domenica 31 maggio 2009
Intanto che...
Domani, o forse dopodomani, avrò il tempo e la lucidità mentale per fare un post sulla STICCON, intanto però vorrei segnalare un piccolo dettaglio. Se qualcuno di voi ha visto il piccolo servizio proprio sulla STICCON fatto quest'oggi dal TG5 nell'edizione delle 13.00 (e che io probabilmente mai avrei saputo fosse stato trasmesso se non me l'avesse segnalato Pierpaolo), avrete notato che a un certo punto sono state intervistate delle persone sedute a un tavolo (un tale con barba e occhiali e uniforme gialla, un altro con la testa rasata e una canottiera nera). Bene, dalle immagini non si capisce ma i due sono seduti di fronte, e ancor meno si capisce che dall'altro lato del tavolo, in piedi e misericordiosamente fuori campo, c'ero io, a supervisionare la partita al mio gioco "Le Lacrime dei Profeti" che loro (e l'altro ragazzo inquadrato ma non interpellato) stavano giocando ^___^
mercoledì 27 maggio 2009
Il tempo, il cielo e Cielo, il tempo!

Quest'oggi, stranamente come previsto, il cielo si è oscurato e il caldo è stato temporaneamente mitigato da un bel temporale che ha fatto scendere di quasi dieci gradi la temperatura.
All'uscita dall'ufficio sono stato accolto dal suggestivo cielo che si può vedere qui sopra, ma in realtà ora sta rispuntando il sole e la temperatura sta già ricominciando a salire.
Fortuna che, in un modo o nell'altro, nei prossimi giorni, alla STICCON, starò per lo più al coperto, tra treni, centro congressi e albergo, salvo qualche passaggio che, mi auguro, farò all'asciutto.
E questo per la prima metà del titolo...
La seconda deriva dalla mia ferale scoperta che il treno che dovrò prendere per andare da Rimini a Bellaria domani sera, alle 20.20... è l'ultimo treno della serata! @___@
Il problema è che non ho molto tempo per prenderlo, solo quindici minuti, di conseguenza devo sinceramente augurarmi che l'EuroStar Bari - Rimini non si azzardi a ritardare, o mi troverò seriamente nei pasticci... @___@
OK, no, correggo, mi troverò più che altro in ritardo e costretto a prendere un autobus, cosa odiosa ma sopportabile (spero comunque che non accada!)
giovedì 21 maggio 2009
Inizio a odiare l'Africa
... e l'aver passato mezza mattinata e l'intero pomeriggio a rivedere per l'ennesima volta i conteggi di un lavoro fatto in Africa non è che aiuti, ma meno che mai aiuta la sparata che mi sono beccato dal capo in apertura di mattinata...
- "Perché hai usato i soldi di quella fattura per fare questa operazione??!??!" (non tipo jena ma sulla buona strada)
- "Perché me l'ha detto lei prima di partire." (calmo come un muro di mattoni)
- "No, io avevo detto che dovevamo usarli per pagare le provvigioni degli agenti."
- "No."
- "Sì."
- "Assolutamente no."
- "Sì, e quando arrivavano gli altri soldi dovevamo fare l'operazione che hai fatto tu."
- "No, il contrario"
- "Hai capito male, prendi gli appunti."
Prendo gli appunti, frutto sudato di un precedente pomeriggio speso a rifare sempre gli stessi conti, e c'è una bella nota manoscritta di suo pugno che, inutile a dirsi, dice esattamente quello che stavo dicendo io fin dall'inizio.
- "Vedi, avevamo scritto che... (legge, pausa) Eh, però tu dovevi immaginare che visto che gli altri soldi non sono ancora arrivati dovevamo fare prima il pagamento."
- "Ma gli altri soldi arriveranno a inizio Giugno, e lo sapevamo fin dall'inizio" (tant'è che c'era scritto pure quello nella nota...)
- "Ma io avevo promesso che pagavo le provvigioni appena arrivavano questi."
- "Sì, e l'ha detto a XXX che me l'ha detto ieri dopo che queste operazioni erano state fatte da un pezzo..." (a parte che poi, voglio dire, anche me l'avesse detto prima chi se lo filava se io comunque avevo altre disposizioni???)
- "Di queste cose non si capisce più niente"
Amen e No Comment.
- "Perché hai usato i soldi di quella fattura per fare questa operazione??!??!" (non tipo jena ma sulla buona strada)
- "Perché me l'ha detto lei prima di partire." (calmo come un muro di mattoni)
- "No, io avevo detto che dovevamo usarli per pagare le provvigioni degli agenti."
- "No."
- "Sì."
- "Assolutamente no."
- "Sì, e quando arrivavano gli altri soldi dovevamo fare l'operazione che hai fatto tu."
- "No, il contrario"
- "Hai capito male, prendi gli appunti."
Prendo gli appunti, frutto sudato di un precedente pomeriggio speso a rifare sempre gli stessi conti, e c'è una bella nota manoscritta di suo pugno che, inutile a dirsi, dice esattamente quello che stavo dicendo io fin dall'inizio.
- "Vedi, avevamo scritto che... (legge, pausa) Eh, però tu dovevi immaginare che visto che gli altri soldi non sono ancora arrivati dovevamo fare prima il pagamento."
- "Ma gli altri soldi arriveranno a inizio Giugno, e lo sapevamo fin dall'inizio" (tant'è che c'era scritto pure quello nella nota...)
- "Ma io avevo promesso che pagavo le provvigioni appena arrivavano questi."
- "Sì, e l'ha detto a XXX che me l'ha detto ieri dopo che queste operazioni erano state fatte da un pezzo..." (a parte che poi, voglio dire, anche me l'avesse detto prima chi se lo filava se io comunque avevo altre disposizioni???)
- "Di queste cose non si capisce più niente"
Amen e No Comment.
mercoledì 20 maggio 2009
Invasion of the Spiders - Live
Probabilmente ben sapendo quanto avessi apprezzato il film che dà il titolo a questo post, e approfittando del mio giorno di ferie estemporaneo di ieri, alcuni "simpatici amici" a otto zampe devono aver pensato bene di reinscenarlo a mio uso e consumo nel mio ufficio, che da questa mattina è pieno di quei classici ragnetti rossi estivi grossi quanto un punto di penna, che in realtà neanche sono ragni ma un qualche genere di afidi per quanto ne so.
Vero è che i ragni mi sono sempre stati simpatici come animali, non posso però dire lo stesso di queste cose zampettanti che mi passano davanti ogni trenta secondi, camminando allegramente su monitor, fogli e ripiano della scrivania (quel poco su cui è possibile camminare), e in alcuni casi finendo pure, volontariamente o meno (da parte mia, non loro, dubito siano kamikaze), spiaccicati sugli stessi (e c'è da dire che pare abbiano una quantità di sangue nettamente superiore alle loro dimensioni fisiche effettive, saranno degli emo-tesseratti?).
Finora, uno solo ha dimostrato una certa dose di educazione, e da ore se ne sta immobile poco sotto il pulsante di reset del PC, dove dà un tocco di colore senza infastidire nessuno. Quello sì, sono disposto anche ad adottarlo.
Vero è che i ragni mi sono sempre stati simpatici come animali, non posso però dire lo stesso di queste cose zampettanti che mi passano davanti ogni trenta secondi, camminando allegramente su monitor, fogli e ripiano della scrivania (quel poco su cui è possibile camminare), e in alcuni casi finendo pure, volontariamente o meno (da parte mia, non loro, dubito siano kamikaze), spiaccicati sugli stessi (e c'è da dire che pare abbiano una quantità di sangue nettamente superiore alle loro dimensioni fisiche effettive, saranno degli emo-tesseratti?).
Finora, uno solo ha dimostrato una certa dose di educazione, e da ore se ne sta immobile poco sotto il pulsante di reset del PC, dove dà un tocco di colore senza infastidire nessuno. Quello sì, sono disposto anche ad adottarlo.
domenica 17 maggio 2009
Dal profondo delle tenebre
Come accade spesso, il titolo italiano di questo film non ha niente a che vedere con l'originale ("Beneath still waters"), né tantomeno con la trama del film.
A ben vedere, comunque, neppure il film deve aver avuto molto a che fare con la trama del film, o si sarebbe rifiutato di farsi girare, perché perde acqua come un colabrodo... -___-
C'è da dire che il il tutto non è realizzato male, è proprio la sceneggiatura che ha dei buchi non indifferenti, e per spiegarli devo raccontare gli eventi in ordine cronologico, piuttosto che in quello con cui li si vede nel film.
Nel 1964, la cittadina spagnola di Marienbad è nelle mani di una specie di setta satanica guidata da un tale Mordecai Salas, che ha evocato una potenza oscura e possiede un libro dai poteri occulti (solita storia, insomma). È curioso il fatto che, stando a chi racconta la storia, "la setta aiutò molte persone in città". Ah. Vabbe'...
Fatto sta che il sindaco della cittadina decide di approvare il progetto di una nuova diga con l'intenzione di sconfiggere la setta (sì, non è un piano che abbia senso, me ne rendo conto) dopodiché entra con un prete e un altro tipo non meglio definito nella sede della setta in questione, dove sono riuniti tutti gli adepti, e, armato di crocifisso e fucile, li incatena (a Mordecai lega anche le mani e incappuccia la testa), porta via il libro (che seppellisce in una chiesa sotto una pietra a cui poi poggia sopra un crocifisso) e li lascia lì in modo che vengano sommersi quando la diga inonderà quella parte della città (quest'uomo era un genio, ammettiamolo...)
Una settimana prima della data dell'inondazione, due ragazzini vanno a giocare nella parte chiusa della città in barba alle recinzioni. Attratti da una strana luce, entrano nella casa in cui si trovano i cultisti (che non sono ancora morti di fame o di sete e stanno lì a lagnarsi come dei deficienti). Uno dei due bambini libera le mani di Salas (cosa che in realtà avrebbe potuto fare chiunque dei presenti visto che avevano sufficiente libertà di movimento) e questo lo ringrazia ammazzandolo (gli infila le mani in bocca e gli scardina la parte superiore del cranio) e poi apre a mani nude il collare di metallo che gli era stato messo dal sindaco.
Ora, ci si aspetterebbe che qualcuno in grado di fare questo avrebbe dovuto essere perfettamente in grado di liberarsi anche dalle corde ai polsi, ma pare di no. Ci si aspetterebbe che una volta libero lui liberi gli altri e recuperi il suo libro, ma no. In concreto non si capisce proprio cosa faccia, ma di certo la diga viene completata, la cittadina inondata e tanti saluti (e questo, notare, non sposta di un solo centimetro la croce poggiata sulla pietra in chiesa...).
Quarant'anni dopo, il sindaco è morto, la nuova città sorta intorno alla diga prospera, e la nipote del sindaco, Clara, ha visioni (orribili peraltro) di suo nonno che la avverte che "lui sta arrivando" e che "lei ha la forza di resistergli".
Intanto si verificano strani eventi: un ragazzo viene risucchiato nel lago artificiale da delle alghe e un reporter che è arrivato in città per un reportage fotografico (Dan) scopre immergendosi una strana corrente e un misterioso bagliore. Durante le ricerche del corpo del ragazzo, un poliziotto viene fatto a pezzi da... be', in effetti da nulla, in un'inquadratura è integro e in quella dopo è a pezzi, e intanto il supervisore della diga ha un incontro ravvicinato con una specie di zombi acquatico che non si capisce bene chi dovrebbe essere (ma presumibilmente qualcuno che lui conosceva) e che lo decapita. In tutto ciò, la diga inizia a mostrare pericolose crepe di cui nessuno pare interessarsi neanche lontanamente.
Dan e la figlia del sindaco vanno a trovare Luis, il bambino sopravvissuto alla simpatica scampagnata, il quale racconta loro tutta la storia della setta (che non si sa bene come faccia a conoscere). I due non se lo filano neanche di striscio e stanno per abbandonarlo, ma lui minaccia la donna con una spada (ridicola) e li costringe a portarlo... be', non si sa, perché lungo la strada compare dal nulla Salas e dà inizio alla scena più idiota di tutto il film...
Salas, fermo in mezzo alla strada, strappa Luis fuori dalla macchina con... uhm... la telecinesi?... e prima lo costringe a tagliarsi (credo i tendini ma è arduo dirlo) con la sua spada (che tutto è fuorché tagliente e si vede lontano un miglio), poi lo fa svolazzare in giro, poi ci parla, poi non riesce a impedirgli di ferirlo al collo, poi lo ammazza e gli apre la testa in due (ancora!)... insomma cinque minuti buoni in cui i due deficienti in macchina se ne stanno lì seduti a non fare assolutamente niente! Solo dopo che Luis è evidentemente morto, Dan esce e urla contro Salas (mah!)
Lui potrebbe ucciderlo, ma siccome già sappiamo che quest'uomo è tutto fuorché sensato, gli punta un dito contro ordinandogli di dimenticare tutto e andarsene, e insultandolo già che c'è. Poi Punta un dito contro la donna e la ricopre di ingiurie così, tanto per, oltre a informarla che intende ingravidare sua figlia Clara (e a noi?)
A lei non ordina di dimenticare quello che ha visto, ma fa poca differenza perché comunque anche Dan non si dimentica niente né se ne va, ma anzi parte in missione convinto di sapere come fermare Salas (come poi abbia capito come farlo è un mistero che resterà tale).
Ora, succedono anche parecchie altre cose, ma sono irrilevanti ed eviterò di parlarne, concentrandomi sugli eventi principali.
Salas va da Clara e la affascina dicendole che può darle la vita immortale, la porta a una romantica passeggiata sul lago (letteralmente sopra il lago), poi cerca di ammazzarla aprendole la testa in due (è vizio... e poi, non la voleva ingravidare? Ma la mamma non gli ha mai spiegato niente a questo?), ma lei ha una visione del nonno che le dice che "ha la forza di resistere" e quindi, giustamente, resiste.
Intanto la diga inizia a cedere, ma Dan ha recuperato il libro e lo ha portato nella casa dove erano imprigionati i membri della setta, che stanno iniziando a risvegliarsi come zombie (ma tanto sono ancora incatenati, per cui...) e dove si è formata non solo una provvidenziale bolla d'aria ma anche una bella fiamma in cui intende buttare il libro per distruggerlo (bastava così poco? Farlo prima invece di metterlo sotto una croce no?), ma gli compare suo figlio (morto anni prima in un incidente sul ghiaccio), al che lui lo abbraccia e il libro esce dalla sua mente. Ne esce, vale a dire, finché il geniale bambino non se ne viene fuori con "Ti prego, non bruciare il libro", e quindi lui, chiaramente, lo fa.
Salas affonda, Clara pure, ma Dan la recupera risalendo, e la diga smette di perdere. Sì, esatto, la crepa è ancora lì ma non esce più acqua.
E la cosa sarebbe già abbastanza scema così anche senza aggiungere il geniale tocco conclusivo di un bambino che non c'entra un tubo con l'intera faccenda a cui all'improvviso vengono gli occhi gialli come Salas. Subito dopo la diga cede (l'unica cosa sensata della storia, alla fine dei conti), titoli di coda.
Mah!
A ben vedere, comunque, neppure il film deve aver avuto molto a che fare con la trama del film, o si sarebbe rifiutato di farsi girare, perché perde acqua come un colabrodo... -___-
C'è da dire che il il tutto non è realizzato male, è proprio la sceneggiatura che ha dei buchi non indifferenti, e per spiegarli devo raccontare gli eventi in ordine cronologico, piuttosto che in quello con cui li si vede nel film.
Nel 1964, la cittadina spagnola di Marienbad è nelle mani di una specie di setta satanica guidata da un tale Mordecai Salas, che ha evocato una potenza oscura e possiede un libro dai poteri occulti (solita storia, insomma). È curioso il fatto che, stando a chi racconta la storia, "la setta aiutò molte persone in città". Ah. Vabbe'...
Fatto sta che il sindaco della cittadina decide di approvare il progetto di una nuova diga con l'intenzione di sconfiggere la setta (sì, non è un piano che abbia senso, me ne rendo conto) dopodiché entra con un prete e un altro tipo non meglio definito nella sede della setta in questione, dove sono riuniti tutti gli adepti, e, armato di crocifisso e fucile, li incatena (a Mordecai lega anche le mani e incappuccia la testa), porta via il libro (che seppellisce in una chiesa sotto una pietra a cui poi poggia sopra un crocifisso) e li lascia lì in modo che vengano sommersi quando la diga inonderà quella parte della città (quest'uomo era un genio, ammettiamolo...)
Una settimana prima della data dell'inondazione, due ragazzini vanno a giocare nella parte chiusa della città in barba alle recinzioni. Attratti da una strana luce, entrano nella casa in cui si trovano i cultisti (che non sono ancora morti di fame o di sete e stanno lì a lagnarsi come dei deficienti). Uno dei due bambini libera le mani di Salas (cosa che in realtà avrebbe potuto fare chiunque dei presenti visto che avevano sufficiente libertà di movimento) e questo lo ringrazia ammazzandolo (gli infila le mani in bocca e gli scardina la parte superiore del cranio) e poi apre a mani nude il collare di metallo che gli era stato messo dal sindaco.
Ora, ci si aspetterebbe che qualcuno in grado di fare questo avrebbe dovuto essere perfettamente in grado di liberarsi anche dalle corde ai polsi, ma pare di no. Ci si aspetterebbe che una volta libero lui liberi gli altri e recuperi il suo libro, ma no. In concreto non si capisce proprio cosa faccia, ma di certo la diga viene completata, la cittadina inondata e tanti saluti (e questo, notare, non sposta di un solo centimetro la croce poggiata sulla pietra in chiesa...).
Quarant'anni dopo, il sindaco è morto, la nuova città sorta intorno alla diga prospera, e la nipote del sindaco, Clara, ha visioni (orribili peraltro) di suo nonno che la avverte che "lui sta arrivando" e che "lei ha la forza di resistergli".
Intanto si verificano strani eventi: un ragazzo viene risucchiato nel lago artificiale da delle alghe e un reporter che è arrivato in città per un reportage fotografico (Dan) scopre immergendosi una strana corrente e un misterioso bagliore. Durante le ricerche del corpo del ragazzo, un poliziotto viene fatto a pezzi da... be', in effetti da nulla, in un'inquadratura è integro e in quella dopo è a pezzi, e intanto il supervisore della diga ha un incontro ravvicinato con una specie di zombi acquatico che non si capisce bene chi dovrebbe essere (ma presumibilmente qualcuno che lui conosceva) e che lo decapita. In tutto ciò, la diga inizia a mostrare pericolose crepe di cui nessuno pare interessarsi neanche lontanamente.
Dan e la figlia del sindaco vanno a trovare Luis, il bambino sopravvissuto alla simpatica scampagnata, il quale racconta loro tutta la storia della setta (che non si sa bene come faccia a conoscere). I due non se lo filano neanche di striscio e stanno per abbandonarlo, ma lui minaccia la donna con una spada (ridicola) e li costringe a portarlo... be', non si sa, perché lungo la strada compare dal nulla Salas e dà inizio alla scena più idiota di tutto il film...
Salas, fermo in mezzo alla strada, strappa Luis fuori dalla macchina con... uhm... la telecinesi?... e prima lo costringe a tagliarsi (credo i tendini ma è arduo dirlo) con la sua spada (che tutto è fuorché tagliente e si vede lontano un miglio), poi lo fa svolazzare in giro, poi ci parla, poi non riesce a impedirgli di ferirlo al collo, poi lo ammazza e gli apre la testa in due (ancora!)... insomma cinque minuti buoni in cui i due deficienti in macchina se ne stanno lì seduti a non fare assolutamente niente! Solo dopo che Luis è evidentemente morto, Dan esce e urla contro Salas (mah!)
Lui potrebbe ucciderlo, ma siccome già sappiamo che quest'uomo è tutto fuorché sensato, gli punta un dito contro ordinandogli di dimenticare tutto e andarsene, e insultandolo già che c'è. Poi Punta un dito contro la donna e la ricopre di ingiurie così, tanto per, oltre a informarla che intende ingravidare sua figlia Clara (e a noi?)
A lei non ordina di dimenticare quello che ha visto, ma fa poca differenza perché comunque anche Dan non si dimentica niente né se ne va, ma anzi parte in missione convinto di sapere come fermare Salas (come poi abbia capito come farlo è un mistero che resterà tale).
Ora, succedono anche parecchie altre cose, ma sono irrilevanti ed eviterò di parlarne, concentrandomi sugli eventi principali.
Salas va da Clara e la affascina dicendole che può darle la vita immortale, la porta a una romantica passeggiata sul lago (letteralmente sopra il lago), poi cerca di ammazzarla aprendole la testa in due (è vizio... e poi, non la voleva ingravidare? Ma la mamma non gli ha mai spiegato niente a questo?), ma lei ha una visione del nonno che le dice che "ha la forza di resistere" e quindi, giustamente, resiste.
Intanto la diga inizia a cedere, ma Dan ha recuperato il libro e lo ha portato nella casa dove erano imprigionati i membri della setta, che stanno iniziando a risvegliarsi come zombie (ma tanto sono ancora incatenati, per cui...) e dove si è formata non solo una provvidenziale bolla d'aria ma anche una bella fiamma in cui intende buttare il libro per distruggerlo (bastava così poco? Farlo prima invece di metterlo sotto una croce no?), ma gli compare suo figlio (morto anni prima in un incidente sul ghiaccio), al che lui lo abbraccia e il libro esce dalla sua mente. Ne esce, vale a dire, finché il geniale bambino non se ne viene fuori con "Ti prego, non bruciare il libro", e quindi lui, chiaramente, lo fa.
Salas affonda, Clara pure, ma Dan la recupera risalendo, e la diga smette di perdere. Sì, esatto, la crepa è ancora lì ma non esce più acqua.
E la cosa sarebbe già abbastanza scema così anche senza aggiungere il geniale tocco conclusivo di un bambino che non c'entra un tubo con l'intera faccenda a cui all'improvviso vengono gli occhi gialli come Salas. Subito dopo la diga cede (l'unica cosa sensata della storia, alla fine dei conti), titoli di coda.
Mah!
sabato 16 maggio 2009
Discarica PComunale
È dalla scorsa settimana, dopo aver visto "Push", che mi sono ripromesso di andare in cerca di un racconto che avevo scritto molto tempo fa, e che aveva delle somiglianze con la trama di base del film in questione.
Per "molto tempo" intendo davvero "moooooooooooooooooolto tempo", tornando indietro all'epoca in cui ancora esistevano il Komics Club che dà tuttora il nome al mio PBEM, e il suo "organo di informazione", la fanzine "Ora Zero", a cui si sarebbe da lì a poco (e per poco) affiancata una seconda fanzine di pura narrazione, "Verses", che conteneva storie prodotte da vari autori e ambientate in due distinti universi narrativi, uno quello Marvel (ma nel futuro, per la precisione nel 2015) e uno originale.
Il racconto in questione era stato il primo in assoluto di quest'ultimo, pubblicato su Ora Zero prima della nascita di Verses, e gettava le basi per l'esistenza dei paranormali che sarebbero poi stati protagonisti delle varie vicende.
Mi era appunto venuta voglia di recuperarlo, anche se ho continuato a rimandare e dimenticarmene alternativamente fino a oggi (ovviamente nel momento in cui si supponeva facessi tutt'altro, ma tant'è... :P).
Va da sé che il posto più logico dove iniziare a cercare un file sia l'Hard Disk del proprio PC.
È lì che ho (ri)scoperto di non avere un HD ma una sorta di discarica di file di ogni genere e sorta...
L'inizio è stato facile: cartella dei racconti, ma ovviamente non c'era.
Cartella superiore, e qui le cose iniziano a diventare complesse... immagini che non ricordavo esistessero, glossari per vecchi lavori di traduzione (nonché i vecchi lavori di traduzione), curriculum vitae di forse metà della popolazione mondiale tra sorella, cugini, parenti e amici vari (nonché qualche emerito sconosciuto che immagino fosse amico di qualcuno dei precedenti), articoli, lettere, dichiarazioni di non so che genere (e non ho al momento intenzione di scoprirlo), lezioni di inglese risalenti a quando tenevo il corso in azienda (con tanto di esercizi), file etichettati con nomi di persone che non conosco (incluso un "Leonardo" che proprio non so chi possa essere, non avendo mai conosciuto nessuno con questo nome), tabelle e regolamenti per sistemi di giochi di ruolo iniziati e mai finiti...
Eviterò accuratamente l'elenco di quello che ho trovato nel resto del disco, fatto sta che c'era di tutto fuorché quello che cercavo.
Colto da un'improvvisa ispirazione, ho aperto il cassetto in cui tengo i dischetti (floppy... sì, l'ho detto che era roba vecchia!) dove archiviavo il materiale a quell'epoca (il mio primo PC aveva ben 128Mb di Hard Disk...) trovandone uno promettente... l'ho inserito nel PC e ho scoperto che sì, probabilmente i file erano tra quelli... peccato fossero in formato Microsoft Works... @__@
Dopo essere riuscito ad aprirli (l'unica cosa buona che Word abbia fatto negli ultimi tempi da quando si rifiuta di lavorare con l'inglese), ovviamente ho scoperto che c'erano i racconti del 2015, ma solo quelli...
Mi sono così passato in rassegna non so quanti dischetti, trovando tra le altre cose un assurdo nonsense sui supereroi che avevo creato all'epoca (peccato non abbia un gran senso per chi non li conosce o lo pubblicherei, è talmente idiota da far ridere :P), un raccontino su Fenice che ero sempre stato convinto di avere anche sull'Hard Disk e invece non avevo, copie dei racconti che invece HO sull'Hard Disk, vecchi articoli della fanzine e infine (ma proprio infine, era l'ultimo dischetto) tutto il materiale di quel famigerato universo narrativo.
Tutto, vale a dire, tranne quell'unico racconto che stavo cercando... -___-
Per "molto tempo" intendo davvero "moooooooooooooooooolto tempo", tornando indietro all'epoca in cui ancora esistevano il Komics Club che dà tuttora il nome al mio PBEM, e il suo "organo di informazione", la fanzine "Ora Zero", a cui si sarebbe da lì a poco (e per poco) affiancata una seconda fanzine di pura narrazione, "Verses", che conteneva storie prodotte da vari autori e ambientate in due distinti universi narrativi, uno quello Marvel (ma nel futuro, per la precisione nel 2015) e uno originale.
Il racconto in questione era stato il primo in assoluto di quest'ultimo, pubblicato su Ora Zero prima della nascita di Verses, e gettava le basi per l'esistenza dei paranormali che sarebbero poi stati protagonisti delle varie vicende.
Mi era appunto venuta voglia di recuperarlo, anche se ho continuato a rimandare e dimenticarmene alternativamente fino a oggi (ovviamente nel momento in cui si supponeva facessi tutt'altro, ma tant'è... :P).
Va da sé che il posto più logico dove iniziare a cercare un file sia l'Hard Disk del proprio PC.
È lì che ho (ri)scoperto di non avere un HD ma una sorta di discarica di file di ogni genere e sorta...
L'inizio è stato facile: cartella dei racconti, ma ovviamente non c'era.
Cartella superiore, e qui le cose iniziano a diventare complesse... immagini che non ricordavo esistessero, glossari per vecchi lavori di traduzione (nonché i vecchi lavori di traduzione), curriculum vitae di forse metà della popolazione mondiale tra sorella, cugini, parenti e amici vari (nonché qualche emerito sconosciuto che immagino fosse amico di qualcuno dei precedenti), articoli, lettere, dichiarazioni di non so che genere (e non ho al momento intenzione di scoprirlo), lezioni di inglese risalenti a quando tenevo il corso in azienda (con tanto di esercizi), file etichettati con nomi di persone che non conosco (incluso un "Leonardo" che proprio non so chi possa essere, non avendo mai conosciuto nessuno con questo nome), tabelle e regolamenti per sistemi di giochi di ruolo iniziati e mai finiti...
Eviterò accuratamente l'elenco di quello che ho trovato nel resto del disco, fatto sta che c'era di tutto fuorché quello che cercavo.
Colto da un'improvvisa ispirazione, ho aperto il cassetto in cui tengo i dischetti (floppy... sì, l'ho detto che era roba vecchia!) dove archiviavo il materiale a quell'epoca (il mio primo PC aveva ben 128Mb di Hard Disk...) trovandone uno promettente... l'ho inserito nel PC e ho scoperto che sì, probabilmente i file erano tra quelli... peccato fossero in formato Microsoft Works... @__@
Dopo essere riuscito ad aprirli (l'unica cosa buona che Word abbia fatto negli ultimi tempi da quando si rifiuta di lavorare con l'inglese), ovviamente ho scoperto che c'erano i racconti del 2015, ma solo quelli...
Mi sono così passato in rassegna non so quanti dischetti, trovando tra le altre cose un assurdo nonsense sui supereroi che avevo creato all'epoca (peccato non abbia un gran senso per chi non li conosce o lo pubblicherei, è talmente idiota da far ridere :P), un raccontino su Fenice che ero sempre stato convinto di avere anche sull'Hard Disk e invece non avevo, copie dei racconti che invece HO sull'Hard Disk, vecchi articoli della fanzine e infine (ma proprio infine, era l'ultimo dischetto) tutto il materiale di quel famigerato universo narrativo.
Tutto, vale a dire, tranne quell'unico racconto che stavo cercando... -___-
venerdì 15 maggio 2009
Comunicazione di pubblica utilità
Per chi non fosse un frequentatore dell'altro blog, o non si fosse fatto incuriosire dal nuovo bannerino in toni di azzurro che vi è recentemente comparso, ho il piacere di segnalare che Sean MacMalcom ha creato Lulu.com Italia, un social network non ufficiale per autori che hanno pubblicato (o pubblicano) con Lulu.com, ma anche per semplici lettori.
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