sabato 28 febbraio 2009

436 La Profezia

Il titolo originale di questo film, "Population 436", racchiude in sé il concetto principale della pellicola (cosa che quello italiano decisamente non fa).
Il film si apre con due scene in parallelo: quella di un bambino che sta nascendo e quella di un uomo in fuga nel suo furgone, inseguito dalla polizia, che ha sul cruscotto una busta da lettera rossa, aperta. Proprio mentre il bambino viene alla luce, il furgone si ribalta e prende fuoco.

Qualche tempo dopo, un impiegato che si occupa di censimenti, Steve, raggiunge il ridente paesino di Rockwell Falls, che a quanto pare ha una popolazione di 436 persone da... sempre. Qui fa la conoscenza di Courtney, nella cui casa verrà ospitato, e di Bobby, il vicesceriffo che vorrebbe chiedere a Courtney di sposarlo, ma in concreto non si decide a farlo.
La popolazione locale è molto accogliente, anche troppo, ma Steve non tarda ad accorgersi che qualcosa non va, a partire dalla popolazione costante, per passare al fatto che un'intera famiglia sia praticamente introvabile (o, meglio, nessuno voglia dirgli dove abita), al fatto che il dottore locale non sia un vero dottore ma solo il discendente di una famiglia di medici, alla misteriosa "febbre" che pare essere l'unica malattia seria del posto, e per la quale è ricoverata Amanda, la figlia dell'uomo morto nell'incidente visto all'inizio, che però sembra sanissima e prega Steve di aiutarla a scappare.
Già dalla prima notte, poi, Steve fa uno strano e indefinito incubo (c'entra poco con la trama ma, per aiutarlo a riaddormentarsi, Courtney gli dà un bicchiere di latte caldo e... aglio! Yuk!), che anche Amanda sembra condividere.
La sensazione di disagio è crescente, finché Steve, proprio il giorno prima della "Festa del Raccolto", va a letto con Courtney (senza sapere di essere visto accidentalmente da Bobby) e questa gli spiega che a nessuno è consentito lasciare il paese, ma che lei è intenzionata a fuggire. Gli suggerisce quindi di partecipare alla festa e poi scappare.
Steve si presenta regolarmente e qui scopre che "l'ospite della festa", una donna che è stata in qualche modo sorteggiata per essere tale subito dopo il suo arrivo in paese, riveste l'importante ruolo di... farsi allegramente impiccare per riportare il numero degli abitanti a 436! Gli viene tranquillamente spiegato che la stessa sorte sarebbe toccata al padre di Amanda se non fosse scappato via, ma che comunque nessuno può lasciare il paese senza incorrere in una punizione divina.
Pare, infatti, che in tempi andati un uomo fosse giunto a Rockwell Falls (già allora a 436 abitanti) e a causa della sua malvagità fosse scoppiato un terribile incendio. Da quel momento il predicatore della città aveva stabilito che avrebbero dovuto esserci sempre e solo 436 abitanti, e da allora non era mai più accaduto niente di male... salvo che non tutti i cittadini sono esattamente contenti di questa cosa, e alcuni, colpiti dalla "febbre", devono essere ricoverati e curati... con metodi che vanno dall'elettroshock alla lobotomia.
Steve tenta inutilmente di fuggire, e alla fine si ritrova costretto a fingere di essersi convinto della cosa, stimolato anche da altri che si trovano nella sua stessa situazione.
Una volta sfuggito al controllo serrato dei suoi nuovi concittadini, organizza però un diversivo, recupera Amanda e, assieme a lei (dopo aver assodato che Courtney è ormai stata lobotomizzata ed è irrecuperabile), fugge dal paese. Viene fermato da Bobby e dal suo collega, ma il vicesceriffo alla fine decide di farlo fuggire e spara all'altro vice, uccidendolo, cosicché la popolazione di Rockwell Falls piomba immediatamente da 436 a 433 abitanti!
Steve e Amanda si allontanano dal paese solo per rivedere nella loro fuga le immagini dell'incubo che li tormentava... e finire a scontrarsi frontalmente con un camion, dimostrando così che dopo tutto non si trattava solo di superstizioni...
Sul finale, un collega di Steve, incuriosito dalla sua (finta) decisione di trasferirsi va a cercarlo e viene accolto con calore. Nel frattempo, una donna del villaggio ha partorito due gemelli...

Il film è abbastanza originale, anche se a tratti ricorda "La Lotteria", e realizzato meglio di molte altre cose che ho visto negli ultimi tempi. C'è qualche problemino di montaggio, ma niente di davvero grave, e l'unica cosa che ho trovato veramente stupida è la faccenda della famiglia scomparsa (in effetti sono tutti e quattro lobotomizzati e vivono in una cella nei sotterranei della casa del dottore, ma hanno l'aria di una famigliola felice e alquanto idiota e non sono più inquietanti di molti altri abitanti del posto, per cui non si capisce proprio l'utilità di tenerli nascosti).
Nel complesso, una buona pellicola di intrattenimento per gli amanti dei thriller più psicologici che efferati.

domenica 22 febbraio 2009

Missione Compiuta

Come ampiamente sperato e previsto, Marco Cacca ha vinto Sanremo (per quanto più che del mio tifo silente sia opera evidente dello strapotere di una certa MDF). Ora posso ragionevolmente augurarmi che entro una settimana o due il mondo si sarà dimenticato della sua esistenza.
Io personalmente... uhm... di chi è che stavo parlando?

sabato 21 febbraio 2009

Possessed

Sono combattuto in merito a questo film, perché da un lato non si tratta della solita schifezza che mi ritrovo a guardare di sabato pomeriggio, ma dall'altro non si può negare che la sua buona razione di difetti ce l'abbia, pur dovendo ammettere che per quanto riguarda la realizzazione c'è poco da eccepire.
La storia dice di rifarsi all'unico caso documentato di esorcismo praticato dalla chiesa cattolica. Curioso, vista la quantità di film del genere che dicono lo stesso raccontando storie diverse, e io ero sempre stato convinto che "unico" significasse che non ce n'erano altri...
Ma sorvoliamo.
Possessed è la storia di Robby, un ragazzino di undici anni, e di padre Bowder, un parroco che è stato in guerra nel 1944 e che ha vissuto lì un'esperienza traumatica che l'inizio del film ci lascia solamente immaginare, legata alla morte di un suo commilitone durante uno scontro. I flashback di questo evento (o meglio il flashback di questo evento, visto che è quasi sempre la stessa identica scena) lo tormentano da sempre.
Procediamo, però, con ordine.
Robby vive con i suoi genitori, un tantino repressivi, e con sua zia (che probabilmente è la zia di sua madre, la cosa non è chiarissima) che pare sia un'appassionata di spiritismo, o comunque viene vista usare una tavoletta ouija.
Dopo la morte di sua zia, Robby inizia a essere protagonista di strani fenomeni: oggetti che si spostano in sua presenza, lui stesso che parla e urla con voci strane... solita roba insomma.
Dopo aver consultato un po' tutto il consultabile, i genitori del ragazzo si rivolgono a un pastore di non so bene quale fede, che porta Robby con sé, più interessato a studiarlo in quanto possibile poltergeist che non a risolvere il suo problema. La cosa finisce male e il pastore si ritrova con un braccio squarciato per il lungo (tanta scena ma non è che gli sia successo chissà che a ben vedere) subito dopo aver suggerito di rivolgersi a un cattolico.
Ricevuto un insolito indizio (la scritta SLU comparsa col sangue sull'addome di Robby!), i nostri si recano alla Saint Louis University a parlare con uno dei preti che insegnano lì. Questi visita il ragazzo e subito si rende conto che qualcosa non va, quando questi dimostra di avere "una forza straordinaria" (leggasi: gli tira addosso una coperta). Ne parla quindi a padre Bowder (il perché è un vero mistero, a parte che sono colleghi alla SLU), che al primo incontro non trova niente di strano in Robby, ma quando sta per andare via si trova ad assistere a uno dei suoi soliloqui in cui inveisce contro chissà chi.
I due preti decidono allora di recarsi da un arcivescovo (o cardinale, o che so io) che è decisamente molto più interessato alla politica che al ragazzo (molto realistica come cosa, devo ammettere) ma comunque accetta di autorizzare il rito di esorcismo. E chiama un esorcista? No, scarica la patata bollente a Bowder, che di esorcismi ne sa quanto il Puffo Brontolone.
Comunque sia, i due preti si mettono a studiare il caso, fanno diversi, inutili tentativi di esorcismo e alla fine, dopo aver portato il ragazzo in un convento, riescono a scacciare il demone, e tutti vissero sapete come.
Ora, fin qui tutto bene: storia lineare, alcuni punti cruciali ben studiati, OK.
Il problema è che c'è una quantità spaventosa di dettagli buttati lì e poi scomparsi nel nulla, nonché dei punti di involontaria comicità. Per fare qualche esempio:
- quando Robby viene portato alla SLU, sua madre dice al marito che credeva avesse giurato di non metterci mai più piede, e lui conferma, ma il perché di tutto ciò non lo sapremo mai
- similmente, quando padre Bowder decide di portare Robby al convento, il suo collega gli dice che credeva avesse detto che avrebbe preferito morire che andare lì, e lui conferma, ma anche qui il perché non lo sapremo mai
- non si capisce in alcun modo cosa abbia a che fare la morte della zia con la possessione di Robby, che oltretutto viene poi chiaramente definita demoniaca
- padre Bowder sembra non avere assolutamente alcun problema con le peggiori manifestazioni (vabbe', che poi non sono questo granché a prescindere) della possessione, ma va in tilt quando Robby non sta facendo niente di che, nella fattispecie mentre fa una sorta di spettacolino buffonesco imitando Hitler e fingendo di sparare con un fucile (la cosa meno inquietante del mondo, sembra semplicemente che stia giocando) o verso il finale quando inizia a cantare l'Ave Maria di Schubert(!) Si suppone che il motivo sia legato al suo passato in guerra, ma a parte il fatto che sembra comunque una reazione esagerata... non si viene mai a scoprire cosa cavolo sia successo in quell'occasione!!! Anche quando, alla fine, il famigerato flashback avanza di qualche secondo in più, si interrompe comunque prima che la scena abbia un qualche senso!
- dopo la morte di sua zia, Robby fa un pupazzo da ventriloquo che poi veste come sua zia. All'inizio sembra che il pupazzo sia legato alla vicenda. Poi, durante un evento di possessione, Robby (chiaramente non con la sua voce e non intenzionalmente) manda letteralmente affan... il pupazzo, il che fa pensare che magari sia legato sì alla possessione ma come una forma di antagonismo. Ancora più tardi, però, Robby, posseduto, brucia il pupazzo dicendo che non gli serve più e che ora abita direttamente la carne (cosa che peraltro faceva evidentemente già prima...) Sì, vabbe', ma decidetevi!
- le varie occasioni in cui Robby dimostra la sua "forza straordinaria" hanno del ridicolo. Quello che mostra di avere è una forza straordinaria per un ragazzino di quattro anni sottosviluppato (lui però ne ha undici e non lo è). L'unico caso in cui sembra effettivamente fare qualcosa di straordinario è quando forza un cancello chiuso da catena e lucchetto, ed è fatto malissimo perché la catena non si spezza, scivola via e basta come se in realtà non fosse mai stata chiusa ma solo avvolta alla buona attorno alle sbarre.
- durante le indagini, Bowder riceve una strana lettera fatta con ritagli di giornale dal pastore che ha provato a studiare Robby, e lo trova impazzito in una casa di cura, completamente incanutito. Quando, come e perché questo sia successo è un'altra cosa che nessuno mai saprà.

In generale, dunque, avrebbe anche potuto essere un buon film se si fosse prestata un po' più di attenzione ai dettagli.

Quasi dimenticavo un importante insegnamento che ne ho ricavato: se stai leggendo dei fumetti che i tuoi genitori non approvano, stare sotto le coperte con una torcia può non essere sufficiente se urli le battute mentre le leggi.

venerdì 20 febbraio 2009

Sanremo e la Matematica

Ci si potrebbe, giustamente, domandare cosa mai abbiano in comune le due cose citate nel titolo di questo post.
La risposta è, in effetti, che con entrambe io mi trovo ad avere un rapporto decisamente anomalo, e non per colpa mia.
Se con la matematica questo dipende dal mio capo, dal quale è facile sentire conversazioni riassumibili in "Abbiamo 20000 Euro sul conto, quindi visto che sono 25000 puoi pagare quella fattura di 30000 così ce la togliamo davanti", per Sanremo la colpevole è mia sorella, che persiste imperterrita a guardarlo anno dopo anno.
In entrambi i casi, comunque, sono io che rimango abbastanza basito a cercare soluzioni alternative, salvo poi non trovarle dato che non sono in grado di cancellare le brutture della televisione né di far materializzare soldi dal nulla (vi lascio indovinare quale delle due cose mi dispiaccia di più...) e arrangiarmi come meglio posso.
Così ogni giorno sono lì a incastrare numeri come meglio posso, e ogni anno per una settimana sono qui a domandarmi perché si continui a mandare in onda una trasmissione lunga una quaresima in cui dei cantanti perlopiù attempati cantano delle canzoni perlopiù inascoltabili, peraltro già sapendo che quello di loro che vincerà rischia seriamente di scomparire dalla scena musicale per gli anni a venire (ragione per cui quest'anno tifo per Marco Carta).
Mi viene, dunque, il lampo di genio? E se riuscissi a manipolare le influenze cosmiche per mandare il mio capo a dirigere Sanremo e far venire Bonolis a orchestrare i pagamenti ai fornitori?
Per la prima cosa, sono convinto che in qualche modo farebbe un lavoro né migliore né peggiore di chiunque lo abbia preceduto (del resto considerato il casino che c'è dove lavoro, mettere assieme due canzoni è decisamente una cosa da niente in confronto, e in quanto a intermezzi comici non c'è neppure da sforzarsi...), e per la seconda... neanche mi serve che faccia quadrare i conti, basta che versi il suo stipendio sul conto e sa(n)remo a posto per due o tre mesi.

martedì 17 febbraio 2009

Me l'hai detto tu

Mentre attraverso il corridoio, diretto in cucina, mia sorella mi intercetta vocalmente:
"Stasera dobbiamo registrare."
Premesso che stasera tocca vedersi Sanremo e non c'è scelta (o, meglio, io la scelta ce l'ho, mi metterò a leggere come ogni anno in periodo sanremese e alzerò gli occhi dal libro solo per lanciare qualche critica ad hoc su qualcosa percepito en passant), cerco di fare mente locale su cosa dovremmo mai registrare, ma niente, il vuoto.
"Cosa?" domando
"C'è quel telefilm nuovo con Keanu Reeves."
Se prima avevo il vuoto, adesso si sta aprendo una specie di buco nero.
"Keanu Reeves si è messo a fare telefilm???"
"Sì, come si chiama, Serpentine."
"E chi l'ha mai sentito nominare?!"
"Ma me l'hai detto tu!"

Ora... è un caso fortuito che nell'occasione bastasse verificare la cosa sul TV Sorrisi & Canzoni per scoprire che si tratta di un film, e non di un telefilm, di "Constantine", e non di "Serpentine", e del fatto che io l'ho già visto per cui non solo mai avrei anche solo pensato di registrarlo ma meno che mai l'avrei detto a lei, sapendo che è il genere di film che avrebbe smesso di seguire dopo dieci minuti.
Se così non fosse stato, la discussione sarebbe degenerata come ogni volta che quel "Me l'hai detto tu" mi viene rivolto contro per affibbiarmi affermazioni improbabili se non addirittura impossibili e basta.
Sia chiaro, non è che non mi capiti mai di dire qualcosa a qualcuno e poi dimenticarmi di avergliela detta, per carità... ma di dire qualcosa e poi non solo dimenticarmi di averlo fatto ma dimenticarmi anche dell'esistenza della cosa stessa... quello è vagamente esagerato.
Per non dire delle volte in cui mi vengono attribuite affermazioni che mai e poi mai avrei fatto (normalmente su strane pratiche di utilizzo del PC che "io" avrei consigliato o avallato, tipo saltabeccare da una finestra a un'altra per accelerare il caricamento di una pagina web o cose del genere...).
Il più delle volte, andando a elaborare bene la cosa, finisco per scoprire che si tratta di bizzarre rielaborazioni di concetti che ho effettivamente espresso, ma che nel frattempo sono stati passati in un tritacarne e riassemblati alla cieca. Altre volte, come stasera, la loro effettiva origine mi resta incomprensibile.
Ma il problema serio è che senza avere delle prove alla mano (come in questo caso, e mai "carta canta" fu più adeguato alla situazione per quel che mi riguarda) non esiste la benché minima speranza che io possa uscire vivo dalla discussione: ho torto, punto.

Underdog

Underdog (non chiedetemi il sottotitolo italiano perché non c'è verso che me lo ricordi) è un film Disney leggero e gradevole, non il film più divertente del mondo, questo no, ma comunque un buon modo per passare un po' di tempo.
Si tratta della storia di un cane, un beagle per la precisione, che a seguito di una serie di sfortunati eventi si ritrova dotato di superpoteri degni di Superman, nonché della capacità di parlare il linguaggio umano, e finisce col diventare un vero e proprio supereroe (con diverse strizzate d'occhio ai comics).
Il film è ovviamente molto sopra le righe, non aspettatevi niente di anche solo lontanamente "serio", ma ci sono parecchie scene che si possono considerare delle vere chicche, come quella in cui il nostro Shoeshine/Underdog va a fare visita a Polly, la cagnolina di cui si è invaghito (e che ovviamente è innamorata di Underdog e non del suo alter ego "normale") e le fa fare un giro in volo che ricorda il classico primo incontro cinematografico tra Superman e Lois Lane.

lunedì 16 febbraio 2009

Antipocondria

Ispirato da un paio di post sul blog paperogaedintorni (ovvero questo e questo), riflettevo ultimamente su come io, oltre a non essere decisamente ipocondriaco (uno per famiglia basta, e c'è già mia sorella) sia decisamente l'opposto, ovvero, direi, antipocondriaco.
Presumo che questa tenda ad essere una delle tante sfaccettature del mio peculiare approccio alla vita, facilmente riassunto dal titolo di questo stesso blog, o, volendo, dalla massima cinese "Se il tuo problema ha una soluzione, a che serve che ti preoccupi? E se il tuo problema non ha una soluzione, a che serve che ti preoccupi?"
Il che, sia chiaro, non significa che me ne freghi bellamente di qualunque cosa accada, ma solo che evito di aggiungere la preoccupazione al fatto in sé e mi limito a prenderlo come viene e come viene risolverlo, se è possibile, o accettarlo se non lo è.
L'antipocondria nasce evidentemente da questo.
Io, come tutti, ho un medico della mutua. Diversamente dalla maggioranza dell'italica popolazione, non so nemmeno che faccia abbia e ho solo una vaga idea di dove si trovi il suo studio.
Il mio armadietto dei medicinali è pieno, ma il novanta per cento di quello che contiene non è mio. Del dieci per cento che resta, un ulteriore novanta per cento non è composto propriamente da medicinali ma da medicazioni (disinfettante, ovatta, cerotti, garze). Restano fuori delle pastiglie per la gola e delle tavolette di antiacido prescrittemi alla presenza di Pierpaolo credo tre Natali fa, e di cui ho ancora tre quarti della confezione (meno male che hanno una scadenza protratta).
Ora, con questo non voglio dire di avere una salute di ferro, perché non ce l'ho.
Vero è che godo, a quanto pare, di alcuni vantaggi genetici: non ho mai preso il morbillo (mia sorella è riuscita ad averlo due volte, l'ultima in forma grave, io in quell'occasione ho avuto dei vaghi puntini rossi per un giorno scarso), né la varicella (pur essendo stato più volte letteralmente nel mezzo di un focolaio della stessa), in effetti tra le malattie esantematiche ho avuto solo la rosolia. In più non mi sono mai rotto un osso (e non si può dire che non abbia "tentato", anzi hanno tentato pure altri...) e ho un tasso di guarigione da piccole ferite, contusioni e scottature piuttosto veloce, ma ciò non significa che di problemi non ne abbia mai.
Anzi, volendo proprio guardare le cose come sono, ne ho sempre qualcuno: una singola ma costante alterazione che mi segue per un lungo periodo della vita, almeno finché non viene sostituita da un'altra per amore della varietà.
Alla nascita mi hanno fabbricato un paio di tonsille che invece di tenere fuori i batteri sembravano invitarli a delle feste sfrenate una settimana sì e l'altra pure. Ho trascorso lunghissimi periodi a letto con la febbre fino alla decisione (non mia, ovviamente, avevo a malapena sei anni) di farmele togliere. Da quel momento "godo" di una lieve e costante forma di raffreddore che ciclicamente esplode in una forma più seria, ma fondamentalmente non mi abbandona mai. In cambio però non ho mai più preso una singola influenza, se non di striscio. Le rarissime volte in cui un virus influenzale mi ha colpito ho totalizzato qualcosa come 37,2° di febbre per mezza giornata.
Dato che così era troppo facile, da qualche tempo dopo ho iniziato a soffrire di epistassi. Per anni, di punto in bianco, senza alcun preavviso o causa scatenante, iniziava a sgorgarmi sangue dal naso in quantità industriali. Dopo un po' mi ci sono semplicemente abituato, iniziando a vederlo più che altro come una seccatura, anche se era evidente che bisognasse fare qualcosa. I miei mi hanno portato da un medico bravissimo che, dopo vari esami, ha suggerito che dovessi effettuare una "bruciatura" di alcuni capillari.
Non l'ho mai fatto, perché gli episodi si sono interrotti per la stessa ragione per cui erano iniziati (leggasi: "nessuna").
È giunto quindi il turno di una malattia di origine nervosa (e, come tale, incurabile) chiamata "colon irritabile", tecnicamente innocua ma con tali e tanti sintomi fastidiosi (eufemisticamente parlando) da avermi rovinato la vita (esagero, ma comunque non era piacevole come situazione) per diversi anni finché anche lei, nel bel mezzo del servizio militare, si è acquietata giungendo a un livello perfettamente sopportabile (specie considerando che mi ero dovuto abituare a ben peggio fino ad allora).
Nell'ultimo periodo si è però accavallata con un altro problemino che ha richiesto un fastidioso, per quanto semplice, intervento a un alluce. Inutile, o quantomeno tutt'altro che risolutivo, perché il problema si è ripresentato identico sull'altro qualche tempo dopo. Avrei dovuto fare lo stesso intervento anche lì, ma dato che mi avrebbe bloccato per quasi un mese, e non potevo permettermelo, ho sempre rimandato (again, abituandomi alla situazione)... e adesso non serve più, fine del ciclo, tutto è tornato se non a posto almeno ad una parvenza di normalità.
Aspetto la prossima cosa che arriverà, ma non mi danno.

Fatto sta che tutto questo mi ha forse insegnato che i problemi di salute prima o poi se ne vanno, e se non lo fanno c'è comunque poco da fare, per cui tanti saluti.
Ho iniziato a fare caso ad altre cose, secondo questa logica.
Ad esempio al raffreddore.
Quando il mio raffreddore aumentava, in genere mi veniva dato ogni genere di medicina che, a parere mio, serviva a poco quanto niente.
In tempi recenti, ormai unico responsabile della mia assunzione di medicinali, ho fatto qualche "esperimento", scoprendo che questi ultimi servivano solo ad alleviare vagamente i sintomi, allungando però il decorso. Niente medicine: sto male sul serio per tre giorni e poi è finita. Con, mi faccio oltre una settimana con sintomi un po' più lievi, ma non così tanto da poterli ignorare, per cui tanto vale...
Ha iniziato a venirmi il dubbio che le malattie siano un po' come i seccatori: se continui a non prestargli alcuna attenzione, o se ne vanno o ti massacrano di botte. Visto che in genere distinguere l'uno dall'altro tipo non è poi tanto difficile... perché preoccuparmene? Lo farò nel momento in cui ne avrò qualcuna che dimostra di essere una cosa seria, e se poi dimostrasse di essere tanto seria che comunque non servirebbe a nulla cercare di curarla... be', amen, si vede che era ora.

domenica 15 febbraio 2009

Masters of Horror - Parte I

Masters of Horror è una serie di minifilm (della durata di circa un'ora ognuno) dell'orrore, ad opera di registi famosi nel campo.
Ne sono state realizzate due stagioni - una terza è stata annunciata ma cancellata prima di realizzarla - trasmesse entrambe anche in Italia.
Dato che ogni episodio è un film a sé stante, parlare della serie nel suo insieme ha poco senso, e quello che segue è un commento alle singole componenti.
In realtà sto guardando la serie in ordine un po' casuale (alla "come mi gira", per dirla con esattezza ^__^), perciò, pur elencandoli in ordine di trasmissione, non commento qui tutti i film, e ci sarà un secondo post più in là per i rimanenti. Faccio così perché al momento ho ancora freschi in mente quelli che ho guardato, of course.

STAGIONE I
Ep. 1 - Panico sulla Montagna
Diretto da Don Coscarelli, è uno dei migliori episodi che ho visto finora. È la storia di una donna che, a seguito di un incidente su una strada di montagna, viene inseguita e successivamente catturata da un mostruoso serial killer. Reduce da un matrimonio con un paranoico fanatico delle armi, come scopriamo attraverso una serie di flashback, la donna si dimostrerà un bersaglio tutt'altro che facile e farà ben più che dare al cattivo la fine che si merita...

Ep. 2 - La Casa delle Streghe
Diretto da Stuart Gordon, è basato su un racconto di Lovecraft, e sinceramente non capisco perché non si chiami "La Casa della Strega".
Ad ogni modo, è passato troppo tempo da quando ho letto il racconto in questione per capire se la trasposizione sia fedele o meno. Di sicuro, per quanto il film in sé non sia brutto, non l'ho apprezzato più di tanto, e il protagonista (studente che si ritrova in una casa infestata dove una strega vuole plagiarlo per fargli uccidere un bambino) per la maggior parte del tempo sembra impegnato a cercare di non ridere della situazione, più che esserne preoccupato. Non che sia colpa sua: decisamente è nato con una mimica facciale che si presta più al comico che all'horror.

Ep. 3 - La Danza dei Morti
Diretto da Tobe Hooper e basato su un racconto di Richard Matheson, ha di degno solo la presenza di Robert "Freddy Krueger" Englund, per il resto è un pasticcio confuso. Per farla molto breve, è la storia di un club in cui vengono fatti ballare dei cadaveri, grazie a una sorta di anomalia genetica venuta fuori a seguito di una guerra chimica, e dove la giovane Peggy scopre a "esibirsi" sua sorella, venduta dalla madre dopo un'overdose (ma senza che fosse ancora morta). Alla fine Peggy vende sua madre e dà degna sepoltura alla sorella. Il problema è che tutto questo lo si capisce beatamente negli ultimi dieci minuti (anche se si guardano solo quelli!), il resto del film non serve praticamente a niente ai fini della storia, e molte cose che vengono mostrate non si capiscono chiaramente neanche dopo.

Ep. 4 - Istinto Assassino
Diretto da Dario Argento, ragion per cui non lo guarderò né ora né mai.

Ep. 5 - Il Gusto dell'Ossessione
Diretto da Mick Garris (che personalmente non avevo mai sentito nominare prima in vita mia). Il titolo originale è Chocolate, e una volta tanto trovo più adatta la traduzione italiana, perché il cioccolato viene menzionato in una scena o due e tutto è fuorché fondamentale per la trama.
Il protagonista è un uomo che lavora in un laboratorio di aromi artificiali (anche questo è totalmente irrilevante) e che improvvisamente si trova ad avere delle esperienze extrasensoriali, vedendo, sentendo e provando quello che vede, sente e prova una donna sconosciuta.
Quando la vede uccidere il suo amante, la rintraccia, innamoratosi di lei, ma finisce per ucciderla in una scena patetica.
L'horror qui è praticamente assente, e l'intero film è semplicemente noioso.

Ep. 6 - Candidato Maledetto
Diretto da Joe Dante, è un'ironica e insolita storia di zombie, che ho apprezzato molto tranne che per il finale "sciacquato".
Inizia come la "solita" epidemia di zombie, salvo poi scoprire che stanno tornando in vita solo soldati morti in una guerra ingiusta e che lo stanno facendo per... votare contro il candidato presidenziale che ce li ha mandati!

Ep. 7 - Leggenda Assassina
Diretto da un John Landis evidentemente fuori forma. Il film è semplicemente stupido, inizia in modo stupido, prosegue in modo stupido e finisce in modo stupido, e non il tipo di stupidità che lo renderebbe divertente. Racconta, sopra le righe, dell'indagine di un detective relegato alla sezione "crimini animali" su una serie di omidici che sembrano compiuti da un cervo (in effetti da una donna-cervo delle leggende indiane, si scoprirà poi). L'unica parte vagamente interessante è una serie di tre scenette demenziali in cui il detective si raffigura cosa possa essere veramente accaduto.

Ep. 8 - Incubo Mortale
Diretto da John Carpenter, parla di un film maledetto che scatena violenza autodistruttiva in chi lo guarda, a causa, pare, del fatto che sia stato usato il sangue di un angelo (o un brutto coso che tale dovrebbe essere) per generarne la pellicola. Un detective viene incaricato di trovarlo e... lo trova, il film fa esattamente quello che si dice faccia, fine del discorso.
Un film visionario che probabilmente avrei trovato pessimo anche se non fosse stata mostrata fin dall'inizio la "creatura angelica" togliendo così ogni suspence in merito al fatto che il film fosse veramente maledetto o meno.
Non c'è alcun genere di "incubo mortale" nel film.

Ep. 9 - Patto con il Demonio
Diretto da quello che per me è un altro sconosciuto, William Malone, è la storia di una coppia che fa un patto col diavolo per resuscitare il figlio, annegato, ma per riportarlo del tutto in vita dovrà sacrificare un adolescente per ogni anno di vita del defunto (quindici, vale a dire). La quindicesima vittima riserverà loro una sgradita sorpresa, anche per colpa della pessima scelta di prenderla donna...
Anche se a tratti si trascina, il film non è male, dopotutto, e il finale è doppiamente inatteso.

Ep. 10 - Creatura Maligna
Diretto da Lucky McKee. No, non conosco neanche lui, ma ho scoperto che è il regista di The Woods, alias Il Mistero del Bosco, alias un'altra mezza ciofeca.
Il film in sé comunque è carino e parla di una coppia lesbica e di uno strano insetto capace di fecondare altre creature per riprodursi. È divertente, ma di horror ha davvero ben poco.

Ep. 13 - Sulle Tracce del Terrore
Diretto da Miike Takashi.
Film di cui mi avevano parlato molto bene, si è rivelato un pastrocchio noioso a proposito di un americano che torna in Giappone per ritrovare una prostituta di cui era innamorato e che era stato costretto ad abbandonare, ma scopre che è morta.
A parte essere costellato di assurde casualità (l'uomo si trova nel bordello giusto, e passi perché pare se li sia girati tutti, ma finisce anche a parlare con l'unica prostituta che sa veramente quello che è successo), il film è grottesco, nella migliore delle ipotesi, ma di una noia mortale e privo di una trama veramente degna di nota (tant'è che per lo più si basa su una serie di versioni diverse dello stesso evento che vengono raccontate in successione).

STAGIONE II
Ep. 2 - Family
Diretto da John Landis, qui un po' più in forma. Al centro della vicenda c'è un insolito serial killer allucinato che tiene in casa scheletri delle sue vittime e li tratta come la sua famiglia. Quando cercherà di sostituire la sua attuale moglie con la nuova vicina, il cui marito sembra essere scomparso, avrà una sgraditissima sorpresa.
L'andamento del finale è possibile intuirlo da alcuni eventi durante il film, che però possono tutto sommato passare inosservati essendo abilmente miscelati nel resto degli eventi, e comunque la scena finale vera e propria è insospettabile e cattivissima.
Non bellissimo, ma degno di essere visto.

Ep. 5 - Il Seme del Male
Diretto da John Carpenter, che decisamente si rifà rispetto alla schifezza della prima stagione. Una ragazza, figlia di un attivista contrario all'aborto, si rifugia in una clinica per aborti dove chiede che le venga fatto abortire quello che secondo lei (ma in effetti non solo secondo lei...) è il figlio di un demone.
Il padre è disposto a tutto per riprendersi la figlia e impedirle di "uccidere" il bambino, incluso entrare nella clinica ad armi spianate e senza risparmio di colpi.
Il film è gradevole, la trama indubbiamente originale e interessante, ma si rovina un po' verso la fine con l'arrivo del padre del "bambino", che, a parte la realizzazione non proprio eccelsa (non sembra un uomo con un costume di gomma, ma ci manca veramente molto poco) sembra essere impacciato, goffo e dotato di un pessimo senso dell'orientamento, laddove si presume che debba far paura.

Ep. 6 - Istinto Animale
Diretto da Dario Argento. Perché l'ho guardato? Perché non lo sapevo! :P
In realtà molti fan di Argento hanno sottolineato come non sembri un suo lavoro, e sarà per questo che è solo una mezza schifezza e non, come mi sarei aspettato, una schifezza tutta intera. È anche tratto da un racconto di F. Paul Wilson, e dunque non esce dalla mente del regista italiano (Deo gratias per questo), che riesce comunque a metterci dentro delle scene splatter assolutamente gratuite e fuori da ogni criterio logico (dove non ci sono quelle, ci sono donnine nude).
La storia riguarda dei cacciatori di pelli che scuoiano dei procioni sovrannaturali (per quanto ne so non si tratta di procioni nella storia originale, ma di creature ignote). Le loro pellicce sono splendide, incantevoli, ma anche maledette, e seminano una scia di sangue e di morte su chiunque voglia trarne profitto.
Sì, tutto qui.

Ep. 13 - Crociera di Sangue
Diretto da Norio Tsuruta, si potrebbe definire "quando i fantasmi occidentali incontrano quelli orientali".
Jack, un avvocato che da giovane ha visto morire annegato suo fratello, senza riuscire a salvarlo, e da allora è perseguitato dal suo "fantasma", accetta l'invito di un suo cliente a una gita in barca (nonostante sia terrorizzato dall'acqua). Peccato che il cliente in questione abbia scoperto che lui ha una relazione con sua moglie e sia intenzionato a ucciderlo.
Si scopre poi che, per sposare la sua attuale moglie, ha ucciso e buttato in mare la precedente, e che ha avuto l'infelice idea di portare la barca proprio nel punto in cui l'aveva fatto. Il vendicativo fantasma della moglie ucciderà prima lui e poi tenterà di uccidere anche Jack e la sua sostituta, già che c'è, ma alla fine Jack verrà salvato dal fantasma di suo fratello, che tutto sommato non lo stava poi perseguitando con cattive intenzioni.
La storia in sé è anche carina, per quanto il finale sia abbastanza telefonato, ma il serio problema è il solito fantasma giapponese, ovvero l'inevitabile donna coi capelli davanti alla faccia che cammina come una deficiente, che semina capelli letali (le eliche della barca si fermano perché ingolfate dai suoi capelli) e che impiega circa mezz'ora per percorrere dieci centimetri (prima o poi scriverò un racconto su un fantasma giapponese che annoia a morte le sue vittime mentre aspettano diligentemente che le raggiunga... o anche in stile "virus Cesira": ammazzatevi voi che io non ce la faccio a venire fin lì, abbiate pazienza).
Ah, interessante poi scoprire come questi fantasmi siano in grado di comparire dove gli pare, di possedere la gente, di smaterializzarsi a piacimento, di muovere gli oggetti con la mente o farli comparire dal nulla, ma di fronte a una porta chiusa siano costretti ad abbatterla con la forza per poter passare.

20 love songs

Accolgo la sfida di lozirion di elencare venti canzoni d'amore, cosa che mi risulta assai più facile rispetto ai venti pezzi rock: non distinguo il genere delle canzoni, ma l'argomento sì! ^__^

Come Fed mi dilungo anche in qualche spiegazione extra non aggiunta al blog di lozirion

1) Culture Club - Love is love
2) Frankie Goes to Hollywood - The Power of Love
3) Dionne Warwick - I say a little prayer
4) Foreigner - I wanna know what love is
5) Maroon 5 - This Love
6) The Ark - The Most Radical Thing to Do
7) Craig David - Don't love you no more
8) Cher - Believe
9) Novecento - I need love
10) George Michael - Careless Whisper
11) Giampiero Artegiani - Sogno di un Buffone
12) Housemartins - Caravan of Love
13) Mika - Love Today
14) Queen - Crazy little thing called love
15) Michael Jackson - Liberian Girl
16) Boy George - If I could fly
17) Bee Gees - Paying the price of love
18) Withney Houston & George Michael - If I told you that
19) Lionel Richie - Endless Love
20) Kate Bush - Wuthering Heights

-- Spiegazioni --

1) Non l'unica ma una delle canzoni dei Culture Club che parla d'amore, la prima in assoluto che mi sia venuta in mente, anche perché mi piace molto, tra l'altro
2) Sinceramente questa canzone la odio, è una sorta di istigazione al suicidio (o alla distruzione del riproduttore, quale che sia) tanto è lenta e snervante, ma il testo merita
3) Altra canzone che mi piace moltissimo, e che ricordo con piacere nell'interpretazione di Rupert Everett nel film "Il matrimonio del mio migliore amico", divertentissima (l'interpretazione, dico) ^_^
4) Ho dovuto fare una ricerca per questa perché non ricordavo assolutamente chi la cantasse ma volevo mettercela
5) Più che altro questa parla di post-amore del genere "non ne posso più", ma sempre amore è
6) Non sembra, ma è una canzone d'amore. ^_^
7) Altra canzone post-rottura, mi piace non solo musicalmente ma concettualmente ("Non ti amo più, scusa, ciao", discorso chiuso, niente ipocrisie)
8) E ancora una canzone sull'amore finito, si vede che le trovo più probabili?
9) Molto orecchiabile, la metto perché ho faticato come un dannato a scoprire che canzone fosse quando un amico di mia sorella voleva, appunto, che lo aiutassimo a scoprirlo basandoci sul fatto che era la canzone di una pubblicità...
10) Altro amore finito, e per una buona ragione
11) Questa è una delle mie canzoni preferite di sempre, e si noterà che è anche l'unica canzone italiana dell'intera lista. Parla di amore un po' in senso lato, più che altro di un amore impossibile.
12) Dubito sia molto da spiegare
13) Come sopra
14) Idem con patate
15) Una delle canzoni più lente e dolci di Jackson, molto bella
16) Anche questa una canzone d'amore in senso lato, più un quel che resta quando l'amore invecchia, struggente a tratti, una delle canzoni che ancora ricordo a memoria dopo anni
17) In parte vale quanto sopra, l'amore visto dal lato "sbagliato"... o è quello giusto?
18) Una canzone frizzante per una coppia insolita, parla della possibilità di trasformare in amore un'amicizia
19) Poco da dire qui
20) premetto che... è qui perché VOLEVO che ci fosse una canzone di Kate Bush, ma categorizzare gli esatti argomenti delle sue canzoni non è facile. Questa parla comunque d'amore, a modo suo, di quello oltre la morte tra Heathcliff e Catherine di Cime Tempestose ("Wuthering Heights" appunto)

sabato 14 febbraio 2009

Voodoo Academy

Questo film è una ciofeca.
Assodato questo importante dettaglio, possiamo anche parlarne.

Onestamente non so a quando risalga la pellicola, e non voglio neanche scoprirlo, ma dal look si direbbe piuttosto vecchia (il che non è una scusante). Io mi ritrovo il film solo perché è stato recentemente messo in DVD, e dal titolo speravo che fosse uno di quei film che non si prendono troppo sul serio e sono, volutamente, parodie di loro stessi, senza tuttavia scivolare nel becero come i vari "Scary Movie".
Purtroppo, il film è sì una parodia di sé stesso, ma in maniera assolutamente involontaria.

Il tutto inizia con la scena di un edificio illuminato dai lampi (che verrà riutilizzata più e più volte nel corso del film, senza alcuna vera buona ragione se non occupare qualche minuto in più, dato che, nonostante quello, la pellicola dura solo un'ora e undici minuti). Vediamo poi un giovanotto legato a una tavola e due persone (un prete e una donna misteriosa) officiare uno strano rito che coinvolge, oltre al giovane, una bottiglia formato magnum di champagne e una bambolina di pezza cucita male e senza testa.
Il rito però va male, il ragazzo esplode (o qualcosa del genere) e la donna dice che è perché non era puro.

A questo punto parte una sigla lunghissima, bruttissima (solo ghirigori che appaiono e scompaiono su uno sfondo blu assieme ai titoli) e lagnosissima, che probabilmente porta via gli undici minuti dispari.

Finita (o saltata, come nel mio caso) quella, conosciamo il nostro protagonista.
Il giovane Christopher arriva al suo nuovo college, la Carmichael Bible School, scoprendo che ci sono solo sei studenti (lui incluso) e che il personale è composto da... uh... due persone. La donna e il prete di cui sopra, chiaramente.
Quest'ultimo, padre Carmichael appunto, pare sia il fondatore di una nuova religione che integra scienza e fede, ma che in concreto non viene mai spiegata più di tanto, mentre lei è una sua seguace (l'unica, si direbbe) e finanziatrice (l'edificio della scuola è suo).
Presto Chris conosce gli altri cinque studenti (quattro dei quali sono completamente deficienti, il che è un dato di fatto e non qualcosa che si vuole far passare nel film) che si lamentano di essere noiosi perché non si drogano, non fumano, non guardano i siti porno (il che, per carità, non è un difetto, solo... perché se ne lamentano? Non sembra che non lo facciano perché non possono, quindi se è una loro scelta che si lagnano a fare? Mah!)
Viene anche a sapere che c'era un sesto studente ma è andato via (o è stato mandato via, la versione cambia ogni volta che se ne parla, per quanto, essendo in realtà esploso, è anche possibile che facciano confusione i personaggi e non il copione).
Durante la notte, tutti i ragazzi tranne Chris si agitano e mugolano come se stessero facendo qualche sogno erotico (Chris pensa abbiano degli incubi... ah, beata innocenza!)
Il giorno dopo, il prete tiene loro la prima lezione, tutta volta a spiegare quanto sia bistrattata la sua religione (cosa che in teoria 5 studenti su 6 dovrebbero già sapere, visto che uno solo è appena arrivato) e come funzioni il suo incredibile confessionale ad alta tecnologia in cui i giovani possono... confessarsi!
Cosa esattamente faccia questo confessionale, che pure dovrebbe essere fondamentale per la trama, in realtà non lo sapremo mai.
Fatto sta che uno dei ragazzi, il palestrato del gruppo, lo sperimenta, e quando esce, oltre a sembrare più rimbambito di prima, ha evidentemente due taglie di meno, ma nessuno sembra farci caso.
Arriva la sera e i ragazzi si riuniscono per la cena. La donna (no, non me lo ricordo il nome) porta il cibo in tavola dicendo che la zuppa è pronta. Il cibo in questione è composto da pannocchie lessate, pollo fritto, pane, ma niente che assomigli anche solo lontanamente a una zuppa. Pare inoltre che nelle scuole religiose non si usino le posate, anche se tutti devono andare a cena in uniforme come dei figurini.
Il palestrato arriva invece in canottiera e pantaloni di tuta, con un'ulteriore cambio di personalità (e taglia, visto che è tornato grosso come prima) e dicendo di sentirsi benissimo.
La signora serve a tutti del vino (o dell'acqua sporca di un vago colore rosa) dal bottiglione che si era visto all'inizio. Chris si dichiara astemio e non lo beve. Tutti si stupiscono del palestrato, ma la cosa finisce lì.
Di notte, però, il palestrato cammina nel sonno fino all'attico (Chris lo vede ma non riesce a entrare o guardare dentro) dove lo attendono i due farabutti. Dopo averlo legato con un sistema che credo non reggerebbe un narcolettico sotto barbiturici, gli bagnano il petto col solito vino (che ora sembril ragazzo scompare, ma la sua testa, rimpicciolita, compare sul corpo della bambola, viva e vegeta a parte che non riesce a parlare ma solo a emettere ridicoli mugolii tipo trombetta sfiatata.
Vi chiederete: a che scopo tutto questo?
Bella domanda.
Il giorno dopo (ma davvero credevate avessi una bella risposta?) tocca a un altro ragazzo sperimentare il confessionale, mentre tutti, tranne Chris, si sono ormai dati allo stile casual e alla parolaccia libera (senza essere passati dal confessionale, però) e il poveretto tenta inutilmente di parlare di quello che può essere accaduto al sesto di loro. Nessuno se lo fila, anche se la tizia dice che in effetti è stato mandato via perché trovato a fumare uno spinello, e la strana coincidenza non interessa a nessuno.
Se fin qui c'era una pur patetica parvenza di logica negli eventi, a questo punto crolla tutto.
Chris viene rinchiuso in una stanza anonima.
La tipa dice che devono accelerare le cose, per cui il prete entra di sera nella stanza da bagno dei ragazzi, mentre uno di loro sta appunto facendo il bagno, portandosi dietro il bottiglione e una bambolina. Dopo un evidente tentativo di portarsi il ragazzo a letto fregandosene altamente del rituale, lo bagna col "vino" e istantaneamente il ragazzo si trasforma in una bambolina con la sua testa.
Sì, esatto, lo bagna solamente con il vino: nessun rituale, niente candele, niente donna (era lei che faceva tutto durante il rituale in realtà), e la bambolina che si porta dietro non si sa che fine faccia perché è evidente che è il ragazzo a trasformarsi in essa (tanto che la bambolina è nella vasca a cose fatte).
Di notte, Chris riesce a uscire. Come? Prende il crocifisso che tutti gli studendi portano al collo, lo infila nella serratura della porta e la apre.
Sì, avete capito bene.
Però, onore al merito, non riesce ad aprire quella da cui era entrato. No. Quella rimane chiusa, e che cavolo.
Apre quella opposta, che casualmente porta in un corridoio da cui si può spiare l'attico (il che è strano visto che si trova al piano di sotto...) senza essere visti, attraverso una serie di buchi nella parete.
Si potrebbe pensare che siano abbastanza inutili, visto che non c'è ragione per cui i due abbiano necessità di spiare dentro l'attico dove sanno benissimo chi e cosa c'è (né di guardare il corridoio dall'attico), ma questo è niente, dopo tutto.
Chris assiste dunque al secondo ragazzo "confessionalizzato" che fa la fine del primo, rituale e tutto stavolta. La notevole differenza è che ora la donna ha le corna, le unghie lunghe e laccate di verde, e la voce di un trans che ha dimenticato di prendere le pillole di ormoni per troppo tempo (con tutto il rispetto per i trans).
La do... la cosa, dice che il giorno dopo prenderanno anche Christopher e finiranno (e gli altri due? Boh!), poi cambia idea e dice di andarlo a prendere subito, cosa che il prete fa recuperandolo esattamente da dove si trova, anche se in teoria lui crede che sia altrove...
Chris viene legato, la donna spara un paio di balle sul voodoo e sull'evocazione di un qualche loa e quindi afferma che visto che lui non ha bevuto il vino e non è stato nel confessionale il rito sarà doloroso.
Quindi... cerchiamo di capire... tutto questo casotto di vino e confessionale e cavolate varie era per non far sentire dolore ai ragazzi? Ma che gentile da parte vostra, sul serio! @___@
Fatto sta che Chris, che non è un narcolettico sotto barbiturici, libera con estrema facilità una mano, cosa che per qualche ragione gli consente di scendere dal tavolo nonostante abbia comunque l'altra mano e i piedi legati (e sia poi evidente nella scena che segue che i legacci sono perfettamente chiusi: ma chi è David Copperfield al confronto?)
Lei tenta di fermarlo sparandogli un fulmine rosa dalle mani (sic!) ma colpisce la bottiglia del vino che schizza addosso a lei e al prete, finendo per trasformarli in una bambolina trombettista a due teste.
Ricapitoliamo un po'...
- prima serviva un rituale, che funzionava solo su una persona pura, se no esplodeva il malcapitato e niente bambola
- poi il rituale non serviva, bastava il vino, che addirittura ti trasformava in bambola (ma che in cambio se bevuto non faceva niente)
- poi il vino era per non far provare dolore
- poi basta che chiunque si schizzi col vino per essere "bambolizzato", e non mi si venga a dire che i due erano puri!
Ah, dimenticavo il finale!
I due ragazzi che giustamente erano stati dimenticati vengono fuori chiedendo cosa sia successo, e Chris, tutto contento, afferma che dovrà cambiare college.
Fine del film.

venerdì 13 febbraio 2009

La vera morale

In questo periodo parliamo parecchio di fiabe, ad esempio qui, qui e (mi autocito) qui, e mi sovviene un altro punto sul quale varrebbe la pena soffermarsi: la morale.
Tutti sanno che in origine le fiabe nascono con una morale, volendo servire a dare un insegnamento di qualche genere a coloro che le ascoltano. Questo è vero nelle versioni originali, che però ben di rado sono sopravvissute all'edulcorazione (e alla Disney!) che ha trasformato le fiabe delle origini in raccontini tutto sommato innocui e, ahimè, non certo altrettanto efficaci...
Se volete farvi un'idea di come fossero in origine molte delle fiabe più note, e ve la cavate con l'inglese, potete trovare due interessanti articoli qui.
Per quanto mi riguarda, volevo invece fare un piccolo excursus su come i messaggi originali si siano perduti col tempo diventando, invece, dei pessimi esempi, e cercare di ritrovare comunque, anche nelle versioni attuali, un qualche insegnamento utile... vediamo se ci riesco...

Cappuccetto rosso
La morale originale: Obbedisci ai genitori, non fidarti degli sconosciuti
Il pessimo esempio: In qualunque guaio tu vada a cacciarti, tranquilla: arriverà qualcuno a tirartene fuori
Morali che se ne possono ancora trarre:
- non giocare col cibo e mastica prima di ingoiare (altrimenti detta: la morale del lupo)
- se non riesci a distinguere tua nonna da un lupo, forse è l'ora di prenotare la visita dall'oculista (o prendere appuntamento per la nonna per la depilazione definitiva)

La Bella Addormentata
La morale originale: non si può sfuggire al destino, i figli sono utili ai genitori
Il pessimo esempio: Se hai la fortuna di essere bella, puoi anche dormire letteralmente per tutta la vita, ma prima o poi troverai lo stesso un deficiente che ti sposa
Morali che se ne possono ancora trarre:
- anche ammesso che tu riesca in qualche modo a trovare in giro un arcolaio, non giocarci (più in generale: non maneggiare tutto quello che trovi!)
- ricordati che se a una tua festa arriva un ospite imprevisto che dice di non aver ricevuto l'invito, puoi sempre dare la colpa alle poste

Cenerentola
La morale originale: mai capito quale volesse essere, sinceramente ^__^;
Il pessimo esempio: non importa che tu sia una brava persona o meno, l'importante è che tu porti la 42 di vestito e il 36 di scarpe.
Morali che se ne possono ancora trarre:
- non credere a chi ti dice di volerti aiutare, è solo un ruffiano (anche detta: "morale della presunta fata madrina")
- sii puntuale

Raperonzolo
La morale originale: i genitori devono lasciare che i figli crescano
Il pessimo esempio: non c'è niente di male a vendere tua figlia in cambio di qualcosa da mangiare
Morali che se ne possono ancora trarre:
- quando costruisci una torre, ricordati l'ascensore!
- abbi cura dei tuoi capelli, non sai mai quando potrebbero tornarti utili (probabilmente per rimorchiare)

La bella e la bestia
La morale originale: l'aspetto esteriore non è importante, conta quello che si ha dentro
Il pessimo esempio: se un uomo brutto come un colpo ma ricco come Creso di chiede di sposarlo, accetta: qualcuno da portarti a letto al posto suo lo troverai
Morali che se ne possono ancora trarre:
- i fiori non si rubano, neanche se sotto c'è Impulse
- non chiedere regali diversi da quelli chiesti dalle tue sorelle: risparmierai tanti problemi alla gente

Il gatto con gli stivali
La morale originale: non lamentarti di ciò che ti viene donato
Il pessimo esempio: imbrogliare e mentire sono i modi migliori per farsi strada nella vita
Morali che se ne possono ancora trarre:
- non accettare sfide stupide (anche detta: morale del gigante)

Biancaneve
La morale originale: il narcisismo è male, non bisogna essere invidiosi dei propri figli
Il pessimo esempio: anche se sei così deficiente da far entrare non una ma TRE volte una malintenzionata in casa tua (nonostante le evidenti prove del fatto che voglia ammazzarti) sopravvivrai ugualmente e finirai pure per sposarti; se sei carina, non importa con quanti uomini tu abbia convissuto, ne troverai uno disposto a sposarti ugualmente
Morali che se ne possono ancora trarre:
- se hai una figlia che è più bella di te perché ha la carnagione bianca come la neve, per prima cosa metti in serio dubbio la parola di chi la considera bella, poi, anziché cercare di ammazzarla, regalale una vacanza in un centro di bellezza con solarium: la farai contenta e risolverai il problema senza inutili spargimenti di sangue
- solo perché uno specchio riflette, non significa che dica cose sensate
- la frutta di sera è poco digeribile (o anche "preferisci veleni liquidi, non bastano tutti i baci del mondo a farli rigurgitare")

I Tre Porcellini
La morale originale: non pensare solo a divertirti, pensa anche alla tua sicurezza futura
Il pessimo esempio: pensa pure solo a divertirti, l'importante è che tu abbia a portata di mano qualcuno che si sobbarca il lavoro e tu possa sfruttarlo quando sarà necessario
Morali che se ne possono ancora trarre:
- non giocare col cibo (again)
- evita di infilarti in passaggi stretti e angusti se non sai dove sbucano
- non aspettare l'ultimo minuto per fare le cose (altrimenti detta: "le case di mattoni non si costruiscono in un giorno solo")

mercoledì 11 febbraio 2009

Autori Emergenti

Questa, che prelevo dal blog di Federica DAscani, vuole essere una catena con uno scopo, una volta tanto.
---

Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. Qualcuno dice che internet possa aiutare.
Ci sono catene di messaggi che si diffondo all’infinito. Mi sono detto allora che forse una catena potrebbe aiutare a far conoscere qualche autore ancora ingiustamente “poco noto”.
La catena è questa e funziona così: chiunque legga questo messaggio o post, può ritrasmetterlo per e-mail o pubblicarlo integralmente sul proprio blog o altri spazi web.

Accanto al nome di ciascun autore consigliato, tra parentesi, troverete il nome di chi questo autore consiglia. Aggiungeteci il vostro nome, se ritenete che quell’autore possa essere sostenuto. In ogni caso non cancellate dalla lista nessun nome, né degli autori, né di chi li ha sostenuti prima di voi. Se non conoscete un autore lasciate il suo nome in lista così com’è.
Se volete aggiungere un nuovo autore da segnalare, fatelo pure, aggiungendolo in fondo alla lista e, tra parentesi, mettete il vostro nome o il vostro nickname). Potete aggiungere tutti gli scrittori che volete (purché abbiate letto i loro libri!)
Quindi trasmettete il messaggio a quanta più gente potete e in tutti i modi possibili. Indicate all’ultima riga chi vi ha mandato il messaggio o dove l’avete letto.
Ed ora ecco la lista (il numero a destra è un contatore degli "sponsor").

1 Aldo Moscatelli (consigliato da Marco Mazzanti, Monica Caira, Laura Costantini) 3
2 Alessandra Libutti (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza, Monica Caira, Alessandro Bastasi) 4
3 Alessandra Paoloni (consigliata da Antonella Sanna)
1
4 Alessandro Bastasi (consigliato da Nadia Zapperi, Stefania Lovati, Carla Casazza, Claudia Lucchin, Monica Caira, Alice Balbo, Laura Costantini) 6
5 Alessia Margiotta (consigliata da Nadia Zapperi, Carla Casazza, Claudia Lucchin) 3
6 Amanda Gris (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza, Monica Caira) 3
7 Andrea Bertozzi (consigliato da Stefania Lovati) 1
8 Andrea Bonvicini (consigliato da Alice Balbo) 1
9 Andrea Donatangelo (consigliato da Marco Mazzanti) 1
10 Andrea Rossetti (consigliato da Carlo Menzinger, Maeba Sciutti)
2
11 Anna Maria Fabiano (consigliata da Francesco De Francesco) 1
12 Annalisa Fracasso (consigliata da Carlo Menzinger) 1
13 Antonella Sanna (consigliata da Cristina Contilli, Stefania Lovati) 2
14 Barbara Risoli (consigliata da Cristina Contilli, Stefania Lovati, Carla Casazza, Antonella Sanna, Laura Costantini) 5
15 Carla Casazza (consigliata da Flaviocrem, Claudia Lucchin, Monica Caira, Laura Costantini) 4
16 Carlo Menzinger (consigliato da Enrico Matteazzi, Laura Costantini, Cristina Contilli, Carla Casazza, Monica Caira, Flaviocrem, Alice Balbo) 7
17 Carmelo Massimo Tidona (consigliato da Carla Casazza, Alice Balbo)
2
18 Cinzia Ottonello (consigliata da Marco Mazzanti) 1
19 Claudia Bruni (consigliata da Alice Balbo) 1
20 Claudio Martini (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza, Monica Caira, Alice Balbo, Cinzia Pierangelini) 5
21 Cristina Bove (cinzia Pierangelini) 1
22 Cristina Contilli (consigliata da Antonella Sanna)
1
23 Daniele Dimilito (consigliato da Stefania Lovati) 1
24 Daniele Vannini (consigliato da Carlo Menzinger) 1
25 Elisabetta Modena (consigliata da Cristina Contilli, Flaviocrem, Carla Casazza, Claudia Lucchin, Alice Balbo) 5
26 Ennio Gelfi (consigliato da Stefania Lovati) 1
27 Enrico Matteazzi (consigliato da Carlo Menzinger) 1
28 Fabrizio Bandini (consigliato da Marco Mazzanti) 1
29 Federica D’Ascani (consigliata da Antonella Sanna)
1
30 Federico Federici (consigliata da Marco Mazzanti, Maeba Sciutti) 2
31 Francesca Angelinelli (consigliata da Cristina Contilli) 1
32 Francesco Barbi (consigliato da Perflinka, Carla Casazza) 2
33 Francesco Giubilei (consigliato da Marco Mazzanti) 1
34 Franco Tutino (cinzia Pierangelini) 1
35 Frank Spada (consigliato da Carla Casazza) 1
36 Gabriele Pepe (consigliato da Maeba Sciutti) 1
37 Gabriella Saracco (cinzia Pierangelini) 1
38 Gaspare Bitetto (consigliato da Marco Mazzanti) 1
39 Giampietro Stocco (consigliato da Carlo Menzinger) 1
40 Gianluca Valenti (consigliato da Flaviocrem) 1
41 Gianna Campanella (consigliata da Anna Cottini) 1
42 Giovanni Frenda (consigliato da Carla Casazza, Carla Lucchin, Alice Balbo, Alessandro Bastasi) 4
43 Giovanni Molon (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza, Claudia Lucchin, Monica Caira, Alice Balbo) 5
44 Giovanni Nigro (consigliato da Maeba Sciutti) 1
45 Giulia Ghini (consigliata da Carlo Menzinger) 1
46 Giuliana Argenio (consigliata da Carlo Menzinger) 1
47 Giuseppe Antoni (consigliato da Stefania Lovati) 1
48 Giusi Vanella (consigliata da Carlo Menzinger) 1
49 Ianus Pravo (consigliato da Maeba Sciutti) 1
50 Ines Scarparolo (consigliata da Cristina Contilli) 1
51 Kristle Reed (consigliata da Marco Mazzanti, Stefania Lovati, Carmelo Massimo Tidona) 3
52 Laura Costantini e Loredana Falcone (consigliate da Carlo Menzinger, Carla Casazza, Monica Caira, Flaviocrem, Alice Balbo, Cinzia Pierangelini, Maria Lucia Riccioli) 7
53 Laura Gay (consigliata da Cristina Contilli) 1
54 Laura Ruznickova (consigliata da Marco Mazzanti) 1
55 Laura Schiavini (consigliato da Carla Casazza, Monica Caira, Alice Balbo)
3
56 Letizia Bognanni (consigliata da Alice Balbo) 1
57 Lina Anielli (cinzia Pierangelini) 1
58 Lina Dettori (consigliata da Carlo Menzinger) 1
59 Lorenza Caravelli (consigliata da Marco Mazzanti) 1
60 Luigi Romolo Carrino (consigliato da Maeba Sciutti, Francesco De Francesco) 2
61 Luisa Ferretti (consigliata da Carlo Menzinger) 1
62 M.P. Black (consigliata da Carlo Menzinger, Cristina Contilli, Stefania Lovati, Carla Casazza, Claudia Lucchin, Monica Caira, Flaviocrem, Antonella Sanna, Alice Balbo) 9
63 Maeba Sciutti (consigliata da Marco Mazzanti) 1
64 Manuela Mazzi (consigliata da Alice Balbo) 1
65 Marco Mazzanti (consigliato da Carlo Menzinger, Antonella Anzalone, Laura Costantini, Maria Lucia Riccioli) 4
66 Marco Valenti (consigliato da Carla Casazza, Alice Balbo, Flaviocrem) 3
67 Maria Grazia Calandrone (consigliata da Maeba Sciutti) 1
68 Maria Martino (consigliata da Stefania Lovati) 1
69 MariaGiovanna Luni (consigliata da Marco Mazzanti, Maeba Sciutti) 2
70 Mariateresa Biasion Martinelli (consigliata da Cristina Contilli) 1
71 Mariella Bettarini (consigliata da Cristina Contilli) 1
72 Marina Dionisi (consigliata da Marco Mazzanti) 1
73 Marina Pizzi (consigliata da Maeba Sciutti) 1
74 Marisa Zepparelli (consigliata da Marco Mazzanti) 1
75 Massimo Crociani (consigliato da Stefania Lovati, Antonella Sanna) 2
76 Massimo Famularo (consigliato da Alice Balbo, Flaviocrem) 2
77 Massimo Padua (consigliato da Carla Casazza) 1
78 Maurizio Centi (consigliato da Cinzia pierangelini) 1
79 Melita Vicini Mantero (consigliato da Carla Casazza) 1
80 Michela Mamprin (consigliato da Carla Casazza) 1
81 Michele Andreis (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza, Alice Balbo) 3
82 Mirko Venini (consigliato da Stefania Lovati) 1
83 Monica Caira Monticelli (consigliata da Carlo Menzinger, Carla Casazza, Claudia Lucchin, Flaviocrem, Alice Balbo, Laura Costantini, Alessandro Bastasi) 7
84 Paola Boni (consigliata da Stefania Lovati, Carmelo Massimo Tidona) 2
85 Paola Silvia Dolci (consigliata da Maeba Sciutti) 1
86 Paolo Ciampi (consigliato da Cristina Contilli, Monica Caira) 2
87 Paolo Federici (consigliato da Stefania Lovati) 1
88 Pasquale Esposito (consigliato da Gaja Cenciarelli, Maria Lucia Riccioli) 2
89 Pier Paolo Sciola (consigliato da Francesco De Francesco) 1
90 Raffaele Abbate (consigliato da Carlo Menzinger) 1
91 Renato Bergonzi (consigliato da Laura Costantini) 1
92 Renzo Montagnoli (consigliato da Cinzia Pierangelini) 1
93 Rita Amico (consigliato da Carla Casazza, Alice Balbo) 2
94 Roberta De Tomi (consigliato da Carla Casazza) 1
95 Roberto Ritondale (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza) 2
96 Romina Principato (consigliata da Cristina Contilli, Antonella Sanna) 2
97 Rossella Drudi (consigliata da Carlo Menzinger) 1
98 Sean MacMalcom (consigliato da Carmelo Massimo Tidona) 1
99 Sergio Calamandrei (consigliato da Carlo Menzinger) 1
100 Sergio Paoli (consigliato da Carlo Menzinger, Carla Casazza, Flaviocrem, Alice Balbo) 4
101 Silvia Comoglio (consigliata da Maeba Sciutti) 1
102 Simona Lo Iacono (consigliata da Maria Lucia Riccioli) 1
103 Simone Maria Navarra (consigliato da Laura Costantini, Cinzia Pierangelini) 1
104 Stefano Parenti (consigliato da Maeba Sciutti) 1
105 Tito Barbini (consigliato da Flaviocrem, Carla Casazza, Claudia Lucchin, Monica Caira, Alice Balbo) 4
106 Ubaldina Mascia (consigliato da Carla Casazza) 1
107 Vanessa Sacco (consigliata da Marco Mazzanti) 1
108 Vanni Santoni (consigliato da Carlo Menzinger, Cristina Contilli) 2
109 Vera Demes (consigliato da Carla Casazza, Alice Balbo) 2

Twilight

Avevo detto che l'avrei letto, e l'ho fatto.
Ora, il fatto che la trama di un libro si possa riassumere in meno tempo di quanto ci vuole a scrivere che la si sta riassumendo, non è mai un bene...
Bella si trasferisce a Forks. Si innamora, ricambiata, di Edward, ma lui è un "vampiro", c'è un vampiro cattivo che la vuole uccidere, ma viene ucciso e tutti sono felici. Fine.
Vorrei dire che c'è dell'altro, ma non c'è.
Come questa trama possa tenere banco per un volume non esattamente piccolo, è un mistero. Ci vuole davvero di più a spiegare perché Edward, pur definendosi vampiro, in realtà non lo sia, che a dire di cosa parli il libro.
Sulla trama c'è poco da commentare: la Meyer ha scritto un harmony per bigotti, dove il massimo del contatto fisico è un mezzo bacio (OK, meglio dei deliri porno della Hamilton, da questo punto di vista, lo ammetto) e una sequela di "ti amo", "ti adoro", "farei qualunque cosa per te tranne andare al ballo di fine anno" e via dicendo.
Sui vampiri peggio: il "bello e dannato" per antonomasia è diventato bello e basta. Qui i vampiri sono fighissimi, fortissimi, bellissimi, velocissimi, hanno poteri(ssimi) degni dei supereroi e il fatto che bevano sangue è incidentale e per lo più evitabile, basta andare a caccia di orsi e leoni di montagna. Ah, ed evitare il sole. Perché li uccide? No, perché li fa brillare come alberi(ssimi) di Natale. WoW!

Detto questo, di per sé il libro non è che sia scritto male, è una lettura lineare, leggera e poco impegnativa, con una storia che non intriga e non affascina, ma comunque si fa seguire, anche se di eventi degni di nota ce ne sono davvero pochi.
Il personaggio principale, Bella, è una ragazza impacciata, non bella (nonostante il nome) e in generale qualcuno in cui una qualunque adolescente media e complessata (non in senso cattivo, nel senso dei tipici complessi adolescenziali) potrebbe identificarsi... salvo che per qualche misteriosa ragione, nonostante tutto questo, praticamente ogni umano di sesso maschile nella scuola le va dietro come se ce l'avesse solo lei!
In quanto all'altro protagonista, Edward, è perfino più complessato di lei, e questo è preoccupante perché lui sembra un adolescente ma è centenario! Invece per tutto il tempo si comporta proprio come un adolescente brufoloso, a parte che non ha i brufoli, ovviamente, perché è bellissimo!

La Meyer, è evidente, non ha molta familiarità con la rappresentazione delle emozioni, che rende monotematiche all'inverosimile, e quello che lei spaccia come un grande amore a me sembra (e presumibilmente è) una cotta adolescenziale in salsa rossa (vegetale).
Le basi per farne qualcosa ci sarebbero tutte, ma quando si arriva al punto di sfruttarle passiamo alla dissolvenza in nero, in alcuni casi in senso letterale (lo scontro tra i vampiri "buoni" e il cattivo non si vede perché Bella, protagonista e narratrice, è svenuta e quindi non vi assiste; quello che dovrebbe essere un tragico dilemma per Edward, costretto a suggere il sangue dell'amata per salvarla, col timore di non riuscire a fermarsi, viene liquidato in retrospettiva con due battute di dialogo, quando poteva essere una fonte di pathos non indifferente), altre volte scivolando nel ridicolo (qualcosa di riassumibile in: "Oh Bella, stare vicino a te è pericoloso, non so se riesco a resistere alla voglia di morderti... scusa, vieni qui un attimo... ah sì, ci riesco, OK, come non detto.")
Non dubito dell'appeal sul pubblico preadolescenziale, per carità, lo comprendo anche, ma anche per quello credo ci siano libri migliori da leggere.
Tutto sommato non del tutto da cestinare, ma volendolo proprio leggere meglio farselo prestare e risparmiare i soldi.

martedì 10 febbraio 2009

Incomunicabilità at its best

Mi lamento dei colleghi, ma anche frequentando forum ci si trova in situazioni mica da poco... (io sono sempre in corsivo)

"Questa non è una poesia."
"No, infatti. Lo sarebbe togliendo il finale."
"Non puoi dire che è una poesia perché la parola [...] non è del gergo poetico e la figura comica non appartiene all'ambito poetico."
(Ora, ce ne sarebbe da ribattere su queste due stupidaggini appena espresse, ma io taccio e sorvolo)
"Infatti io non ho detto che lo è, ho detto «lo sarebbe togliendo il finale»."
"Sì ma il finale c'è e non si può togliere"
(E io dubito vagamente di questo "non si può togliere", ma tant'è...)
"E chi ha mai detto il contrario?"
"E non puoi dire «se il finale non c'è sarebbe poesia»"
(segue altra serie di congiuntivi cannati che personalmente poco mi cale, ma quello tra virgolette che così sembra una citazione mia non lo reggo, e a questo punto replico anche alle scemenze di prima, non, come sarei tentato, facendo notare che sono scemenze, ma limitandomi a precisare che poesia è semplicemente una composizione in versi, che Dante di parole che niente hanno di poetico ne ha usate, e che esistono poeti per cui la figura comica è un marchio distintivo, come Angiolieri)
"Io non capisco perché tu mi debba rispondere in maniera saccente e arrogante e insistere a dire che quella è una poesia quando non lo è."

Ora, sorvolando sul saccente e l'arrogante (che io traduco in altro modo)... ma quando in tutta la conversazione io ho mai affermato che il testo in oggetto fosse una poesia?

domenica 8 febbraio 2009

Rovine

Rovine (The Ruins) è un film horror tratto da un libro ma che, stranamente, a guardarlo sembra un film horror dozzinale di quelli con soggetto "originale" e svolgimento talmente scontato che si potrebbero guardare solo i primi e gli ultimi dieci minuti e capire tutto lo stesso.
Sia chiaro, non che tutti i film del genere siano da scartare (prendete ad esempio Nightmare: per quanto potesse essere scontato quello che sarebbe accaduto, il gusto stava nel vedere come), e qualcuno si limita anche a sembrare tale ma rivelarsi altro.
Questo no.
Che in qualche modo il binario sarebbe stato quello avrei dovuto capirlo dall'inequivocabile indicatore di "horror ciofeca": il nudo di donna (bionda) gratuito nei primi dieci minuti, segnale quasi sicuro - in alternativa all'altrettanto gratuita scena di sesso iniziale - che il film non ha molto altro da dire.
Per chi non fosse "del settore", sarà giusto specificare che il valore del film è in genere tanto peggiore quanti più punti il nudo assomma in questa scaletta forfettaria:
- solo seno nudo: 5 punti
- si vede anche il sedere: 10 punti
- si vede quasi tutto: 15 punti
- nudo integrale: dimenticatevi la scaletta e cambiate film
- donna bruna: +1 punto
- donna bionda: +5 punti
- donna bionda e scema: +10 punti
- seno piccolo e sodo: -2 punti
- seno medio-grosso: +10 punti
- seno vagamente cascante: +5 punti
- seno cascante e avvizzito: OK, è horror, potete procedere :P

Ma veniamo al film (che per la cronaca totalizzava un 40).
Dei ragazzi sono in vacanza in Messico e decidono di accompagnare un tale (conosciuto sul momento) presso un tempio Maya ignoto ai turisti, dove dovrebbe trovarsi suo fratello, che è archeologo.
I primi 20 minuti del film riguardano la preparazione alla spedizione, discussioni sulla spedizione, mappe della spedizione, ...
Giunti infine al tempio, i nostri vengono bloccati da alcuni indigeni che, dopo un battibecco, uccidono un ragazzo del gruppo senza causa apparente (OK, ammetto che la causa ci sia, ma sul momento non si capisce ed è giusto così) e costringono gli altri a salire in cima al tempio, circondandolo per impedire loro di andarsene.
Qui, i ragazzi dimostrano (cosa che per inciso era già evidente da un pezzo) di essere dei perfetti idioti: prima riescono a buttare uno di loro in fondo a un pozzo calandovelo con una corda danneggiata; poi ne calano una seconda per recuperarlo, ma visto che la corda non basta le suggeriscono di saltare, col risultato che lei si fa male (prevedibile) e che adesso in fondo al pozzo di persone da recuperare ce ne sono due (scontato, ma loro a quanto pare pensavano potesse uscire volando); infine riescono a organizzare una specie di barella, ma comunque senza misurare bene la corda e obbligando quindi i soccorritori a prendere di peso il povero cristo, che ha già la schiena spezzata di suo, con risultati tutt'altro che incoraggianti.
Alla fine si capisce che l'intero problema del tempio è l'edera che lo ricopre, che a quanto pare è viva (sì, esatto, dicono proprio "è viva", come se la cosa fosse anomala) e malvagia (questo almeno è anomalo), e riesce tra le altre cose a muoversi e imitare i suoni facendo vibrare i petali dei propri fiori.
Ora, in un mondo ideale la cosa sarebbe finita lì. I nostri non hanno alcun mezzo di difesa contro la pianta, che è letteralmente ovunque e potrebbe in qualunque momento afferrarli e farla finita.
Ma lo fa? No.
Per la maggior parte di quel che resta del film, a malapena fa dei miseri tentativi, facilmente sventati. La cosa è quasi paradossale quando le due ragazze del gruppo stanno risalendo lungo il pozzo e la pianta malefica, che cresce letteralmente lungo tutte le pareti, si muove solo sotto di loro, non riuscendo mai a prenderle, quando potrebbe facilmente bloccarle da sopra!
Ora, anche sorvolando sull'idea di base, che in fondo in fondo non è malvagia ma tende ad essere piuttosto scema se la si guarda con attenzione (perché gli indigeni non vanno lì con una bella camionata di benzina e fanno arrosto la pianta invece di limitarsi a preoccuparsi che non si espanda - dato che poi è quello il motivo per cui imprigionano i poveri turisti, evitare che portino con sé tralci della pianta fuori dalla zona?), gli eventi suonano abbastanza ridicoli, lasciando semplicemente lo spettatore a chiedersi per quale cavolo di ragione questi tizi sono ancora vivi quando dovrebbero essere morti da un pezzo (il finale tenta di fornirne una, ma ha talmente poco senso che è meglio ignorarla).
Sì, d'accordo, è la scusa per alcune scene vagamente splatter (ma neanche poi tanto), come un'improvvisata amputazione delle gambe di un poveretto, o l'estrazione a crudo di viticci della piantaccia dal corpo di una delle due ragazze, ma sono tutte digressioni inutili, dilungamenti di una fine annunciata.
La pianta, alla resa dei conti, ha il minor conteggio di vittime in assoluto: due membri del gruppo vengono uccisi dagli indigeni, uno viene ammazzato più o meno involontariamente da una delle ragazze, una praticamente si suicida, e l'unico veramente ucciso dalla pianta sarebbe morto lo stesso, con tutti i danni che aveva riportato dalla caduta e dall'amputazione "alla come capita".
Mi resta il dubbio di capire se il film sia semplicemente un adattamento poco riuscito del libro o se anche questo sia così dispersivo. Ma credo che me lo terrò.

sabato 7 febbraio 2009

Insanitarium

Insanitarium è un film pieno di idee geniali.
Jack (Jesse Metcalfe, il John Rowland di Desperate Housewives) è un ragazzo la cui madre è morta e la cui sorella, Lily, è stata internata in una clinica psichiatrica dopo aver tentato il suicidio. Jack non riesce a incontrarla o a parlarle perché le viene impedito.
Ed ecco l'idea geniale numero uno: piuttosto che rivolgersi alle autorità come una persona normale, Jack decide di fingersi pazzo per farsi internare a sua volta e così evadere assieme alla sorella.
La prima cosa gli riesce piuttosto bene (a parer mio già la sola idea sarebbe base sufficiente per l'internamento, se vogliamo) e così Jack entra nella clinica che, strano a dirsi, è piena di pazzi... incredibile!
Qui fa la conoscenza di Dave, un disadattato che sembra sapere come girare in piena libertà per la struttura e che viene sfruttato da Charlie, uno dei sorveglianti, per rubare delle non meglio precisate pillole dalla stanza della capo infermiera.
Dave inizia a sospettare che Jack sia più di quel che sembra quando questi afferma che un calo di tensione potrebbe essere dovuto a un circuito elettrico difettoso.
Eh sì, Dave, che è pazzo ma non scemo, si stupisce che Jack possa sapere tante cose dell'edificio.
Il nesso è chiaro no? Se io dico che un circuito difettoso può causare un abbassamento di tensione, è evidente che ho studiato le piantine dell'edificio in cui mi trovo, lo capirebbe chiunque. E se dico che l'acqua calda scotta sto organizzando una rapina in banca. Lineare.
Fatto sta che, con l'aiuto di Dave, Jack viene a sapere che nella clinica si usano farmaci sperimentali (l'orpheus) e che alcuni pazienti vengono portati al piano superiore e presumibilmente sottoposti a elettroshock. Questo in qualche modo lo tranquillizza, perché decide di svelare il suo inganno e farsi rilasciare, ormai convinto che si sbagliava sul fatto che Lily potesse essere in pericolo (sic!)
Ed ecco l'idea geniale numero due: prima di farsi internare, Jack aveva scritto una lettera in cui spiegava cosa stava per fare, e l'aveva lasciata a casa sua. Deciso di farsi liberare, la manda a prendere, ma quando gliela mostrano c'è solo una riga di farneticazioni, nella sua calligrafia. Jack intuisce che qualcosa non vada e quindi... si mette a fare il pazzo per non farsi internare di nuovo.
Vi lascio immaginare come vada a finire...
Intanto, il primario della clinica sta effettivamente usando i pazienti per sperimentare l'orpheus, che scopriamo non essere un farmaco ma un ritrovato della nanotecnologia, il cui scopo è quello di eradicare la personalità di un individuo e far emergere il suo cervello rettile (da qualche geniale traduttore ribattezzato "cervello della lucertola") per poi curarlo dalla follia (idea geniale numero tre).
La cosa, evidentemente, non funziona troppo bene, visto che i pazienti diventano violenti e assetati di sangue, ma a quanto pare questo non lo impensierisce più di tanto.
Jack decide di tornare al piano originario, si fa aiutare da Dave a raggiungere la stanza della capo infermiera e lì prende una tessera magnetica per poter aprire le varie porte. Mentre i due sono lì, scatta l'idea geniale numero quattro: gli sceneggiatori decidono che sia il caso di far entrare Charlie, il sorvegliante, che per poco non li scopre.
Vi chiedete che abbia di geniale la cosa? È presto detto.
Vi ricordate cosa Charlie chiedeva a Dave di fare per lui? Rubare pillole dalla stanza della capo infermiera. Quella stessa stanza a cui lui ha evidentemente libero accesso, perché ci entra durante il suo giro di ronda. Quindi non solo poteva prendersi le pillole da solo, ma anche facendole prendere a un altro rischia il posto, dato che è compito suo sorvegliarla! Se non è puro genio questo...!
Una nota a margine merita l'appunto di Dave a Jack sul "non mettere niente fuori posto" perché la capo infermiera "è un falco". Evidentemente i falchi sono soliti notare se qualcosa si sposta ma non se qualcosa (tipo le pillole o una tessera magnetica) sparisce del tutto.
La situazione in clinica è sempre più fuori controllo, l'orpheus sembra essere mutato ed essere diventato contagioso, il dottore continua allegramente a non preoccuparsi, i pazienti sono più pazzi del solito e Jack decide di rubare le chiavi a Charlie (non è vero, lo fa fare a Dave) e liberare finalmente sua sorella.
Il dottore però lo vede sui monitor e per fermarlo decide (idea geniale numero cinque) di causare un corto circuito che fa saltare la corrente nell'intero edificio.
Qui sono indeciso se la prossima sia l'idea geniale numero sei, in quanto la si vede dopo, o la "meno uno", dato che evidentemente chi l'ha avuta l'ha fatto molto prima dell'arrivo di Jack. Sia come sia, scopriamo che in assenza di corrente elettrica, nella clinica si chiudono tutte le porte normalmente usate dal personale, nonché le uscite, ma in cambio si aprono tutte le porte delle celle di isolamento dove sono tenuti i pazzi più pericolosi (che comunque, a onor del vero, non sembrano un granché peggio di quelli che invece girano liberi).
Jack, Dave e Lily si ritrovano ad affrontare un'orda di pazzi sanguinari, armati solo di un tubo di ferro e un taser (che si ostinano a chiamare teaser), e ovviamente hanno la meglio senza particolari problemi. L'unica vera minaccia viene da un uomo con cui Jack si era già scontrato, e di cui si libera conficcandogli un bisturi nel collo.
I tre riescono a entrare nell'ascensore, andare al piano di sopra e poi bloccare i comandi così che nessuno possa più usarlo per scendere (cosa poi gliene importi di impedire alla gente di scendere non è chiaro, ma è ancora meno chiaro come Jack blocchi i comandi semplicemente strappando via la pulsantiera, cosa che ha fatto anche al piano di sotto per mettere in funzione l'ascensore).
Tra un omicidio e l'altro, i nostri cercano l'uscita e diviene evidente che la clinica è stata costruita da un pazzo in grado di distorcere le dimensioni. Infatti, dato che le porte sono bloccate, è necessario uscire dalla cucina, dove ci sono delle scale che portano fuori (alla faccia della sicurezza), ma in realtà una volta in cucina il trio si ritrova nella stanza della capo infermiera (anche lei infettata) e assoda che per uscire deve raggiungere il tetto, il che implica salire fino al quarto piano attraversando l'area di isolamento che è nel sotterraneo (fila tutto, vero?), comunque non prima di essere passati nello studio del dottore a prendere la sua pistola (la cui utilità è terribilmente relativa, specie considerando che sono ormai armati di coltelli, "teaser" e ogni genere di corpo contundente).
Così, Jack & Co. tornano alle celle di isolamento dove devono uccidere di nuovo i pazzi che avevano già ucciso, incluso quello ammazzato da Jack col bisturi che non solo è vivo ma è ferito ovunque tranne che nel punto in cui tale bisturi gli era stato infilato...
Dopo un'altra serie di giri senza senso (inclusa un'arrampicata lungo lo scivolo della lavanderia - che non si sa perché finisca nell'area di isolamento e non in lavanderia - da cui riescono a uscire usando l'unico portello che si apre verso l'esterno e può dunque essere bloccato, laddove tutti gli altri si aprivano verso l'interno) e l'inevitabile scontro finale col dottore, che viene legato e lasciato in compagnia di uno dei pazzi, Jack e Lily riescono a uscire e vengono intercettati da un'auto della polizia. I due agenti (idea geniale "ho perso il conto") decidono quindi di andare a bussare alla porta della clinica per vedere se serve aiuto. Viene aperto loro dal dottore, che non si sa come è ancora vivo e si comporta come se niente fosse, dopodiché tutti i pazzi (stante che ormai dovrebbero essere morti praticamente tutti, ma tant'è...) escono, già che ormai la porta è aperta (sì, OK, il dottore l'ha aperta dall'interno senza problemi, per cui evidentemente potevano farlo pure loro, ma aspettavano che lo facesse lui) e scappano via in tempo perché arrivino i titoli di coda.
Geniale!

mercoledì 4 febbraio 2009

Incomunicabilità - parte seconda

L'epopea delle e-mail non finisce mai...
Oggi mi arriva un collega con la stampa di un'e-mail che ha ricevuto su web ma non direttamente sul PC.
Premessa: da qualche tempo ho attivato ad alcuni colleghi delle caselle su web che sono in effetti dei doppioni di quelle che vengono scaricate dal mailserver, e che loro usano quando sono in trasferta per poter controllare la posta a distanza (anche le altre sono controllabili via web ma, appunto, vengono scaricate dal mailserver, quindi le troverebbero vuote). Tali caselle sono attive solo quando servono, altrimenti si intaserebbero inutilmente, e hanno degli indirizzi di comodo per la gestione interna.
Fatto sta che la mail in questione era appunto stata mandata all'indirizzo di comodo, ragion per cui era arrivata direttamente alla casella web-only senza passare dal via (d'altra parte è pur vero che in genere gli indirizzi di comodo sono il cognome dell'utente seguito dal dominio, quelli ufficiali sono preceduti dall'iniziale del nome e da un punto, ammetto che l'errore sia possibile da parte del mittente, specie se gli si dice male l'indirizzo e se è uno dei nostri clienti...).
Lo faccio notare.
Risposta "E non dovrebbe arrivare anche sul PC visto che comunque il dominio è lo stesso?"
Ah, be', certo, infatti se io mando una mail indirizzata a primofessochecapita@<miodominio>.it, arriva sul tuo PC perché il dominio è giusto, non fa una grinza. Non vorrei essere nei panni di un utente di libero.it però.
"No, guarda, quello è proprio il tuo indirizzo su web, se la mandi lì arriva lì e basta. Neanche tutte le caselle catch-all del mondo me la intercettano solo sulla base del fatto che comunque il dominio è quello (e ci mancherebbe)."
Replica "Vabbe', ma il server non la dovrebbe scaricare lo stesso?"
Ecco, infatti. Io creo una casella che non viene scaricata dal server apposta perché avete bisogno di leggere le mail da dovunque siate, poi però la faccio comunque scaricare dal server casomai qualcuno mandi lì una mail per sbaglio. Ha senso. Non so in quale universo parallelo, ma ha senso.
"Però c'è sempre un problema!"
E su questo, sinceramente, non so come dargli torto. Anzi, no... ce n'è anche più d'uno considerato che lavoro con altre 53 persone oltre lui...

Merlin

Solitamente io sono piuttosto bene informato sui telefilm d'oltreoceano (o d'oltremanica), ma l'arrivo di Merlin su Italia Uno mi ha preso, all'epoca, alla sprovvista: non ne avevo mai sentito parlare.
Tutto sommato mi rendo conto che forse un motivo c'era...
Merlin essenzialmente si prende la briga, nell'intento, di seguire le avventure di un giovane Merlino che ancora deve prendere piena consapevolezza (e controllo) dei propri poteri e del proprio destino.
Nell'intento, dicevo.
Nella realtà, si tratta delle avventure di qualcuno che si chiama Merlino e la cui vita è costellata di luoghi e persone che in maniera alquanto incidentale hanno i nomi di altrettanti luoghi e persone del ciclo arturiano, ma che stanno a tale ciclo più o meno (anzi, meno) come le vicende di "Smallville" stanno a Superman.
Merlino arriva da giovane a Camelot (che in quel periodo non dovrebbe esistere però, essendo stata fondata da Artù dopo che è diventato re) dove la magia è proibita per ordine del re Uther Pendragon. Qui conosce Gaius, il medico di corte (che almeno è un personaggio creato apposta) e Artù, principe ereditario (che???), di cui diviene il servitore dopo una serie di eventi. A palazzo vivono anche Morgana - figlia adottiva di Uther e priva della benché minima parentela con Artù - e Gwen... ovvero Ginevra, figlia di un fabbro, mulatta(!) [Ed è ancora niente, c'è gente di colore tra le schiere dei cavalieri!!! Nell'era di Artù?!?] e serva personale di Morgana.
Ora... il telefilm in sé non è malvagio, le avventure vissute dai personaggi sono divertenti e discretamente appassionanti (salvo un dettaglio su cui torno dopo), le caratterizzazioni quasi sempre ben riuscite, gli attori piuttosto bravi anche se non li avevo mai visti prima (salvo Uther, che è il Giles di "Buffy")... insomma, l'avessero chiamato "Le strabilianti avventure di Peppino" e eliminato gli inutili riferimenti fuori luogo al ciclo arturiano, sarebbe stata una buona produzione, ma così com'è...
Merlino, in quanto tale, è ridicolo. È un giovanotto sprovveduto e pasticcione con un terrificante caso di orecchie a sventola, capace di fare più danni di quante cose risolva e dai poteri stranamente in involuzione (all'inizio della serie non sa niente di magia ma riesce a fare incantesimi semplicemente volendolo; da metà della prima puntata in poi, senza un libro di incantesimi e una formula non combina praticamente nulla).
Artù è un giovinastro presuntuoso, che migliorerà col tempo ma che di sicuro se mai dovesse davvero provare a estrarre la spada dalla roccia (ma non c'è rischio, non esiste) non ci riuscirebbe.
Morgana è piatta e inutile per la maggioranza del tempo, quando non lo è non si capisce esattamente cosa voglia e per quale ragione.
I personaggi non arturiani finiscono con l'essere i migliori: Gaius, mago pentito, Nimue, maga dal passato oscuro (e dalle idee poco chiare...) e causa dell'esilio della magia (ma non esattamente per colpa sua), il drago che cerca di pilotare le scelte di Merlino... e qui, in effetti, nasce un altro problemino indipendente dall'ambientazione forzata: il destino.
C'è uno stranissimo concetto del destino in tutta la serie. Più volte viene detto che una data persona è destinata a fare questo o quello, tuttavia pare che se tale persona non si sforzi (e tanto) corra il rischio di non riuscire a farlo.
Quindi se ne consegue che: o il destino non è scritto, si può cambiare (meglio ancora, a quanto pare si cambia da solo se non ci si impegna a evitarlo), e di conseguenza tutta la storia non sta in piedi perché è sul destino congiunto di Merlino e Artù che si basa gran parte delle vicende, oppure è scritto, e in tal caso non si capisce perché tutti si preoccupino del fatto che, ad esempio, Artù possa morire (se è destino che regni su Camelot non morirà, punto, inutile dannarsi).

La stranezza più grande è che tutto ciò viene da una produzione inglese, e ci si aspetterebbe che i britannici avessero un po' più di rispetto per i propri miti, che peraltro non hanno questo gran bisogno di essere romanzati, essendo piuttosto avventurosi già per conto loro.
Comunque, si può sempre tentare di dimenticarsi chi i personaggi dovrebbero essere, prenderli per quello che sono e guardarsi la serie ugualmente.

martedì 3 febbraio 2009

ESPERIMENTO - 3 cose che...

Questo è un post a scopo sperimentale.
Dato che ci sono sempre in giro per la rete catene di vario genere, mi ponevo un quesito esistenziale: ma come nascono? Come e quanto si diffondono? Quanto possono diramarsi a partire dalla radice iniziale?
Con questa pseudo-catena tento di darmi la risposta, ovvero di vedere se, da un blog minimalista e relativamente poco seguito come questo, possa una semplice catena diffondersi a macchia d'olio.
Per questo, la catena avrà...

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3 REGOLE

1) Copiare tutto il testo della catena, da "3 REGOLE" alla fine
2) Ovviamente, modificare le risposte secondo le proprie scelte
3) Inserire un commento nel blog da cui si è presa la catena, dicendo di averla fatta e dove la si è pubblicata (link please ^_^)

3 COSE CHE AMO
-- Leggere
-- Scrivere
-- Scambiare opinioni con gli amici

3 COSE CHE ODIO
-- L'ipocrisia
-- La gente che non sa quello che dice ma è comunque convinta di avere ragione, a dispetto dell'evidenza del contrario
-- I litigi inutili

3 COSE CHE DESIDERO
-- Più tempo, e più voglia di usarlo costruttivamente quando ce l'ho
-- La possibilità di parlare con qualcuno senza dover soppesare ogni parola
-- La sicurezza di non essere frainteso

3 COSE CHE TEMO
-- Le siringhe (o meglio gli aghi delle siringhe)
-- L'altezza (lieve forma di vertigini, in realtà)
-- L'acqua (intesa come quella in cui si nuota; per bere, cucinare e lavarsi va benissimo ^_^)

lunedì 2 febbraio 2009

25 cose su di me

Prelevo da Fed questa catena che in effetti nasce su FaceBook ^__^

Regole: dovete scrivere una nota con 25 cose a casaccio su di voi; fatti, abitudini, obiettivi raggiunti.

1) Non riesco mai a dormire abbastanza

2) Per me leggere è una necessità fisiologica

3) Mi piacerebbe infinitamente riuscire a scrivere tutte le storie che ho pensato nella mia vita, ma quando mi ci metto finisco sempre per scriverne altre che non avevo ancora pensato

4) non mi piace il contatto fisico, soprattutto con gli sconosciuti. (sì, è un copia/incolla dalla 4 di Fed, ma comunque è vero ^_^)

5) Ho sempre dietro un ombrello, ma non lo uso praticamente mai

6) Ho 48 di piede (e trovare le scarpe è sempre un'avventura)

7) Sono del tutto o in (gran) parte autodidatta nella maggioranza delle cose che so fare

8) Mi piacerebbe da matti saper disegnare, ma proprio non fa per me

9) Non so nuotare né andare in bici e sinceramente non me ne potrebbe interessare di meno

10) Ho una marea di collezioni incomplete e ben poco ordinate, che includono monete, francobolli, puffi

11) Adoro gli animali e tutte le loro peculiarità, fin da piccolo

12) La mia mente è un repositorio di informazioni inutili, che però riesco sempre a tirare fuori al momento opportuno per fare bella figura :P

13) Studio l'inglese da quando avevo 5 anni e sembra che questo sia strano, mah!

14) Per alcune cose sono un maniaco dell'ordine, per altre il caos personificato.

15) Adoro i computer e la tecnologia in generale, il che non sempre è un bene (cessa di esserlo quando un mucchio di persone cominciano a chiamare te per ogni problema senza peraltro saperti dire che problema hanno)

16) Fino a 18 anni fa pesavo uno sproposito, ma non saprete mai quanto

17) Sono perseguitato dal numero 29

18) Mi dà un fastidio tremendo la gente che pretende di saper fare cose che neanche sa dove stiano di casa, o si mette a fare (male) cose che non le competono, incasinandomi la vita e il lavoro.

19) Sono fondamentalmente un asociale, almeno finché non mi si conosce, ma bisogna impegnarsi per farlo

20) Ho un ottimo senso dell'osservazione e un'ottima capacità di passare inosservato (una combinazione pericolosa, lo ammetto)

21) Alle volte sono pedante, anche se mi sforzo di evitarlo.

22) Sono un maniaco delle cose inutili, nei miei cassetti e armadi c'è sempre qualche oggetto di natura imprecisata che altri avrebbero buttato via e io invece conservo pensando che un giorno mi servirà a qualcosa, anche se non so cosa.

23) Di solito arriva il giorno in cui le cose inutili che conservo mi servono a qualcosa. :P

24) Ho la mania del tempo e della sincronicità, nonché un senso del tempo abbastanza sviluppato (in genere la mattina riesco a dire che ore sono senza guardare l'orologio, e intendo ore e minuti)

25) Adoro alcune tematiche narrative (e non), ovvero gli specchi, i sogni e i viaggi nel tempo (riallacciandomi anche alla 24)

domenica 1 febbraio 2009

Birth Rite - Dono di sangue

È decisamente periodo di film (come spesso succede quando dovrei fare delle cose ma proprio non riesco a mettermici e ripiego sulla "cinematografia"), così ho allietato il mio pomeriggio domenicale con un altro capolavoro horror, Birth Rite, al cui confronto il montaggio di Subspecies merita l'oscar.
Ma andiamo con ordine...
L'inizio del film lascia già poche speranze sulla prosecuzione. C'è una presunta congrega di streghe che non sta facendo assolutamente niente a una bambina, Rebecca, figlia dei due capi della congrega, quando due tizi, che non si capisce bene chi siano e che vogliano, entrano ad armi spianate per impedirgli di continuare a fare quello che non stanno facendo.
L'unico tizio vestito di nero dell'intera congrega sbuca da sotto il tavolo (e no, non so che ci facesse sotto il tavolo) e scappa, scatenando un accidentale conflitto a fuoco (molto unilaterale, visto che le streghe sono disarmate) in cui l'intera congrega viene sterminata. Solo la bambina si salva.
Il tipo in nero tenta di portarla via, ma uno dei due armati la prende, perciò lui schiocca le dita e scompare(!). Il tipo decide di adottare la bambina visto che le ha ucciso i genitori (carino da parte sua).
Dopo questa edificante (e non so quanto plausibile) premessa, parte una sigla digitale con fiamme e simboli satanici, incluso il famosissimo simbolo magico solitamente adoperato per evocare l'Enterprise del Capitano Kirk (che potete vedere qui accanto)...

La narrazione riprende dodici anni dopo, il giorno del diciottesimo compleanno di Rebecca, che riceve in regalo un ciondolo da Erin, la sua sorellastra. A scuola, Rebecca vede il tipo in nero e le sembra di riconoscerlo. Lui prima sta a mezz'aria, poi appare e scompare nella sua classe, ma la sua principale preoccupazione è ricordarsi perché lo conosce, il resto è ordinaria amministrazione.
In effetti, però, nel mondo in cui vive Rebecca evidentemente i fenomeni paranormali non sono niente di che. Ne abbiamo la dimostrazione poco dopo quando lei va a trovare il consulente scolastico, che le porta due dolci con tanto di candelina per festeggiare. Lei soffia, il consulente prende uno dei dolci e lo mette sulla scrivania, nel piatto ne resta uno ma... attenzione! Ogni volta che il piatto verrà inquadrato da quel momento in poi conterrà sempre DUE dolci, fermo restando che il dolce spostato sulla scrivania è ancora sulla scrivania e non è tornato nel piatto. Che sarà mai un uomo che scompare al confronto dei dolci che si rigenerano?
Così come è evidentemente irrilevante il fatto che poco dopo Rebecca riveda il tipo (che scopriamo chiamarsi Roman) circondato dai suoi compagni di classe (di Rebecca, non di Roman) impiccati. La cosa non la tange, infatti lei è più interessata a sapere che Roman conosceva i suoi genitori e che abbia un regalo da darle. Solo per la cronaca, gli impiccati scompaiono poco dopo e non è morto nessuno, che giocherelloni questi sceneggiatori!
Per farla breve, Roman porta Rebecca a vedere il passato e il rito che si stava compiendo quando i suoi genitori sono stati uccisi (che, spiega, era per renderla ufficialmente parte della congrega), ma, per inspiegabili ragioni, si ferma poco prima che si possa vedere chi li ha uccisi. Poi le spiega che lei è la "Gran Dama", figlia di due stregoni puri, e che per questo sarà potentissima, e le dà un ciondolo che dovrebbe concentrare i suoi poteri.
In effetti, subito dopo Rebecca riesce a far dondolare altalene e girare palloni con la forza della mente (perché poi nei film stregoneria = telecinesi non lo capirò MAI).
Roman la avvisa anche che deve rimanere pura finché il suo addestramento (che per inciso non inizierà mai) sarà completo.
Quella stessa notte, però, Roman si materializza nella sua stanza mentre lei dorme, e si scopre che il suo vero scopo è sacrificarla mentre è ancora vergine (chi poi gli abbia detto che lo è resta un mistero) a tale Astorath, venendo fortuitamente interrotto da Erin.
Sarebbe anche uno sviluppo interessante, se non fosse che dopo questa singola occasione non se ne parlerà più per tutto il film.
È abbastanza evidente che il talismano dà un po' alla testa a Rebecca, perché lei prima costringe un suo compagno di classe a tagliare la gola a un'altra (perché la stavano deridendo, e passi), poi tenta di stuprare e infine uccide il consulente scolastico (per nessuna ragione al mondo). Infine, tornata a casa, trova suo fratello Alex (fratellastro, chiaramente) e usa i suoi poteri per convincerlo a fare l'amore con lei (cosa che quindi poteva fare anche col consulente scolastico... mah!)
Qui scopriamo che per fare sesso nel mondo di Rebecca ci si deve vestire. Infatti Rebecca trova Alex nudo, i due fanno sesso, ma quando sentono rientrare i genitori lui salta fuori dal letto e ha i boxer.
Sconvolta (non si sa da cosa, forse dai boxer?) Rebecca va a cercare Roman che le dice che ora non è più pura (ma va'?) e che per tornare tale deve uccidere Alex, altrimenti non riavrà i suoi poteri.
Non che la cosa sembri essere un gran danno, visto che non li ha persi neanche un pochino.
Lei cerca un escamotage, tipo tornare indietro nel tempo, ma Roman prima le dice che non si può cambiare il passato, poi dice che si può ma la cosa le toglierebbe i poteri, infine afferma che farlo la ucciderebbe. La coerenza prima di tutto.
In concreto, poco dopo Rebecca dimostra di avere poteri più forti che mai quando uccide una ragazza la cui amica rideva di lei (sì, esatto, l'amica rideva di lei e Rebecca uccide l'altra) facendola risucchiare dalla tazza del cesso, pardon my French. Questo comunque non prima di farci scoprire un'altra peculiarità de "Il magico mondo di Rebecca", dove le donne fanno pipì sedute, sì, ma senza abbassarsi i pantaloni.
Tornata da Roman (no, non sono io che non do una sequenza logica degli eventi, sono proprio messi assieme così nel film) Rebecca si lamenta del fatto di ammazzare la gente (come se qualcuno l'avesse costretta, poi) e dice di non voler essere la Gran Dama, con Roman che le spiega che non è possibile (cosa che si ripeterà più e più volte).
Poi Roman se ne esce con un'ennesima nuova versione: il rituale era in realtà il loro fidanzamento e loro due sono destinati a sposarsi e governare insieme (governare cosa resta ignoto). Di conseguenza, se la porta a letto.
Durante l'amplesso tira fuori un mortaio che contiene lo "stucco sacro" (sic!) del quale vi risparmio gli ingredienti, affermando che serve a sugellare la loro unione, e poi lasciando perdere l'argomento.
Infine convince Rebecca a uccidere Alex e le spiega il rituale (simpaticamente stampato su fogli A4) che dovrà usare. Stampato, devo dire, molto largo, perché le dà due o tre fogli ma si scopre poi che si tratta di tre frasi.
Mentre io sono lì a domandarmi cosa sarebbe successo se Rebecca avesse ucciso subito Alex prima che lui si ricordasse di dirle che c'era un rituale, lei torna a casa, addormenta i genitori (e qui ha ormai capito che il suo padre adottivo ha ucciso i suoi veri genitori ma non gliene frega niente, dopotutto non ha un'amica che abbia riso di lei), si sbarazza del ciondolo regalatole da Erin e uccide Alex dopo avergli legato i polsi con una frusta con la scusa di fare sesso.
Questo ci fa capire tante cose...
1 - Rebecca è deficiente (può immobilizzare le persone con la forza del pensiero, ma ha bisogno di legare Alex per tenerlo fermo)
2 - Rebecca non ha chiaro il ruolo della frusta nei giochini sadomaso
3 - Alex è più idiota di Rebecca, perché pur avendo solo i polsi legati (e non dietro la schiena o alla testiera del letto ma semplicemente tra loro), non riesce a togliersi di sopra sua sorella o fermarla mentre fa finta di pugnalarlo (non che l'idea sia che sta facendo finta, ma se una sfiora la pelle di un tizio con la punta di un coltello disegnando ghirigori, a me non sembra esattamente che lo stia pugnalando, a voi non so...)
Erin arriva, ma troppo tardi. Rebecca la sbatte telecineticamente contro il muro e se ne va da Roman, per celebrare il loro matrimonio. Qui i due si segnano reciprocamente la fronte con lo stucco sacro (salvo che Rebecca non lo prende, e infatti quando passa il dito sulla fronte di Roman non lascia traccia). Lo stucco, oltre che sacro, è anche magico, visto che appare, scompare e/o cambia aspetto a ogni nuova inquadratura.
Intanto Erin si è ripresa. Arriva, spegne una candela (sì, sul serio) e poi cerca di aggredire i due con un candelabro di cui anche un moscerino riderebbe, ma Rebecca se ne accorge e usa i suoi grandi poteri per... uh... farla uscire a marcia indietro dalla stanza. Così Erin scopre di essere un vampiro, mette su un allevamento di puffi bulldog e tutti vivono felici e con... ah, no, in effetti no, ma l'avrei preferito.

Qualche scemenza più tardi, Rebecca va a farsi la doccia e si toglie il talismano. Erin entra e lo prende, ustionandosi al solo contatto e ritrovandosi costretta a tenerlo per la catena. Ovviamente non sa che l'ustione è un potere monouso, infatti dopo continuerà a maneggiarlo senza alcun problema.
Le sorelle si confrontano, Erin ricorda a Rebecca di volerle bene e le mostra il ciondolo che le aveva regalato. Rebecca sembra convincersi e Roman tenta di ucciderla.
A quel punto Erin interviene.
Senza assolutamente nessuna ragione, butta il talismano da un muretto nel campo da tennis sottostante e poi corre a riprenderlo(!).
Qui segue una delle scene più insensate dell'intero film: Roman corre dietro a Erin e i due iniziano ad affrontarsi a colpi di capriole e arti marziali.
Sì, Roman è uno stregone e può teletrasportarsi quando e come gli pare, ma insegue Erin a piedi e cerca di fermarla a calci e pugni!
Vabbe'...
Roman viene malmenato, poi si riprende, uccide Erin ma nel farlo perde il talismano che finisce nelle mani di Rebecca. Questa decide di usarne il pieno potere per riportare indietro il tempo e annullare tutto ciò che ha fatto, poi stramazza a terra morta.
Sì, esatto, ha riportato indietro il tempo, annullato tutte le azioni sue e di Roman, ma l'esito degli eventi non è cambiato di una virgola e lei è comunque lì in cortile con Erin (viva) e Roman.
Roman va via con il talismano. Erin si avvicina a Rebecca e le toglie dal collo il ciondolo che le aveva regalato (e che lei non aveva al collo, visto che l'aveva buttato via e Erin stessa l'aveva recuperato senza restituirglielo), Rebecca si alza (l'idea è probabilmente che scompaia, in realtà si alza e dopo non c'è più) poi arriva Alex e si scopre che non ha idea di chi sia Rebecca, e Erin è l'unica a ricordarlo.
Ah, non proprio, la ricorda anche Roman, che sta in piedi sopra il tetto, fa una battuta stupida e afferma che dovrà trovare un'altra occasione, o qualcosa del genere, lasciando la strada aperta per un sequel che non vedo l'ora di... uh... che stavo dicendo?