Dopo aver saltato un'edizione per cause di forza maggiore (o, in effetti, di forza molto, molto minore se si considera che si trattava di un battesimo ^_^), quest'anno non mi sono fatto sfuggire l'occasione di partecipare alla LevanteCon, che nel frattempo continua a espandersi e inglobare sempre più eventi e manifestazioni (tra un po' occuperemo tutto l'hotel, camere incluse :-P)
Quest'anno, peraltro, non ero da solo, dato che per la prima volta ci sarebbe venuto anche Pierpaolo (mio cugino, da non confondersi con Pierpaolo, capitano della USS Nautilus, che sarebbe preoccupante se non ci fosse, invece). Dato che lui sarebbe venuto direttamente in auto, e memore del mio viaggio di andata dell'ultima volta (e ancor più memore di quello di ritorno, quattro ore passate ad attendere un autobus, ma questo è un altro discorso...) contavo che sarei stato già lì al suo arrivo.
In realtà... col cavolo...!!!
Fatto sta che arrivo a Bari, leggermente in ritardo perché l'autobus se la prende comoda, proseguo lungo quella che so essere la strada e... arteriosclerosi galoppante: non riesco a raccapezzarmi di dove dovrei svoltare. In realtà lo sapevo anche, dove dovevo svoltare, ma mi aspettavo un punto di riferimento che non riuscivo a trovare e ne trovavo uno che non ricordavo di dover trovare... sto invecchiando... -_-
Alla fine Pierpaolo mi ha telefonato per dirmi che era arrivato e si è ritrovato, ahilui, costretto a venirmi a recuperare mentre vagavo attorno al mio obiettivo come un cretino accaldato (cretino perché cretino, accaldato perché la giornata era incredibilmente calda, specie a confronto delle ultime, e io stavo fondendo nel mio giaccone pesante, che per fortuna ho poi potuto depositare nell'auto di Pierpaolo).
Così, arriviamo alla manifestazione. Dopo un passaggio obbligato alla toilette (invasa dai cosplayer) ci dirigiamo al banco dell'accettazione. Pierpaolo si registra, io indosso il mio badge della Nautilus... e trenta secondi dopo Pierpaolo (l'altro) me ne dà un altro nuovo (farò collezione).
La manifestazione è, come era prevedibile, più ampia dell'ultima volta che ci sono stato, e si è espansa anche in una sala che non avevo mai visto in precedenza, occupata per l'occasione dalla LevanteComics&Games (e invasa dai cosplayer).
Ovviamente, la prima cosa che ho fatto è stata cercare di salutare il maggior numero possibile di membri dell'equipaggio della Nautilus (quelli che conosco perlomeno) e togliermi la soddisfazione non da poco di presentare Pierpaolo a Pierpaolo (non sono cose che capitano tutti i giorni :-P). Mi sono anche informato dell'eventuale arrivo di Pia e Miriam di BraviAutori, ma tutti sapevano dirmi solo che erano passate il pomeriggio del Sabato (con tutto che io continuavo a dire che lo sapevo già) e non avevano notizie fresche. Il problema più grosso è che io non avevo idea di come fossero fatte loro, né loro di come fossi fatto io, per cui sapevo che se fossero arrivate avrei anche potuto incrociarle e non l'avrei mai saputo senza qualche conoscente comune a fare da intermediario. Io in effetti avevo il nome appeso al collo, ma nella folla dubito sarebbe stato un grande aiuto.
Dopo aver salutato i salutabili (alcuni li ho visti ma sono spariti prima che potessi raggiungerli o farmi notare, per cui ho dovuto rimandare) abbiamo fatto un primo giro di perlustrazione e fotografato qua e là le cose in esposizione, dalle opere di Riccardo Simone (lo Stargate, il martello di Thor, lo scudo di Capitan America, un cui gemello era in palio con la lotteria), ai vari modelli nella sala della scienza (lo shuttle estremamente dettagliato ma non solo), al modulo lunare funzionante, ai robottini un po' sacrificati in un angolo e a cui un maialino giallo rubava la scena, per finire ai banchetti degli sponsor, ricchi di materiale che sarebbe stato interessante comprare (se avessi avuto posto in casa per mettercelo). Molto belle in particolare una serie di tazze dei personaggi di fumetti e cartoni vari, dai Looney Toons ai Simpsons (che a me non piacciono ma le tazze erano comunque belle a vedersi) a una (UNA, come si è subito premurato di farci notare l'addetto al banco... una specie di minaccia velata) Jeeg, da cui Pierpaolo è stato quasi subito ispirato (da allora in poi non passavo una volta davanti al banco senza sbirciare e commentare con aria da cospiratore "La tazza di Jeeg c'è ancora").
Abbiamo più volte passato la sala convegni principale, stranamente quasi sempre vuota (magari si nascondevano tutti quando passavamo noi e facevano finta che in quel momento non ci fosse niente) e incrociato ogni genere di cosplayer (io ne avrò riconosciuti forse un paio dei personaggi da cui erano vestiti, molti me li ha dovuti spiegare Pierpaolo a cui "ne mancavano" meno, ma se non altro verso la fine ho dovuto chiarirne io uno a lui, il coniglio Frank di Donnie Darko, e mi sono sentito un po' meno fuori dal mondo :D)
Dopo un po' abbiamo deciso di dirgerci alla Sala Proiezioni per gustarci un episodio di Mazinga Z e il primo episodio di Mazinkaiser (il primo l'avevo già visto, il secondo no) interrogandoci sulle stranezze dei tagli fatti in Italia e sul perché Afrodite A in Mazinkaiser sia macrocefala.
A proiezioni finite, anche per riscaldarci un po' (la sala proiezioni era forse l'unica in cui l'aria condizionata faceva il suo lavoro con molta enfasi) abbiamo fatto un altro giro, approfittandone (io) per chiedere lumi sulla situazione di Pia e Miriam, ma nessuno sapeva niente.
Poco dopo abbiamo assistito a qualche prova di spettacolo dei cosplayer e alla premiazione del concorso di fumetto (con UNA sola partecipante che, stranamente, ha vinto) e illustrazione (qui da lontano il vincitore sembrava solo una macchia colorata... da vicino sembrava un disegno assieme a una macchia colorata).
Gran parte del resto della mattinata è trascorso esaminando l'esaminabile in dettaglio, ammirando i costumi in giro, passando ogni tanto alla toilette sempre più invasa dai cosplayer e prenotandoci per una partita di D&D per il pomeriggio. Mi sono anche prenotato mentalmente per chiedere al ragazzo dal volto verde che faceva parte della Tana dei Folletti (l'associazione ludica parte dell'organizzazione della manifestazione) se fosse un goblin, un orco, un elfo verde come diceva Pierpaolo (corroborato dal mio fratello rumeno Dan quando ha visto le foto) o magari solo un asparago, ma poi, chiaramente, non l'ho fatto e resterò a vita col dubbio.
Diopo un po' sono stato recuperato nella sala C&G (che sarebbe Comics&Games, non Gabbana che ha una relazione extra-Dolciugale) per avvisarmi che Pia e Miriam erano arrivate e mi stavano cercando (ai tavoli di gioco, ma io non ero ai tavoli... ero giusto lì davanti)... cosicché abbiamo infine potuto conoscerci e, nonostante la mia nota ritrosia a stare dalla parte sbagliata di una macchina fotografica (quella dove si trova l'obiettivo, vale a dire) ho addirittura sollecitato io stesso che l'evento venisse immortalato.
Abbiamo parlato un po', poi ci siamo salutati con un mio infelice "ci vediamo qui in giro" (non che avesse qualcosa di male il saluto in sé, è che puntualmente ha portato rogna e non ci siamo più incrociati).
Arrivata l'ora di pranzo, dopo esserci goduti un po' le sale ora semivuote, approfittando del mio badge con su scritto "STAFF" (e improvvidentemente non scritto "sì ma si fa per dire") che mi proteggeva dall'essere cacciato, ci siamo spostati verso il ristorante al piano di sopra per goderci il (tutt'altro che scarso e tutto sommato economico) pranzo: antipasti, primo, secondo... e il dolce ha un che di traumatico. I camerieri servono porzioni di torta, sostituendo le torte in questione man mano che finiscono... con altre diverse. Arrivati al nostro tavolo, hanno due porzioni due di meringata al limone che vengono immediatamente accaparrate dalle nostre dirimpettaie (Gabriella e... ehm... Manuela o Emanuela, non me lo ricorderò mai, comunque conoscenze della STICCON che non mi aspettavo di ritrovare qui), che fanno notare come noi fossimo rimasti senza... un secondo prima che venga presentata una torta al cioccolato che faceva ingrassare solo a guardarla troppo (e che non ho esitato un solo secondo a puntare). Sì, va poi detto che finita quella è comparsa una Sachertorte ancora più appetitosa, ma non si può avere tutto dalla vita...
Durante il pranzo non mancava l'occasione di vedere qualche cosplayer aggirarsi negli esterni dell'albergo dopo aver assodato che no, non poteva entrare durante la pausa pranzo.
Al rientro, dopo essere passati dalla toilette (invasa dai cosplayer) abbiamo fatto un altro giro e qualche foto del tipo "se non la facciamo ora che non c'è nessuno perché la sala è ancora chiusa possiamo beatamente scordarci di farla dopo", incluse le foto di gruppo della Nautilus. Non essendo del gruppo, Pierpaolo se ne è tenuto fuori. Poi si è iscritto, per cui tanto valeva prevenire, ma vabbe', sarà per il prossimo anno.
L'evento più eventuoso ed eventuale del primo pomeriggio era la sfilata dei cosplayer, ma c'era tempo e quindi abbiamo girellato un po', anche se ogni volta tornare nella sala era più difficile perché la gente aumentava. Abbiamo assistito all'arrivo di un pressoché perfetto Jack Sparrow (presidente della giuria del premio per il cosplay) con tanto di Will (che pareva il gemello di Orlando Bloom!), e ho anche tentato un'altra sortita alla toilette, ma stavolta l'invasione dei cosplayer era tale da impedire anche il minimo avvicinamento.
Ora... io sono più o meno abituato ai "cosplayer" dalla STICCON, ma lì sono per lo più focalizzati sulla fantascienza et similia, mentre qui c'erano moltissimi personaggi di cartoni animati, videogiochi e quant'altro, e abbiamo assistito anche a esibizioni piuttosto elaborate... per quanto possibile, perché c'era un mucchio di gente attorno a ogni lato del palco e bisognava lottare con la visibilità (e col caldo infernale amplificato dalla quantità di persone presenti). Mi sono fatto presente che la prossima volta dovrò portarmi dei paraorecchie, non per il caldo (anche perché farebbero effetto contrario :P) ma per salvare i miei poveri timpani da alcune note acute e dall'immancabile urlo o picco di volume occasionale.
A un certo punto la folla ha iniziato a sfollare (justamente) e la zona in cui eravamo è rimasta libera e con piena visuale. La prima cosa è durata solo fin quando non si è tramutata in un'area di parcheggio per guerriere Sailor. Più o meno allora abbiamo deciso di sganciarci e andare a vedere se fosse poi possibile giocare a D&D come da prenotazione. In realtà io ne ho approfittato prima per andare alla toilette (LIBERA: i cosplayer erano tutti nella sala!)
Abbiamo scoperto che eravamo solo noi due, il che impediva di giocare una partita nata per cinque, ma dopo un po' il gruppo si è formato, così ho potuto sedermi a un tavolo di D&D dopo anni e anni e anni (e credo per la mia prima volta in assoluto NON da Master O_o). La distribuzione alquanto random dei personaggi mi ha assegnato... quello che mi sarei scelto da solo se avessi avuto modo di farlo, una necromante individualista di nome Nemesia (che ho interpretato un tantino alla Saleria Lindir senza la parte schizofrenicosessuomane), che alla fine è pure riuscita a fare una buona azione per il mondo ottenendo in cambio di essere assalita da un vampiro, ma guarda tu, vai a far del bene...! Sì, MI SONO DIVERTITO, sia chiaro!
Tra l'altro ho avuto il piacere di conoscere la già menzionata Tana dei Folletti, non lontanissima da qui (a Bisceglie) ma comunque lontanissima per quel che mi riguarda.
Essendo già iniziata con un certo ritardo, la partita è durata abbastanza da essere l'ultima cosa che potevo permettermi di fare nella giornata, dovendo andare alla fermata dell'autobus (con un certo anticipo per non correre rischi...) Ho salutato al volo tutti i componenti della Nautilus che sono riuscito a incrociare o trovare facilmente (mi dispiace per quelli che invece non ho trovato, ma tanto ci rivedremo alla peggio tra un mese e mezzo), poi, previo passaggio all'auto, mi sono accomiatato da Pierpaolo (che è tornato dentro e si è comprato la tazza di Jeeg, ancora lì in barba alle minacce... :-P) e, non senza sbagliare svolta un'altra volta (ehm...) ho raggiunto senza problemi (nonostante un incidente lì vicino) la fermata, "abbordato" l'autobus poco dopo (era in anticipo) e fatto ritorno alla base, alquanto cotto ma anche alquanto soddisfatto.
In generale credo che, anche se forse qualcosa me la sono persa perché la confusione era parecchia, si sia trattato di una giornata molto ben riuscita (duemila e passa visitatori, credo che il cosplay abbia attirato parecchia gente extra peraltro). È un peccato che alcune cose fossero un po' sacrificate (lo spazio c'è ed è tanto, ma a momenti non bastava), ma del resto molte cose erano al loro esordio e il tempo per organizzarsi meglio c'è sempre.
OK, se avete letto fin qui... la prossima volta invece di leggere il mio report veniteci di persona!
Qualche foto, se avete voglia dell'impatto visivo:
http://www.facebook.com/album.php?aid=2110361&id=1538302603&l=93b58f105a
lunedì 4 aprile 2011
martedì 22 marzo 2011
Ultime creazioni
Dato che ultimamente sto lavorando parecchio a progetti di giochi da tavolo, ho voluto mettere alla prova un sito di Print on Demand specializzato nel caso sorga la necessità di farmi fare un prodotto come si deve. Quello per cui avrei voluto usarlo, in realtà, era ri-prototipare La Casa Stregata, ma purtroppo richiede pezzi che il sito in questione non produce, e non c'era modo di adattarlo. Di conseguenza ho deciso invece di far realizzare un gioco adattato al tema Star Trek e prendere i classici due piccioni con una fava: farmi un'idea del lavoro del sito e dei materiali che usano e avere qualcosa di nuovo da portare alla STICCON a fine Maggio.
Devo dire che i costi del sito sono decisamente abbordabili, ma la spedizione dagli USA è un salasso, e in effetti per non svenarmi solo con quella ho spalmato i costi su due copie del gioco in questione (così una me la tengo io :-P) e un mazzo di carte extra che costituiscono un gioco a parte, oltre a prendere qualche cosa sparsa tanto per vedere come è fatta.
Oggi ho finalmente ricevuto il mio bel pacco(ne) e qui ne vedete i risultati. La qualità non è eccelsa (non che me la aspettassi tale) ma è decisamente più che accettabile e vale la spesa.
Queste sono alcune visioni del gioco e dei materiali di DOMINION





Queste invece sono le carte (che poi sono praticamente tutto il gioco) di Massimo Stordimento:
Devo dire che i costi del sito sono decisamente abbordabili, ma la spedizione dagli USA è un salasso, e in effetti per non svenarmi solo con quella ho spalmato i costi su due copie del gioco in questione (così una me la tengo io :-P) e un mazzo di carte extra che costituiscono un gioco a parte, oltre a prendere qualche cosa sparsa tanto per vedere come è fatta.
Oggi ho finalmente ricevuto il mio bel pacco(ne) e qui ne vedete i risultati. La qualità non è eccelsa (non che me la aspettassi tale) ma è decisamente più che accettabile e vale la spesa.
Queste sono alcune visioni del gioco e dei materiali di DOMINION





Queste invece sono le carte (che poi sono praticamente tutto il gioco) di Massimo Stordimento:
domenica 9 gennaio 2011
venerdì 7 gennaio 2011
Gargoyle's Revenge
Era un po' che non vedevo uno di quei film che, una volta terminati, mi lasciavano a domandarmi cosa avessi visto di preciso...
Siamo in Romania nel 1532. Una donna in carrozza è inseguita da un gargoyle che all'improvviso viene affrontato da una torma di paesani sbucati dal nulla e armati dei classici forconi.
Un prete con un anello orrendo si ferisce il palmo della mano con la punta di un dardo da balestra per poi spararlo al gargoyle in questione, che cade a peso morto in quello che forse è un buco originato dalla caduta o forse una trappola che stava lì apposta (perché ovviamente tutti sapevano dove sarebbe caduto di preciso) o forse solo un buco tondo che stava lì per caso. Fatto sta che gli uomini lo tappano facendoci rotolare sopra un macigno di polistirolo che perde anche qualche pezzo e poi il prete, tanto per far capire che il macigno è finto a chi ancora non l'avesse notato, ci pianta dentro il suo anello con un colpo del calcio della balestra. No, non per una buona ragione, così tanto per.
Torniano ai giorni nostri. Siamo a Bucarest (ma ci verrà detto solo molto tempo dopo) dove alcuni agenti della CIA stanno collaborando alla soluzione di un caso di rapimento. Assistiamo a un patetico scambio di battute tra un'agente e uno dei rapitori, a una miniscossa di terremoto e poi a una specie di inseguimento che termina su un tetto dove, prima che gli agenti arrivino, il rapitore viene assalito e portato via da un gargoyle (operazione che per qualche motivo sporca tutto il tetto di sangue).
Cambio di scena, siamo in una chiesa in via di restauro. I restauratori hanno appena scoperto che dietro un affresco (brutto) se ne cela un altro (ancora più brutto) che noi sappiamo ritrarre la scena dell'inizio del film, ma per loro non significa molto.
Non è ben chiaro come facciano a vederlo visto che stanno osservando la parete con uno di quegli aggeggi che si usano per proiettare i lucidi sui muri, ma amen.
Un loro assistente locale chiama uno dei due per mostrargli qualcosa nei sotterranei della chiesa. Si tratta del macigno di polistirolo (sappiamo che è lo stesso perché c'è ancora conficcato l'anello) che a quanto pare "è stato fatto riemergere dal terremoto". Neanche il tempo di dirlo e c'è un'altra scossa il cui unico effetto (in assoluto) è quello di far sprofondare il macigno nel buco dell'inizio.
Il restauratore decide di calarsi e scopre una caverna piena di quelle che sembrano crisalidi di Gremlin con le veneziane, ma che noi dobbiamo presumere essere uova di gargoyle. Un secondo dopo, il gargoyle assale sia lui che il collaboratore.
Intanto, in chiesa è arrivato un nuovo prete che dovrebbe sostituire l'attuale, è che è evidentemente antipatico anche se non ha fatto niente a nessuno.
Qualche tempo dopo, l'unica restauratrice rimasta confida al prete in carica (quello vecchio) che i suoi colleghi non sono tornati e lei è preoccupata.
Nello stesso tempo, una ragazza sta visitando lo zoo e facendo foto degli animali, fregandosene altamente del fatto che un altoparlante annunci che lo zoo sta per chiudere, e del fatto che gli altri visitatori le spariscano attorno come fantasmi (sì, letteralmente!) Alla fine resta chiusa dentro e per qualche istante si ha l'impressione che volesse restarci di proposito ma no, è solo scema.
Come è ovvio, arriva il gargoyle e lei gli scatta una foto stando nascosta dietro un albero. Poi pensa bene di mettersi a giocare a rimpiattino e passa da un nascondiglio all'altro fino ad andarsi a chiudere in una gabbia aperta(!), e solo allora il mostro decide di spezzare le sbarre e andarle a fare visita.
Alla chiesa arrivano gli agenti della CIA che in qualche modo sono stati avvisati della scomparsa dei restauratori. Il lui della coppia di agenti inizia a flirtare con la superstite.
I due escono e si imbattono in una macchina fotografica abbandonata (quella della tizia dello zoo). Lui, dopo aver assodato che non è di nessuno degli scomparsi, determina che contiene delle foto (senza neanche accenderla) e decide di aver bisogno di un PC per vederle (anche qui accenderla avrebbe aiutato...), ma ci sono solo foto di animali e una mossa che potrebbe essere qualunque cosa.
Intanto, il corpo del rapitore viene ritrovato impalato su un palazzo e l'autopsia rivela che aveva addosso del DNA sconosciuto di pipistrello(!)
In chiesa, il primo prete sta sfogliando un libro finto antico che contiene illustrazioni di draghi tratte da qualche manuale di GdR, anche se lui dice che sono gargoyle. Il secondo prete lo rimprovera perché bada a queste superstizioni e gli dà un biglietto aereo che lui però strappa per poi alzarsi a mostrare agli spettatori che ha una balestra custodita in un confessionale.
La restauratrice, invitata fuori dall'agente della CIA, mostra a quest'ultimo una foto del dipinto originale spiegandogli che vi è ritratto il monastero di Brasov e che la creatura dipinta assomiglia a quella della foto (cosa che non è assolutamente vera, ma a lui sta bene lo stesso).
I due vanno a trovare il vescovo di Brasov che spiega loro la faccenda dei gargoyle e li porta a un armadietto chiuso a chiave che contiene una balestra identica a quella dell'altro prete. Spiega poi che i dardi di quella balestra (che non sono nell'armadietto chiuso a chiave ma banalmente poggiati sopra) sono stati benedetti e consacrati col sangue di un prete dal cuore puro (dicendolo si taglia il palmo e li inonda di sangue fino alla base) che quindi è il sangue di Cristo, e rappresentano l'unico modo di uccidere un gargoyle.
Detto ciò, il vescovo carica la balestra ed esce sul sagrato giusto in tempo per l'arrivo del gargoyle, col quale aveva evidentemente preso appuntamento. Il vescovo spara e manca il bersaglio. Agente e restauratrice prendono la balestra e fuggono in macchina, ma il mostro è chiaramente:
a) più veloce dell'auto
b) per nulla interessato a fare altro che girargli intorno e infastidirli
Alla fine, volando a marcia indietro per fare lo sborone, il gargoyle prende in pieno la volta di un tunnel e cade sui fili della luce.
Segue una scena pressoché irrilevante con un tizio che non si sa bene cosa c'entri con la faccenda ma in qualche modo indirizza le indagini verso il prete della chiesa.
Intanto, il prete nuovo ruba la balestra dal confessionale (non si capisce come sapesse che era lì), bagna i dardi di sangue e scende nella caverna delle uova attraverso un comodissimo passaggio che si trova nel cimitero della chiesa, chiuso da una botola di metallo(!)
Non è chiaro che intenzioni abbia perché il primo prete arriva, gli urla contro e gli spara.
Mentre gli agenti vanno ad armarsi, la restauratrice corre in chiesa e parla al prete della balestra. Questi la prende a pugni.
Dopo un po' la ritroviamo incatenata a degli anelli comodamente preesistenti nella caverna delle uova, dove il prete le spiega che quando il terremoto ha riaperto la caverna (cioè il giorno prima in pratica, e comunque ci si poteva entrare da sempre dal cimitero, mah!) ha capito tutto e ha deciso che i gargoyle regneranno sulla terra. Cosa gliene viene in tasca a lui non si capisce, comunque resta lì finché non vede che le uova iniziano a... uhm... a fare niente, in effetti i minigargoyle aprono le stecche delle veneziane e escono da lì, comunque... e fa per andarsene. L'altro prete però non è morto e lo rallenta, cosicché i gargoyle neonati se lo mangiano.
Intanto gli agenti della CIA sono arrivati in chiesa e, seguendo delle tracce di sangue di non si sa bene chi, sono scesi nel passaggio, armati di tutto punto, e iniziano a sparare ai mostri. Questi, che da grandi sono evidentemente immuni ai proiettili, da piccoli cadono quando vengono colpiti, ma in cambio sembrano avere lo strano potere di aumentare di numero quando ciò accade.
Tra una cosa e l'altra, il gruppo di agenti più restauratrice esce dalle caverne - che all'andata distavano forse mezzo metro dal cimitero e ora sono lontane centinaia di metri - poi ci butta dentro una bombetta incendiaria la cui fiammata riempie l'intero complesso sotterraneo.
A quel punto arriva il gargoyle adulto. L'agente della CIA lo colpisce con la balestra e lui cade dritto nel passaggio che porta alle caverne.
(Da questo film, insomma, si imparano due cose: che i gargoyle sono estremamente puntuali e terribilmente precisi quando si tratta di cascare)
Il film si chiude con gli agenti CIA chiamati in Siberia a indagare sulla sparizione di un aereo dovuta a un UFO(!) mentre in cielo vola allegro un gargoyle.
Siamo in Romania nel 1532. Una donna in carrozza è inseguita da un gargoyle che all'improvviso viene affrontato da una torma di paesani sbucati dal nulla e armati dei classici forconi.
Un prete con un anello orrendo si ferisce il palmo della mano con la punta di un dardo da balestra per poi spararlo al gargoyle in questione, che cade a peso morto in quello che forse è un buco originato dalla caduta o forse una trappola che stava lì apposta (perché ovviamente tutti sapevano dove sarebbe caduto di preciso) o forse solo un buco tondo che stava lì per caso. Fatto sta che gli uomini lo tappano facendoci rotolare sopra un macigno di polistirolo che perde anche qualche pezzo e poi il prete, tanto per far capire che il macigno è finto a chi ancora non l'avesse notato, ci pianta dentro il suo anello con un colpo del calcio della balestra. No, non per una buona ragione, così tanto per.
Torniano ai giorni nostri. Siamo a Bucarest (ma ci verrà detto solo molto tempo dopo) dove alcuni agenti della CIA stanno collaborando alla soluzione di un caso di rapimento. Assistiamo a un patetico scambio di battute tra un'agente e uno dei rapitori, a una miniscossa di terremoto e poi a una specie di inseguimento che termina su un tetto dove, prima che gli agenti arrivino, il rapitore viene assalito e portato via da un gargoyle (operazione che per qualche motivo sporca tutto il tetto di sangue).
Cambio di scena, siamo in una chiesa in via di restauro. I restauratori hanno appena scoperto che dietro un affresco (brutto) se ne cela un altro (ancora più brutto) che noi sappiamo ritrarre la scena dell'inizio del film, ma per loro non significa molto.
Non è ben chiaro come facciano a vederlo visto che stanno osservando la parete con uno di quegli aggeggi che si usano per proiettare i lucidi sui muri, ma amen.
Un loro assistente locale chiama uno dei due per mostrargli qualcosa nei sotterranei della chiesa. Si tratta del macigno di polistirolo (sappiamo che è lo stesso perché c'è ancora conficcato l'anello) che a quanto pare "è stato fatto riemergere dal terremoto". Neanche il tempo di dirlo e c'è un'altra scossa il cui unico effetto (in assoluto) è quello di far sprofondare il macigno nel buco dell'inizio.
Il restauratore decide di calarsi e scopre una caverna piena di quelle che sembrano crisalidi di Gremlin con le veneziane, ma che noi dobbiamo presumere essere uova di gargoyle. Un secondo dopo, il gargoyle assale sia lui che il collaboratore.
Intanto, in chiesa è arrivato un nuovo prete che dovrebbe sostituire l'attuale, è che è evidentemente antipatico anche se non ha fatto niente a nessuno.
Qualche tempo dopo, l'unica restauratrice rimasta confida al prete in carica (quello vecchio) che i suoi colleghi non sono tornati e lei è preoccupata.
Nello stesso tempo, una ragazza sta visitando lo zoo e facendo foto degli animali, fregandosene altamente del fatto che un altoparlante annunci che lo zoo sta per chiudere, e del fatto che gli altri visitatori le spariscano attorno come fantasmi (sì, letteralmente!) Alla fine resta chiusa dentro e per qualche istante si ha l'impressione che volesse restarci di proposito ma no, è solo scema.
Come è ovvio, arriva il gargoyle e lei gli scatta una foto stando nascosta dietro un albero. Poi pensa bene di mettersi a giocare a rimpiattino e passa da un nascondiglio all'altro fino ad andarsi a chiudere in una gabbia aperta(!), e solo allora il mostro decide di spezzare le sbarre e andarle a fare visita.
Alla chiesa arrivano gli agenti della CIA che in qualche modo sono stati avvisati della scomparsa dei restauratori. Il lui della coppia di agenti inizia a flirtare con la superstite.
I due escono e si imbattono in una macchina fotografica abbandonata (quella della tizia dello zoo). Lui, dopo aver assodato che non è di nessuno degli scomparsi, determina che contiene delle foto (senza neanche accenderla) e decide di aver bisogno di un PC per vederle (anche qui accenderla avrebbe aiutato...), ma ci sono solo foto di animali e una mossa che potrebbe essere qualunque cosa.
Intanto, il corpo del rapitore viene ritrovato impalato su un palazzo e l'autopsia rivela che aveva addosso del DNA sconosciuto di pipistrello(!)
In chiesa, il primo prete sta sfogliando un libro finto antico che contiene illustrazioni di draghi tratte da qualche manuale di GdR, anche se lui dice che sono gargoyle. Il secondo prete lo rimprovera perché bada a queste superstizioni e gli dà un biglietto aereo che lui però strappa per poi alzarsi a mostrare agli spettatori che ha una balestra custodita in un confessionale.
La restauratrice, invitata fuori dall'agente della CIA, mostra a quest'ultimo una foto del dipinto originale spiegandogli che vi è ritratto il monastero di Brasov e che la creatura dipinta assomiglia a quella della foto (cosa che non è assolutamente vera, ma a lui sta bene lo stesso).
I due vanno a trovare il vescovo di Brasov che spiega loro la faccenda dei gargoyle e li porta a un armadietto chiuso a chiave che contiene una balestra identica a quella dell'altro prete. Spiega poi che i dardi di quella balestra (che non sono nell'armadietto chiuso a chiave ma banalmente poggiati sopra) sono stati benedetti e consacrati col sangue di un prete dal cuore puro (dicendolo si taglia il palmo e li inonda di sangue fino alla base) che quindi è il sangue di Cristo, e rappresentano l'unico modo di uccidere un gargoyle.
Detto ciò, il vescovo carica la balestra ed esce sul sagrato giusto in tempo per l'arrivo del gargoyle, col quale aveva evidentemente preso appuntamento. Il vescovo spara e manca il bersaglio. Agente e restauratrice prendono la balestra e fuggono in macchina, ma il mostro è chiaramente:
a) più veloce dell'auto
b) per nulla interessato a fare altro che girargli intorno e infastidirli
Alla fine, volando a marcia indietro per fare lo sborone, il gargoyle prende in pieno la volta di un tunnel e cade sui fili della luce.
Segue una scena pressoché irrilevante con un tizio che non si sa bene cosa c'entri con la faccenda ma in qualche modo indirizza le indagini verso il prete della chiesa.
Intanto, il prete nuovo ruba la balestra dal confessionale (non si capisce come sapesse che era lì), bagna i dardi di sangue e scende nella caverna delle uova attraverso un comodissimo passaggio che si trova nel cimitero della chiesa, chiuso da una botola di metallo(!)
Non è chiaro che intenzioni abbia perché il primo prete arriva, gli urla contro e gli spara.
Mentre gli agenti vanno ad armarsi, la restauratrice corre in chiesa e parla al prete della balestra. Questi la prende a pugni.
Dopo un po' la ritroviamo incatenata a degli anelli comodamente preesistenti nella caverna delle uova, dove il prete le spiega che quando il terremoto ha riaperto la caverna (cioè il giorno prima in pratica, e comunque ci si poteva entrare da sempre dal cimitero, mah!) ha capito tutto e ha deciso che i gargoyle regneranno sulla terra. Cosa gliene viene in tasca a lui non si capisce, comunque resta lì finché non vede che le uova iniziano a... uhm... a fare niente, in effetti i minigargoyle aprono le stecche delle veneziane e escono da lì, comunque... e fa per andarsene. L'altro prete però non è morto e lo rallenta, cosicché i gargoyle neonati se lo mangiano.
Intanto gli agenti della CIA sono arrivati in chiesa e, seguendo delle tracce di sangue di non si sa bene chi, sono scesi nel passaggio, armati di tutto punto, e iniziano a sparare ai mostri. Questi, che da grandi sono evidentemente immuni ai proiettili, da piccoli cadono quando vengono colpiti, ma in cambio sembrano avere lo strano potere di aumentare di numero quando ciò accade.
Tra una cosa e l'altra, il gruppo di agenti più restauratrice esce dalle caverne - che all'andata distavano forse mezzo metro dal cimitero e ora sono lontane centinaia di metri - poi ci butta dentro una bombetta incendiaria la cui fiammata riempie l'intero complesso sotterraneo.
A quel punto arriva il gargoyle adulto. L'agente della CIA lo colpisce con la balestra e lui cade dritto nel passaggio che porta alle caverne.
(Da questo film, insomma, si imparano due cose: che i gargoyle sono estremamente puntuali e terribilmente precisi quando si tratta di cascare)
Il film si chiude con gli agenti CIA chiamati in Siberia a indagare sulla sparizione di un aereo dovuta a un UFO(!) mentre in cielo vola allegro un gargoyle.
venerdì 10 dicembre 2010
Il modo più efficace per finire in un libro
Pensandoci bene, il modo più efficace di finire in un libro è essere amico o parente di qualche povero disgraziato che ha fatto una brutta fine e assurgere in tal modo agli onori della cronaca.
Quello di cui sto per parlare, dunque, sarà forse il secondo modo più efficace, o forse no.
Fatto sta che uno dei miei racconti ultra-brevi che hanno partecipato al concorso l'Invasione degli Ultracorti tempo fa avrà di certo la possibilità di entrare non in uno ma in molti libri. Di straforo, più che altro, visto che è stato selezionato per essere pubblicato sul retro di uno di dodici segnalibri contenenti altrettanti racconti scartati nella finale del concorso in questione.
Per la precisione, il curatore della raccolta ha recentemente selezionato ventiquattro dei racconti non vincitori, che sono stati pubblicati nel blog della casa editrice a cui il concorso faceva capo.
Dodici di questi sono poi diventati dei segnalibri, per ora legati alle attività promozionali della casa editrice in questione.
Io avevo due racconti tra i ventiquattro e ne ho uno tra i dodici, cosa che potrei definire una ragguardevole media.
Per saperne di più, leggete qui.
Quello di cui sto per parlare, dunque, sarà forse il secondo modo più efficace, o forse no.
Fatto sta che uno dei miei racconti ultra-brevi che hanno partecipato al concorso l'Invasione degli Ultracorti tempo fa avrà di certo la possibilità di entrare non in uno ma in molti libri. Di straforo, più che altro, visto che è stato selezionato per essere pubblicato sul retro di uno di dodici segnalibri contenenti altrettanti racconti scartati nella finale del concorso in questione.
Per la precisione, il curatore della raccolta ha recentemente selezionato ventiquattro dei racconti non vincitori, che sono stati pubblicati nel blog della casa editrice a cui il concorso faceva capo.
Dodici di questi sono poi diventati dei segnalibri, per ora legati alle attività promozionali della casa editrice in questione.
Io avevo due racconti tra i ventiquattro e ne ho uno tra i dodici, cosa che potrei definire una ragguardevole media.
Per saperne di più, leggete qui.
lunedì 29 novembre 2010
Adunanza 2011
È stata varata l'edizione 2011 dell'Adunanza, gara letteraria per racconti scritti a più mani.
Riporto i dettagli dal sito organizzatore (BraviAutori.it)
Riporto "paro paro" da BraviAutori.it
Lo spirito del gioco deriva dal mitico personaggio di "Highlander", dove gli immortali si scontrano tutti contro tutti finché non ne rimarrà soltanto uno, il quale avrà come premio la Mortalità.
L'Adunanza è un concorso gratuito volto al componimento di un racconto scritto a più mani, in italiano, a tema libero, della lunghezza compresa tra le 50.000 e le 150.000 battute (spazi inclusi). A partecipare saranno le squadre dei siti web invitati, formate esclusivamente dai propri utenti e collaboratori.
Il presente invito è girabile a tutti gli altri siti letterari che ritenete possano apprezzare questa iniziativa. Noi abbiamo iniziato col contattare i siti che conosciamo, e per allargare la competizione confidiamo perciò nei vostri messaggeri. Più saremo, più sarà divertente misurarsi, e maggiore sarà il gusto della vittoria!
Per chi desidera maggiori informazioni, può scaricare il bando QUI.
Parteciperete o resterete tra il pubblico ai bordi dell'arena?
Riporto i dettagli dal sito organizzatore (BraviAutori.it)
Riporto "paro paro" da BraviAutori.it
Lo spirito del gioco deriva dal mitico personaggio di "Highlander", dove gli immortali si scontrano tutti contro tutti finché non ne rimarrà soltanto uno, il quale avrà come premio la Mortalità.
L'Adunanza è un concorso gratuito volto al componimento di un racconto scritto a più mani, in italiano, a tema libero, della lunghezza compresa tra le 50.000 e le 150.000 battute (spazi inclusi). A partecipare saranno le squadre dei siti web invitati, formate esclusivamente dai propri utenti e collaboratori.
Il presente invito è girabile a tutti gli altri siti letterari che ritenete possano apprezzare questa iniziativa. Noi abbiamo iniziato col contattare i siti che conosciamo, e per allargare la competizione confidiamo perciò nei vostri messaggeri. Più saremo, più sarà divertente misurarsi, e maggiore sarà il gusto della vittoria!
Per chi desidera maggiori informazioni, può scaricare il bando QUI.
Parteciperete o resterete tra il pubblico ai bordi dell'arena?
giovedì 25 novembre 2010
Amazon Italia
Scopro ora la nascita di Amazon Italia.
Si tratta della versione italiana di uno dei più grandi (e famosi) negozi online di libri e musica, dal cui originale americano ho spesso acquistato libri in lingua originale, CD e perfino del materiale per la tesi di laurea di mia sorella.
Questo nuovo sito italiano ha anche in corso un mese di promozione con spedizione gratuita e prezzi decisamente buoni.
E, che bello, ci sono anche io :-D
Si tratta della versione italiana di uno dei più grandi (e famosi) negozi online di libri e musica, dal cui originale americano ho spesso acquistato libri in lingua originale, CD e perfino del materiale per la tesi di laurea di mia sorella.
Questo nuovo sito italiano ha anche in corso un mese di promozione con spedizione gratuita e prezzi decisamente buoni.
E, che bello, ci sono anche io :-D
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