giovedì 15 gennaio 2009

I Misteri dell'Unico

No (per chi lo conosce) non Oon.
E no (più o meno per chiunque) non il modello per la dichiarazione dei redditi.
No, in realtà mi riferisco al famigerato Libro Unico che chiunque abbia a che fare con la gestione del personale o delle paghe come il sottoscritto sta sentendo nominare da parecchi mesi e chi no... be', meglio per lui.
Non mi metto qui a spiegare in dettaglio come questo libro unico vada a far sparire ben due antipaticissimi altri libri che le aziende erano tenute a compilare (leggasi: che IO ero tenuto a compilare nella mia), o perché a me torni tanto comodo visto che in pratica lo usavo ante litteram. Neanche mi metterò a divagare sulle parti oscure di tale libro, che in fin dei conti sono ben poche.
In realtà, il titolo nasce dal fatto che la mia mattinata di oggi mi ha visto recarmi con mezzo proprio (si fa per dire) a Bari per un incontro patrocinato da Il Sole 24 Ore in cui si sarebbe dovuto parlare del Libro Unico e di tutto quanto vi gravita intorno.
L'incontro avrebbe dovuto iniziare alle 9.00, dopo la registrazione dei partecipanti.
Io ero lì alle 8.15 (no, non per fare il figo, i treni quelli sono...)
Alle 9.45, si stava ancora iniziando a pensare di cominciare "i lavori".
Alla fine si inizia e la relatrice, per carità preparatissima, inizia a parlare, introduce l'argomento (ripetendo essenzialmente lo stesso concetto cinque volte di fila) e poi inizia a discutere di tutt'altro.
Arrivate le 11.15, chiede se vogliamo fare 5 minuti di pausa o "continuare il discorso sul Libro Unico". Personalmente nessuna delle due, io avrei voluto iniziarlo, il discorso!
Si opta per i 5 minuti di pausa e quindi, poiché la matematica, come dico sempre, è un'opinione, si riprende alle 11.30 circa. E no, non si parla di Libro Unico, se non di sfuggita.
La relatrice aveva una presentazione Power Point con circa 50 diapositive. Ne abbiamo viste, forse, 5, prese a caso nel mucchio.
Arrivata l'ora di chiusura, dopo altri commenti sul "continuare" il discorso che "continuava" a non essere mai stato iniziato, ho assodato di aver in effetti appreso due cose che ancora non sapevo, ma una per sbaglio (infatti non riguardava il Libro Unico neanche di striscio) e una per caso (quando stavamo praticamente uscendo si è ricordata di una cosa che non aveva detto e che in effetti non sapevo... il punto è che non ho capito quali siano quelle che invece si era ricordata di dire).
La sostanza è che alla fine mi farò comprare il libro (scritto sempre da lei) e me lo leggerò, perché sono comunque convinto che tutte le cose di cui non ha parlato oggi lì ci siano. Però potevo risparmiarmi una mattinata e farlo direttamente.

Dettaglio positivo: tra attese e pause varie, e nonostante mi sia letto l'intero speciale di Guida al Lavoro dedicato all'incontro, scartando solo le parti completamente estranee al mio campo, ho quasi finito il romanzo che sto leggendo. ^__^

5 commenti:

Fed ha detto...

bene, questi incontri di lettura sono sempre una cosa positiva.
Ah, perché non era un incontro di lettura?

CMT ha detto...

LOL!
In realtà di solito lo sono sul serio... il tipo di turno proietta le slide e le legge come se noi non fossimo capaci di farlo da soli. Questa, se non altro, parlava senza neanche guardarle (d'altro, OK, ma parlava ^__^)

Pierpaolo ha detto...

Guarda, nulla di più normale per incontri/conferenze del genere. A memoria, nel 90% di quelle a cui ho partecipato, si finisce per fare più di coffee break che di dibattito e si torna a casa, magari dopo aver sbafato qualche dolcino, ma con poche notizie utili.
Cosa buona è, al massimo farsi recapitare eventuali slides e vedersele poi con calma.

CMT ha detto...

Beato te che vai agli incontri col coffe break allora, almeno danno un senso alla cosa. ^__^

Pierpaolo ha detto...

beato talvolta, non sempre. in genere ho notato che ci sono individui che non aspettano altro che tale pausa per ingozzarsi a più non posso piazzandosi davanti al famigerato buffet per poi non spostarsi manco fossero parenti di Blob della Confraternita dei mutanti malvagi.