragione qualcuno voglia andare in Giappone dall'America facendo il giro dal lato opposto del mondo resterà un mistero...
Comunque sia, i nostri si schiantano e un gruppetto sopravvive e inizia a litigare sul da farsi. Due di loro vengono mandati a cercare la radio di riserva, dispersa assieme alla coda dell'aereo. La rintracciano, ma trovano anche lo yeti, che se ne mangia uno lì sul posto.
L'altro riesce a sfuggire nascondendosi in una caverna, dalla quale decide poi di uscire nel modo più difficile: scalando una parete. Per farlo gli sembra ovvio legarsi la radio a un polpaccio, evidentemente perché ci tiene che possa accumulare il maggior numero di danni possibili. In effetti dopo venti secondi è tutta graffiata e ammaccata, ma non ha importanza perché:
- comunque non funzionava
- deve avere il fattore rigenerante di Wolverine, perché quando infine arriverà a destinazione sarà integra, lucida e pulita
Nel frattempo, l'altro gruppo (a cui lo yeti sta educatamente portando via i cadaveri disposti sulla neve) litiga un po' su qualunque cosa. Alla fine un paio di loro decidono di andare a caccia di scoiattoli, catturano una lepre e arrostiscono un pollo (immagino che il pollo si fosse travestito da lepre per non farsi scambiare per uno scoiattolo).
Ovviamente la cosa non li sazia, per cui, disperati, decidono di ricorrere al gesto estremo e mangiare i cadaveri. In qualche modo riescono a ricavarne una manciata di cubetti di carne che sembrano delle Big Babol giusto un po' più grosse (come forma, aspetto e colore, vale a dire).
Dopo un po' di tempo (un'ora dall'inizio del film) finalmente lo yeti decide di passare all'azione. Arriva sul posto saltando come un Hulk dei poveri e, mentre il gruppo cerca nelle maniere più assurde di contrastarlo, ammazza un po' di gente a caso senza una vera ragione ma, arrivato alla protagonista, decide invece di rapirla (si vede che avrà anche altre esigenze oltre a mangiare...)
Proprio mentre lo yeti se ne va arriva la squadra di soccorso, in marcia da tre giorni dal punto più vicino in cui potesse atterrare l'elicottero (che però a ritroso si raggiunge in tre ore...). Il "capo" del gruppo però si rifiuta di andare con loro senza prima aver recuperato la ragazza, per cui il soccorritore afferma con grande logica "Il nostro compito è portarvi al sicuro, quindi andiamo a cercare lo yeti".
Mentre la ragazza si risveglia abbracciata a uno yeti addormentato (scoprendo che ce ne sono due), il gruppo mette in atto il grande piano anti-yeti: scavare una buca e piantare dei picchetti sul fondo.
È un piano che in effetti avrebbe senso (almeno se ci si dimentica il fatto che lo yeti va in giro saltando come un grillo) se la buca fosse appena un po' più profonda di una ventina di centimetri... tuttavia, dopo che i nostri sono entrati nella caverna e hanno recuperato la ragazza minacciando gli yeti con delle pistole(!), il piano riesce e gli yeti si schiantano e infilzano allegramente, venendo poi seppelliti da una valanga.
Il gruppo riparte verso il rifugio. Inutile a dire che uno yeti è ancora vivo e li insegue, dando luogo a una scena di lotta a dir poco comica che finisce con il capogruppo appeso per una mano sopra un dirupo e lo yeti appeso alla sua caviglia.
Nasce qui il secondo, e ancor più efficace, piano anti-yeti... i ragazzi materializzano dal nulla una catena (che non avevano, né avevano ragione di avere, fino a un secondo prima), la legano a una lancia improvvisata (che se non altro già avevano), arpionano lo yeti, quindi legano l'altra estremità della catena a un masso e lo buttano giù dalla rupe!
Il piano funziona perché lo yeti è tanto gentile da lasciar andare il ragazzo prima di precipitare verso morte certa e tutti sono felici e contenti.
Tutti tranne un poveretto dato per morto e lasciato all'aereo che si riprende e vede la zampina dell'altro yeti spuntare da sotto la neve (nonostante fosse stato sepolto vicino alla caverna che distava almeno cinque miglia da lì...)
giovedì 17 settembre 2009
Heroes - Volume IV
Dopo il Volume III è la volta del Volume IV, e fate attenzione agli spoiler perché questa volta parlerò della trama (quel poco che ce n'è attorno ai buchi).
Il Volume IV di Heroes, ovvero la seconda parte della terza stagione, prende le mosse dagli eventi del III. O, per meglio dire, prende le mosse da quelli che sarebbero stati gli eventi del III se solo nel III fosse successo tutto tranne quello che è successo davvero.
Sì, perché Nathan Petrelli, dopo aver passato tutto il III volume a fiancheggiare più o meno apertamente l'idea di suo padre di dare superpoteri alla gente, di colpo ha cambiato idea e ha deciso che le persone con superpoteri sono pericolose e devono essere messe sotto controllo (leggi: rinchiuse a vita in un carcere in una località sperduta). Allo scopo riesce anche a ottenere degli stanziamenti direttamente dal presidente e, a tutti gli effetti, riforma una versione governativa dell'Impresa, di cui riesce a farsi soffiare il controllo in circa trenta minuti da un fanatico militare di nome Danko che non si capisce bene da dove sia spuntato.
Notare che la logica fallace di Nathan non si limita all'idea di perseguitare un gruppo di persone di cui lui stesso fa parte (ovviamente si guarda bene dal dirlo, ma le sue capacità di occultare la cosa sono pari a quelle di un elefante di mimetizzarsi in una tana di topi), ma arrivano al punto di darsi motivazioni come "Per colpa delle idee di mio padre ho quasi ucciso mio fratello" un attimo prima di sedare a tradimento il summenzionato fratello e spedirlo in carcere...
Sì, perché il bello è che laddove (almeno in teoria) l'impresa si occupava di catturare gli elementi pericolosi, questa nuova organizzazione cattura chiunque abbia dei poteri, ritenendolo pericoloso a prescindere (io sto ancora cercando di capire che genere di pericolo rappresenti il commesso di una fumetteria che è in grado di respirare sott'acqua).
A lavorare per questa nuova entità, teoricamente come capo delle operazioni ma in realtà sottoposto e rivale di Danko, c'è anche Noah Bennet, convinto da Nathan in cambio di un lasciapassare per tenere fuori Claire dalla cosa.
In realtà, Noah collabora con Angela per fare qualcosa.
No, non so cosa.
Un'altra grande realtà di questo volume è che più o meno tutti i personaggi portano avanti un triplo gioco talmente contorto che non solo gli spettatori non sanno cosa stiano facendo e perché, ma il più delle volte non lo sanno neanche loro stessi.
Fatto sta che Claire scopre accidentalmente cosa sta facendo il padre, lui apparentemente riesce a calmarla ma lei riceve un contatto dal misterioso Rebel (un tale che manda messaggi a chiunque, manipola computer a distanza e aggira sistemi di sicurezza elettronici, la cui identità è un mistero per metà della stagione, ma ovviamente solo nella mente degli sceneggiatori, perché chiunque abbia visto almeno una puntata della prima stagione ha già esclamato "Micah Sanders" dopo tre minuti dalla sua prima performance...) che le chiede aiuto per salvare altri perseguitati.
Il primo è Alex, il summenzionato commesso della libreria.
Il secondo è... Doyle, il burattinatio, che professa di aver cambiato vita.
Sì, be', deve indubbiamente averlo fatto visto che è morto alla fine del terzo volume, quindi questa non può proprio essere la sua... È vero, la sua morte non si vede esplicitamente, ma lo si vede affrontare Sylar, che in seguito mostra di aver acquisito i suoi poteri (e se anche non l'avesse ucciso, l'impresa SALTA IN ARIA subito dopo! Con lui dentro!)
Il che mi porta al fatto che anche Sylar è vivo e vegeto e lo si vede già nella prima puntata. Peccato che nessuno si degni di dirci come sia resuscitato dopo che Claire lo ha ucciso al termine del volume precedente, almeno non prima che una buona metà del volume sia trascorsa.
Sorvolando sui dettagli secondari, quello che succede è che Danko prende il controllo e cerca di passare dalla detenzione alla fucilazione immediata per gli eroi. Nathan quasi riesce a farlo licenziare, se non fosse che fa scoprire i suoi poteri e quindi Danko lo costringe alla fuga.
Poi, una volta preso il potere, come è assolutamente logico... Danko si allea con Sylar, e lo aiuta perfino a sfuggire alla cattura e impossessarsi dei poteri di un mutaforma, usando poi quest'ultimo per far credere che Sylar sia morto!
Alla fine Sylar viene sconfitto da Peter, ma non prima che abbia ucciso Nathan, e lui stesso viene condizionato per convincersi di essere Nathan e prenderne il posto (sì, lo so, non ha senso), in modo da... poter di nuovo avviare l'impresa usando fondi governativi!
Sì, esatto, il finale del volume è uguale all'inizio!
Ma passiamo agli ENORMI buchi di logica.
Partiamo con Matt Parkman, l'uomo che alla fine del secondo volume aveva appena scoperto che un giorno sarebbe stato in grado di proiettare illusioni nelle menti della gente, a neanche metà del terzo volume (cioè un paio di giorni dopo, in pratica) è già in grado di farlo perfettamente senza neanche aver mai provato, dopodiché dimentica del tutto di saperlo fare fino all'ultima puntata del quarto volume ma ALL'IMPROVVISO sa manipolare le menti altrui con una via di mezzo tra ipnosi e controllo mentale, e sembra che a tutti la cosa appaia normalissima come se l'avesse sempre potuto fare...
All'inizio, in più, in qualche modo Matt ha acquisito il potere di Isaac di dipingere il futuro (pare che debba per forza esserci qualcuno che ce l'ha, se no non si divertono) che userà per alcune puntate e poi mai più.
Ma c'è anche Matt Parkman junior, il figlio che Matt non sapeva di avere (e che se non ricordo male in effetti non era suo...), che ha il potere di attivare o disattivare le cose. In pratica fa partire i giocattoli, accende la TV anche se non c'è la spina inserita, riattiva i poteri scomparsi di Hiro (o almeno quello di fermare il tempo) e, sorpresa, fa volare un aeroplanino giocattolo, di quelli che al massimo possono camminare per terra... Mah!
La palma della deficiente del volume va però a Tracy. Imprigionata da Nathan e rinchiusa in una cella con temperatura elevatissima per bloccare i suoi poteri (chissà perché è l'unica ad avere una cella, tutti gli altri sono sedati nei sotterranei con le infernali macchinette che sparano sedativo nel naso, io continuo a chiedermi come mangino e come facciano i loro bisogni questi poveretti visto che non hanno flebo né cateteri...) viene mostrata a una rappresentante del governo che, per sua fortuna, conosce. Questa, inorridita, minaccia di far chiudere tutto.
Poco dopo Tracy trova il modo di uscire dalla cella e la sua fuga viene vista da Nathan e dalla donna assieme alla sicurezza. Capendo che è stata fatta fuggire per dimostrare la sua pericolosità alla sua amica, lei cosa fa? Uccide un povero cristo che non le stava facendo niente! Indubbiamente il miglior modo per farsi tirare fuori da lì da una che di lì a poco avrebbe fatto chiudere il progetto se solo lei se ne fosse stata buonina (cosa che lei sapeva benissimo perché era stato detto in sua presenza!)
All'appello non si sottrae neanche Sylar.
Prima impegnato nella ricerca del padre, che si scopre avere i suoi stessi poteri e aver ucciso sua madre tagliandole la fronte con la telecinesi [Ora... 1) a che scopo, 2) esattamente perché un taglio telecinetico sulla fronte è letale?, 3) per quale ragione ha la telecinesi e usa lo stesso metodo del figlio? Ci ricordiamo una buona volta che Sylar non ha la telecinesi di base ma è solo il primo potere che ha rubato???], dal confronto con l'uomo esce rinvigorito e più cattivo che mai... salvo poi allearsi con Danko per nessuna ragione logica.
Acquisiti poteri metamorfici, poi diventa totalmente dissociato, talmente dissociato in effetti da riuscire a usare i poteri in modo imprevisto trasformando anche i suoi vestiti(!). E no, non è una cosa che faccia parte del potere, infatti il suo proprietario originale (e inizialmente lui stesso) non li mutava affatto.
Ma del resto questo è nulla se si considera che spesso e volentieri entra ed esce da posti chiusi (tipo scomparire dal sedile posteriore dell'auto di Danko senza aprire la portiera) senza avere nessun potere che gli consenta di farlo...
Alla fine, come già detto, Sylar uccide Nathan, ma grazie al nuovo potere magico di Matt viene convinto di essere Nathan.
Curioso che nessuno pensi di resuscitare Nathan con una bella trasfusione di sangue da parte di Claire, che per inciso è anche lì a due passi...
Passiamo un attimo da Micah Sanders a cui va consegnato il premio per lo spirito d'osservazione dopo il suo (inatteso quanto incomprensibile) salvataggio dalla cattura a opera di Sylar, che, davanti a lui, assume il suo aspetto e si finge colpito a morte, scomparendo nelle acque del porto.
Il giorno dopo, vedendo Sylar cambiare aspetto, il buon Micah esclama "WoW! puoi cambiare forma!"
Wow, ieri che pensavi che avesse fatto, messo su un costume di carnevale?
Accenniamo anche all'unica scena valida dell'ultima puntata (Sylar che crede di essere a confronto col presidente, gli stringe la mano per poter assumere la sua forma, e resta di sasso scoprendo che in realtà si tratta di Peter che ha assunto i suoi poteri) rovinata da una battuta pochi secondi dopo: "Senza Nathan non potremo parlare con il presidente"
Bene... però pare che gli abbiate già parlato se Peter è riuscito a toccarlo per poter assumere la sua forma e ingannare Sylar (e Nathan non c'era), sarebbe tanto difficile rifarlo?
Ed eccoci alla puntata che da sola racchiude il peggio del peggio, e che non a caso è una puntata di Flashback...
A seguito di un sogno (che per sua stessa ammissione non ha senso, come, sempre per sua stessa ammissione, la maggioranza dei suoi sogni) Angela trascina tutta la famiglia a Coyote Sands, un posto sperduto nel deserto e lontano dalla civiltà (ma con una bella caffetteria aperta e ben frequentata...) rivelando che lei, i suoi genitori e sua sorella Alice erano stati "rinchiusi" lì nel 1961.
Qui abbiamo alcune delle battute più significative della serie, tipo:
Peter: "E qui che cosa è successo?"
Angela: "Non lo so, io mi sono salvata".
o
Angela: "Ci avevano rinchiusi qui, e noi ci ripromettemmo che non doveva accadere mai più. Per questo creammo l'Impresa." (EHHH!!!??? Avete creato una struttura che imprigionava le persone con poteri per fare in modo che le persone con poteri non venissero imprigionate? Complimenti!)
Comunque sia, dopo aver costretto tutti a scavare per ore ripescando ossa e scheletri senza la benché minima ragione, Angela rivela che tutti coloro che si trovavano lì sono morti. Lei si è salvata solo perché era uscita di nascosto con Linderman, Deveaux e il padre di Elle di cui non ricorderò mai il nome per cercare aiuto, senza portare la sorella perché "li avrebbe rallentati".
Curioso, visto che la fuga si traduce in loro quattro che vanno alla caffetteria a mangiare hamburger e patatine, lei che telefona a un poliziotto che non le crede e poi si mette a ballare con Deveaux, e una notizia alla radio in merito a una tempesta che loro interpretano automaticamente con "sono morti tutti".
In realtà sono davvero morti tutti, tranne Alice, anche se Angela ci ha messo 48 anni a sognare che è ancora viva. Dopo averla ritrovata le due si riuniscono per qualche secondo, poi Alice si arrabbia perché Angela l'aveva abbandonata e svanisce nel nulla per non essere rivista mai più. Wow!
Ma no, non finisce qui. Perché la vera rivelazione è che a capo del progetto vi fosse... Chandra Suresh! Il padre di Mohinder! L'uomo che negli eventi precedenti alla prima stagione aveva passato tutto il suo tempo a cercare le prove tangibili dell'esistenza di persone con superpoteri ed era stato felicissimo di trovare Sylar che provava le sue teorie... quell'uomo aveva lavorato con persone dotate di superpoteri 48 anni prima di iniziare a cercarle. Urrà per l'arteriosclerosi!
Il Volume IV di Heroes, ovvero la seconda parte della terza stagione, prende le mosse dagli eventi del III. O, per meglio dire, prende le mosse da quelli che sarebbero stati gli eventi del III se solo nel III fosse successo tutto tranne quello che è successo davvero.
Sì, perché Nathan Petrelli, dopo aver passato tutto il III volume a fiancheggiare più o meno apertamente l'idea di suo padre di dare superpoteri alla gente, di colpo ha cambiato idea e ha deciso che le persone con superpoteri sono pericolose e devono essere messe sotto controllo (leggi: rinchiuse a vita in un carcere in una località sperduta). Allo scopo riesce anche a ottenere degli stanziamenti direttamente dal presidente e, a tutti gli effetti, riforma una versione governativa dell'Impresa, di cui riesce a farsi soffiare il controllo in circa trenta minuti da un fanatico militare di nome Danko che non si capisce bene da dove sia spuntato.
Notare che la logica fallace di Nathan non si limita all'idea di perseguitare un gruppo di persone di cui lui stesso fa parte (ovviamente si guarda bene dal dirlo, ma le sue capacità di occultare la cosa sono pari a quelle di un elefante di mimetizzarsi in una tana di topi), ma arrivano al punto di darsi motivazioni come "Per colpa delle idee di mio padre ho quasi ucciso mio fratello" un attimo prima di sedare a tradimento il summenzionato fratello e spedirlo in carcere...
Sì, perché il bello è che laddove (almeno in teoria) l'impresa si occupava di catturare gli elementi pericolosi, questa nuova organizzazione cattura chiunque abbia dei poteri, ritenendolo pericoloso a prescindere (io sto ancora cercando di capire che genere di pericolo rappresenti il commesso di una fumetteria che è in grado di respirare sott'acqua).
A lavorare per questa nuova entità, teoricamente come capo delle operazioni ma in realtà sottoposto e rivale di Danko, c'è anche Noah Bennet, convinto da Nathan in cambio di un lasciapassare per tenere fuori Claire dalla cosa.
In realtà, Noah collabora con Angela per fare qualcosa.
No, non so cosa.
Un'altra grande realtà di questo volume è che più o meno tutti i personaggi portano avanti un triplo gioco talmente contorto che non solo gli spettatori non sanno cosa stiano facendo e perché, ma il più delle volte non lo sanno neanche loro stessi.
Fatto sta che Claire scopre accidentalmente cosa sta facendo il padre, lui apparentemente riesce a calmarla ma lei riceve un contatto dal misterioso Rebel (un tale che manda messaggi a chiunque, manipola computer a distanza e aggira sistemi di sicurezza elettronici, la cui identità è un mistero per metà della stagione, ma ovviamente solo nella mente degli sceneggiatori, perché chiunque abbia visto almeno una puntata della prima stagione ha già esclamato "Micah Sanders" dopo tre minuti dalla sua prima performance...) che le chiede aiuto per salvare altri perseguitati.
Il primo è Alex, il summenzionato commesso della libreria.
Il secondo è... Doyle, il burattinatio, che professa di aver cambiato vita.
Sì, be', deve indubbiamente averlo fatto visto che è morto alla fine del terzo volume, quindi questa non può proprio essere la sua... È vero, la sua morte non si vede esplicitamente, ma lo si vede affrontare Sylar, che in seguito mostra di aver acquisito i suoi poteri (e se anche non l'avesse ucciso, l'impresa SALTA IN ARIA subito dopo! Con lui dentro!)
Il che mi porta al fatto che anche Sylar è vivo e vegeto e lo si vede già nella prima puntata. Peccato che nessuno si degni di dirci come sia resuscitato dopo che Claire lo ha ucciso al termine del volume precedente, almeno non prima che una buona metà del volume sia trascorsa.
Sorvolando sui dettagli secondari, quello che succede è che Danko prende il controllo e cerca di passare dalla detenzione alla fucilazione immediata per gli eroi. Nathan quasi riesce a farlo licenziare, se non fosse che fa scoprire i suoi poteri e quindi Danko lo costringe alla fuga.
Poi, una volta preso il potere, come è assolutamente logico... Danko si allea con Sylar, e lo aiuta perfino a sfuggire alla cattura e impossessarsi dei poteri di un mutaforma, usando poi quest'ultimo per far credere che Sylar sia morto!
Alla fine Sylar viene sconfitto da Peter, ma non prima che abbia ucciso Nathan, e lui stesso viene condizionato per convincersi di essere Nathan e prenderne il posto (sì, lo so, non ha senso), in modo da... poter di nuovo avviare l'impresa usando fondi governativi!
Sì, esatto, il finale del volume è uguale all'inizio!
Ma passiamo agli ENORMI buchi di logica.
Partiamo con Matt Parkman, l'uomo che alla fine del secondo volume aveva appena scoperto che un giorno sarebbe stato in grado di proiettare illusioni nelle menti della gente, a neanche metà del terzo volume (cioè un paio di giorni dopo, in pratica) è già in grado di farlo perfettamente senza neanche aver mai provato, dopodiché dimentica del tutto di saperlo fare fino all'ultima puntata del quarto volume ma ALL'IMPROVVISO sa manipolare le menti altrui con una via di mezzo tra ipnosi e controllo mentale, e sembra che a tutti la cosa appaia normalissima come se l'avesse sempre potuto fare...
All'inizio, in più, in qualche modo Matt ha acquisito il potere di Isaac di dipingere il futuro (pare che debba per forza esserci qualcuno che ce l'ha, se no non si divertono) che userà per alcune puntate e poi mai più.
Ma c'è anche Matt Parkman junior, il figlio che Matt non sapeva di avere (e che se non ricordo male in effetti non era suo...), che ha il potere di attivare o disattivare le cose. In pratica fa partire i giocattoli, accende la TV anche se non c'è la spina inserita, riattiva i poteri scomparsi di Hiro (o almeno quello di fermare il tempo) e, sorpresa, fa volare un aeroplanino giocattolo, di quelli che al massimo possono camminare per terra... Mah!
La palma della deficiente del volume va però a Tracy. Imprigionata da Nathan e rinchiusa in una cella con temperatura elevatissima per bloccare i suoi poteri (chissà perché è l'unica ad avere una cella, tutti gli altri sono sedati nei sotterranei con le infernali macchinette che sparano sedativo nel naso, io continuo a chiedermi come mangino e come facciano i loro bisogni questi poveretti visto che non hanno flebo né cateteri...) viene mostrata a una rappresentante del governo che, per sua fortuna, conosce. Questa, inorridita, minaccia di far chiudere tutto.
Poco dopo Tracy trova il modo di uscire dalla cella e la sua fuga viene vista da Nathan e dalla donna assieme alla sicurezza. Capendo che è stata fatta fuggire per dimostrare la sua pericolosità alla sua amica, lei cosa fa? Uccide un povero cristo che non le stava facendo niente! Indubbiamente il miglior modo per farsi tirare fuori da lì da una che di lì a poco avrebbe fatto chiudere il progetto se solo lei se ne fosse stata buonina (cosa che lei sapeva benissimo perché era stato detto in sua presenza!)
All'appello non si sottrae neanche Sylar.
Prima impegnato nella ricerca del padre, che si scopre avere i suoi stessi poteri e aver ucciso sua madre tagliandole la fronte con la telecinesi [Ora... 1) a che scopo, 2) esattamente perché un taglio telecinetico sulla fronte è letale?, 3) per quale ragione ha la telecinesi e usa lo stesso metodo del figlio? Ci ricordiamo una buona volta che Sylar non ha la telecinesi di base ma è solo il primo potere che ha rubato???], dal confronto con l'uomo esce rinvigorito e più cattivo che mai... salvo poi allearsi con Danko per nessuna ragione logica.
Acquisiti poteri metamorfici, poi diventa totalmente dissociato, talmente dissociato in effetti da riuscire a usare i poteri in modo imprevisto trasformando anche i suoi vestiti(!). E no, non è una cosa che faccia parte del potere, infatti il suo proprietario originale (e inizialmente lui stesso) non li mutava affatto.
Ma del resto questo è nulla se si considera che spesso e volentieri entra ed esce da posti chiusi (tipo scomparire dal sedile posteriore dell'auto di Danko senza aprire la portiera) senza avere nessun potere che gli consenta di farlo...
Alla fine, come già detto, Sylar uccide Nathan, ma grazie al nuovo potere magico di Matt viene convinto di essere Nathan.
Curioso che nessuno pensi di resuscitare Nathan con una bella trasfusione di sangue da parte di Claire, che per inciso è anche lì a due passi...
Passiamo un attimo da Micah Sanders a cui va consegnato il premio per lo spirito d'osservazione dopo il suo (inatteso quanto incomprensibile) salvataggio dalla cattura a opera di Sylar, che, davanti a lui, assume il suo aspetto e si finge colpito a morte, scomparendo nelle acque del porto.
Il giorno dopo, vedendo Sylar cambiare aspetto, il buon Micah esclama "WoW! puoi cambiare forma!"
Wow, ieri che pensavi che avesse fatto, messo su un costume di carnevale?
Accenniamo anche all'unica scena valida dell'ultima puntata (Sylar che crede di essere a confronto col presidente, gli stringe la mano per poter assumere la sua forma, e resta di sasso scoprendo che in realtà si tratta di Peter che ha assunto i suoi poteri) rovinata da una battuta pochi secondi dopo: "Senza Nathan non potremo parlare con il presidente"
Bene... però pare che gli abbiate già parlato se Peter è riuscito a toccarlo per poter assumere la sua forma e ingannare Sylar (e Nathan non c'era), sarebbe tanto difficile rifarlo?
Ed eccoci alla puntata che da sola racchiude il peggio del peggio, e che non a caso è una puntata di Flashback...
A seguito di un sogno (che per sua stessa ammissione non ha senso, come, sempre per sua stessa ammissione, la maggioranza dei suoi sogni) Angela trascina tutta la famiglia a Coyote Sands, un posto sperduto nel deserto e lontano dalla civiltà (ma con una bella caffetteria aperta e ben frequentata...) rivelando che lei, i suoi genitori e sua sorella Alice erano stati "rinchiusi" lì nel 1961.
Qui abbiamo alcune delle battute più significative della serie, tipo:
Peter: "E qui che cosa è successo?"
Angela: "Non lo so, io mi sono salvata".
o
Angela: "Ci avevano rinchiusi qui, e noi ci ripromettemmo che non doveva accadere mai più. Per questo creammo l'Impresa." (EHHH!!!??? Avete creato una struttura che imprigionava le persone con poteri per fare in modo che le persone con poteri non venissero imprigionate? Complimenti!)
Comunque sia, dopo aver costretto tutti a scavare per ore ripescando ossa e scheletri senza la benché minima ragione, Angela rivela che tutti coloro che si trovavano lì sono morti. Lei si è salvata solo perché era uscita di nascosto con Linderman, Deveaux e il padre di Elle di cui non ricorderò mai il nome per cercare aiuto, senza portare la sorella perché "li avrebbe rallentati".
Curioso, visto che la fuga si traduce in loro quattro che vanno alla caffetteria a mangiare hamburger e patatine, lei che telefona a un poliziotto che non le crede e poi si mette a ballare con Deveaux, e una notizia alla radio in merito a una tempesta che loro interpretano automaticamente con "sono morti tutti".
In realtà sono davvero morti tutti, tranne Alice, anche se Angela ci ha messo 48 anni a sognare che è ancora viva. Dopo averla ritrovata le due si riuniscono per qualche secondo, poi Alice si arrabbia perché Angela l'aveva abbandonata e svanisce nel nulla per non essere rivista mai più. Wow!
Ma no, non finisce qui. Perché la vera rivelazione è che a capo del progetto vi fosse... Chandra Suresh! Il padre di Mohinder! L'uomo che negli eventi precedenti alla prima stagione aveva passato tutto il suo tempo a cercare le prove tangibili dell'esistenza di persone con superpoteri ed era stato felicissimo di trovare Sylar che provava le sue teorie... quell'uomo aveva lavorato con persone dotate di superpoteri 48 anni prima di iniziare a cercarle. Urrà per l'arteriosclerosi!
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