martedì 25 maggio 2010

STICCON: diario di viaggio - day three

L'essermi biecamente infiltrato nello staff della sala giochi ha, nel bene o nel male, cambiato alcune delle costanti delle mie STICCON, da quelle alimentari già citate (lo Sporting mi è mancato, ma c'è anche da dire che avrei dovuto andarci da solo quest'anno e non sarebbe stato molto gradevole comunque), alla durata della mia presenza serale, alla mia consuetudine di entrare il Giovedì sera al solo scopo di prendere il classico "kit di benvenuto" e portarlo via per non dover girare con le mani piene, tutto il giorno successivo, al cercare (senza successo) di fare gli eventuali acquisti (e la pesca di beneficenza) all'ultimissimo minuto per la medesima ragione, al girare sempre e comunque con una bottiglietta d'acqua in mano (cosa che è comunque successa ma sporadicamente)... insomma, mi ha essenzialmente permesso di avere le mani libere depositando in un cantuccio le mie cose invece di portarmele a spasso per la convention. Questo, tra l'altro, mi ha permesso di non perdermi il programma (come l'anno scorso) né distruggerlo per eccessiva manipolazione (come tutti gli altri anni). Non ha, però, cambiato il fatto che mi svegli sempre troppo presto durante la permanenza a Bellaria.
Così anche Sabato mattina (e perfino Domenica in effetti) i miei occhi si sono aperti, volente o nolente, a un orario quasi antelucano, e ho passato il tempo a girare tra i (pochi) canali della TV montata a parete, visto che era decisamente troppo presto per qualunque altra cosa ed era chiaro che di riaddormentarsi non se ne parlava proprio.
Raggiunto un orario più civile ed effettuate le dovute abluzioni, indosso la polo della Nautilus e scendo per la colazione... ritrovandomi davanti proprio l'equipaggio della Nautilus intento a fare la stessa cosa (ho scoperto poi che erano alloggiati al President, l'albergo accanto, che però già sapevo si appoggiasse a quello dove stavo io per la colazione). Il tempo di scambiarci i saluti e spiegare il perché della mia irreperibilità della sera prima e ci diamo l'arrivederci in STICCON. Loro mi informano che, evidentemente in preda a una piccola crisi di baglionite (chi può capire capirà) saranno davanti al centro alle 9.00... non si sa bene a fare cosa visto che, come mi premuro di far notare, la convention apre alle 9.30.
In effetti li ritrovo lì quando mi reco al centro - si nota subito che è Sabato dalla fila alla porta - ed entriamo assieme, anche se io mi separo da loro ben presto per due tappe obbligatorie: il bar (per il cappuccino, senza brioche ahimé) e ovviamente la Sala Giochi, dove trovo Matteo da solo. Non è una grande sorpresa che non siano arrivati molti altri, la Kobayashi ha sempre effetti deleteri (incluso lasciare indizi sparsi in giro, evidentemente introvabili per i giocatori ma noi continueremo a beccarne senza volerlo), ma dopo non molto scopriremo che Federica non sta bene e che dovremo fare a meno di lei e di Angelo.
Il Sabato porta parecchia gente in più e una certa quantità di persone interessate ai giochi (ergo non è proprio un buon momento per trovarsi con due collaboratori in meno, ma la povera Federica non ne ha colpa ovviamente) e bisogna anche stare dietro alla Caccia al Tosk che procede sempre più serrata, perciò finisco per spendere lì il grosso della mia giornata (OK, l'avrei fatto ugualmente, lo sappiamo, ma un minimo di approccio drammatico ci vuole :-P). Ormai ho preso la mano e quindi mi destreggio agevolmente tra il segnare punteggi, iscrivere nuovi Tosk, spiegare e illustrare i giochi... l'unico problema nasce quando (più di una volta) qualcuno mi domanda come si giochi agli scacchi vulcaniani (3D), perché questo proprio non lo so (in effetti ho qualche problema anche quando mi vengono chieste informazioni dettagliate sulla sala Borg, ma se non altro quella non è parte integrante della sala giochi e mi sento giustificato).
Mentre sono lì, vengo informato di aver vinto il primo premio della lotteria di beneficenza (non ero in sala la sera prima al momento dell'estrazione e avrei potuto continuare a non saperlo perché non mi era neanche passato per la testa di controllare, si è mai visto che io vinca una lotteria?)
Il premio è... un bambolotto parlante del capitano Kirk alto una quarantina di centimetri, che si trasformerà senza dubbio alcuno nel corpo contundente responsabile della mia morte se anche solo penso di portarlo a casa (a parte il fatto che sarebbe difficilino a prescindere). Di conseguenza, appena ho un attimo lo recupero dalla reception e lo porto al banco della pesca di beneficenza offrendolo per la causa (non ho idea se poi se lo sia preso qualcuno, ma so che ho aspettato parecchio a partecipare alla pesca in questione per timore che mi ricapitasse :-P).
Riesco anche a partecipare a una partita alla Lacrima dei Profeti con alcuni nuovi arrivati e ricevo qualche complimento per il gioco, anche se salta fuori un piccolo problema... nella nuova versione manca la distinzione tra i due testi di alcune carte (uno da leggere prima di usarle, uno quando sono sul tavolo) cosa che fa sì che non sia sempre facile capire cosa farci. Nel pomeriggio, armato di colori del Baby Club e un minimo di pazienza, rimedierò con un simpatico codice colore che obbligherà qualcuno a riscrivere il regolamento per spiegarlo (cosa che comunque andava fatta lo stesso visto che menzionava dei riquadri ormai non più esistenti).
Finiamo giusto in tempo per il pranzo, e mi aggrego al tavolo della Nautilus che diventerà il mio porto sicuro per i prossimi tre pasti. Dopo aver spiegato i motivi della mia (giustificata) assenza alla LevanteCon (ovviamente in tre tempi e a tre persone diverse, perché così c'è più gusto ^_^), e chiarito che mi risulta piuttosto difficile partecipare alle HouseCon non tanto per mia volontà quanto per gli stupidi treni FAL che di Domenica non viaggiano, i discorsi si spostano su altri argomenti di vario genere.
Le patate sono... Sono... Di sicuro sono. Il fatto che siano è innegabile. Come siano è un altro discorso, perché almeno a occhio pare siano state prima lessate, poi tagliate a pezzi, quindi spalmate di pomodoro e infornate, processo che le ha rese... pressoché insapori.
Merita una menzione il dessert di fine pasto, ovvero una coppetta di gelato... molto gelato. Ho seriamente pensato di portarmelo giù in sala giochi e mangiarlo dopo un'oretta, ma considerato il microclima della sala in questione è probabile che ne sarebbero servite almeno due. (Va detto, in effetti, che quest'anno il centro aveva ben tre situazioni climatiche diverse, dal caldo infernale del ristorante, al tiepido del piano principale, al fresco tendente al freddo del seminterrato.)
Il pomeriggio è il giorno della prima apparizione degli attori, durante la quale molte sale, inclusa la nostra, sono chiuse. Io comunque scendo un attimo (anche perché è l'unico modo per andare in bagno, salvo usare quelli del piano di sopra che neanche so bene dove siano) e non manca l'occasione per aggiornare la situazione dei tosk. A questo punto io ormai sto facendo il tosk "farlocco", non caccio ma mi limito a dare l'occasione ad altri di cacciarmi (ma anche no), più che altro perché ero presente all'iscrizione di quella che sarebbe stata la mia preda e non sarebbe carino approfittare di questo vantaggio.
Arrivo in sala centrale in tempo per l'apparizione della prima ospite, Suzie Plakson, che da bravo ignorante neanche sapevo chi fosse prima di venire alla STICCON. Ora lo so: è una pazza scatenata (ma in senso buono) :-P
Né lei né Kate Mulgrew (inciso: scopro sentendola nominarsi che il cognome si pronuncia all'incirca "Malgriù"... e apparentemente sono uno dei pochi a scoprirlo perché per il resto continuano a pronunciarlo in tutt'altro modo) parlano molto dopo essere arrivate, e si affidano quasi subito alle domande del pubblico (che si aprono con dei commenti sulla - invero notevole - capigliatura della Plakson).
Già oggi inizia un trend pericoloso. Dopo le apparizioni, girando in sala venditori, vedo un banchetto con una donna che vende dei gioielli particolari. È la Plakson ma io non la riconosco. Non sarò l'unico, dato che mi verrà poi raccontato che altri, vedendola uscire dal centro con l'interprete che la accompagnava, saluteranno l'interprete senza minimamente rendersi conto di chi ci sia con lei... ^__^;
Non starò a parlare più di tanto delle apparizioni degli attori, anche perché sarebbe lunghina discuterne. Mi limito a dire che la Plakson ha cantato e la Mulgrew ha dimostrato di avere davvero la tempra da capitano (e che quest'ultima non ha la vocina da papera che mi era stato detto avesse contribuito al suo soprannome di Nonna Papera unitamente all'acconciatura).
Nel pomeriggio, nonostante alcuni giocatori speranzosi, non si tiene la partita programmata di Mutaforma in Tabula perché non c'è abbastanza gente iscritta, mentre procederanno regolarmente i giochi di comitato, pur con qualche sostituzione. Io passerò giù quasi tutto il pomeriggio, visto che continuiamo a essere in pochi, e, tolta qualche puntata altrove, risalirò giusto all'ora di cena.
Le patate sono con burro, aglio e rosmarino. Il dessert è qualcosa che ha l'aspetto di un crem caramel e un sapore indefinibile (qualcuno parla di uovo crudo, ma non credo che questo renda bene l'idea).
Il tipico momento del Sabato sera è la sfilata dei costumi, ma dovrà aspettare, per oggi è tutto.

4 commenti:

Fed ha detto...

Ma spiegarci cos'è la Kobayashi, proprio no?
secondo me dovresti parteciparci prima o poi

CMT ha detto...

Non posso spiegarlo perché non ho partecipato :-D
Essenzialmente è una gara a squadre composta da una serie di giochi, per quel che ne so.

Fed ha detto...

e dura tutta la notte?? è una cosa crudele!!

CMT ha detto...

Be', tutta la notte nì... quest'anno so che è finita intorno alle 5.30