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venerdì 18 settembre 2009

Heroes - le verità nascoste

Torno a parlare di Heroes dopo riflessioni a mente fredda sugli ultimi due volumi, riflessioni che hanno portato alla comprensione del fatto che fino a questo momento ci siamo lasciati prendere in giro.
Sì, credevamo di sapere chi avesse il potere di fare cosa (contrariamente agli sceneggiatori, peraltro, che continuano a non avere le idee molto chiare in merito), ma ci sbagliavamo, i veri poteri dei personaggi sono ben diversi da quelli che dichiarano, e così, dopo attenti studi e ricerche, porterò alla luce la verità (cosa che in Heroes viene affermata più o meno una puntata sì e l'altra pure), in parte già accennata in altri post.

Nathan Petrelli
Potere Dichiarato: Volare
Potere Effettivo: Nathan ha il potere di fare sempre e comunque la cosa sbagliata nel momento sbagliato. In alternativa riesce a fare la cosa giusta, ma comunque nel momento sbagliato, di modo che questa finisca comunque per essere sbagliata.
Va notato che il suo potere lo rende impervio anche a tutte le persone che tentano di avvertirlo del fatto che sta sbagliando. Non si tratta però di una vera e propria immunità: i consigli fanno effetto su di lui, solo che ci mettono mesi, e quindi, quando si comporta di conseguenza, non solo è troppo tardi ma è anche il momento peggiore per scegliere di farlo.
Può anche volare, ma solo perché è un pallone gonfiato.

Angela Petrelli
Potere Dichiarato: Sogni premonitori, flash precognitivi
Potere Effettivo: Riesce a fare in modo che tutti facciano quello che dice, non importa quanto sia stupido o privo di senso. In effetti, il suo potere cessa di funzionare se cerca di far fare a qualcuno qualcosa che abbia davvero senso: in tal caso il soggetto ha una reazione brusca e/o violenta e non se la fila neanche di striscio.
Fa anche sogni premonitori, ma in genere in ritardo di quarant'anni, e per sua stessa ammissione non hanno senso.

Arthur Petrelli
Potere Dichiarato: Rubare i poteri altrui
Potere Effettivo: Rubare i poteri altrui e poi usarli male o dimenticarsi di averceli (anche quando questi poteri sono sempre attivi e di conseguenza non dovrebbe fare alcuna differenza che si ricordi di averli o meno).
In aggiunta ha il potere di fare in modo che tutti i suoi alleati gli si rivoltino contro (quelli che non lo fanno, li uccide).

Peter Petrelli
Potere Dichiarato: Imitare i poteri altrui
Potere Effettivo: Il potere principale di Peter è la sfiga. Se sta per succedere qualcosa di brutto, si può stare ragionevolmente sicuri che Peter ci finirà in mezzo. Se non sta per succedere, quando arriva lui succederà.
Un effetto secondario del potere è quello di far sì che nessuno, mai, lo creda in grado di risolvere la situazione (ovvio, sanno che è sfigato e che quindi i suoi tentativi andranno in malora a prescindere).
La sua situazione è anche peggiorata dal fatto di soffrire della sindrome della crocerossina, per cui ritiene sia suo dovere aiutare chiunque sia in difficoltà, che questi lo voglia o meno, esponendosi a ogni genere di occasione perché la sua sfiga si manifesti.

Claire Bennett
Potere Dichiarato: Fattore rigenerante, immortalità
Potere Effettivo: Va notato come prima cosa che, al di là del cognome, è geneticamente una Petrelli.
Claire ha in parte ereditato la sfiga di suo zio Peter, ma essenzialmente il suo potere è essere un bersaglio ambulante. In ogni dato momento c'è sempre qualcuno o qualcosa che le dà la caccia per una qualche ragione, sia questa ucciderla, rubarle i poteri, estrarre misteriosi catalizzatori dal suo corpo o arruolarla in assurde crociate per salvare pazzi maniaci pervertiti che dovrebbero essere morti.

Noah Bennet
Potere Dichiarato: Ufficialmente nessuno
Potere Effettivo: Tenere un piede in tre scarpe. Noah è un uomo che mantiene sempre una doppia vita, in cui ognuna delle sue vite ha a sua volta una doppia vita. Non necessariamente tutto questo avviene per una valida ragione.

Molly Walker
Potere Dichiarato: Rintracciare altre persone ovunque siano
Potere Effettivo: Molly ha il potere di scomparire, scomparire in effetti talmente bene che la gente si dimentica del tutto della sua esistenza e continua la propria vita come se non l'avesse mai conosciuta.
Può effettivamente trovare le persone, ma solo se non è davvero il caso che vengano trovate.

Gabriel "Sylar" Grey
Potere Dichiarato: Capire come funzionano le cose, dimenticarsi di non avere (di suo) la telecinesi
Potere Effettivo: Ammazzare il tempo. Per lo più, Sylar ha la capacità di riempire i vuoti facendo cose che non c'è alcuna reale ragione perché faccia. Si noti ad esempio l'intero secondo volume in cui non fa altro che andare in America (impiega circa dieci puntate per riuscirci), il terzo in cui gioca a "mi redimo/non mi redimo" con una margherita virtuale (e dalla quantità spaventosa di petali), il quarto in cui per metà volume cerca suo padre e per l'altra metà gioca a fare l'agente segreto senza la benché minima ragione.
Il suo potere secondario è usare poteri che non possiede dimenticandosi nel contempo di quelli che invece possiede davvero.
Ha anche il potere di cambiare personalità, ma è del tutto casuale e non lo controlla in alcun modo.

Isaac Mendez
Potere Dichiarato: Dipingere il futuro
Potere Effettivo: No, sul serio, Isaac può davvero dipingere il futuro, solo che la cosa è irrilevante, perché

  1. Lo fanno cani e porci
  2. Non è capace di sfruttare il suo potere per nulla di utile, nonostante abbia disegnato in anticipo ben un anno di eventi dettagliati


Matt Parkman
Potere Dichiarato: Telepatia, illusioni mentali, manipolazione delle menti
Potere Effettivo: Matt ha il peculiare potere di non riuscire a decidere quale potere abbia. Inizialmente legge le menti, in seguito scopre che suo padre, che ha il suo stesso potere, ha la capacità di proiettare illusioni mentali, e che lui ci arriverà col tempo. Il tempo è circa un paio di giorni, quando dà prova di usare quel potere perfettamente. Una sola volta, però, poi non lo userà più per due volumi interi, fino alla fine del quarto. Ma svilupperà senza ragione alcuna uno strano potere che gli consente di convincere le persone di quello che dice lui, o anche di quello che non dice ma presumibilmente pensa. In più ha le visioni. E disegna il futuro. Ed entra nelle menti altrui in stile Emma Frost. Ma all'incirca ognuno di questi poteri è monouso.

Daphne qualcosa
Potere Dichiarato: Supervelocità
Potere Effettivo: Morire. Daphne è talmente veloce da poter camminare sull'acqua, viaggiare ovunque nel mondo in un istante e, se potenziata, perfino viaggiare nel tempo. È dunque ragionevolmente più veloce di un proiettile, ma questo non le impedisce di farsi colpire da un proiettile anche se viene avvisata che stanno per spararle (per quanto l'avviso in sé lasciasse abbastanza a desiderare). Ma il suo vero potere si manifesta nel fatto di riuscire a morire per una ferita alla spalla!

Mohinder Suresh
Potere Dichiarato: Forza, agilità, sensi amplificati
Potere Effettivo: Il vero potere di Mohinder è quello di riuscire a spacciarsi per qualcuno che ha un QI superiore a quello di una scimmia catarrina (nonché addirittura per uno scienziato).
Nonostante le numerose prove del fatto che dette scimmie lo superino in misura di 20 a 1, infatti (ricordiamo l'aver creato una sola dose della cura contro i poteri e poi aver scordato come rifarla, l'aver deciso che per togliere i poteri a qualcuno serviva una formula che glieli desse, l'aver sperimentato su se stesso una formula mai testata prima, l'essersi fatto imbrogliare più o meno da qualunque altro personaggio, inclusa la donna delle pulizie) tutti continuano a considerarlo un pozzo di scienza e si rivolgono a lui anche quando è evidentemente la persona meno adatta alla situazione (vedasi Arthur Petrelli che pur sapendo che lui ha creato una formula non funzionante si rivolge a lui per mettere a punto quella che ha, piuttosto che allo scienziato che l'ha ideata e che lui conosce benissimo!)
Sebbene in effetti abbia la superforza e quant'altro, è dimostrato che nonostante quelle non riesce a evitare di farsi malmenare da qualcuno che LUI aveva malmenato quando non aveva la superforza.

E per adesso è tutto, ma le verità nascoste di Heroes potrebbero anche tornare...

giovedì 17 settembre 2009

Heroes - Volume IV

Dopo il Volume III è la volta del Volume IV, e fate attenzione agli spoiler perché questa volta parlerò della trama (quel poco che ce n'è attorno ai buchi).
Il Volume IV di Heroes, ovvero la seconda parte della terza stagione, prende le mosse dagli eventi del III. O, per meglio dire, prende le mosse da quelli che sarebbero stati gli eventi del III se solo nel III fosse successo tutto tranne quello che è successo davvero.
Sì, perché Nathan Petrelli, dopo aver passato tutto il III volume a fiancheggiare più o meno apertamente l'idea di suo padre di dare superpoteri alla gente, di colpo ha cambiato idea e ha deciso che le persone con superpoteri sono pericolose e devono essere messe sotto controllo (leggi: rinchiuse a vita in un carcere in una località sperduta). Allo scopo riesce anche a ottenere degli stanziamenti direttamente dal presidente e, a tutti gli effetti, riforma una versione governativa dell'Impresa, di cui riesce a farsi soffiare il controllo in circa trenta minuti da un fanatico militare di nome Danko che non si capisce bene da dove sia spuntato.
Notare che la logica fallace di Nathan non si limita all'idea di perseguitare un gruppo di persone di cui lui stesso fa parte (ovviamente si guarda bene dal dirlo, ma le sue capacità di occultare la cosa sono pari a quelle di un elefante di mimetizzarsi in una tana di topi), ma arrivano al punto di darsi motivazioni come "Per colpa delle idee di mio padre ho quasi ucciso mio fratello" un attimo prima di sedare a tradimento il summenzionato fratello e spedirlo in carcere...
Sì, perché il bello è che laddove (almeno in teoria) l'impresa si occupava di catturare gli elementi pericolosi, questa nuova organizzazione cattura chiunque abbia dei poteri, ritenendolo pericoloso a prescindere (io sto ancora cercando di capire che genere di pericolo rappresenti il commesso di una fumetteria che è in grado di respirare sott'acqua).
A lavorare per questa nuova entità, teoricamente come capo delle operazioni ma in realtà sottoposto e rivale di Danko, c'è anche Noah Bennet, convinto da Nathan in cambio di un lasciapassare per tenere fuori Claire dalla cosa.
In realtà, Noah collabora con Angela per fare qualcosa.
No, non so cosa.
Un'altra grande realtà di questo volume è che più o meno tutti i personaggi portano avanti un triplo gioco talmente contorto che non solo gli spettatori non sanno cosa stiano facendo e perché, ma il più delle volte non lo sanno neanche loro stessi.
Fatto sta che Claire scopre accidentalmente cosa sta facendo il padre, lui apparentemente riesce a calmarla ma lei riceve un contatto dal misterioso Rebel (un tale che manda messaggi a chiunque, manipola computer a distanza e aggira sistemi di sicurezza elettronici, la cui identità è un mistero per metà della stagione, ma ovviamente solo nella mente degli sceneggiatori, perché chiunque abbia visto almeno una puntata della prima stagione ha già esclamato "Micah Sanders" dopo tre minuti dalla sua prima performance...) che le chiede aiuto per salvare altri perseguitati.
Il primo è Alex, il summenzionato commesso della libreria.
Il secondo è... Doyle, il burattinatio, che professa di aver cambiato vita.
Sì, be', deve indubbiamente averlo fatto visto che è morto alla fine del terzo volume, quindi questa non può proprio essere la sua... È vero, la sua morte non si vede esplicitamente, ma lo si vede affrontare Sylar, che in seguito mostra di aver acquisito i suoi poteri (e se anche non l'avesse ucciso, l'impresa SALTA IN ARIA subito dopo! Con lui dentro!)
Il che mi porta al fatto che anche Sylar è vivo e vegeto e lo si vede già nella prima puntata. Peccato che nessuno si degni di dirci come sia resuscitato dopo che Claire lo ha ucciso al termine del volume precedente, almeno non prima che una buona metà del volume sia trascorsa.
Sorvolando sui dettagli secondari, quello che succede è che Danko prende il controllo e cerca di passare dalla detenzione alla fucilazione immediata per gli eroi. Nathan quasi riesce a farlo licenziare, se non fosse che fa scoprire i suoi poteri e quindi Danko lo costringe alla fuga.
Poi, una volta preso il potere, come è assolutamente logico... Danko si allea con Sylar, e lo aiuta perfino a sfuggire alla cattura e impossessarsi dei poteri di un mutaforma, usando poi quest'ultimo per far credere che Sylar sia morto!
Alla fine Sylar viene sconfitto da Peter, ma non prima che abbia ucciso Nathan, e lui stesso viene condizionato per convincersi di essere Nathan e prenderne il posto (sì, lo so, non ha senso), in modo da... poter di nuovo avviare l'impresa usando fondi governativi!
Sì, esatto, il finale del volume è uguale all'inizio!

Ma passiamo agli ENORMI buchi di logica.
Partiamo con Matt Parkman, l'uomo che alla fine del secondo volume aveva appena scoperto che un giorno sarebbe stato in grado di proiettare illusioni nelle menti della gente, a neanche metà del terzo volume (cioè un paio di giorni dopo, in pratica) è già in grado di farlo perfettamente senza neanche aver mai provato, dopodiché dimentica del tutto di saperlo fare fino all'ultima puntata del quarto volume ma ALL'IMPROVVISO sa manipolare le menti altrui con una via di mezzo tra ipnosi e controllo mentale, e sembra che a tutti la cosa appaia normalissima come se l'avesse sempre potuto fare...
All'inizio, in più, in qualche modo Matt ha acquisito il potere di Isaac di dipingere il futuro (pare che debba per forza esserci qualcuno che ce l'ha, se no non si divertono) che userà per alcune puntate e poi mai più.

Ma c'è anche Matt Parkman junior, il figlio che Matt non sapeva di avere (e che se non ricordo male in effetti non era suo...), che ha il potere di attivare o disattivare le cose. In pratica fa partire i giocattoli, accende la TV anche se non c'è la spina inserita, riattiva i poteri scomparsi di Hiro (o almeno quello di fermare il tempo) e, sorpresa, fa volare un aeroplanino giocattolo, di quelli che al massimo possono camminare per terra... Mah!

La palma della deficiente del volume va però a Tracy. Imprigionata da Nathan e rinchiusa in una cella con temperatura elevatissima per bloccare i suoi poteri (chissà perché è l'unica ad avere una cella, tutti gli altri sono sedati nei sotterranei con le infernali macchinette che sparano sedativo nel naso, io continuo a chiedermi come mangino e come facciano i loro bisogni questi poveretti visto che non hanno flebo né cateteri...) viene mostrata a una rappresentante del governo che, per sua fortuna, conosce. Questa, inorridita, minaccia di far chiudere tutto.
Poco dopo Tracy trova il modo di uscire dalla cella e la sua fuga viene vista da Nathan e dalla donna assieme alla sicurezza. Capendo che è stata fatta fuggire per dimostrare la sua pericolosità alla sua amica, lei cosa fa? Uccide un povero cristo che non le stava facendo niente! Indubbiamente il miglior modo per farsi tirare fuori da lì da una che di lì a poco avrebbe fatto chiudere il progetto se solo lei se ne fosse stata buonina (cosa che lei sapeva benissimo perché era stato detto in sua presenza!)

All'appello non si sottrae neanche Sylar.
Prima impegnato nella ricerca del padre, che si scopre avere i suoi stessi poteri e aver ucciso sua madre tagliandole la fronte con la telecinesi [Ora... 1) a che scopo, 2) esattamente perché un taglio telecinetico sulla fronte è letale?, 3) per quale ragione ha la telecinesi e usa lo stesso metodo del figlio? Ci ricordiamo una buona volta che Sylar non ha la telecinesi di base ma è solo il primo potere che ha rubato???], dal confronto con l'uomo esce rinvigorito e più cattivo che mai... salvo poi allearsi con Danko per nessuna ragione logica.
Acquisiti poteri metamorfici, poi diventa totalmente dissociato, talmente dissociato in effetti da riuscire a usare i poteri in modo imprevisto trasformando anche i suoi vestiti(!). E no, non è una cosa che faccia parte del potere, infatti il suo proprietario originale (e inizialmente lui stesso) non li mutava affatto.
Ma del resto questo è nulla se si considera che spesso e volentieri entra ed esce da posti chiusi (tipo scomparire dal sedile posteriore dell'auto di Danko senza aprire la portiera) senza avere nessun potere che gli consenta di farlo...
Alla fine, come già detto, Sylar uccide Nathan, ma grazie al nuovo potere magico di Matt viene convinto di essere Nathan.
Curioso che nessuno pensi di resuscitare Nathan con una bella trasfusione di sangue da parte di Claire, che per inciso è anche lì a due passi...

Passiamo un attimo da Micah Sanders a cui va consegnato il premio per lo spirito d'osservazione dopo il suo (inatteso quanto incomprensibile) salvataggio dalla cattura a opera di Sylar, che, davanti a lui, assume il suo aspetto e si finge colpito a morte, scomparendo nelle acque del porto.
Il giorno dopo, vedendo Sylar cambiare aspetto, il buon Micah esclama "WoW! puoi cambiare forma!"
Wow, ieri che pensavi che avesse fatto, messo su un costume di carnevale?

Accenniamo anche all'unica scena valida dell'ultima puntata (Sylar che crede di essere a confronto col presidente, gli stringe la mano per poter assumere la sua forma, e resta di sasso scoprendo che in realtà si tratta di Peter che ha assunto i suoi poteri) rovinata da una battuta pochi secondi dopo: "Senza Nathan non potremo parlare con il presidente"
Bene... però pare che gli abbiate già parlato se Peter è riuscito a toccarlo per poter assumere la sua forma e ingannare Sylar (e Nathan non c'era), sarebbe tanto difficile rifarlo?

Ed eccoci alla puntata che da sola racchiude il peggio del peggio, e che non a caso è una puntata di Flashback...
A seguito di un sogno (che per sua stessa ammissione non ha senso, come, sempre per sua stessa ammissione, la maggioranza dei suoi sogni) Angela trascina tutta la famiglia a Coyote Sands, un posto sperduto nel deserto e lontano dalla civiltà (ma con una bella caffetteria aperta e ben frequentata...) rivelando che lei, i suoi genitori e sua sorella Alice erano stati "rinchiusi" lì nel 1961.
Qui abbiamo alcune delle battute più significative della serie, tipo:
Peter: "E qui che cosa è successo?"
Angela: "Non lo so, io mi sono salvata".
o
Angela: "Ci avevano rinchiusi qui, e noi ci ripromettemmo che non doveva accadere mai più. Per questo creammo l'Impresa." (EHHH!!!??? Avete creato una struttura che imprigionava le persone con poteri per fare in modo che le persone con poteri non venissero imprigionate? Complimenti!)

Comunque sia, dopo aver costretto tutti a scavare per ore ripescando ossa e scheletri senza la benché minima ragione, Angela rivela che tutti coloro che si trovavano lì sono morti. Lei si è salvata solo perché era uscita di nascosto con Linderman, Deveaux e il padre di Elle di cui non ricorderò mai il nome per cercare aiuto, senza portare la sorella perché "li avrebbe rallentati".
Curioso, visto che la fuga si traduce in loro quattro che vanno alla caffetteria a mangiare hamburger e patatine, lei che telefona a un poliziotto che non le crede e poi si mette a ballare con Deveaux, e una notizia alla radio in merito a una tempesta che loro interpretano automaticamente con "sono morti tutti".
In realtà sono davvero morti tutti, tranne Alice, anche se Angela ci ha messo 48 anni a sognare che è ancora viva. Dopo averla ritrovata le due si riuniscono per qualche secondo, poi Alice si arrabbia perché Angela l'aveva abbandonata e svanisce nel nulla per non essere rivista mai più. Wow!
Ma no, non finisce qui. Perché la vera rivelazione è che a capo del progetto vi fosse... Chandra Suresh! Il padre di Mohinder! L'uomo che negli eventi precedenti alla prima stagione aveva passato tutto il suo tempo a cercare le prove tangibili dell'esistenza di persone con superpoteri ed era stato felicissimo di trovare Sylar che provava le sue teorie... quell'uomo aveva lavorato con persone dotate di superpoteri 48 anni prima di iniziare a cercarle. Urrà per l'arteriosclerosi!

lunedì 31 agosto 2009

Heroes - Volume III

Reduce dalla visione del Volume III di Heroes (ovvero della prima metà della terza stagione del telefilm) e dalle varie chiacchierate in merito con Fed, non potevo esimermi dallo scrivere questo post, il cui sottitolo potrebbe essere "come rovinare un bel telefilm".
Perché... sì, la stagione 3, almeno fin qui, è una ciofeca.
Non parlerò della trama perché non ce n'è abbastanza di cui parlare, la storia devia ogni venti minuti come un toro impazzito sotto anfetamine. Parlerò invece dei personaggi, che evidentemente tra la seconda e la terza stagione, sebbene in termini pratici non siano passati che pochi minuti del loro tempo soggettivo, devono essere caduti in massa in una vasca di psicofarmaci sperimentali allo stato liquido.
Iniziamo con...

Peter Petrelli dal Futuro
Quando ho iniziato a pensare a questo post, ovvero mentre seguivo la serie, ritenevo che fosse uno dei personaggi più idioti in assoluto. Ed è vero, solo che lo pensavo per le ragioni sbagliate.
Si scopre che Peter è il misterioso attentatore che ha sparato a Nathan alla fine del secondo volume, per impedirgli di rivelare al mondo l'esistenza delle persone con superpoteri, cosa che avrà catastrofiche ripercussioni sul futuro. Sembra un'idiozia colossale, perché avrebbe fatto molto prima a tornare un po' più indietro e DIRGLIELO. Alla luce dei fatti, non è questa la sua idiozia, perché anzi sono sempre più convinto che sparare a Nathan sia cosa buona e giusta.
Resta il fatto che questo Peter è un idiota, sia perché non si assicura che Nathan tiri le cuoia, pur avendone l'occasione, sia perché è l'unico imbecille al mondo capace di convincere il suo sé del nostro presente a prendere un potere che:

  1. non gli servirà assolutamente a niente (non riesce a usarlo, in realtà, ma non si capisce comunque a che cavolo potesse servirgli se anche avesse potuto)
  2. avrebbe potuto prendere lui stesso con molta più facilità, ma evidentemente non ci ha mai neanche provato

Vale la pena anche ricordare che si dimentica di non poter morire, possedendo il potere di Claire, e infatti muore.

Peter Petrelli
Il Peter del presente è almeno altrettanto idiota per la maggioranza del volume: fa cose completamente prive di logica, non dice cose che sa, non chiede cose che ha bisogno di sapere, e in generale compete tranquillamente per il primo posto della classifica degli imbecilli, non fosse che si riscatta sul finale (peraltro con un poderoso pugno in faccia al fratello, che ci sta benissimo... peccato solo che dopo gli salvi la vita).

Matt Parkman
Basti dire che Matt è praticamente l'unico telepate al mondo che ha bisogno di aprire la porta per vedere chi sta bussando.

Nathan Petrelli
Ad onor del vero, Nathan non è cambiato molto dalla prima stagione, il che non va affatto a suo favore. È (e resta) l'unico uomo al mondo capace di prendere solo ed esclusivamente decisioni sbagliate, nonché di cambiare idea ogni cinque minuti (ma sempre e solo in modo da perseguire l'idea sbagliata al momento sbagliato).

Isaac Mendez
Isaac è morto nella prima stagione. E infatti non compare nella terza, neanche in flashback. Nonostante questo, gli sceneggiatori riescono a fargli fare la figura dell'idiota rivelando che aveva disegnato numeri del suo fumetto "profetico", 9th Wonder, sufficienti a un anno di pubblicazioni postume (vale a dire fino agli eventi di oltre metà del terzo volume). Traduzione: sapeva esattamente tutto quello che sarebbe accaduto ma è riuscito comunque a farsi ammazzare, nonché a lasciare che gli altri facessero un guaio dopo l'altro.

Hiro Nakamura
Almeno lui non me l'hanno rovinato! Sì, è un pasticcione e non ne combina una giusta, ma lo è sempre stato se non altro, e i suoi momenti riescono a rimanere divertenti.

Claire Bennett
In breve...
"Peter, vogliono prenderti ma ho un piano, esci dalla finestra e scappa dalla scala antincendio"
... poi si scopre che il piano è buttarsi da quella stessa finestra di fronte agli inseguitori. Mentre Peter è ancora a metà scala.

Non guasta neanche stare mezz'ora con un taser puntato davanti a un uomo che sa benissimo avere poteri di controllo mentale.

Mohinder Suresh
Un uomo, un perché.
Naturalmente si intende un "perchéééééé?", gridato con aria disperata e occhi rivolti al cielo.
Mohinder è l'unico essere senziente (ma è un essere senziente?) in grado di scoprire la "cura" per i poteri superumani, crearne una sola fiala e poi dimenticarsi come l'abbia fatta, quindi decidere che per togliere i poteri alla gente deve scoprire il modo di darglieli, non riuscire a fare neanche quello e per di più sperimentare la cosa su se stesso diventando la versione moderna de "La mosca", solo con ragnatela.

Sylar
Tutto sommato, Sylar è quello che ne esce peggio. Viene manipolato come un burattino praticamente da chiunque, compreso il garzone del lattaio. Basta che gli si dica una cosa qualunque e lui ci crede. Poi alla fine si arrabbia e fa finta che non sia stato lui a essere tanto deficiente da credere a tutto, ma siano stati gli altri a ingannarlo.
Che lo abbiano ingannato lo ammetto, ma non hanno davvero dovuto sforzarsi molto. Quasi ci si aspettava che qualcuno gli dicesse "Guarda, un asino che vola", e lui passasse il resto della stagione a cercarlo...

Arthur Petrelli
E come non menzionare il "cattivo" della serie. Un genio del male, un avversario imbattibile, un... deficiente!
Vediamo i suoi exploit...

  1. Avvelenato dalla moglie (l'evento è della prima stagione, cronologicamente, ma viene visto solo nella terza in flashback), Arthur si fa credere morto pur essendo in realtà solo paralizzato.
    Ora per guarire fa rapire Adam Monroe e gli ruba i poteri (uccidendolo nel processo perché senza poteri invecchia di colpo di tutti gli anni che si era risparmiato). Adam Monroe... che mi dice questo nome?
    Ah, sì, è l'uomo che era stato nel Livello 5 (vedi sotto) per secoli, che alla fine della seconda stagione era stato sepolto vivo chissà dove da Hiro, e che solo per puro caso viene disseppellito dallo stesso Hiro e miracolosamente incrociato dieci minuti dopo dagli agenti di Petrelli, che coincidenza...
    Adam Monroe, quello che possiede lo stesso identico potere che Arthur avrebbe potuto assorbire in qualunque momento da Claire o da Peter...
    Non che ne avesse bisogno perché, ricordiamolo, nella prima stagione Arthur avrebbe potuto beatamente farsi curare da Linderman!
  2. Visto che Maury Parkman non vuole che suo figlio Matt (che ha rifiutato di unirsi alla Pinehearst) venga ucciso, Arthur lo uccide. Con un ceffone, per inciso. Senza neanche pensare a prendere i suoi poteri prima. Esatto: uccide il suo unico telepate allo scopo di poter uccidere senza interferenze l'unico altro telepate disponibile che non vuole allearsi con lui.
  3. Per tutta la stagione dimostra che il suo vero potere è rubare i poteri degli altri... e usarli male. Ha il potere di Isaac ma, contrariamente a tutti quelli che l'hanno avuto prima di lui, non solo non impara a disegnare bene ma i suoi disegni sono imprecisi (un disegno di Claire ferita mostra un mucchio di sangue che nella scena reale non c'è, uno di Elle e Sylar che si baciano mostra Elle con la coda, ma quando la scena si svolge lei ha i capelli sciolti). Ha il potere di Peter ma apparentemente non acquisisce nessuno dei poteri delle persone che gli stanno intorno (altrimenti, per dirne una, avrebbe la supervelocità di Daphne, che gli risparmierebbe parecchi problemi sul finale). Ha Il potere di Adam e quello di Claire (preso tramite Peter) ma muore per un colpo di pistola. Ha il potere di Hiro ma non lo usa per fermare il tempo e risparmiarsi il suddetto colpo di pistola.


E dopo le idiozie dei personaggi, passiamo alle idiozie generiche degli sceneggiatori...

Le celle del Livello 5
Per me, le celle del Livello 5 dell'Impresa resteranno un mistero a vita. In qualche modo riescono a trattenere gli individui dotati dei poteri più disparati, eppure Peter riesce a teletrasportarsi al loro interno senza sforzo. In realtà, poi, non è che le celle blocchino i poteri: si vede chiaramente che molti dei prigionieri li hanno e li usano, quindi ci si domanda come mai quelli dotati di controllo mentale o doti simili non riescano tranquillamente a controllare una guardia o un passante qualunque (sì, perché, va notato, nel Livello 5, che dovrebbe essere di massima sicurezza, ci entrano costantemente cani e porci) e farsi liberare.

L'Haitiano
In una puntata, l'Haitiano torna al suo villaggio per sconfiggere suo fratello, anche lui dotato di poteri.
Piccolo problema: l'Haitiano non ce l'ha mai avuto un fratello, e il suo villaggio è disabitato da quando ha accidentalmente cancellato del tutto le menti di tutti gli abitanti (sono eventi narrati nei fumetti online collegati alla serie, che sono canon a tutti gli effetti).

Flashback
A un certo punto della stagione c'è una puntata di flashBack i cui eventi servono solo a giustificare delle cose che accadranno nelle puntate successive. È un vero peccato che questi eventi però contrastino nettamente con cose che sono accadute nelle puntate precedenti (e non parlo di stagioni precedenti, parlo di due puntate prima!)
È dopo averla vista che ho maturato la netta convinzione che gli sceneggiatori in questa stagione siano andati a braccio senza avere la minima idea di dove stessero andando a parare.

L'Eclissi
L'unica eclissi anulare della storia a poter essere vista simultaneamente in Texas e ad Haiti è giustamente anche in grado di annullare per tutta la sua durata i poteri dei vari personaggi, artificiali o meno che siano (annulla anche quelli creati dalla formula sballata di Mohinder).
La cosa non ha alcun senso, a parte ricollegarsi al continuo insistere di Mohinder sul legame tra i poteri e l'attività solare (che esiste solo da quando ne parla lui).
Tra l'altro c'è da pensare che di eclissi simili ce ne siano state altre in passato, ma a giudicare dalle reazioni dei personaggi più "datati", che tolgano i poteri è una novità assoluta...
Per cercare di giustificare la cosa, qualcuno se ne esce anche con "Nathan, non c'è stata un'eclissi la prima volta che hai volato?", e per quanto sappiamo che Nathan sia un deficiente, neanche lui dovrebbe esserlo tanto da rispondere di sì, quando noi sappiamo che l'eclissi è successiva al pilot della prima stagione, e Nathan all'epoca aveva già avuto l'incidente e sapeva già di poter volare. (Ah, ma ovviamente, lui risponde "Sì").

La formula
La famigerata formula, che è alla base delle vicende della stagione (o almeno è sinceramente convinta di esserlo) è quella che è stata usata per conferire poteri artificiali ad alcune persone, tra cui Nathan Petrelli, Nikki e le sue due gemelle, Tracy (che conosciamo in questa stagione) e Barbara (mai vista finora).
Sorvoliamo sul fatto che metà della formula sia nella cassaforte di Kaito Nakamura e che lui, in un video lasciato al figlio, pur sapendo benissimo che se gli dice di non aprire la cassaforte lui lo farà, non si degna di spiegargli perché non dovrebbe aprirla e convincerlo meglio, col risultato che lui se la fa rubare.
Sorvoliamo sul fatto che, scoperto che la formula non funziona (c'è da chiedersi come, non sembra abbiano fatto esperimenti di sorta), quelli della Pinehearst chiamino Mohinder per cercare di sistemarla, e non il dottor Zimmerman che l'ha creata e sappiamo essere vivo, vegeto e facilmente rintracciabile...
Sorvoliamo sul fatto che la formula una volta realizzata sia praticamente succo di lampone...
Ma qualcuno deve davvero spiegarmi come e perché questa formula funzioni solo se esposta a un misterioso catalizzatore che per qualche ragione si trova dentro la madre di Hiro, sotto forma di una luce che a quanto pare può essere trasmessa in giro e perfino rubata da Arthur Petrelli così come ruba i poteri della gente.

Ma, esattamente, cosa si sono fumati???

sabato 11 aprile 2009

Masters of Horror - Parte II

Come avevo annunciato tempo fa, nel post in cui avevo iniziato a commentare questa serie, torno a parlare di Masters of Horror, che ho finalmente avuto l'occasione di finire di guardare.
Bando ai preamboli, dunque, ed ecco i commenti rimasti.

STAGIONE I
Ep. 11 - Strada per la morte
Diretto da Larry Cohen. Due serial killer si contendono una vittima. Noioso.

Ep. 12 - La terribile storia di Haeckel
Diretto da tale John McNaughton, che proprio non so chi sia.
La cosa curiosa di questo episodio è che non ha quasi niente a che vedere con la sinossi che ne viene fornita.
Un uomo, che ha appena perso la moglie, si reca da una negromante perché questa la riporti in vita. La negromante cerca di dissuaderlo dal suo proposito, e per questo gli racconta una storia (la storia di tale Haeckel, appunto) di negromanzia.
Alla fine della fiera, non si vede alcuna ragione logica del perché la donna voglia dissuadere il vedovo, e la storia in sé, per quanto effettivamente terribile, altresì non sembra avere molto a che fare con il caso in questione (sì, parla di morti e negromanzia, ma in circostanze decisamente diverse).

STAGIONE II
Ep. 1 - Discordia
Diretto da Tobe Hooper, ispirato a non so bene quale racconto di Ambrose Bierce, è la storia di una strana energia che rende aggressiva la gente e uccide fisicamente alcune persone in un film decisamente inutile e privo di mordente, con un finale che si può a malapena definire tale.
La cosa che mi è rimasta più impressa è la sequenza iniziale in cui la madre del protagonista porta a tavola una torta di compleanno quando la cena in realtà è appena iniziata e tutti hanno a malapena addentato la loro costoletta (il che la dice lunga su quanto fosse interessante il resto...)

Ep. 3 - V di Vampiro
Diretto da Ernest Dickerson (altro sconosciuto per quanto mi riguarda, ho scoperto solo a posteriori che è il regista di Heroes e altri serial) è una storia raffazzonata di vampiri. Non mi è piaciuto un granché, ed è pieno di errori di logica a livello di trama.

Ep. 4 - Rumori e tenebre
Diretto da tal Brad Anderson (altro emerito sconosciuto, e non credo di aver visto nessun suo film).
Sebbene i rumori siano effettivamente centrali alla vicenda, le tenebre non c'entrano assolutamente nulla. È la storia di un uomo che sembra avere ciclicamente episodi in cui il suo udito si acuisce oltremisura (in maniera alquanto strana, a dire il vero, perché sembra che senta alcuni suoni ma altri no, e dubito sia tanto una scelta quanto una cattiva realizzazione). La cosa lo porterà alla follia, il film porterà gli spettatori alla noia perché è veramente tempo sprecato guardarlo.

Ep. 7 - Contro natura
Diretto da Joe Dante, è un film abbastanza interessante ma che avrebbe potuto essere realizzato meglio. Il fulcro della vicenda è un misterioso morbo che colpisce la popolazione di sesso maschile e il cui effetto è quello di spingere gli infetti a uccidere la restante popolazione, quella femminile vale a dire.

Ep. 8 - La Bestia
Diretto da Mick Garris. Il titolo originale, Valerie on the stairs ha un senso, quello italiano no. Ad ogni modo si tratta di una storia abbastanza visionaria di uno scrittore e una donna misteriosa, passabile ma anche dimenticabile.

Ep. 9 - Dal coma con vendetta
Diretto da Rob Schmidt (e chi è? Boh!), questo episodio dal titolo a dir poco orribile (l'inglese "Right to die" era forse meno immediato, ma almeno era correttamente formulato a livello grammaticale...) riguarda l'orribile vendetta perpetrata dallo spirito di una donna in coma ma prossima a morire. Una vendetta che inizialmente appare ingiustificata e di cui solo alla fine viene rivelata la ragione. Un espediente che sarebbe risultato interessante se fosse stato realizzato in maniera decente, ma che purtroppo perde parecchio del suo mordente perché l'omissione delle informazioni necessarie viene fatta in maniera molto raffazzonata e poco corretta nei confronti dello spettatore.

Ep. 10 - Il gusto della paura
Diretto da Tom Holland, ma non posso prendermela con lui per il fatto che si tratti di una malriuscita imitazione di It, dato che è tratto da un racconto di tal Bentley Little.
La storia ha dei presupposti abbastanza ridicoli e un finale privo di senso logico. Parla di un gelataio ritardato che torna dalla morte per vendicarsi dei ragazzi che hanno causato con uno scherzo malriuscito l'incidente in cui ha perso la vita (nonché di un ragazzo che non c'entrava assolutamente niente e si era rifiutato di aiutarli).

Ep. 11 - Il gatto nero
Diretto da Stuart Gordon, è una strana versione de Il Gatto Nero di Edgar Allan Poe, con protagonista lo stesso Poe. Il film non è un granché, e sembra più che altro voler presentare tutte le possibili citazioni di racconti di Poe infilandole senza logica né necessità nella trama. Interessante l'uso di una tonalità smorta, quasi seppia, per tutta la pellicola con solo alcuni colori (il rosso del sangue, il verde degli occhi del gatto) pienamente vividi. Peccato sia essenzialmente l'unica cosa positiva dell'intero episodio.

Ep. 12 - Il Cannibale
Diretto da tale Peter Medak, è quasi una parodia horror, in merito a un gruppo di cannibali che traggono ispirazione da George Washington e farebbero di tutto per mantenere segreta questa sconosciuta inclinazione del loro fondatore. Nel complesso un'emerita idiozia.

venerdì 20 febbraio 2009

Sanremo e la Matematica

Ci si potrebbe, giustamente, domandare cosa mai abbiano in comune le due cose citate nel titolo di questo post.
La risposta è, in effetti, che con entrambe io mi trovo ad avere un rapporto decisamente anomalo, e non per colpa mia.
Se con la matematica questo dipende dal mio capo, dal quale è facile sentire conversazioni riassumibili in "Abbiamo 20000 Euro sul conto, quindi visto che sono 25000 puoi pagare quella fattura di 30000 così ce la togliamo davanti", per Sanremo la colpevole è mia sorella, che persiste imperterrita a guardarlo anno dopo anno.
In entrambi i casi, comunque, sono io che rimango abbastanza basito a cercare soluzioni alternative, salvo poi non trovarle dato che non sono in grado di cancellare le brutture della televisione né di far materializzare soldi dal nulla (vi lascio indovinare quale delle due cose mi dispiaccia di più...) e arrangiarmi come meglio posso.
Così ogni giorno sono lì a incastrare numeri come meglio posso, e ogni anno per una settimana sono qui a domandarmi perché si continui a mandare in onda una trasmissione lunga una quaresima in cui dei cantanti perlopiù attempati cantano delle canzoni perlopiù inascoltabili, peraltro già sapendo che quello di loro che vincerà rischia seriamente di scomparire dalla scena musicale per gli anni a venire (ragione per cui quest'anno tifo per Marco Carta).
Mi viene, dunque, il lampo di genio? E se riuscissi a manipolare le influenze cosmiche per mandare il mio capo a dirigere Sanremo e far venire Bonolis a orchestrare i pagamenti ai fornitori?
Per la prima cosa, sono convinto che in qualche modo farebbe un lavoro né migliore né peggiore di chiunque lo abbia preceduto (del resto considerato il casino che c'è dove lavoro, mettere assieme due canzoni è decisamente una cosa da niente in confronto, e in quanto a intermezzi comici non c'è neppure da sforzarsi...), e per la seconda... neanche mi serve che faccia quadrare i conti, basta che versi il suo stipendio sul conto e sa(n)remo a posto per due o tre mesi.

domenica 15 febbraio 2009

Masters of Horror - Parte I

Masters of Horror è una serie di minifilm (della durata di circa un'ora ognuno) dell'orrore, ad opera di registi famosi nel campo.
Ne sono state realizzate due stagioni - una terza è stata annunciata ma cancellata prima di realizzarla - trasmesse entrambe anche in Italia.
Dato che ogni episodio è un film a sé stante, parlare della serie nel suo insieme ha poco senso, e quello che segue è un commento alle singole componenti.
In realtà sto guardando la serie in ordine un po' casuale (alla "come mi gira", per dirla con esattezza ^__^), perciò, pur elencandoli in ordine di trasmissione, non commento qui tutti i film, e ci sarà un secondo post più in là per i rimanenti. Faccio così perché al momento ho ancora freschi in mente quelli che ho guardato, of course.

STAGIONE I
Ep. 1 - Panico sulla Montagna
Diretto da Don Coscarelli, è uno dei migliori episodi che ho visto finora. È la storia di una donna che, a seguito di un incidente su una strada di montagna, viene inseguita e successivamente catturata da un mostruoso serial killer. Reduce da un matrimonio con un paranoico fanatico delle armi, come scopriamo attraverso una serie di flashback, la donna si dimostrerà un bersaglio tutt'altro che facile e farà ben più che dare al cattivo la fine che si merita...

Ep. 2 - La Casa delle Streghe
Diretto da Stuart Gordon, è basato su un racconto di Lovecraft, e sinceramente non capisco perché non si chiami "La Casa della Strega".
Ad ogni modo, è passato troppo tempo da quando ho letto il racconto in questione per capire se la trasposizione sia fedele o meno. Di sicuro, per quanto il film in sé non sia brutto, non l'ho apprezzato più di tanto, e il protagonista (studente che si ritrova in una casa infestata dove una strega vuole plagiarlo per fargli uccidere un bambino) per la maggior parte del tempo sembra impegnato a cercare di non ridere della situazione, più che esserne preoccupato. Non che sia colpa sua: decisamente è nato con una mimica facciale che si presta più al comico che all'horror.

Ep. 3 - La Danza dei Morti
Diretto da Tobe Hooper e basato su un racconto di Richard Matheson, ha di degno solo la presenza di Robert "Freddy Krueger" Englund, per il resto è un pasticcio confuso. Per farla molto breve, è la storia di un club in cui vengono fatti ballare dei cadaveri, grazie a una sorta di anomalia genetica venuta fuori a seguito di una guerra chimica, e dove la giovane Peggy scopre a "esibirsi" sua sorella, venduta dalla madre dopo un'overdose (ma senza che fosse ancora morta). Alla fine Peggy vende sua madre e dà degna sepoltura alla sorella. Il problema è che tutto questo lo si capisce beatamente negli ultimi dieci minuti (anche se si guardano solo quelli!), il resto del film non serve praticamente a niente ai fini della storia, e molte cose che vengono mostrate non si capiscono chiaramente neanche dopo.

Ep. 4 - Istinto Assassino
Diretto da Dario Argento, ragion per cui non lo guarderò né ora né mai.

Ep. 5 - Il Gusto dell'Ossessione
Diretto da Mick Garris (che personalmente non avevo mai sentito nominare prima in vita mia). Il titolo originale è Chocolate, e una volta tanto trovo più adatta la traduzione italiana, perché il cioccolato viene menzionato in una scena o due e tutto è fuorché fondamentale per la trama.
Il protagonista è un uomo che lavora in un laboratorio di aromi artificiali (anche questo è totalmente irrilevante) e che improvvisamente si trova ad avere delle esperienze extrasensoriali, vedendo, sentendo e provando quello che vede, sente e prova una donna sconosciuta.
Quando la vede uccidere il suo amante, la rintraccia, innamoratosi di lei, ma finisce per ucciderla in una scena patetica.
L'horror qui è praticamente assente, e l'intero film è semplicemente noioso.

Ep. 6 - Candidato Maledetto
Diretto da Joe Dante, è un'ironica e insolita storia di zombie, che ho apprezzato molto tranne che per il finale "sciacquato".
Inizia come la "solita" epidemia di zombie, salvo poi scoprire che stanno tornando in vita solo soldati morti in una guerra ingiusta e che lo stanno facendo per... votare contro il candidato presidenziale che ce li ha mandati!

Ep. 7 - Leggenda Assassina
Diretto da un John Landis evidentemente fuori forma. Il film è semplicemente stupido, inizia in modo stupido, prosegue in modo stupido e finisce in modo stupido, e non il tipo di stupidità che lo renderebbe divertente. Racconta, sopra le righe, dell'indagine di un detective relegato alla sezione "crimini animali" su una serie di omidici che sembrano compiuti da un cervo (in effetti da una donna-cervo delle leggende indiane, si scoprirà poi). L'unica parte vagamente interessante è una serie di tre scenette demenziali in cui il detective si raffigura cosa possa essere veramente accaduto.

Ep. 8 - Incubo Mortale
Diretto da John Carpenter, parla di un film maledetto che scatena violenza autodistruttiva in chi lo guarda, a causa, pare, del fatto che sia stato usato il sangue di un angelo (o un brutto coso che tale dovrebbe essere) per generarne la pellicola. Un detective viene incaricato di trovarlo e... lo trova, il film fa esattamente quello che si dice faccia, fine del discorso.
Un film visionario che probabilmente avrei trovato pessimo anche se non fosse stata mostrata fin dall'inizio la "creatura angelica" togliendo così ogni suspence in merito al fatto che il film fosse veramente maledetto o meno.
Non c'è alcun genere di "incubo mortale" nel film.

Ep. 9 - Patto con il Demonio
Diretto da quello che per me è un altro sconosciuto, William Malone, è la storia di una coppia che fa un patto col diavolo per resuscitare il figlio, annegato, ma per riportarlo del tutto in vita dovrà sacrificare un adolescente per ogni anno di vita del defunto (quindici, vale a dire). La quindicesima vittima riserverà loro una sgradita sorpresa, anche per colpa della pessima scelta di prenderla donna...
Anche se a tratti si trascina, il film non è male, dopotutto, e il finale è doppiamente inatteso.

Ep. 10 - Creatura Maligna
Diretto da Lucky McKee. No, non conosco neanche lui, ma ho scoperto che è il regista di The Woods, alias Il Mistero del Bosco, alias un'altra mezza ciofeca.
Il film in sé comunque è carino e parla di una coppia lesbica e di uno strano insetto capace di fecondare altre creature per riprodursi. È divertente, ma di horror ha davvero ben poco.

Ep. 13 - Sulle Tracce del Terrore
Diretto da Miike Takashi.
Film di cui mi avevano parlato molto bene, si è rivelato un pastrocchio noioso a proposito di un americano che torna in Giappone per ritrovare una prostituta di cui era innamorato e che era stato costretto ad abbandonare, ma scopre che è morta.
A parte essere costellato di assurde casualità (l'uomo si trova nel bordello giusto, e passi perché pare se li sia girati tutti, ma finisce anche a parlare con l'unica prostituta che sa veramente quello che è successo), il film è grottesco, nella migliore delle ipotesi, ma di una noia mortale e privo di una trama veramente degna di nota (tant'è che per lo più si basa su una serie di versioni diverse dello stesso evento che vengono raccontate in successione).

STAGIONE II
Ep. 2 - Family
Diretto da John Landis, qui un po' più in forma. Al centro della vicenda c'è un insolito serial killer allucinato che tiene in casa scheletri delle sue vittime e li tratta come la sua famiglia. Quando cercherà di sostituire la sua attuale moglie con la nuova vicina, il cui marito sembra essere scomparso, avrà una sgraditissima sorpresa.
L'andamento del finale è possibile intuirlo da alcuni eventi durante il film, che però possono tutto sommato passare inosservati essendo abilmente miscelati nel resto degli eventi, e comunque la scena finale vera e propria è insospettabile e cattivissima.
Non bellissimo, ma degno di essere visto.

Ep. 5 - Il Seme del Male
Diretto da John Carpenter, che decisamente si rifà rispetto alla schifezza della prima stagione. Una ragazza, figlia di un attivista contrario all'aborto, si rifugia in una clinica per aborti dove chiede che le venga fatto abortire quello che secondo lei (ma in effetti non solo secondo lei...) è il figlio di un demone.
Il padre è disposto a tutto per riprendersi la figlia e impedirle di "uccidere" il bambino, incluso entrare nella clinica ad armi spianate e senza risparmio di colpi.
Il film è gradevole, la trama indubbiamente originale e interessante, ma si rovina un po' verso la fine con l'arrivo del padre del "bambino", che, a parte la realizzazione non proprio eccelsa (non sembra un uomo con un costume di gomma, ma ci manca veramente molto poco) sembra essere impacciato, goffo e dotato di un pessimo senso dell'orientamento, laddove si presume che debba far paura.

Ep. 6 - Istinto Animale
Diretto da Dario Argento. Perché l'ho guardato? Perché non lo sapevo! :P
In realtà molti fan di Argento hanno sottolineato come non sembri un suo lavoro, e sarà per questo che è solo una mezza schifezza e non, come mi sarei aspettato, una schifezza tutta intera. È anche tratto da un racconto di F. Paul Wilson, e dunque non esce dalla mente del regista italiano (Deo gratias per questo), che riesce comunque a metterci dentro delle scene splatter assolutamente gratuite e fuori da ogni criterio logico (dove non ci sono quelle, ci sono donnine nude).
La storia riguarda dei cacciatori di pelli che scuoiano dei procioni sovrannaturali (per quanto ne so non si tratta di procioni nella storia originale, ma di creature ignote). Le loro pellicce sono splendide, incantevoli, ma anche maledette, e seminano una scia di sangue e di morte su chiunque voglia trarne profitto.
Sì, tutto qui.

Ep. 13 - Crociera di Sangue
Diretto da Norio Tsuruta, si potrebbe definire "quando i fantasmi occidentali incontrano quelli orientali".
Jack, un avvocato che da giovane ha visto morire annegato suo fratello, senza riuscire a salvarlo, e da allora è perseguitato dal suo "fantasma", accetta l'invito di un suo cliente a una gita in barca (nonostante sia terrorizzato dall'acqua). Peccato che il cliente in questione abbia scoperto che lui ha una relazione con sua moglie e sia intenzionato a ucciderlo.
Si scopre poi che, per sposare la sua attuale moglie, ha ucciso e buttato in mare la precedente, e che ha avuto l'infelice idea di portare la barca proprio nel punto in cui l'aveva fatto. Il vendicativo fantasma della moglie ucciderà prima lui e poi tenterà di uccidere anche Jack e la sua sostituta, già che c'è, ma alla fine Jack verrà salvato dal fantasma di suo fratello, che tutto sommato non lo stava poi perseguitando con cattive intenzioni.
La storia in sé è anche carina, per quanto il finale sia abbastanza telefonato, ma il serio problema è il solito fantasma giapponese, ovvero l'inevitabile donna coi capelli davanti alla faccia che cammina come una deficiente, che semina capelli letali (le eliche della barca si fermano perché ingolfate dai suoi capelli) e che impiega circa mezz'ora per percorrere dieci centimetri (prima o poi scriverò un racconto su un fantasma giapponese che annoia a morte le sue vittime mentre aspettano diligentemente che le raggiunga... o anche in stile "virus Cesira": ammazzatevi voi che io non ce la faccio a venire fin lì, abbiate pazienza).
Ah, interessante poi scoprire come questi fantasmi siano in grado di comparire dove gli pare, di possedere la gente, di smaterializzarsi a piacimento, di muovere gli oggetti con la mente o farli comparire dal nulla, ma di fronte a una porta chiusa siano costretti ad abbatterla con la forza per poter passare.

mercoledì 4 febbraio 2009

Merlin

Solitamente io sono piuttosto bene informato sui telefilm d'oltreoceano (o d'oltremanica), ma l'arrivo di Merlin su Italia Uno mi ha preso, all'epoca, alla sprovvista: non ne avevo mai sentito parlare.
Tutto sommato mi rendo conto che forse un motivo c'era...
Merlin essenzialmente si prende la briga, nell'intento, di seguire le avventure di un giovane Merlino che ancora deve prendere piena consapevolezza (e controllo) dei propri poteri e del proprio destino.
Nell'intento, dicevo.
Nella realtà, si tratta delle avventure di qualcuno che si chiama Merlino e la cui vita è costellata di luoghi e persone che in maniera alquanto incidentale hanno i nomi di altrettanti luoghi e persone del ciclo arturiano, ma che stanno a tale ciclo più o meno (anzi, meno) come le vicende di "Smallville" stanno a Superman.
Merlino arriva da giovane a Camelot (che in quel periodo non dovrebbe esistere però, essendo stata fondata da Artù dopo che è diventato re) dove la magia è proibita per ordine del re Uther Pendragon. Qui conosce Gaius, il medico di corte (che almeno è un personaggio creato apposta) e Artù, principe ereditario (che???), di cui diviene il servitore dopo una serie di eventi. A palazzo vivono anche Morgana - figlia adottiva di Uther e priva della benché minima parentela con Artù - e Gwen... ovvero Ginevra, figlia di un fabbro, mulatta(!) [Ed è ancora niente, c'è gente di colore tra le schiere dei cavalieri!!! Nell'era di Artù?!?] e serva personale di Morgana.
Ora... il telefilm in sé non è malvagio, le avventure vissute dai personaggi sono divertenti e discretamente appassionanti (salvo un dettaglio su cui torno dopo), le caratterizzazioni quasi sempre ben riuscite, gli attori piuttosto bravi anche se non li avevo mai visti prima (salvo Uther, che è il Giles di "Buffy")... insomma, l'avessero chiamato "Le strabilianti avventure di Peppino" e eliminato gli inutili riferimenti fuori luogo al ciclo arturiano, sarebbe stata una buona produzione, ma così com'è...
Merlino, in quanto tale, è ridicolo. È un giovanotto sprovveduto e pasticcione con un terrificante caso di orecchie a sventola, capace di fare più danni di quante cose risolva e dai poteri stranamente in involuzione (all'inizio della serie non sa niente di magia ma riesce a fare incantesimi semplicemente volendolo; da metà della prima puntata in poi, senza un libro di incantesimi e una formula non combina praticamente nulla).
Artù è un giovinastro presuntuoso, che migliorerà col tempo ma che di sicuro se mai dovesse davvero provare a estrarre la spada dalla roccia (ma non c'è rischio, non esiste) non ci riuscirebbe.
Morgana è piatta e inutile per la maggioranza del tempo, quando non lo è non si capisce esattamente cosa voglia e per quale ragione.
I personaggi non arturiani finiscono con l'essere i migliori: Gaius, mago pentito, Nimue, maga dal passato oscuro (e dalle idee poco chiare...) e causa dell'esilio della magia (ma non esattamente per colpa sua), il drago che cerca di pilotare le scelte di Merlino... e qui, in effetti, nasce un altro problemino indipendente dall'ambientazione forzata: il destino.
C'è uno stranissimo concetto del destino in tutta la serie. Più volte viene detto che una data persona è destinata a fare questo o quello, tuttavia pare che se tale persona non si sforzi (e tanto) corra il rischio di non riuscire a farlo.
Quindi se ne consegue che: o il destino non è scritto, si può cambiare (meglio ancora, a quanto pare si cambia da solo se non ci si impegna a evitarlo), e di conseguenza tutta la storia non sta in piedi perché è sul destino congiunto di Merlino e Artù che si basa gran parte delle vicende, oppure è scritto, e in tal caso non si capisce perché tutti si preoccupino del fatto che, ad esempio, Artù possa morire (se è destino che regni su Camelot non morirà, punto, inutile dannarsi).

La stranezza più grande è che tutto ciò viene da una produzione inglese, e ci si aspetterebbe che i britannici avessero un po' più di rispetto per i propri miti, che peraltro non hanno questo gran bisogno di essere romanzati, essendo piuttosto avventurosi già per conto loro.
Comunque, si può sempre tentare di dimenticarsi chi i personaggi dovrebbero essere, prenderli per quello che sono e guardarsi la serie ugualmente.

giovedì 8 gennaio 2009

La Stanza Perduta

Qualche giorno fa avevo parlato in un commento a un post di Fed della miniserie "The Lost Room", che all'epoca non avevo ancora visto ma che mi sono "sparato" in due riprese negli ultimi giorni, e di cui ora posso quindi disquisire con cognizione di causa.
The Lost Room è una miniserie in tre puntate da novanta minuti l'una. In originale.
In Italia sono diventate sei puntate da 45 minuti trasmesse però due alla volta.
Geniale, non concordate?
Protagonista "umano" della serie è Joe Miller, interpretato da Peter Krause (già noto a molti per "Six Feet Under" e "Dirty Sexy Money"), ma in realtà la vera protagonista è la stanza numero 10 di uno sperduto motel, una stanza che si è appunto perduta, dato che un misterioso (e inspiegato) evento l'ha letteralmente sradicata dallo spaziotempo, come se non fosse mai esistita.
La stanza però esiste ancora, da qualche parte, e questo è il minore dei problemi. Il maggiore è rappresentato dal fatto che tutto ciò che si trovava nella stanza in quel momento ha acquisito particolari poteri, e se viene portato fuori dalla stanza ogni oggetto (così vengono definiti) può potenzialmente rappresentare un pericolo, se non da solo in combinazione con altri.
Negli anni, i più disparati personaggi hanno cercato di trovare e riunire gli oggetti per i loro scopi, e ci sono almeno tre diverse organizzazioni (senza contare i singoli individui) che fanno di tutto per entrarne in possesso, ognuna coi propri fini che non sempre si possono definire umanitari...
Gli oggetti sono per lo più banalissimi oggetti, appunto, ma i loro poteri sono straordinari quanto bizzarri. Si va dall'orologio da polso in grado di cuocere le uova (solo ed esclusivamente quelle, le fa sode) alla matita che fa comparire un centesimo ogni volta che viene battuta sul tavolo, passando però per cose molto meno simpatiche, come una penna che può letteralmente cuocere a microonde chiunque ne venga toccato.
Un oggetto decisamente fondamentale è la chiave, ed è proprio di questa che il protagonista entra accidentalmente in possesso.
La chiave è quella della porta della stanza 10, ma ora può essere infilata in qualunque serratura classica e aprire di conseguenza qualunque porta... portando sempre e invariabilmente nella famigerata stanza 10!
Una volta lì, si può aprire la porta e uscire... da qualunque altra porta del mondo si desideri, basta pensarci (se non lo si fa, si esce da una porta scelta assolutamente a caso dalla stanza stessa).
Joe finirà per scoprire, suo malgrado, le tante peculiarità della stanza perduta, e sarà costretto a indagare sempre più a fondo a causa di un altro tipo di perdita, assolutamente accidentale, a cui forse solo grazie all'oggetto giusto potrà porre rimedio.

La serie aveva già sulla carta tutti gli ingredienti per interessarmi, ma devo ammettere che si è dimostrata anche superiore alle mie aspettative e di conseguenza l'ho molto, molto apprezzata. Ha un giusto mix di azione, intrigo, avventura, mistero, fantastico, e soprattutto il protagonista è un geniale bastardo che non si può non adorare.
Decisamente consigliata. ^__^