Ebbene sì, il giorno è arrivato. Sveglia, abluzioni, quant'altro, inclusa una decina di minuti al PC per non lasciare troppe cose in sospeso, mi attrezzo di cellulari, marsupio, insolito zainetto con dentro il giubbotto per eventuali emergenze climatiche, acqua a volontà e caramelle e mi avvio in congruo anticipo verso la fermata dell'autobus, che sarà, come è ovvio, in congruo ritardo.
Mentre attendo, col tempo che sembra indeciso se sia il caso di far piovere o meno, sono circondato da cani che litigano come cani, con l'eccezione di uno che se ne sta rassegnato da una parte con l'aria di chi sta pensando "ma chi frequento?".
Alla fine, il bus arriva, e miracolosamente riesco anche a sedermi, ma non è poi questa gran consolazione quando la gente continua ad aumentare fermata dopo fermata e a un certo punto ho di fianco una signora che praticamente mi si siede su una gamba ogni volta che il bus svolta a sinistra (e mi va anche bene, perché fino a qualche secondo prima di un ulteriore slittamento umano avevo al suo posto un signore che, peraltro, era voltato nella direzione opposta...)
Il viaggio è tranquillo come al solito e finisco anche a fare da guida a due ragazzi diretti anche loro alla convention. Arrivo, saluto, mi registro, saluto, saluto... si, be', ho un po' di gente da salutare, anche se molti li ho visti la sera prima, e solo quando incontro Pierpaolo (non mio cugino, l'altro) mi sovviene che tra tanti saluti ho dimenticato di indossare il badge dello staff, anche se quest'anno staffeggio poco quanto niente (leggasi: niente, a parte fornire inidicazioni a qualcuno che, giustamente, nota il badge e presume io sia in grado di dargliene. Se non altro ha più senso della gente che normalmente presume io sia in grado di dare indicazioni pur non avendo badge di sorta).
Indossato quello, e tolta la maglia visto che in sala fa caldo e si può stare in maniche di camicia (e infilata la suddetta nello zainetto a sua volta infilato nello sgabuzzino semisegreto dopo aver recuperato le caramelle), faccio un giro molto cursorio delle sale ma non mi soffermo dato che più avanti arriverà Pierpaolo (non l'altro, mio cugino) e le vedremo con calma assieme.
A parte il fatto che, ovviamente, alcune le ho viste in fase di preallestimento.
È già in corso la premiazione del Premio Cometa, vinto da persone che conosco (almeno in gran parte) in quanto frequentatori del forum di BraviAutori, perciò attendo che discorsi e frasi di rito siano terminati per salutare almeno l'unico che ho già incontrato di persona l'anno scorso, Alessandro. Gli altri avrò modo di conoscerli faccia a faccia in seguito, ma sarà davvero una cosa lampo.
Decido poi di andarmi a guardare la proiezione di una puntata di Deep Space Nine. Ce ne saranno diverse durante la giornata, per festeggiarne il ventennale (cosa che mi fa sentire molto vecchio...), anche se onestamente non mi è ben chiaro il criterio col quale siano stati scelti gli episodi.
Sono appena uscito dalla sala proiezioni che giustappunto mi vedo passare davanti Pierpaolo, in procinto di andarmi a cercare nella sala Comics & Games dove, però, non ero.
Qui, in effetti, arrivano le dolenti note.
La parte Comics & Games della LevanteCon sembra infatti essere sempre meno Games, tanto che quasi mi domando cosa siano elencati a fare nel nome.
Laddove il primo anno, con la Tana dei Folletti, c'erano giochi di ruolo, dal vivo e non, di carte e da tavolo fruibili dai presenti, e l'anno scorso il mio banchetto faceva da indegno succedaneo, laddove a sostituire la Tana c'era il gruppo di Guerre del Caos... be', quest'anno ci siamo ridotti al solo angolo di Guerre del Caos, privo di qualsivoglia ornamento o allestimento (e, intendiamoci, non ho assolutamente nulla contro Guerre del Caos, ma fanno solo gioco di ruolo dal vivo e basta, e in convention c'è un limite a quello che puoi fare. Questo e due postazioni due di videogiochi, ovviamente occupate tutto il tempo, decisamente non bastano a dire che ci fosse una componente Games.
Piccola consolazione, la sacrificata e non pubblicizzata presenza dell'associazione ludica Finibus Terrae (entrambe le mancanze dovute al fatto che, a quanto ho capito, si trattava di un'aggiunta dell'ultimo minuto), che permetteva di fare partite dimostrative al gioco di carte del Dottor Who (carino) e credo anche altro, purtroppo su un tavolino a cui si stava stretti seduti in tre (peraltro il numero minimo di giocatori per il gioco in questione).
Ma torniamo a noi. Con Pierpaolo facciamo un primo giro dell'area, soffermandoci, immancabilmente, ai banchi dei venditori. Tra le tante cose interessanti c'è un portachiavi a forma di martello di Thor (e, in quanto tale, pressoché impossibile da sollevare senza un argano :-P) che entrambi finiremo per comprarci prima di andare via.
Ma a parte quelle pericolose per il portafoglio, ci sono anche altre cose interessanti da guardare. L'area espositiva mostra una riproduzione in cartoncino del Nautilus su un fondale marino (non ditelo in giro ma la base era stata abbondantemente riparata con nastro adesivo e mancava la punta che non si sa che fine avesse fatto... coff, coff...) e varie memorabilia di Deep Space Nine, oltre a uno Stargate già presente gli scorsi anni ma rinnovato con un fondale davvero ben realizzato, un teletrasporto anch'esso arricchito e una console nuova di zecca. Nell'area centrale si poteva assistere alle evoluzioni di alcuni robot (forse a dire il vero un po' pochi e poche considerato l'ampio spazio che occupavano, di forse quattro tavoli ne veniva davvero usato uno e mezzo), mentre altrove si poteva... no, cioè... voglio dire... quando vedi che cose che per te erano l'infanziadolescenza ora sono degne di essere esposte come materiali quasi da museo, inizi davvero a sentirti vecchio... e questo è l'effetto che mi ha fatto vedere in bella mostra dei vecchi Commodore: un'Amiga, ma anche un Vic20 e un C64 funzionante, su cui qualcuno stava perfino giocando a Ghost & Goblins. Ah...! Sembrerà assurdo, ma mi sarei più volentieri seduto lì ad ammazzare zombie con una lancia a replicazione infinita tentando di non restare in mutande che non alle postazioni di sparatutto ipertecnologici su tre monitor e grafica eccezionale.
Dopo una sortita all'esterno verso un bar (inizialmente fallita visto che tentavamo di uscire da una porta che conduceva sì all'esterno, nel senso di all'aperto, ma non fuori), torniamo e ci uniamo all'incontro dei Whovians locali (buona occasione per dire peste e corna di Moffat, più che altro).
Il problema è che, in mancanza di attività coinvolgenti, dopo un po' hai davvero visto tutto, a parte i cosplayer che danno colore alle sale e che sembrano aumentare in continuazione (e che ormai non assaltano più il bagno). Spendiamo quel che resta della mattinata guardando un episodio di Gundam Unicorn, poi, visto che i BraviAutori ormai sono andati e non so se ci sia qualcuno della Nautilus che mangia in hotel come gli anni scorsi, alla fine decidiamo di cercarci fuori un posto dove mangiare.
Dopo qualche puntata a vuoto, troviamo una pizzeria che in realtà non fa pizze a pranzo ma ha un menù di tutto rispetto (per quanto composto essenzialmente di rucola).
Scegliamo di prendere un antipasto nella versione per due, che comprende oltre a cose abbastanza classiche delle portate piuttosto inusuali, tra cui i moscardini fritti su puré di fave (del quale avrei volentieri fatto a meno però) e tre simpatici tortini, uno di patate, uno di melanzane e uno molto curioso di ricotta e carote. Pierpaolo vi fa seguire una tagliata di pollo, che in effetti aveva attratto anche la mia attenzione, poi deviata dal "con rucola e pomodorini" che la descriveva. Io finisco per optare per il trancio di pescespada alla griglia, ottimo, presentato con guarnizione non annunciata di... sì, be', rucola. Iniziamo a domandarci se i dolci siano conditi con rucola anche quelli, ma non voglio il dolce e Pierpaolo si limita al caffé (che se contiene rucola è della varietà liquida) e dunque non lo sapremo mai.
Siamo pressoché puntualissimi per il rientro, che ritardiamo un po' per consentire alla marea di cosplayer di rifluire, cosa resa più difficile dal fatto che un'anta della doppia porta di accesso pareva non volersi aprire nonostante le migliori intenzioni.
È all'incirca in quel momento che adocchiamo i giocatori del gioco di carte del Dottor Who e ci riproponiamo di fare una partita appena possibile (ci vorrà un bel po' prima che lo sia, e quando lo sarà riuscirò in qualche modo a vincere staccando gli altri di una quantità paurosa di punti). In effetti altre persone che giocavano in giro c'erano... sì, giocavano a Magic con le loro carte personali che si erano portate dietro, e a momenti mi sono pentito di non aver fatto altrettanto.
Però se non altro ho conosciuto l'associazione di cui sopra, scoperto dove si trova (ovvero a meno di un km dalla stazione di Bari) e deciso che andrò a trovarli in sede alla prima occasione.
Non resta davvero molto da fare (seguire una lezione di giapponese proprio no, grazie, non è una cosa da convention!), e ci muoviamo abbastanza presto verso il commiato. Pierpaolo va via per primo, io, che ho ancora una mezz'oretta prima di partire in anticipo per prendere l'autobus in ritardo, ne approfitto per cercare di salutare tutti (manco comunque qualcuno, è inevitabile) anche conscio che quest'anno non rivedrò nessuno della Nautilus alla STICCON. Pierpaolo (l'altro) ne approfitta per ricordarmi che loro si incontrano ogni Domenica a Modugno, io per ricordargli che l'unico modo di essere la Domenica a Modugno sarebbe arrivare lì alle 9 di mattina, non so bene dove e a fare non so bene cosa visto che c'è UN SOLO AUTOBUS festivo che ci va, e neanche sono troppo sicuro che ce ne sia uno che fa il percorso inverso (ovvero, c'è per forza, è lo stesso che sto per prendere, ma non so che percorso faccia dato che la linea festiva è diversa da quella feriale).
Comunque sia, vado. Lungo il percorso già pregusto la replica del gelato al cioccolato fondente 99% della sera prima... ma non dovevo essere l'unico, perché la gelateria sembra essersi trovata nel mezzo dell'assalto dei lanzichenecchi e le vaschette sono pressoché vuote. C'è rimasto del cocco e mi accoccontento di quello, vabbé. Anche questo, sarà per la prossima volta.
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lunedì 13 maggio 2013
sabato 11 maggio 2013
LevanteCon giorno zero
Domani, un po' in ritardo rispetto alla solita collocazione, si terrà la nuova edizione della LevanteCon, la manifestazione a ingresso gratuito che include scienza, fantascienza, robotica, fumetti e giochi.
Anche se quest'anno non avrò un banchetto giochi come l'anno scorso (peccato, ma comunque ho la STICCON per rifarmi, e tra meno di due settimane peraltro) sono andato a fare un salto già oggi per dare una mano, nel mio piccolo, per l'allestimento delle sale (leggasi: ho attaccato qualche programma e piantato tante puntine da disegno assieme a uno dei Riccardo).
Ne ho approfittato per rinfrescarmi la memoria sulla strada, anche se in realtà domani dovrò giocoforza andare in autobus e quindi arriverò da tutt'altra direzione, ma almeno quella per il ritorno è la stessa, e per mangiarmi un gelato al cioccolato fondente 99% + cassata alla ricotta + panna :-P
Domani forse mi aspetta qualcosa di più inquietante, ma i dettagli che avrei dovuto avere oggi non li ho avuti, anche perché chi doveva darmeli si è allontanato per andare a recuperare il materiale audiovisivo senza darmi il tempo di dirgli che non mi avrebbe trovato al ritorno, visto che dovevo darmi una mossa se intendevo tornare a casa in tempi civili (ovviamente poi il treno era in ritardo, ma questo è un altro discorso).
Vedremo domani come vanno le cose. Peccato non poter sperimentare i nuovi giochi di comitato che avevo scritto, ma amen, alla STICCON ci sarà tempo e modo.
Anche se quest'anno non avrò un banchetto giochi come l'anno scorso (peccato, ma comunque ho la STICCON per rifarmi, e tra meno di due settimane peraltro) sono andato a fare un salto già oggi per dare una mano, nel mio piccolo, per l'allestimento delle sale (leggasi: ho attaccato qualche programma e piantato tante puntine da disegno assieme a uno dei Riccardo).
Ne ho approfittato per rinfrescarmi la memoria sulla strada, anche se in realtà domani dovrò giocoforza andare in autobus e quindi arriverò da tutt'altra direzione, ma almeno quella per il ritorno è la stessa, e per mangiarmi un gelato al cioccolato fondente 99% + cassata alla ricotta + panna :-P
Domani forse mi aspetta qualcosa di più inquietante, ma i dettagli che avrei dovuto avere oggi non li ho avuti, anche perché chi doveva darmeli si è allontanato per andare a recuperare il materiale audiovisivo senza darmi il tempo di dirgli che non mi avrebbe trovato al ritorno, visto che dovevo darmi una mossa se intendevo tornare a casa in tempi civili (ovviamente poi il treno era in ritardo, ma questo è un altro discorso).
Vedremo domani come vanno le cose. Peccato non poter sperimentare i nuovi giochi di comitato che avevo scritto, ma amen, alla STICCON ci sarà tempo e modo.
giovedì 19 aprile 2012
LevanteCon 2012 - parte II
Una delle prima cose che mi era stata chiesta arrivando all'hotel Sabato era se avessi il badge dell'anno scorso. La mia risposta ovviamente era stata che sì, ce l'avevo, dato che conservo tutti i badge e pass di ogni convention a cui vado, anche quelli che non possono avere alcuna utilità intrinseca una volta conclusosi l'evento.
Pur avendo poi assodato che in realtà il badge non era indispensabile, purché avessi almeno il cordino per mettermelo al collo, appena tornato a casa Sabato sera il mio primo pensiero era stato quello di recuperarlo... scoprendo che non c'era...! Ho tirato fuori dal cassetto dove (tra un mucchio di altre cianfrusaglie) tengo tutti i pass cose che risalivano a STICCON di chissà quando e ad almeno tre LevanteCon fa, ma oltre quelle c'era solo un desolante cordino azzurro con nulla attaccato. Dopo aver riguardato le stesse cose per almeno tre volte, e cercato nei posti più impensabili, alla fine trovo il badge in quello che ritenevo l'unico posto (be', quasi l'unico: avevo escluso anche la vaschetta dello scarico) dove proprio non poteva essere... il mio marsupio!
Si potrebbe pensare che la mia sia stata una fatica inutile, e in effetti più tardi, appena arrivato, mi vedrò consegnare un badge nuovo di zecca da Pierpaolo (Ventrella, della Nautilus, non mio cugino), fatto sta che, memore dell'abitudine dei badge di fare rotazioni di 180 gradi e rivolgersi al pubblico sempre dalla parte bianca (e di quella conseguente di Pierpaolo, sempre lui, di andare in giro a rivoltare badge alla gente), avevo già deciso che avrei agganciato al collo badge vecchio e nuovo, "schiena contro schiena", realizzando un badge double-face artigianale. ^_^
Badge-deliri a parte, la Domenica mattina, dopo sveglia, abluzioni varie, colazione e ri-abluzioni varie, mi armo di sporta della STICCON con dentro gioco di comitato, cartello artigianale, acqua (fondamentale!), scotch, una matita, laccetto per il badge, ulteriore laccetto per legare la sporta allo schienale della sedia (il vero vantaggio dell'essere in staff e gestire giochi da tavolo? SEDIE!!!), ombrello (non quello microscopico del giorno prima che è ancora bagnato purtroppo) e megasporta del MediaWorld accuratamente ripiegata per il trasporto del ritorno, indosso il giaccone ed esco per aspettare l'autobus con qualche minuto di anticipo.
Serve che dica che l'autobus è in ritardo di quasi mezz'ora?
Il viaggio, come sempre, è allucinante: quell'autobus è costantemente pieno come un uovo, sedersi è impossibile e anche stare in piedi non è esattamente semplice.
Se non altro, grazie all'essere stato allo Sheraton mezza giornata e non un anno prima, riesco stavolta a intercettare per tempo la fermata più vicina invece di superarla come ogni santo anno, e risparmio qualche misero minuto che comunque è sempre meglio di niente.
Arrivo, entro, saluto, mi vedo consegnare il nuovo badge di cui sopra e mi fiondo dentro la convention vera e propria... mancando completamente di vedere Massimo Baglione di BraviAutori che è vicino all'ingresso. Lui, però, mi vede, mi ferma, e come prima cosa (salvo qualche minuto di interruzione a cui lo obbligo per levarmi di dosso il giaccone e metterlo nel magazzino apposito, altro piccolo vantaggio dell'essere in staff) mi trascina a vedere una cosplayer dal costume masochistico. No, non era in latex nero o cose del genere, semplicemente ambulava su due stivali a zoccolo caprino che erano poco distanti dall'essere trampoli sui cui stare in punta di piedi TUTTO. IL. TEMPO.
Scambiate quattro chiacchiere con Max, vado alla mia postazione e affiggo (si fa per dire) il mio cartellone (che poi "one" non è affatto), per poi dare un'occhiata in giro per la sala. Sono in pratica di fronte ai disegnatori di fumetti, che ancora non hanno molto pubblico, e di fianco ai banchi di Guerre del Caos, giocatori di ruolo dal vivo.
Lo spazio nella sala C&G è decisamente maggiore rispetto all'anno scorso. Manca il palco per la gara di cosplay (che non c'è) e Guerre del Caos, pur avendo un palchetto di suo, occupa molto meno spazio rispetto alla Tana dei Folletti, che nel 2011 riempiva un intero lato con attrezzature varie e tavoli di giochi di ruolo e da tavolo. Loro invece stanno in un angolo e tutto lo spazio tra noi è vuoto, salvo che per i due famigerati tavoli inutilizzati.
Per quanto al mio arrivo la convention sia iniziata già da un po', non c'è ancora molto pubblico e la differenza si nota ancora di più.
Io ne approfitto per qualche foto, osservo le inquietanti presenze che si aggirano per le sale (un massiccio orco e un tintinnante guerriero in armatura, nello specifico), e mi metto a sedere per mandare un SMS a Pierpaolo (mio cugino, non l'altro, anche perché non sono ancora tanto rintronato da mandare un SMS a qualcuno che mi sta a cento metri) per avvisarlo che sono arrivato (lui, in realtà, non se ne accorgerà se non dopo essere arrivato a sua volta, avermi raggiunto e aver saputo da me che gliel'avevo mandato).
La mattinata per quel che mi riguarda è abbastanza tranquilla, la gente inizia ad affluire ma dalle mie parti se ne vede poca, salvo i numerosi cosplayer che come sempre rinuncio da subito a identificare (e che come sempre ritroverò nove volte su dieci nei bagni quando mi capiterà di andarci, anche se quest'anno li hanno invasi un po' meno dell'anno scorso).
A un certo punto mi si ripresenta davanti Max Baglione con un simpatico omone, dice a lui chi sono io, ma ci vogliono un paio di sguardi interrogativi prima che qualcuno dica a me chi è lui: Carlo Celenza, anche lui un BravoAutore. Abbozziamo un accordo per il pranzo e ci riproponiamo di fare una foto assieme non appena sarà arrivato l'altro BravoAutore in trasferta, Alessandro Napolitano, che tuttavia non si sa bene quando debba arrivare (è destino che io debba passare la mattinata della LevanteCon a chiedere in giro se qualcuno sia arrivato).
Dopo un po' ho il mio primo giocatore, che sperimenta Dominion (Pierpaolo si unisce a noi), mi fa alcuni appunti costruttivi e in generale apprezza. È il primo e non l'unico a chiedermi se io abbia pubblicato qualcuno dei miei giochi. Quando va via dice che probabilmente ripasserà con degli amici nel pomeriggio, cosa che in realtà poi non accade.
Con Pierpaolo approfitto per fare anche io un giro delle sale e qualche altra foto. In realtà non riuscirò poi a vedere moltissimo, ma non mi lamento. Vado anche a dare un'altra occhiata agli orologi Marvel visti molto da vicino la sera prima, chiedo anche il prezzo e fino all'ultimo sono molto indeciso se prenderne uno o meno, ma alla fine non lo farò. Prima di allontanarmi lascio ben in vista il bando per il gioco di comitato, che resta ignorato (e continuerà a restarlo anche in seguito).
La mattinata trascorre tra combattimenti simulati allo stand accanto, taaaaaaaaaaaaaaanta gente che affolla le sale, foto (inclusa una con l'orco, subito dopo la quale vengo avvicinato da un ragazzo che mi domanda se io sappia chi interpreta, immagino pensando sia un cosplayer e non un giocatore di ruolo) e tipiche cose da convention, finché arriva quasi l'una... e in quel momento arrivano delle persone a chiedermi se si possano provare i giochi. Naturalmente rispondo di sì (ovvio) e di no (altrettanto ovvio, si può, OK, ma cinque minuti d'orologio proprio non bastano). Non c'è problema, le persone in questione mi assicurano che le ritroverò lì alle tre quando riapriamo.
In effetti stanno già aggirandosi loschi figuri che tentano (con ben poco successo) di far uscire le persone, mentre altri impediscono a chi è già fuori di entrare (o rientrare). Ne fa le spese anche Pierpaolo che deve convincerli di essere con me e avere solo intenzione di raggiungermi per poi andare via.
Tornati in sala principale, mi metto in cerca dei BraviAutori per sapere cosa abbiano deciso rispetto al pranzo. Alessandro è arrivato, ma rimandiamo la foto a un secondo momento e ci imbarchiamo sull'auto di Carlo che conosce una pizzeria a Palese e si offre di scarrozzarci lì (per non dire che poi, a tradimento, paga pure e si rifiuta di prendersi le nostre quote).
In realtà prima di imbarcarci dobbiamo fare una specie di percorso labirintico, attraversando la vicina SPA, salutando signorine che se ne stanno beatamente in piscina coperta, prendendo ascensori e cercando garage scomparsi, ma alla fine arriviamo alla prima destinazione (l'auto) e anche alla seconda (L'Ancora). Tra le due un po' di conversazione, quattro risate e un po' di fumo passivo, perché Carlo è un tesoro d'uomo ma è una ciminiera!
Dopo esserci abbuffati al buffet, aver mangiato (tutti) spaghetti con le vongole (che a tutti sembrano un tantino insipidi mentre per me non hanno niente che non vada, e sì che di solito mangio salato) e aver concluso il pasto con degli "sporcamussi" caldi (fuori, perché dentro sono freddini a dire il vero) seguiti dal caffè per tutti tranne il sottoscritto... facciamo un po' di giri a vuoto con l'auto, parliamo di araucarie, poi troviamo la strada giusta e ce ne torniamo puntualissimi in convention. Carlo, però, ha davanti un viaggio di qualche ora verso Pescara, perciò ci lascia senza rientrare (ma non senza che il sottoscritto abbia insistito per scattare la famosa foto).
Quando rientro in sala, i miei nuovi giocatori sono già in attesa. A una partita di Dominion segue una della Lacrima dei Profeti, seguita da... me che fuggo dalla sala, visto che per tutto il tempo ho avuto nelle orecchie le urla provenienti dall'angolo di Guerre del Caos, prima per il Torneo di Roccanera, poi per le'estrazione della lotteria... e pensare che credevo che quest'anno ci sarebbe stato più silenzio da quelle parti mancando la gara dei cosplayer... O_o
Raggiungo Pierpaolo e facciamo un altro giro, soffermandoci nella sala conferenze dove è in proiezione un OAV di Gundam. Anche se non sono mai stato un amante di Gundam resto a guardare per un po', poi torno alla mia postazione trovando una partita di Dominion in corso (evviva, esso vive anche senza di me! ^_^), tra uno dei giocatori di prima e un altro (sì, tutta questa gente aveva dei nomi; sì, me li hanno detti; no, non me li ricorderò MAI!)
Scopro anche l'esistenza del Movimento Ludico "Uno a Caso", che prontamente aggiungerò alle pagine che "mi piacciono" su FaceBook una volta tornato a casa.
È già pomeriggio inoltrato quando accade qualcosa che ormai non mi aspettavo più: complici i giocatori di cui sopra, viene reclutato un gruppo sufficiente per il Gioco di Comitato!
L'ambientazione Trek non aiuta molto (altro motivo per cui mi riprometto di concentrarmi sul fantasy l'anno prossimo), ma nonostante questo ci si diverte, anche ma non solo con le immancabili battute che vengono fuori in giochi simili. Capita a Pierpaolo (causa distribuzione a sorte) il ruolo di Lapek, vulcaniano stitico, che era stato di Angelo Strazzella alla STICCON dell'anno scorso.
Purtroppo per me la serata deve finire presto, gli autobus non perdonano. Faccio un ultimo giro delle sale assieme a Pierpaolo, poi vengo agganciato da Max Baglione per un'ulteriore foto BraviAutoriana, che rimando però per il tempo necessario a riprendere le mie cose dalla sala C&C e dichiarare chiusa la mia partecipazione attiva di quest'anno.
Dopo la foto vado in bagno, saluto tutti quelli che riesco a trovare, mi riunisco a Pierpaolo e ci avviamo verso l'uscita... solo per tornare indietro e scattarci una foto assieme prima di chiudere la giornata. Poi ognuno per la sua strada, lui alla sua auto, io al per nulla mio autobus.
Anche stavolta mi toccherà aspettare ben oltre l'orario previsto, e non posso neanche togliermi lo sfizio del gelato, pur essendo fermo proprio di fianco al bar, per timore che il bus possa passare mentre sono dentro e non fermarsi affatto non vedendo nessuno alla fermata.
Infine, salgo sul mezzo agognato, che contrariamente a quello dell'andata è quasi vuoto, e riparto verso casa. Stanco (certo meno di chi è rimasto a smontare tutto), contento e pieno di idee da cercare di mettere in pratica nei prossimi dodici mesi. Ci riuscirò? Alla peggio sarà materiale per un altro post.
Se non ne avete ancora abbastanza, trovate qualche foto qui.
Pur avendo poi assodato che in realtà il badge non era indispensabile, purché avessi almeno il cordino per mettermelo al collo, appena tornato a casa Sabato sera il mio primo pensiero era stato quello di recuperarlo... scoprendo che non c'era...! Ho tirato fuori dal cassetto dove (tra un mucchio di altre cianfrusaglie) tengo tutti i pass cose che risalivano a STICCON di chissà quando e ad almeno tre LevanteCon fa, ma oltre quelle c'era solo un desolante cordino azzurro con nulla attaccato. Dopo aver riguardato le stesse cose per almeno tre volte, e cercato nei posti più impensabili, alla fine trovo il badge in quello che ritenevo l'unico posto (be', quasi l'unico: avevo escluso anche la vaschetta dello scarico) dove proprio non poteva essere... il mio marsupio!
Si potrebbe pensare che la mia sia stata una fatica inutile, e in effetti più tardi, appena arrivato, mi vedrò consegnare un badge nuovo di zecca da Pierpaolo (Ventrella, della Nautilus, non mio cugino), fatto sta che, memore dell'abitudine dei badge di fare rotazioni di 180 gradi e rivolgersi al pubblico sempre dalla parte bianca (e di quella conseguente di Pierpaolo, sempre lui, di andare in giro a rivoltare badge alla gente), avevo già deciso che avrei agganciato al collo badge vecchio e nuovo, "schiena contro schiena", realizzando un badge double-face artigianale. ^_^
Badge-deliri a parte, la Domenica mattina, dopo sveglia, abluzioni varie, colazione e ri-abluzioni varie, mi armo di sporta della STICCON con dentro gioco di comitato, cartello artigianale, acqua (fondamentale!), scotch, una matita, laccetto per il badge, ulteriore laccetto per legare la sporta allo schienale della sedia (il vero vantaggio dell'essere in staff e gestire giochi da tavolo? SEDIE!!!), ombrello (non quello microscopico del giorno prima che è ancora bagnato purtroppo) e megasporta del MediaWorld accuratamente ripiegata per il trasporto del ritorno, indosso il giaccone ed esco per aspettare l'autobus con qualche minuto di anticipo.
Serve che dica che l'autobus è in ritardo di quasi mezz'ora?
Il viaggio, come sempre, è allucinante: quell'autobus è costantemente pieno come un uovo, sedersi è impossibile e anche stare in piedi non è esattamente semplice.
Se non altro, grazie all'essere stato allo Sheraton mezza giornata e non un anno prima, riesco stavolta a intercettare per tempo la fermata più vicina invece di superarla come ogni santo anno, e risparmio qualche misero minuto che comunque è sempre meglio di niente.
Arrivo, entro, saluto, mi vedo consegnare il nuovo badge di cui sopra e mi fiondo dentro la convention vera e propria... mancando completamente di vedere Massimo Baglione di BraviAutori che è vicino all'ingresso. Lui, però, mi vede, mi ferma, e come prima cosa (salvo qualche minuto di interruzione a cui lo obbligo per levarmi di dosso il giaccone e metterlo nel magazzino apposito, altro piccolo vantaggio dell'essere in staff) mi trascina a vedere una cosplayer dal costume masochistico. No, non era in latex nero o cose del genere, semplicemente ambulava su due stivali a zoccolo caprino che erano poco distanti dall'essere trampoli sui cui stare in punta di piedi TUTTO. IL. TEMPO.
Scambiate quattro chiacchiere con Max, vado alla mia postazione e affiggo (si fa per dire) il mio cartellone (che poi "one" non è affatto), per poi dare un'occhiata in giro per la sala. Sono in pratica di fronte ai disegnatori di fumetti, che ancora non hanno molto pubblico, e di fianco ai banchi di Guerre del Caos, giocatori di ruolo dal vivo.
Lo spazio nella sala C&G è decisamente maggiore rispetto all'anno scorso. Manca il palco per la gara di cosplay (che non c'è) e Guerre del Caos, pur avendo un palchetto di suo, occupa molto meno spazio rispetto alla Tana dei Folletti, che nel 2011 riempiva un intero lato con attrezzature varie e tavoli di giochi di ruolo e da tavolo. Loro invece stanno in un angolo e tutto lo spazio tra noi è vuoto, salvo che per i due famigerati tavoli inutilizzati.
Per quanto al mio arrivo la convention sia iniziata già da un po', non c'è ancora molto pubblico e la differenza si nota ancora di più.
Io ne approfitto per qualche foto, osservo le inquietanti presenze che si aggirano per le sale (un massiccio orco e un tintinnante guerriero in armatura, nello specifico), e mi metto a sedere per mandare un SMS a Pierpaolo (mio cugino, non l'altro, anche perché non sono ancora tanto rintronato da mandare un SMS a qualcuno che mi sta a cento metri) per avvisarlo che sono arrivato (lui, in realtà, non se ne accorgerà se non dopo essere arrivato a sua volta, avermi raggiunto e aver saputo da me che gliel'avevo mandato).
La mattinata per quel che mi riguarda è abbastanza tranquilla, la gente inizia ad affluire ma dalle mie parti se ne vede poca, salvo i numerosi cosplayer che come sempre rinuncio da subito a identificare (e che come sempre ritroverò nove volte su dieci nei bagni quando mi capiterà di andarci, anche se quest'anno li hanno invasi un po' meno dell'anno scorso).
A un certo punto mi si ripresenta davanti Max Baglione con un simpatico omone, dice a lui chi sono io, ma ci vogliono un paio di sguardi interrogativi prima che qualcuno dica a me chi è lui: Carlo Celenza, anche lui un BravoAutore. Abbozziamo un accordo per il pranzo e ci riproponiamo di fare una foto assieme non appena sarà arrivato l'altro BravoAutore in trasferta, Alessandro Napolitano, che tuttavia non si sa bene quando debba arrivare (è destino che io debba passare la mattinata della LevanteCon a chiedere in giro se qualcuno sia arrivato).
Dopo un po' ho il mio primo giocatore, che sperimenta Dominion (Pierpaolo si unisce a noi), mi fa alcuni appunti costruttivi e in generale apprezza. È il primo e non l'unico a chiedermi se io abbia pubblicato qualcuno dei miei giochi. Quando va via dice che probabilmente ripasserà con degli amici nel pomeriggio, cosa che in realtà poi non accade.
Con Pierpaolo approfitto per fare anche io un giro delle sale e qualche altra foto. In realtà non riuscirò poi a vedere moltissimo, ma non mi lamento. Vado anche a dare un'altra occhiata agli orologi Marvel visti molto da vicino la sera prima, chiedo anche il prezzo e fino all'ultimo sono molto indeciso se prenderne uno o meno, ma alla fine non lo farò. Prima di allontanarmi lascio ben in vista il bando per il gioco di comitato, che resta ignorato (e continuerà a restarlo anche in seguito).
La mattinata trascorre tra combattimenti simulati allo stand accanto, taaaaaaaaaaaaaaanta gente che affolla le sale, foto (inclusa una con l'orco, subito dopo la quale vengo avvicinato da un ragazzo che mi domanda se io sappia chi interpreta, immagino pensando sia un cosplayer e non un giocatore di ruolo) e tipiche cose da convention, finché arriva quasi l'una... e in quel momento arrivano delle persone a chiedermi se si possano provare i giochi. Naturalmente rispondo di sì (ovvio) e di no (altrettanto ovvio, si può, OK, ma cinque minuti d'orologio proprio non bastano). Non c'è problema, le persone in questione mi assicurano che le ritroverò lì alle tre quando riapriamo.
In effetti stanno già aggirandosi loschi figuri che tentano (con ben poco successo) di far uscire le persone, mentre altri impediscono a chi è già fuori di entrare (o rientrare). Ne fa le spese anche Pierpaolo che deve convincerli di essere con me e avere solo intenzione di raggiungermi per poi andare via.
Tornati in sala principale, mi metto in cerca dei BraviAutori per sapere cosa abbiano deciso rispetto al pranzo. Alessandro è arrivato, ma rimandiamo la foto a un secondo momento e ci imbarchiamo sull'auto di Carlo che conosce una pizzeria a Palese e si offre di scarrozzarci lì (per non dire che poi, a tradimento, paga pure e si rifiuta di prendersi le nostre quote).
In realtà prima di imbarcarci dobbiamo fare una specie di percorso labirintico, attraversando la vicina SPA, salutando signorine che se ne stanno beatamente in piscina coperta, prendendo ascensori e cercando garage scomparsi, ma alla fine arriviamo alla prima destinazione (l'auto) e anche alla seconda (L'Ancora). Tra le due un po' di conversazione, quattro risate e un po' di fumo passivo, perché Carlo è un tesoro d'uomo ma è una ciminiera!
Dopo esserci abbuffati al buffet, aver mangiato (tutti) spaghetti con le vongole (che a tutti sembrano un tantino insipidi mentre per me non hanno niente che non vada, e sì che di solito mangio salato) e aver concluso il pasto con degli "sporcamussi" caldi (fuori, perché dentro sono freddini a dire il vero) seguiti dal caffè per tutti tranne il sottoscritto... facciamo un po' di giri a vuoto con l'auto, parliamo di araucarie, poi troviamo la strada giusta e ce ne torniamo puntualissimi in convention. Carlo, però, ha davanti un viaggio di qualche ora verso Pescara, perciò ci lascia senza rientrare (ma non senza che il sottoscritto abbia insistito per scattare la famosa foto).
Quando rientro in sala, i miei nuovi giocatori sono già in attesa. A una partita di Dominion segue una della Lacrima dei Profeti, seguita da... me che fuggo dalla sala, visto che per tutto il tempo ho avuto nelle orecchie le urla provenienti dall'angolo di Guerre del Caos, prima per il Torneo di Roccanera, poi per le'estrazione della lotteria... e pensare che credevo che quest'anno ci sarebbe stato più silenzio da quelle parti mancando la gara dei cosplayer... O_o
Raggiungo Pierpaolo e facciamo un altro giro, soffermandoci nella sala conferenze dove è in proiezione un OAV di Gundam. Anche se non sono mai stato un amante di Gundam resto a guardare per un po', poi torno alla mia postazione trovando una partita di Dominion in corso (evviva, esso vive anche senza di me! ^_^), tra uno dei giocatori di prima e un altro (sì, tutta questa gente aveva dei nomi; sì, me li hanno detti; no, non me li ricorderò MAI!)
Scopro anche l'esistenza del Movimento Ludico "Uno a Caso", che prontamente aggiungerò alle pagine che "mi piacciono" su FaceBook una volta tornato a casa.
È già pomeriggio inoltrato quando accade qualcosa che ormai non mi aspettavo più: complici i giocatori di cui sopra, viene reclutato un gruppo sufficiente per il Gioco di Comitato!
L'ambientazione Trek non aiuta molto (altro motivo per cui mi riprometto di concentrarmi sul fantasy l'anno prossimo), ma nonostante questo ci si diverte, anche ma non solo con le immancabili battute che vengono fuori in giochi simili. Capita a Pierpaolo (causa distribuzione a sorte) il ruolo di Lapek, vulcaniano stitico, che era stato di Angelo Strazzella alla STICCON dell'anno scorso.
Purtroppo per me la serata deve finire presto, gli autobus non perdonano. Faccio un ultimo giro delle sale assieme a Pierpaolo, poi vengo agganciato da Max Baglione per un'ulteriore foto BraviAutoriana, che rimando però per il tempo necessario a riprendere le mie cose dalla sala C&C e dichiarare chiusa la mia partecipazione attiva di quest'anno.
Dopo la foto vado in bagno, saluto tutti quelli che riesco a trovare, mi riunisco a Pierpaolo e ci avviamo verso l'uscita... solo per tornare indietro e scattarci una foto assieme prima di chiudere la giornata. Poi ognuno per la sua strada, lui alla sua auto, io al per nulla mio autobus.
Anche stavolta mi toccherà aspettare ben oltre l'orario previsto, e non posso neanche togliermi lo sfizio del gelato, pur essendo fermo proprio di fianco al bar, per timore che il bus possa passare mentre sono dentro e non fermarsi affatto non vedendo nessuno alla fermata.
Infine, salgo sul mezzo agognato, che contrariamente a quello dell'andata è quasi vuoto, e riparto verso casa. Stanco (certo meno di chi è rimasto a smontare tutto), contento e pieno di idee da cercare di mettere in pratica nei prossimi dodici mesi. Ci riuscirò? Alla peggio sarà materiale per un altro post.
Se non ne avete ancora abbastanza, trovate qualche foto qui.
martedì 17 aprile 2012
LevanteCon 2012 - parte I
Nonostante abbia temuto quasi fino all'ultimo che sarebbe successo qualcosa per impedirmi di partecipare, anche quest'anno sono riuscito a non mancare alla LevanteCon, la convention di scienza, fantascienza e (dall'anno scorso) Comics & Games.
È stato anche il primo anno in cui la scritta "staff" sul mio badge non era lì tanto per bellezza, visto che avevo il mio bel tavolo con su i miei giochi, o almeno quelli che mi ritrovavo ad avere più o meno disponibili. A causa anche delle mia stessa impossibilità di confermare la mia presenza, la possibilità di organizzarmicisitivi è stata abbastanza limitata. Di conseguenza sono riuscito a portarmi dietro Star Trek: Dominion, che almeno ha un bell'aspetto professionale, e una stampa fatta all'ultimo secondo de La Lacrima dei Profeti (con orridi segnalini in bianco e nero e stampati male), oltre al famigerato gioco di comitato "DS 12" già portato in STICCON l'anno scorso. Mi sono già ripromesso che per il prossimo anno, se non mi sbarrano la porta davanti, l'organizzazione sarà migliore e mi porterò qualcosa anche di non Trek, dato che lì il pubblico è assai più eterogeneo.
Ma andiamo con ordine...
Vista la mia presenza in veste meno "visitativa", la LevanteCon per me è iniziata un tantino prima quest'anno. Saltando le tediose fasi di pre-preparazione (non tediose per me, che alla fine mi diverto a scrivere, stampare, tagliare e via dicendo, ma per chiunque dovesse leggerle nei dettagli :-P), il "primo contatto" è avvenuto Sabato 14, giorno in cui avevo un appuntamento (quasi rispettato) allo Sheraton con gli organizzatori per vedere come e cosa avrei potuto fare il giorno dopo.
In realtà qui occorre una premessa.
Io mi lamento sempre del fatto che la convention sia di Domenica perché i famigerati treni FAL non viaggiano nei giorni festivi, e mi tocca affidarmi agli inaffidabili autobus sostitutivi. Tuttavia, un piccolo vantaggio gli autobus ce l'hanno: quello dell'andata ti scodella praticamente a cento metri dalla destinazione finale. Arrivando in treno, invece, si finisce da tutt'altra parte e tocca farsi una bella scarpinata o sperare nei bus cittadini.
Va da sé che, avuto l'orario, ho cercato come prima cosa un autobus, solo per scoprire che di sabato c'è una specie di buco nero tra le 13.00 e le 20.00 in cui non c'è un bus che parta neanche a dirottarlo.
Non è una tragedia, il treno non manca e la strada dalla stazione la conosco. In effetti la facevo spesso per andare all'unica fumetteria vagamente raggiungibile di Bari (all'epoca; ora ce n'è una a due passi dalla stazione), e l'hotel è poco oltre quest'ultima. Resta il fatto che si tratta di tre chilometri e mezzo, per cui ci vuole un po' di tempo per arrivare a destinazione.
A onor del vero, il treno ha tre fermate in Bari. La prima, che porta al Policlinico, è ben più che a metà strada tra la stazione e l'hotel... peccato che per poterla sfruttare dovrei sapere come venir fuori dal policlinico in questione (sì, la stazione è praticamente dentro il policlinico), e non ne ho la benché minima idea.
Dato che sono piuttosto bravo a sbagliare strada, e che il mio GPS in genere funziona bene quando non mi serve e non ha mai segnale quando invece ne va della mia salute mentale, preferirei non rischiare. Tuttavia mi ritrovo a chiacchierare il giorno prima con un collega che conosce la zona e mi dà qualche dritta, facendomi infine cambiare idea.
È così che Sabato, dopo spesa, commissioni varie, preparazione del pranzo e altri preparativi, appena mia sorella torna dal lavoro e abbiamo modo di pranzare parto all'avventura. O, almeno, vorrei, se non fosse che il treno sembra volermi boicottare, e dalle 16.11 previste parte alle 16.30...
Vabbe', per fortuna riducendo le stazioni da attraversare risparmio dieci minuti buoni di treno e anche di più di camminata. Così scendo alla fermata del Policlico, mi faccio le scale, esco, seguo il muro perimetrale come mi è stato raccomandato e sbuco in una zona che conosco.
Conosco nel senso che so dove si trova, ma ovviamente la prima cosa che faccio è imboccare la direzione opposta a quella che dovrei prendere... me ne rendo conto quando mi ritrovo davanti un punto di riferimento a me ben noto, un ristorante cinese che risponde all'inquietante nome di Fang Xiang o giù di lì, che mi porta a fare un rapido dietro front.
Se non altro, quest'anno riesco a non perdermi la svolta per l'hotel e la imbocco addirittura al primo tentativo, raggiungendo infine l'ambita destinazione.
Di sotto sono tutti già al lavoro, e si vedono poster che vengono montati al loro posto, esposizioni varie in allestimento e gente che vaga armata alternativamente di scale e del martello di Thor (poco utile ai fini dell'allestimento ma di grande effetto scenico ^_^). Saluto i vari membri della Nautilus, deposito temporaneamente la mia mega-sporta con i giochi da tavolo (il gioco di comitato non ce l'ho ancora, non avendo potuto valutare la situazione) e, non avendo fretta alcuna di sistemare il mio angolino, mi limito a vedere dove sarò posizionato e tento nel mio piccolo di dare una mano (più che altro "scocciando" manifesti e programmi qua e là, ma anche spostando un paio di cartelli, una teca, dei divani e qualche tavolo... no, non da solo tipo Hulk, mi limito ad aiutare altri che lo fanno). Oltre agli allestitori della manifestazione vera e propria, dopo un po' arrivano anche quelli degli sponsor e venditori vari, che iniziano a disporre i banchi di vendita nell'area Comics & games.
Sì, iniziano, finiscono... e poi si decide di spostare tutto vicino all'ingresso. Mi ritroverò in seguito a dare una mano nel trasloco di merchandising vario, più di una volta tentato di non farlo arrivare a destinazione (in particolare mi capitano tra le mani alcuni orologi Marvel davvero niente male, ma li deposito debitamente sul banco dei proprietari).
Il mio tempo è limitato (sì, anche su questa Terra, ma in particolare a Bari, visto che devo sottostare agli orari dei treni), perciò, dopo aver collaborato a sistemare alcuni oggetti legati all'esposizione su Giulio Verne, aggancio chi di dovere e inizio a pensara alla mia sistemazione, altrimenti detta: la caccia al tavolo.
Sembra che di tavoli già belli e pronti non ce ne siano (sembra, ricordatevi che ho detto sembra), e iniziamo di conseguenza a cercarne uno. Io non ho grandi pretese, in effetti: mi serve qualcosa di dimensioni civili, anche perché a questo punto sono dell'idea di portare il comitato e dovranno starci sei persone attorno al tavolo se lo giochiamo, ma un tavolo tondo di dimensioni medie è più che sufficiente. O lo sarebbe se ci fosse.
Pare che l'unico tavolo disponibile sia un enorme tavolo rettangolare, decisamente troppo. Decidiamo comunque di montarlo e fare cambio con uno dei due tavoli tondi già allestiti in sala.
Mentre Giuseppe e Riccardo piazzano il tavolo, io vado a riprendermi i miei giochi per occupare un posto... ovvero, ci provo: neanche esco dalla sala che sento un BANG! pauroso alle mie spalle e scopro che il tavolo in questione era in realtà una trappola per topi mascherata: le gambe non si bloccano e si sono chiuse di botto.
Per fortuna nessuno si è fatto male, ma tocca passare al piano B. Troviamo un altro tavolino tondo, un po' piccolo ma accettabile. Io e Riccardo stiamo per portarlo al suo posto quando Giuseppe ne fa magicamente comparire un altro ancora, di dimensioni un po' maggiori, che diventerà poi il tavolo designato.
Ci sistemo sopra le mie cose, e inizio a pensare a come renderlo visibile (ovvero far capire che siano le cose che ci stanno sopra). Questo lo otterrò con un cartello improvvisato la sera stessa, ma...
Ricordate quel "sembra"? Ricordate i due tavoli già allestiti? Be', quei due tavoli non li ha usati né occupati NESSUNO! Ovviamente lo scoprirò soltanto durante la convention.
Fatto sta che è ora di dover tornare. Mi concedo un po' di anticipo sia per sicurezza, sia perché piove (diluvia!), sia perché voglio passare a comprarmi un gelato dal bar dell'angolo che si chiama... Bar dell'Angolo! :-P
In realtà faccio MOLTO bene a concedermelo, perché sulla via del ritorno riesco in qualche modo a oltrepassare il cancello della stazione senza neanche vederlo e arrivare all'entrata principale del policlinico prima di accorgermi che sono fuori rotta e devo tornare indietro... parecchio indietro!!!
Comunque sia, riesco ad arrivare in stazione poco prima dell'arrivo del treno (che poi si scopre essere non così "poco", perché il treno è in ritardo, tanto per cambiare...).
A casa mi aspettano un po' di stampe da fare: gioco di comitato, cartello con nomi e qualche dettaglio dei giochi. Al resto ci penserò domani. Così come penserò domani al resto di questo report.
Ah, comunque sì, il gelato me lo sono preso, anche se ho dovuto mangiarlo in transito e sotto l'ombrello. :-D
È stato anche il primo anno in cui la scritta "staff" sul mio badge non era lì tanto per bellezza, visto che avevo il mio bel tavolo con su i miei giochi, o almeno quelli che mi ritrovavo ad avere più o meno disponibili. A causa anche delle mia stessa impossibilità di confermare la mia presenza, la possibilità di organizzarmicisitivi è stata abbastanza limitata. Di conseguenza sono riuscito a portarmi dietro Star Trek: Dominion, che almeno ha un bell'aspetto professionale, e una stampa fatta all'ultimo secondo de La Lacrima dei Profeti (con orridi segnalini in bianco e nero e stampati male), oltre al famigerato gioco di comitato "DS 12" già portato in STICCON l'anno scorso. Mi sono già ripromesso che per il prossimo anno, se non mi sbarrano la porta davanti, l'organizzazione sarà migliore e mi porterò qualcosa anche di non Trek, dato che lì il pubblico è assai più eterogeneo.
Ma andiamo con ordine...
Vista la mia presenza in veste meno "visitativa", la LevanteCon per me è iniziata un tantino prima quest'anno. Saltando le tediose fasi di pre-preparazione (non tediose per me, che alla fine mi diverto a scrivere, stampare, tagliare e via dicendo, ma per chiunque dovesse leggerle nei dettagli :-P), il "primo contatto" è avvenuto Sabato 14, giorno in cui avevo un appuntamento (quasi rispettato) allo Sheraton con gli organizzatori per vedere come e cosa avrei potuto fare il giorno dopo.
In realtà qui occorre una premessa.
Io mi lamento sempre del fatto che la convention sia di Domenica perché i famigerati treni FAL non viaggiano nei giorni festivi, e mi tocca affidarmi agli inaffidabili autobus sostitutivi. Tuttavia, un piccolo vantaggio gli autobus ce l'hanno: quello dell'andata ti scodella praticamente a cento metri dalla destinazione finale. Arrivando in treno, invece, si finisce da tutt'altra parte e tocca farsi una bella scarpinata o sperare nei bus cittadini.
Va da sé che, avuto l'orario, ho cercato come prima cosa un autobus, solo per scoprire che di sabato c'è una specie di buco nero tra le 13.00 e le 20.00 in cui non c'è un bus che parta neanche a dirottarlo.
Non è una tragedia, il treno non manca e la strada dalla stazione la conosco. In effetti la facevo spesso per andare all'unica fumetteria vagamente raggiungibile di Bari (all'epoca; ora ce n'è una a due passi dalla stazione), e l'hotel è poco oltre quest'ultima. Resta il fatto che si tratta di tre chilometri e mezzo, per cui ci vuole un po' di tempo per arrivare a destinazione.
A onor del vero, il treno ha tre fermate in Bari. La prima, che porta al Policlinico, è ben più che a metà strada tra la stazione e l'hotel... peccato che per poterla sfruttare dovrei sapere come venir fuori dal policlinico in questione (sì, la stazione è praticamente dentro il policlinico), e non ne ho la benché minima idea.
Dato che sono piuttosto bravo a sbagliare strada, e che il mio GPS in genere funziona bene quando non mi serve e non ha mai segnale quando invece ne va della mia salute mentale, preferirei non rischiare. Tuttavia mi ritrovo a chiacchierare il giorno prima con un collega che conosce la zona e mi dà qualche dritta, facendomi infine cambiare idea.
È così che Sabato, dopo spesa, commissioni varie, preparazione del pranzo e altri preparativi, appena mia sorella torna dal lavoro e abbiamo modo di pranzare parto all'avventura. O, almeno, vorrei, se non fosse che il treno sembra volermi boicottare, e dalle 16.11 previste parte alle 16.30...
Vabbe', per fortuna riducendo le stazioni da attraversare risparmio dieci minuti buoni di treno e anche di più di camminata. Così scendo alla fermata del Policlico, mi faccio le scale, esco, seguo il muro perimetrale come mi è stato raccomandato e sbuco in una zona che conosco.
Conosco nel senso che so dove si trova, ma ovviamente la prima cosa che faccio è imboccare la direzione opposta a quella che dovrei prendere... me ne rendo conto quando mi ritrovo davanti un punto di riferimento a me ben noto, un ristorante cinese che risponde all'inquietante nome di Fang Xiang o giù di lì, che mi porta a fare un rapido dietro front.
Se non altro, quest'anno riesco a non perdermi la svolta per l'hotel e la imbocco addirittura al primo tentativo, raggiungendo infine l'ambita destinazione.
Di sotto sono tutti già al lavoro, e si vedono poster che vengono montati al loro posto, esposizioni varie in allestimento e gente che vaga armata alternativamente di scale e del martello di Thor (poco utile ai fini dell'allestimento ma di grande effetto scenico ^_^). Saluto i vari membri della Nautilus, deposito temporaneamente la mia mega-sporta con i giochi da tavolo (il gioco di comitato non ce l'ho ancora, non avendo potuto valutare la situazione) e, non avendo fretta alcuna di sistemare il mio angolino, mi limito a vedere dove sarò posizionato e tento nel mio piccolo di dare una mano (più che altro "scocciando" manifesti e programmi qua e là, ma anche spostando un paio di cartelli, una teca, dei divani e qualche tavolo... no, non da solo tipo Hulk, mi limito ad aiutare altri che lo fanno). Oltre agli allestitori della manifestazione vera e propria, dopo un po' arrivano anche quelli degli sponsor e venditori vari, che iniziano a disporre i banchi di vendita nell'area Comics & games.
Sì, iniziano, finiscono... e poi si decide di spostare tutto vicino all'ingresso. Mi ritroverò in seguito a dare una mano nel trasloco di merchandising vario, più di una volta tentato di non farlo arrivare a destinazione (in particolare mi capitano tra le mani alcuni orologi Marvel davvero niente male, ma li deposito debitamente sul banco dei proprietari).
Il mio tempo è limitato (sì, anche su questa Terra, ma in particolare a Bari, visto che devo sottostare agli orari dei treni), perciò, dopo aver collaborato a sistemare alcuni oggetti legati all'esposizione su Giulio Verne, aggancio chi di dovere e inizio a pensara alla mia sistemazione, altrimenti detta: la caccia al tavolo.
Sembra che di tavoli già belli e pronti non ce ne siano (sembra, ricordatevi che ho detto sembra), e iniziamo di conseguenza a cercarne uno. Io non ho grandi pretese, in effetti: mi serve qualcosa di dimensioni civili, anche perché a questo punto sono dell'idea di portare il comitato e dovranno starci sei persone attorno al tavolo se lo giochiamo, ma un tavolo tondo di dimensioni medie è più che sufficiente. O lo sarebbe se ci fosse.
Pare che l'unico tavolo disponibile sia un enorme tavolo rettangolare, decisamente troppo. Decidiamo comunque di montarlo e fare cambio con uno dei due tavoli tondi già allestiti in sala.
Mentre Giuseppe e Riccardo piazzano il tavolo, io vado a riprendermi i miei giochi per occupare un posto... ovvero, ci provo: neanche esco dalla sala che sento un BANG! pauroso alle mie spalle e scopro che il tavolo in questione era in realtà una trappola per topi mascherata: le gambe non si bloccano e si sono chiuse di botto.
Per fortuna nessuno si è fatto male, ma tocca passare al piano B. Troviamo un altro tavolino tondo, un po' piccolo ma accettabile. Io e Riccardo stiamo per portarlo al suo posto quando Giuseppe ne fa magicamente comparire un altro ancora, di dimensioni un po' maggiori, che diventerà poi il tavolo designato.
Ci sistemo sopra le mie cose, e inizio a pensare a come renderlo visibile (ovvero far capire che siano le cose che ci stanno sopra). Questo lo otterrò con un cartello improvvisato la sera stessa, ma...
Ricordate quel "sembra"? Ricordate i due tavoli già allestiti? Be', quei due tavoli non li ha usati né occupati NESSUNO! Ovviamente lo scoprirò soltanto durante la convention.
Fatto sta che è ora di dover tornare. Mi concedo un po' di anticipo sia per sicurezza, sia perché piove (diluvia!), sia perché voglio passare a comprarmi un gelato dal bar dell'angolo che si chiama... Bar dell'Angolo! :-P
In realtà faccio MOLTO bene a concedermelo, perché sulla via del ritorno riesco in qualche modo a oltrepassare il cancello della stazione senza neanche vederlo e arrivare all'entrata principale del policlinico prima di accorgermi che sono fuori rotta e devo tornare indietro... parecchio indietro!!!
Comunque sia, riesco ad arrivare in stazione poco prima dell'arrivo del treno (che poi si scopre essere non così "poco", perché il treno è in ritardo, tanto per cambiare...).
A casa mi aspettano un po' di stampe da fare: gioco di comitato, cartello con nomi e qualche dettaglio dei giochi. Al resto ci penserò domani. Così come penserò domani al resto di questo report.
Ah, comunque sì, il gelato me lo sono preso, anche se ho dovuto mangiarlo in transito e sotto l'ombrello. :-D
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