mercoledì 30 gennaio 2013

A volte ritornano

O, meglio, a volte ricordano di avere un blog.
Che poi, non è che io abbia mai perso la consapevolezza di averne uno, ma il più delle volte avrei avuto da scriverci solo cose talmente brevi da sentirsi troppo larghe in uno status di FaceBook, e quindi neanche mi sforzavo.
Anche perché, per dirne una, perso nella contemplazione del Dr. Who, non ho guardato neanche uno di quei film orribili che, se non altro, mi danno la scusa per scrivere qualcosa. Tranne uno, che però è talmente orrendo che mi viene la parangoscia, come dice un'amica di mia sorella, anche solo a pensare di scriverne una recensione (per quanto "inizia, passano due ore senza che accada nulla, tutti muoiono" sarebbe di per sé una perfetta recensione senza nessuna informazione errata).
E poi c'è anche da dire che, quando sono in vena di scrivere, be', scrivo.
Che sembra un'affermazione idiota, specie guardando la data dell'ultimo post qui che risale allo scorso settembre, ma il punto in effetti è che, dopo un bel po' di trascinarsi e basta, ho ripreso a scrivere più seriamente, ed era anche ora.
Chi, ad esempio, conosce Saleria Lindir, l'egomaniaca sacerdotessa della dea delle prostitute che rispunta nei luoghi più strani laddove io sono coinvolto, potrebbe perfino sapere che ho scritto un intero ciclo di storie che la vede protagonista, e che al momento si aggira per case editrici in cerca di una casa (editrice, appunto).
Una cosa che risponde forse anche a un'altra domanda che nessuno si è posto né aveva intenzione di porsi, ovvero perché, se ho ripreso a scrivere, il mio altro blog sia più desolato di questo.
La ragione è semplice, perché, appunto, sto scrivendo, ma sto anche cercando di pubblicare, e se metto il materiale che scrivo sul blog mi do la zappa sui piedi da solo (o bene che vada devo cancellarlo dopo, e non è carino).
E quindi i frutti di questa scrittura, Saleria a parte, dove sono?
Be', ci sono.
Per cominciare, negli eBook pubblicati negli ultimi mesi, a partire dalla riedizione in solitaria dei racconti (due su tre per ora) che costituiscono Trittico Oscuro, che certo non sono nuovi ma sono stati rivisti e tradotti in inglese, e finora non avevano mai visto la luce in formato elettronico. Il primo, Notturno, è stato pubblicato come eBook gratuito, e se devo dare retta ai numeri sembra aver visto un po' di interesse nel pubblico (67° negli scaricamenti di fantasy contemporaneo su IBS, 260° circa nel catalogo Amazon.it, e a un certo punto, per un breve, commovente momento, 2° negli scaricamenti di libri non italiani nel medesimo sito). Non ho ancora i resoconti ufficiali, ma prima o poi arriveranno anche quelli, e nel frattempo è arrivato Rubacuori/Heartbreaker. È a pagamento, quindi vedremo se Notturno riuscirà a trainarlo, cosa che io ovviamente spero, non tanto perché voglia raggranellarci qualcosa, quanto perché, dopo Solitario, conto di iniziare a proporre per la pubblicazione gli inediti.
E anche lì c'è da dire. Ho il primissimo racconto di Sylke, nonché il suo primo racconto lungo che ha vinto il concorso Light Vs Dark sul forum di Writer's Dream e da allora... be', niente, diamogli qualcosa da fare, che cavolo.
Dopo, durante, assieme a questi c'è anche l'unico racconto Anthuariano a oggi che non è uscito dalla mia tastiera (nel senso che non l'ho scritto io, non che l'ho scritto a penna stilografica), e che spero possa vedere la luce come parte della serie perché merita.
E poi c'è l'inedito talmente inedito che lo sto ancora scrivendo, anche se ce l'avevo in mente da tempo, e di cui stamattina ho finalmente scoperto come va a finire.
Dopo ci sarebbe Anime Nere, il secondo romanzo... sarà la volta buona che mi decido a mettere giù quei pochissimi capitoli mancanti? Vedremo.
Ma poi, be', non c'è solo Anthuar. Presto vedrà la luce in eBook una mia insolita incursione nel thriller e in ambientazione italiana, altro racconto breve.

E poi... poi, be', ci sarebbe altro di cui parlare, tipo i miei lavori di editing su traduzione e le mie relative liti coi traduttori automatici di cui i frequentatori di FB hanno già apprezzato i risultati, ma vado preso a piccole dosi, ammesso che qualcuno ancora passi da queste parti, perciò per adesso torno al mio caotico silenzio.

sabato 1 settembre 2012

Chiavi di Ricerca

Quasi tutti i blog che frequento prima o poi fanno un post sulle strane chiavi di ricerca con le quali qualche strano utente del web li ha raggiunti.
A me questa cosa è sempre stata impossibile, perché per qualche strana ragione gli strani utenti del web tendono a raggiungermi (quando lo fanno) con delle chiavi di ricerca che hanno stranamente un qualche senso e soprattutto che hanno una pur minima ragione di condurre ai miei blog (per dirne una, capisco che chi cerca "verme bianco del legno" in effetti non abbia alcun interesse a leggere il mio racconto "Vermi" in Deliri letterari, ma che possa arrivarci è plausibile. Semmai c'è da preoccuparsi che non abbia trovato niente di più logico prima di finire lì).
Tuttavia, la popolazione del web sembra essermi voluta venire incontro, perché nell'ultima occhiata che ho dato alle chiavi di ricerca utilizzate trovo chicche quali...

mannaia da macellaio
che è solo una delle tante chiavi che rimandano alla recensione di Immortals, ma le altre erano un tantino più specifiche. Si vede che ci sono pochi siti in giro che parlano di mannaie da macellaio (sarà un male o un bene?)

macellaio pazzo
Ah, be', sì, ora capisco (ehm...)

la ragazza drago l'ultima battaglia
la ragazza drago 5 l'ultima battaglia
Queste invece mi sfuggono proprio, sono sicuro di non aver mai parlato de La Ragazza Drago in tutta la mia vita. Mah!

quando tutto va male potrebbe andare peggio
Il che è verissimo (e si capisce anche perché punti qui), ma perché cercarlo su internet? :-?

titani vecchio
il più vecchio dei titani
Eh?

impalamento video
O_o

se non combatti per qualcosa ti ritroverai con niente
Verissimo anche questo, ma oltre al "perché cercarlo?", qui nemmeno capisco come abbia condotto a questo blog.

cornuto contento
No, non voglio saperlo, davvero.

basiピラティス
Qui si scende nel mistero puro. Come dire... EH???

sbattere la porta
No, non so perché sia arrivato qui, ma soprattutto mi domando cosa cercasse: un manuale di istruzioni per sbattere le porte?

marzia caravelli nude
E qui mi preoccupo. Ma chi cavolo è Marzia Caravelli (e no, comunque la domanda è retorica, se anche lo sapete non ci tengo a esserne edotto, grazie), e come cavolo si fa a cercare questa tizia e finire nel mio blog? No, sul serio, questo vorrei saperlo.

la spedizione è in transito che vuol dire
Che ti si prospetta una lunga lite con un corriere, mi spiace. -_-

bayernland topo morto
Ecco, cioè, come dire... EH?

giochi sala giochi vecchi
Una sala giochi per anziani? Dei giochi che non sono più in sala giochi? O semplicemente degli arcade classici? Boh, comunque qui non ce ne sono, ma il perché la chiave conduca qui almeno esiste.

creatore di cipputi
Non credo di volerlo sapere...

prey la caccia è aperta film completo
No, OK, non è strana la ricerca, e non è strano che porti qui, ma davvero, chiunque tu sia, rinuncia, è meglio per te.

creepozoids
Più o meno come sopra, ma non rinunciare, è un trash talmente trash che è quasi divertente. ^_^

piedino sotto tavolo
Ehm... cioè, un piedino da mettere sotto un tavolo che balla o un manuale su come fare piedino sotto il tavolo?
E comunque come cavolo è arrivato qui con questa ricerca? :-?

deficiente fisica
Eh?

consegna elenchi telefonici fastweb
premio compiano sport
OK, legittime, ma mi spiegate come arrivano qui?

E per finire...
saleria
... ^__^ ...
Non so chi o cosa cercassero ma che carino

martedì 28 agosto 2012

Premio Archimede 2012 - i finalisti

Erano 146, erano giovani e forti, e 80 sono morti.
Wherewolf?, però, è sopravvissuto tra i 66 giochi finalisti del Premio Archimede, e per essere un gioco nato per caso da un'intuizione del tutto estemporanea (come in realtà sono forse tutti i miei giochi...) non c'è male.

domenica 10 giugno 2012

Sempre Quella Casa Nel Bosco

Non nel senso che la casa è la stessa e non un'altra, nel senso che l'argomento del post è uguale a quello del precedente, ma per altri motivi.
Dopo aver visto il film avrei voluto approfondire alcune cose e mi sono messo a fare delle ricerche in rete. Così ho scoperto che esistono due libri correlati alla pellicola, un "companion" e un adattamento in romanzo.
Mi sarebbe piaciuto leggere quest'ultimo, per vedere come sono state sviluppate alcune cosette in un medium diverso, così mi sono messo a cercarlo.
In italiano, ovviamente, non esiste (non che me ne sarebbe fregato niente anche in caso contrario, non ci penso proprio a leggerlo in italiano), e non è che io abbia tutta questa voglia di leggerlo da sobbarcarmi una spedizione internazionale, quindi inutile dire che punto direttamente sull'eBook.
E iniziano i problemi...
Normalmente io gli eBook li leggo sul palmare con Microsoft Reader (probabilmente l'unico prodotto Microsoft odierno fatto bene), in formato .lit, ma non è un formato che si trovi facilmente in giro.
Il primo risultato che ho è su Amazon che mi propone il formato per il Kindle.
Io un Kindle non ce l'ho e non lo voglio, ma so che esiste una simpatica app per Android che consente di leggere quel formato. È gratuita e ufficiale, e comunque pensavo di installarmela sul telefono prima o poi, quindi tanto vale farlo subito.
Dopo varie peripezie per una cosa che avrfebbe dovuto essere semplice, riesco infine a installare l'app. Funziona. Vado su Amazon e tento di acquistare il libro ma... no, non posso, non viene venduto al di fuori degli Stati Uniti!
OK, passiamo alla seconda alternativa, l'epub.
Ovviamente neanche quello posso leggere, e mi tocca procurarmi un'altra app (fosse per me la vorrei sul palmare, ma è troppo vecchio, quindi anche questa finisce sul telefono). Trovo un sito che vende il libro, e che probabilmente è il sito web più lento del mondo. Talmente lento che quando cerco di registrarmi, anche se la cosa va a buon fine, lui la completa dopo e mi dice che la mia e-mail è già registrata e dunque non posso registrarmi...
Esaurita la sequela di improperi, per la terza o quarta volta avvio l'acquisto del libro. Arrivato al momento di pagare, mi vengono chiesti ulteriori dati di registrazione... dati che presuppongono che io sia negli USA o appartenga all'esercito statunitense, altrimenti non si può andare avanti!
In buona sostanza, pare che a meno di chiedere la cittadinanza USA, questo libro proprio non lo si possa comprare.
E poi si lamentano che la gente scarica di straforo invece di comprare!

sabato 9 giugno 2012

Quella casa nel bosco

Vi siete mai domandati perché i personaggi dei classici film horror ricadano sempre nelle stesse categorie, nei medesimi archetipi?
O perché compiano sempre le solite (stupide) azioni, come mettersi ad amoreggiare nei luoghi più improbabili, andare verso il pericolo anziché cercare di evitarlo e separarsi quando proprio non sarebbe il caso?
Bene, guardate Quella casa nel bosco (The cabin in the woods) e lo saprete.
Scritto e prodotto da Joss Whedon (scritto anche dal tipo che ha scritto Cloverfield, ma non fa danno), questo film è riuscito a sorprendermi piacevolmente.
È una vera chicca per gli appassionati di horror, ma non ho dubbi che potrebbe risultare piacevole anche a chi non ne va matto.
E visto che mi è piaciuto, non ne parlerò più di tanto. Parlare di un film orribile ha senso, farlo di uno bello significa rovinarne la visione a chi volesse goderselo, perciò meglio tacere. ^_^

domenica 27 maggio 2012

Grimm

Ho iniziato per caso a guardare questo telefilm a causa di una conversazione del tutto non correlata col mio fratellino rumeno.
La premessa è che un detective dei giorni nostri scopre di essere uno degli ultimi discendenti dei fratelli Grimm. Non solo, scopre anche che le loro favole erano in realtà resoconti di cose molto più concrete, e che il nostro mondo è pieno di mostri che lui è in grado di vedere nel loro vero aspetto (almeno in particolari condizioni) e ha il compito di combattere.
Se, tutto sommato, le basi non sono poi così originali, un dettaglio interessante, in genere poco utilizzato in questo tipo di telefilm, è che i mostri ci sono, sì, ma non sono poi tutti necessariamente brutti e cattivi (più che altro non sono necessariamente cattivi, bruttini finora non mancano mai di esserlo).
Già nella prima puntata, ad esempio, si fa la conoscenza di quello che è al momento il mio personaggio preferito, Eddy. Si tratta di un blutbad, ovvero quello che i Grimm avevano ribattezzatgo "big bad wolf" (insomma, un lupo mannaro), che però ha deciso di fare il bravo, e segue uno stretto regime di dieta, farmaci e pilates. Il poverino si ritrova però coinvolto suo malgrado negli affari del protagonista, che inizia a sfruttarlo senza ritegno (tanto per cominciare come enciclopedia vivente dei mostri).
Per dimostrare che non si tratta di un caso isolato, anche nel secondo episodio c'è un'allegra famigliola di jaegerbar (orsi mannari in pratica), con almeno un componente su tre del tutto intenzionato a fregarsene di fare il mostro in quanto mostro e limitarsi a fare l'avvocato (qualcuno potrebbe commentare che non è chiaro cosa sia peggio).
Al terzo non sono ancora arrivato, ma conto di farlo presto. Comunque sia fin qui mi stanno abbastanza intrigando le vicende di questa serie, anche se non è scevra delle pressoché immancabili sviste degli sceneggiatori.

venerdì 18 maggio 2012

Nuovi prototipi

Questa mattina ho completato le penultime operazioni per la partecipazione al Premio Archimede, un concorso per autori di giochi da tavolo.
L'ultima, da rimandare giocoforza a domani, è la spedizione fisica del prototipo, vale a dire di questo che vedete nelle foto qui sotto.



Il gioco in sé non è propriamente nuovo. Si tratta di quello che avevo già prototipato in versione Star Trek per la Sala Giochi della STICCON (questo qui insomma), riportato al suo concetto non-Trek originale.
Per l'occasione ho voluto realizzare un prototipo sì artigianale ma comunque abbastanza curato, acquistando il necessario materiale da un sito tedesco che vende esclusivamente queste cose. In effetti, volendo, le fornisce anche già stampate, ma per un singolo prototipo i costi sono abbastanza proibitivi.
A volerla dire tutta, questo prototipo mi costa di più di quello completo e stampato fatto fare negli USA all'epoca, che però mi aveva salassato coi costi di spedizione (anche qui a onor del vero non bassissimi comunque) e il dazio doganale, oltre a richiedere un mucchio di tempo per arrivare a destinazione.
Chiaramente la qualità non regge il paragone; qui ho per lo più stampato cose io a casa o da una copisteria. Le carte sono semplici stampe su cartoncino ritagliate a manina; la plancia è in bianco e nero (ma in cambio è di cartone rigido e si piega, rendendo anche il tutto più trasportabile, diversamente da quella americana che è un foglio unico e flessibile); le pedine sono di cartoncino pretagliato con adesivi da ambo i lati (quelle del precedente prototipo hanno sì gli adesivi, per quanto prestampati e fatti meglio, ma sono di legno, anche se qui il vantaggio è che le pedine sono un po' più piccole e questo mi ha consentito di tornare alla configurazione 8x8 originale della griglia, che nel tabellone americano non ci entrava in nessun modo se volevo caselle grandi abbastanza per farci stare dentro le pedine).
Altro vantaggio è la scatola comodissima, tutt'altra cosa rispetto a quella USA, anche a livello estetico.
Ho comprato materiale sufficiente per due prototipi (questo sarà purtroppo a perdere, potrei riprendermelo solo andando di persona a Venezia, cosa che proprio non accadrà), ma ne ho realizzato solo uno e mezzo. Del secondo non ho stampato la plancia (ho i fogli adesivi per farlo comunque), ho stampato le pedine in bianco e nero colorandole poi a mano alla meno peggio e non ho affatto le carte, che peraltro ho realizzato solo nella versione inglese richiesta per il concorso. Ma è anche vero che di un prototipo per me non ho questa grande necessità, alla peggio ho sempre quello USA.