martedì 2 giugno 2009

STICCON 2009



DAY ONE
In barba a tutti i problemi di incastro temporale, la mia partenza per la STICCON si svolge come previsto, ovvero dopo una mattinata di lavoro, tutto sommato neanche più densa del solito, e una breve tappa a casa per un pranzo veloce, un cambio d'abito e per prelevare i bagagli (ho deciso di viaggiare leggero, ergo ho con me una borsa in cui una persona normale difficilmente infilerebbe il pranzo, ma dove ho invece tutto l'occorrente per i due giorni-quasi tre che mi aspettano), la solita cintura di Batman, gli occhiali da sole e quant'altro.
Nessun problema sul primo tratto, arrivo perfino in tempo utile per andare a comprarmi un gelato presso la yogurteria sempre magnificata da mia sorella e sempre trovata chiusa da me (che a Bari ci vado solo di Sabato, in genere, ed è proprio quello il loro giorno di chiusura). Stessa cosa sulla tratta più lunga: posto comodo, stranamente lato mare (mi trovo sempre dal lato opposto di solito), senza posto dirimpettaio e quindi con ampia facoltà di allungarmi... niente di cui lamentarmi, insomma. Approfitto del viaggio per finire di leggere Duma Key e iniziare The Golden Compass, col doppio vantaggio di avere anche l'ora sempre a disposizione sullo schermo del palmare (il mio fido compagno di polso, ahimé, è deceduto da quasi un mese e non l'ho ancora rimpiazzato).
Le mie fosche previsioni sui ritardi non si realizzano e arrivo a Rimini quasi in anticipo, con tutto il tempo per cambiare binario e salire sul regionale per Bellaria che è già lì in attesa. Pochi minuti dopo, arrivo nella stazione di Bellaria mentre medito sul da farsi, indeciso se andare a mangiare qualcosa o meno.
Uscito dalla stazione, devo orientarmi: non ci sono mai stato prima dato che in genere la tratta Rimini-Bellaria la facevo in auto con Marcello, che però quest'anno non ci sarà. Scopro però che la stazione è in effetti a due passi dallo Sporting, il ristorante-pizzeria dove andiamo a mangiare tutti gli anni, e di conseguenza vicinissimo al mio albergo che si trova in una parallela. Dunque impiego un attimo per arrivare, salutare i sempre gentilissimi proprietari dell'Excelsior, salire in camera, e dopo un minimo di sistemazione e abluzioni uscire per andare a farmi una pizza (e non negherò che l'essere passato davanti allo Sporting abbia influito sulla scelta...).
Il locale è abbastanza pieno, ma non tanto da non esserci posto per un povero viaggiatore solitario. Vengo accolto da un cameriere che non conosco, ma subito dopo la mitica Barbara passa a salutarmi al tavolo. Mangio una pizza che, tra la fame e la pizza in sé, trovo favolosa, assisto a una curiosa gara per ricordare al proprietario che ho lo sconto del 10% essendo lì per la STICCON (curiosa soprattutto perché il proprietario si ricordava benissimo di me e non aveva necessità che glielo dicessero...), e poi mi dirigo al centro congressi, intenzionato più che altro a entrare, ritirare i gadget del momento e il programma, fare un giro e tornarmene in albergo.
La scelta si dimostra saggia, perché vengo riempito di poster e locandine che sarebbero stati un serio problema se avessi dovuto portarmeli in giro per tutta la giornata del Venerdì. In più incontro subito Elena e Fabrizio (che mi salva dal perdere il programma per la prima, ma non ultima, volta), faccio la prima ricognizione, saluto Matteo Bonvicino (al banco di Richard Arnold), poi scendo nella Sala Giochi (che è esattamente dove dovrebbe essere, nonostante il mio sogno di qualche settimana fa in cui giravo a vuoto per il centro congressi senza riuscire a trovarla né, in concreto, a trovare nessuna delle cose e persone che cercavo) per incontrare di persona Alessandra Rossato (non che non l'avessi mai incontrata, ma in pratica ci siamo conosciuti più che altro via e-mail dopo la STICCON scorsa, per cui con ogni probabilità non sapeva chi fossi in effetti ^__^) e il resto dello staff, e salutare Matteo Lorenzi, nuovo collaboratore della sala ma vecchia conoscenza del sottoscritto.
Dopo aver verificato la posizione della mia sedia (ottima devo dire, giusto dietro le prime file, all'angolo, con spazio aperto davanti), mi fermo per la proiezione di Star Strik DS9 (stralci del pilot di DS9 ridoppiato con intenti parodistici e risultati altalenanti), poi dichiaro chiusa la giornata e me ne vado a dormire (e, strano ma vero, ci riesco pure, non senza aver dato un'occhiata all'e-mail).

DAY TWO
Sveglia, colazione, STICCON.
Me la prendo comoda e per una volta arrivo a porte già aperte invece di fare la fila e aspettare che si possa entrare. All'interno trovo già Fabrizio, mentre Elena sta approfittando di una seduta di massaggio (novità, devo dire un po' inquietante, dell'anno...). Vorrei sapere cosa c'è in programma per la giornata ma... ho perso il programma lungo la strada, non so bene quando, e questa volta non c'è modo di recuperarlo, così devo aspettare che rimontino lo schermo su cui girano le informazioni (bello, per carità, ma, sul serio, i programmi stampati affissi qua e là gli anni scorsi erano tanto, tanto, tanto più comodi!)
Scopro con disappunto che è saltata l'esibizione di improvvisazione teatrale prevista per la serata, peccato perché avrei voluto vederla (due anni fa avevo molto apprezzato). Pazienza.
Faccio un po' di giri ma poi punto in sala giochi dove si sta organizzando un gioco di comitato. Mi iscrivo e vado a chiamare Fabrizio, che so essere interessato, ma poiché le persone non bastano ancora si decide di rimandarlo al pomeriggio e io ne approfitto per la mia prima vera partita (con Elena e Fabrizio) a Le Lacrime dei Profeti, uno dei tre giochi (vabbe', due e mezzo perché uno è un adattamento) da me ideati che fanno parte delle (nutritissime) scorte della sala. Finiamo poco prima dell'ora di pranzo, dunque segue la tappa... be', in bagno per cominciare (scoprendo che, alè, quest'anno ci sono le chiavi alle porte!), poi allo Sporting, dove Fabrizio si lascia tentare dalla mia scelta di tortellini pasticciati e, a suo dire, non se ne pente. Mi concedo anche una mousse ai frutti di bosco (una sorta di cheesecake in effetti) che stavo adocchiando dall'inizio del pranzo (per qualche strana ragione mi sono ritrovato quasi sempre seduto di fronte al frigo dei dessert...).
Tra chiacchiere e aneddoti vari il tempo passa. Torniamo dentro e il bagno è sempre la prima tappa; uscendo noto persone sedute a un tavolo che organizzano con l'aiuto di Federica (no, non Zia Fed, una ragazza dello staff) una partita a Le Lacrime dei Profeti e mi offro (interessatamente) per restare io a supervisionarla... ovviamente non so che la partita durerà tantissimo, tanto che farò ritardare il gioco di comitato (me la sono comunque cavata senza lesioni personali ^__-), né che mentre giochiamo arriverà gente armata di telecamere a intervistare i presenti (meno che mai avrei potuto immaginare che le riprese sarebbero finite al TG5, comunque ne resto fortunatamente fuori ^__^).
Vediamo anche passare Marc Alaimo/Gul Dukat armato di bottiglia di vino, che va a visitare la sala Borg.
"Grazie" al mio ritardo, il gioco di comitato si protrae fin quasi all'ora della pausa cena. A quel punto sono ancora indeciso se andare a cena allo Sporting come al solito o unirmi all'equipaggio della Nautilus al Texas, più tardi. A decidere per me è il tempo, dato che si scatena un nubifragio impressionante e a quel punto preferisco sfruttare la possibilità di usufruire per un buon tratto dell'auto di Fabrizio e ridurre al minimo la sfida agli elementi. Comunque, prima di rientrare faccio un salto di fronte avendo visto il gruppo della Nautilus prendere posto e vado almeno a salutarli.
Il resto della serata, sfumata l'improvvisazione teatrale, non promette nulla di interessante, ma alla fine vola via in una serie di partite di Mutaforma in Tabula (l'adattamento di cui sopra), tre da Moderatore e una da giocatore (e Mutaforma). Una serata decisamente divertente, almeno per me, anche se mi ritrovo ogni volta a fare lunghi giri del tavolo per segnare i voti, soprattutto di un giocatore, Gino, (che poi, molto poi, scoprirò essere amico di Massimo Baglione del sito BraviAutori, il mondo è piccolo), con cui alla fine la cosa diventa una battuta ricorrente. ^__^
Da notare come Matteo (Lorenzi), in barba alle leggi della statistica (altra gag ricorrente) riesca ad essere il Traditore per due partite di fila, e il Sabotatore nella successiva quando questo era stato inserito al posto del Traditore, appunto. @__@
Ovviamente ne approfitto per enunciare la regola base del gioco: "Se parli sei Mutaforma, se non parli sei Mutaforma, se mi voti sei Mutaforma, se non mi voti sei Mutaforma, ...", che prende subito piede. ^_-
Fortunatamente il nubifragio è cessato prima che io lasci il centro, per cui torno in tutta calma, riuscendo comunque a essere interpellato da qualcuno che vuole indicazioni stradali (mi succede sempre, specie quando proprio non ne ho da dare).

DAY THREE
È arrivato l'ultimo giorno della STICCON, per quel che mi riguarda. Non ho programmi particolari per la mattinata e attendo gironzolando l'arrivo dell'equipaggio della Nautilus, dato che Riccardo deve consegnarmi la polo con il logo della nave (anche se la confusione da STICCON regna sovrana e la scambia con la sua chiedendosi poi perché sia una XL e non una L come avrebbe dovuto, ma risolvendo la cosa poco dopo). A quel punto è d'obbligo un veloce cambio d'abito, il cui risultato è poi opportunamente documentato da una foto scattata dal buon Fabrizio su mia richiesta.
Tra puntate ai vari banchi di merchandising, sia da solo che con Fabrizio (intenzionato a comprare qualcosa ma impossibilitato a trovare nulla che lo interessasse), elucidazioni a Elena (che giustamente non sa che per entrare nella sala proiezioni sia necessario quasi abbattere la porta), gente che mi chiede indicazioni (sì, anche in STICCON!) per trovare Riccardo della Nautilus, pesca di beneficenza (questa volta vinco un software per convertire i PDF in documenti word, un gagliardetto, dei segnalibri che fanno il paio con quelli ricevuti all'ingresso, un laccio per cellulare "Pitti Immagine" molto chich :P, più l'immancabile t-shirt), passo un po' di tempo e poi mi lascio coinvolgere da Angelo in una partita di Scudi Alzati, un suo adattamento di Wings of Wars molto carino (non fosse che perdo miseramente...) e vengo reclutato per un altro gioco di comitato del pomeriggio, dopo l'esibizione degli attori, che è ovviamente il punto forte del Sabato.
Dopo pranzo (stavolta sono io a seguire Fabrizio che ordina pollo arrosto e patate fritte... ottimo, ma per qualche strana ragione a entrambi resta la fame, che viene parzialmente placata a colpi di tiramisù), rientriamo appunto per assistere a quanto sopra (gli ospiti, non il pollo).
Marc Alaimo tenta (con poco successo) di leggere un'introduzione in italiano, poi passa quasi subito alle domande del pubblico (inizialmente un po' tentennante). È quindi la volta di Andrew Robinson/Garak che, invece, si lancia in una disquisizione sulla recitazione prima di andare anche lui al giro di domande. Si dimostra simpatico e disponibile, dice di aver amato il suo personaggio (anche io, anche io, è il mio preferito della serie ^__^) e in generale fa la sua bella figura prima di passare il palco a Avery Brooks, che tiene ottimamente la scena, c'è da dire, ed è molto più alla mano di quanto alcuni si aspettassero (tanto che fa anche salire sul palco uno di coloro che gli stavano facendo delle domande e se lo abbraccia! ^__^)
Di Brooks apprezzo molto gran parte delle risposte, specie quando sottolinea che il suo personaggio deriva dal copione, e quando a una domanda lunghissima e contorta (con traduzione idem) replica semplicemente "No", suscitando l'ilarità generale (e comunque la risposta era perfettamente plausibile).
C'è da dire che quest'anno si mantiene piuttosto bassa la percentuale di domande assurde (anche includendo il buon capitano della Nautilus che afferma candidamente che "Deep Space Nine è la mia serie preferita di Deep Space Nine"... ^__-). Da segnalare il curioso episodio dell'hopscotch menzionato da Brooks che per un attimo pare abbia lasciato interdetto l'interprete (Paolo Attivissimo, peraltro bravissimo), e inizialmente anche me perché ci ho messo un po' a capire che avesse detto. OK, afferrata la parola no problem, io so cos'è l'hopscotch, ma pare sia conoscenza poco comune, e alla fine mi trovo per caso a risolvere il dubbio di Attivissimo incrociandolo sulle scale e sentendo che si riprometteva di chiederlo a Brooks stesso (se ve lo state domandando, è il gioco della campana, o mondo o - mi ha poi detto Marcello quando gli ho spiegato di che si trattava - settimana).
Cosa insolita per me, mi faccio anche la fila per gli autografi (in realtà brevissima, sono del gruppo 2 e mi infilo subito dopo il gruppo 1, perdendo forse quindici minuti in tutto), facendo dedicare quello di Brooks a mia sorella che ci teneva (Star Trek non le piace, Sisko sì). In realtà di quello di Marc Alaimo poco me ne caleva (mentre volevo quello di Robinson), ma era il primo della fila e saltarlo non sarebbe stato molto carino... ^__^;
In attesa del gioco di comitato mi siedo a giocare a stratagemma con Angelo, Matteo (L) e Gino. Ora... qualunque cosa facciate nella vita, e anche se non lo conoscete, non provate mai a giocare a Stratagemma con quest'ultimo: è una specie di computer! La chiamata per il comitato mi salva da un'orribile disfatta, e stavolta non li faccio aspettare un solo istante ^__-
Finiamo giusto in tempo per la cena, l'ultima pizza allo Sporting per quest'anno, al termine della quale ci accommiatiamo dallo Sporting (e da Barbara ovviamente), e io anche da Elena che non rientra e va in albergo. Prima della sfilata dei costumi vado a comprare un orecchino in stile bajoriano per mia sorella e saluto amici e conoscenti vari sapendo che potrei non riuscire a trovarli dopo (purtroppo non trovo Alessandra perché si sta preparando per partecipare alla sfilata).

DAY FOURTH
È ora di tornare a casa, non prima però di incontrarmi con Marcello a Rimini nell'attesa del treno che mi riporterà a Bari (non senza prima essere stato bersaglio dell'ennesima richiesta di informazioni, questa sul funzionamento della biglietteria automatica e/o obliteratrice di Bellaria...). Passiamo assieme un po' di tempo (dopo che mi sono ripreso dallo shock per un dettaglio che NON rivelerò :P), parliamo un po' di tutto e niente e poi mi riporta in stazione, dove salgo con calma sul treno. Ritorno meno tranquillo tra marmocchi semipestiferi e un inizio di mal di gola (che è diventato mal di gola vero e proprio prima che arrivassi e ancora è qui a dar fastidio), attesa per l'autobus utilizzata per il necessario megagelato con doppia panna da Catullo e infine torno a casa, stanco ma soddisfatto. ^___^

2 commenti:

Fed ha detto...

ehehe, zia fed forse ci sarà l'anno prossimo (spero), ma in ogni caso sarà che l'auta di fantascienza si è estesa anche ai mezi di trasporto? tutta questa efficienza e puntualità si spieganosolo così

CMT ha detto...

Sì, può essere, anche se deve essersi estesa di recente, due anni fa ho fatto un'ora di ritardo all'andata e una al ritorno -__-